Lettura 15 La prima suddivisione della Terra Dt 3,8 – 22
Dt 3,8 «In quel tempo, abbiamo preso ai due re degli Amorrei il paese che è oltre il Giordano, dal torrente Arnon al monte Ermon 9 – quelli di Sidone chiamano Sirion l’Ermon, gli Amorrei lo chiamano Senir -, 10 tutte le città della pianura, tutto Gàlaad, tutto Basan fino a Salca e a Edrei, città del regno di Og in Basan. 11 Perché Og, re di Basan, era rimasto l’unico superstite dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è forse a Rabba degli Ammoniti? È lungo nove cubiti secondo il cubito di un uomo.
12 In quel tempo abbiamo preso in possesso questo paese: ai Rubeniti e ai Gaditi diedi il territorio di Aroer, sul torrente Arnon, fino a metà della montagna di Gàlaad con le sue città.
13 Alla metà della tribù di Manàsse diedi il resto di Gàlaad e tutto il regno di Og in Basan; tutta la regione di Argob con tutto Basan, che si chiamava il paese dei Refaim. 14 Iair, figlio di Manàsse, prese tutta la regione di Argob, sino ai confini dei Ghesuriti e dei Maacatiti, e chiamò con il suo nome i villaggi di Basan, che anche oggi si chiamano Villaggi di Iair. 15 Diedi Gàlaad a Machir. 16 Ai Rubeniti e ai Gaditi diedi da Gàlaad fino al torrente Arnon, fino alla metà del torrente che serve di confine e fino al torrente Iabbok, frontiera degli Ammoniti, 17 e l’Araba il cui confine è costituito dal Giordano, da Genèsaret fino al mare dell’Araba, cioè il Mar Morto, sotto le pendici del Pisga, verso l’oriente.
18 Ora in quel tempo io vi diedi quest’ordine: JHWH vostro Dio vi ha dato questo paese in proprietà. Voi tutti, uomini vigorosi, passerete armati alla testa degli Israeliti vostri fratelli. 19 Soltanto le vostre mogli, i vostri fanciulli e il vostro bestiame (so che di bestiame ne avete molto) rimarranno nelle città che vi ho date, 20 finché JHWH abbia dato una dimora tranquilla ai vostri fratelli come ha fatto per voi, e prendano anch’essi possesso del paese che JHWH vostro Dio sta per dare a loro oltre il Giordano. Poi ciascuno tornerà nel possesso che io vi ho dato.
21 In quel tempo diedi anche a Giosuè quest’ordine: I tuoi occhi hanno visto quanto JHWH vostro Dio ha fatto a questi due re; lo stesso farà JHWH a tutti i regni nei quali tu stai per entrare. 22 Non li temete, perché lo stesso JHWH vostro Dio combatte per voi».
Il nostro brano crea una certa confusione perché riporta la distribuzione dei territori conquistati in due direzioni, prima da Nord verso Sud e poi da sud verso nord.
I nomi delle località riportate a noi non dicono molto e anch’essi producono confusione perché non abbiamo sottomano una carta geografica con quei nomi, e anche se guardassimo una delle nostre (Google Map) troveremmo nomi differenti da quelli qui riportati. Riteniamo sia sufficiente ricordare che ad ovest il confine è segnato dal Giordano, ad est dal deserto mentre i confini Settentrionale e Meridionale li riassumiamo di seguito brevemente.
Il confine settentrionale è segnato dal monte Ermon e dal fiume Jabbok, nome attuale Zarqa, che oggi scorre prevalentemente in Giordania e si immette nel Giordano poco più a nord del Mare di Galilea.
Il confine Meridionale è determinato dal fiume Arnon che oggi scorre prevalentemente in Giordania e si getta nel Mar Morto all’incirca a metà (con una certa fatica si può trovare su Google Map).
Questo territorio, risultato delle conquiste viste nelle due letture precedenti, viene divisa fra tre tribù: Ruben, Gad, Manasse, ma qui vengono poi citato Iair figlio di Manasse. E anche Machir era figlio di Manasse anzi, il primogenito. Notiamo qui la preoccupazione del redattore di collegare la divisione fatta da Mosè in relazione ai nomi acquisiti dai territori nel corso del tempo, per cui sembra che ci sia stata una suddivisione in cinque parti, mentre erano solo tre. Inoltre, Manasse ricevette un grande territorio anche al di qua del Giordano nel corso della conquiste successive, un fatto molto importante perché in questo modo per Israele viene stabilita la continuità territoriale tra le due sponde del Giordano. Dobbiamo ricordare che Manasse era figlio di Giuseppe per cui non appare mai un territorio a lui assegnato, mentre sono sempre ricordati le due parti assegnate a due dei suoi figli: Manasse, appunto, ed Efraim.
Ci possiamo chiedere perché Dio abbia condotto una guerra di sterminio verso i precedenti due re ed i loro popoli.
Al versetto 11 appare un breve cenno di carattere “archeologico” (?) il letto di re Og che misura, nella nostra unità, circa quattro per due metri. Il redattore assicura che esso e ancora visibile nella città di Rabbà degli ammoniti, l’attuale Amman. Allora Og era un discendente dei Refaim o Keniti, quindi un popolo non voluto da Dio e pertanto doveva essere eliminato. Troviamo la spiegazione nel libro di Genesi
Gen 6:1 «Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora JHWH disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi».
Questo brano è premessa al racconto del Diluvio universale.
Noi non sappiamo esattamente chi fossero questi “figli di Dio”, ma probabilmente si trattava di angeli ribelli che unendosi a donne facevano si che nascessero uomini mostruosi, i giganti, ovvero, refaim, o qeniti o keniti.
Questi sono esseri che non fanno parte della creazione voluta da Dio per cui dovrebbero essere eliminati.
Ora, i redattori del Libro Sacro hanno sempre cercato di non essere influenzati dalle mitologie dei popoli vicini, ma qualcosa è sfuggito. Così nel nostro testo abbiamo un passaggio che vorrebbe affermare la veridicità di questa credenza: il Letto di Og dotato di misure fuori del comune che si trova a Rabba. Oggi Amman. Gli studiosi ritengono che si tratti di “dolmen” effettivamente esistenti nei pressi di Amman in zone in cui la roccia contiene ossidi di ferro per cui sembrano arrugginiti e quindi di ferro a tutti gli effetti. L’archeologia ci dice che essi vennero eretti in epoca neolitica quindi databili attorno a 9000 a. C. Sono strutture simili a quelle di Stonehenge in Inghilterra o ai vari dolmen sparsi nella Bretagna francese e in molte altre parti. Allora non è il caso di applicare dure critiche a quei redattori se di fronte a tali strutture abbiano pensato che fossero state erette da giganti.
Comunque a noi interessa solo evidenziare che l’ultimo discendente dei Refaim sia stato in qualche modo eliminato, ma sottolineiamo: con l’aiuto di Dio perché questa è stata una guerra di JHWH.
Un altro brano potrebbe giustificare questa guerra di JHWH ed è la tavola delle genti di Gn 10 (non la riportiamo ma consigliamo di leggere il capitolo). In essa risulterebbe che dopo il Diluvio universale, Dio abbia suddiviso la terra fra tutti i popoli esistenti, settanta, sottintendendo che tutti dovrebbero stare tranquilli nel loro paese, ma sappiamo che la guerra inizia già tra i primi due fratelli apparsi in questo mondo: Caino e Abele.
Se è così, allora si potrebbe sostenere che questa guerra di JHWH e un mezzo per mettere, nel nostro contesto, un popolo, Israele nel territorio ad esso assegnato. E sappiamo che questa guerra continuerà, Guidata da Giosuè, fino quando Israele si sarà stabilmente insediato a Canaan.
L’ultima parte del nostro brano riguarda l’impegno per le tre tribù che già hanno avuto la Terra di aiutare le altre tribù a conquistare Canaan al di qua, ovest, del Giordano. In Deuteronomio questo tema è trattato in forma sintetica, ma in Numeri 32, probabilmente l’originale, che raccomandiamo di leggere, l’argomento è alquanto approfondito. Infatti, se le terre conquistate erano ricche di bestiame ed altri beni diventati bottino, ma con citta e case distrutte, risultava impossibile affidare alle sole donne e bambini la ricostruzione degli alloggi, la coltivazione dei campi e la cura del bestiame. Così da altri testi risulterà che la condivisione del prosieguo della guerra non sempre godette della partecipazione di tutti gli uomini in età di militare.
Come conclusione potremmo dire che anche in questa lettura si presenta la teologia di Deuteronomio che, ribadiamo, è quella di redattori che hanno sperimentato o conosciuto da vicino l’Esilio babilonese e deve cercare di infondere fiducia in JHWH a delle persone deluse e sfiduciate.
Essi sono convinti che L’Esilio sia stata la conseguenza della inosservanza della Torà e dell’idolatria verso gli altre dèi presenti in Canaan, da qui l’idea che l’insediamento avvenuto ad opera di Giosuè sia stato accompagnato dallo sterminio dei precedenti abitanti della Terra “dove scorre latte e miele”.
Ancora una volta dobbiamo dire che la Rivelazione non avviene tutta d’un colpo, ma che Dio mostra il suo disegno verso la Sua Creazione usando un linguaggio che gli uomini possano capire.
Solo quando i tempi saranno maturi Egli invierà il Figlio per mostrare l’infinità del suo amore verso tutte le sue creature. E sottolineiamo “TUTTE“.