Lettura 14 Gen 1,24-25 Sesto giorno, prima opera

Gen 1,24 Dio disse: «La terra produca (twoseh) esseri viventi (nefesh) secondo la loro specie: animali domestici, rettili e bestie selvagge secondo la loro specie».

Così avvenne.

25 Dio fece le bestie selvagge secondo la loro specie,

gli animali domestici secondo la loro specie

e tutti i rettili striscianti sul suolo secondo la loro specie.

Dio vide che era bello.

Dobbiamo sottolineare che gli animali pur su comando di Dio sono tuttavia prodotti dalla terra, twoseh significa: uscire, sorgere, germogliare. In questo modo si esprime la loro creaturalità: una rigorosa presa di distanza dalle religioni d’Egitto e dell’area mesopotamica che ritenevano dèi alcuni animali. Il racconto esodico del Vitello d’oro è un aspetto rigoroso di questa concezione (Es 24,12-7; 31,18; 32,1-35 Lettura 50 ss).

Gli animali sono semplici creature, la cui nefesh/anima / respiro / psiche, proviene dalla terra.

Vedremo che nella seconda opera di questo giorno, per la creazione dell’uomo la nefesh verrà solo da Dio. La terra non vi concorre in alcun modo. Semmai il concorso della terra nella creazione dell’uomo sarà presente solo nel secondo racconto della creazione, quello più antico, ma saremo di fronte ad un’altra tradizione.

Ora, l’agiografo non è uno scienziato intento a stabilire le varie classi degli animali, ma li suddivide secondo i bisogni dell’uomo: animali domestici importanti per la vita che, tuttavia, non possono ancora diventare cibo, cosa che accadrà solo dopo il Diluvio. Ci sono anche gli animali selvatici, che possono essere pericolosi e da ultimi i rettili, animali che hanno sempre avuto un rapporto problematico con l’uomo. E questa classificazione è già una prima separazione.

Una seconda separazione, cui la tradizione sacerdotale P tiene particolarmente, è la suddivisione degli animali secondo la loro specie, la confusione non è ammessa; sarebbe ritorno al caos primordiale.

È sorprendente che in questo racconto non appaia una suddivisione tra animali puri e impuri, cui tengono molto Esodo e soprattutto Levitico, dal che si dovrebbe dedurre che tutti gli animali sono puri. Se non fosse così non sarebbe più sostenibile il giudizio positivo: «Dio vide che era bello».

Nell’insieme, le opere della creazione sono disposte determinando una corrispondenza tra i primi tre giorni e quelli successivi.

1° => luce: giorno e notte 4° => sole, luna, stelle

2° => cielo, acque 5° => uccelli, pesci

3° => terra asciutta + 6° => animali terrestri +

=> erba, alberi => coppia umana

Questa disposizione consente di dire che i primi tre giorni permettono di creare l’ambiente che nei giorni successivi ospiterà i suoi abitanti.

La corrispondenza tra vegetazione e la coppia umana sembra, a prima vista, impertinente, ma vedremo che fino a dopo il Diluvio, il cibo per tutte le creature, uomo compreso, è costituito esclusivamente da vegetali (Gen 1,29-30): anche il leone è vegetariano.

Soltanto dopo il Diluvio, Gen 9,3, alla nuova umanità saranno concessi in cibo anche gli animali.