Lettura 131 Gen 1-50 Proposta di una visione di insieme del Libro di Genesi
Quando abbiamo iniziato la nostra esplorazione della Bibbia, abbiamo detto che il primo libro non è Genesi, ma Esodo. Infatti abbiamo iniziato da quel libro dal quale emerge che Dio è anzitutto Liberatore, poi Legislatore e infine Signore della Storia. L’idea di un Dio Creatore matura durante e dopo l’esilio babilonese insieme al passaggio dall’Enoteismo – ogni terra ha il suo dio (Ezechiele) – al Monoteismo. Allora possiamo affermare che Genesi è l’ultimo libro della Torah.
Pur avendo tenuto conto del metodo storico critico e dopo avere letto Genesi in modo sincronico, ci rendiamo conto del grande lavoro che ha fatto il redattore finale, o i redattori finali, nel raccogliere in modo “sensato” tradizioni orali e scritte che vivevano in diversi ambienti come saghe tribali, eziologie di santuari e di luoghi, aneddoti tramandati qua e là, insieme ai vari generi letterari.
Questi redattori pertanto hanno raccontato questo patrimonio, dopo il loro insediamento nella Terra e soprattutto dopo diversi secoli di predicazione profetica. Perciò il testo che abbiamo letto è il risultato di questo enorme lavoro assiemato a partire dal “loro” punto di vista. Abbiamo scritto “loro” tra virgolette perché possiamo pacificamente affermare che questo punto di vista è “Ispirazione”. E solo così quello scritto è diventato Parola di Dio.
In conseguenza di tutto questo, possiamo affermare che Genesi è una sintesi di tutta la Torah se non addirittura di quasi tutto l’Antico Testamento.
Anche se appare una sola volta, all’indomani del Diluvio, il termine Alleanza Gn 9, in tutti i racconti possiamo scoprire la fatica di Dio per dare vita a questo Suo disegno.
IL “PRIMA” DELLA CREAZIONE
Tutto inizia con il racconto della creazione che ha che fare con la libera iniziativa di Dio. Quel “tohu” e “bohu” dei quali parla il primo versetto Gn 1,1 Lettura 8, malgrado tutte le arrampicate dei traduttori e degli esegeti nessuno sa che cosa siano. Però quando Dio parla tutto ha inizio.
Gli scienziati, sempre a caccia di una causa da trovare per ogni effetto, continuano a stazionare all’interno della ricerca di qualcosa che preceda l’inizio. Il Big Bang inizio considerato come tale fino a qualche tempo fa, oggi vacilla lasciando spazio al Big Bounce / Grande Rimbalzo, teoria che pensa l’universo come qualcosa che respira: si espande fino ad un certo limite e poi inizia a comprimersi e quando ha raggiunto una compressione di un certo livello esplode nuovamente con un altro Big Bang.
Certo, finché la ricerca resta racchiusa nell’angusta Tavola Periodica degli Elementi non si può pensare che l’inizio sia prodotto da un’Entità Spirituale esclusa da quella Tavola.
E abbiamo visto che anche quel racconto in sette giorni non risolve il problema della creazione, perché in realtà si tratta di una solenne Liturgia Cosmica che ha il suo vertice nel Settimo Giorno. Un sette ottenuto con forzature perché in qualche giorno vengono create due opere.
Se quando Dio parla tutto ha inizio, allora può essere d’aiuto una lettura che fanno gli ebrei grazie ad una consonante presente nelle lingue semitiche. Si tratta della “alef“: una consonante che non produce alcun suono ma che stacca in due parti le parole. È il caso Canaan che noi pronunciamo prolungano il suono della doppia a. In ebraico la parola è spezzata in due parti Cana’an, dove l’apostrofo da noi indicato corrisponde ad un breve silenzio, cioè quella alef. La stessa cosa vale per la capitale dello Yemen Sana’a, che noi scriviamo Sanaa e la pronunciamo Sanà.
Ora, la “alef” è la prima lettera dell’alfabeto e la seconda è la “bet” che corrisponde alla nostra “b”. Poiché la Bibbia e quindi la creazione inizia con la parola “bereshit”, cioè: “all’inizio” (Lettura 2) e prima della bet c’è la alef, la consonante che non si pronuncia, gli ebrei possono dire: prima del “bereshit /inizio” c’era il silenzio. Forse questo “silenzio” riesce ad essere più eloquente di tanti discorsi a riguardo di quel “prima” dell’inizio.
Un silenzio che sarà interrotto dalla Parola di Dio.
GENEALOGIE E ALLEANZA
Nel nostro percorso abbiamo incontrato dieci genealogie che strutturano Genesi e ne scandiscono le varie sezioni.
1=> -La prima 2,4 riguarda la generazione del cielo e la terra «2,4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati».
2=> 5,1-32 => Si tratta dell’elenco di tutti i discendenti di Adamo, cioè tutti i patriarchi antidiluviani fino a Noè.
3=> 6,9 -10 => «Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. 10 «Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet».
A questa genealogia segue la decisione di Dio di sterminare l’umanità a causa della ormai inguaribile malvagità degli uomini.
4=> 10,1-32 => In questi versetti sono enumerati tutti i discendenti dei figli di Noè dai quali derivarono tutti i popoli conosciuti dalla Bibbia.
5=> 11,10 -26 => Dei tre figli di Noè vengono dettagliate soltanto tutte le discendenze di Sem, dal quale deriveranno anche gli ebrei, e si giunge così fino a Terach padre di Abramo.
6=> 11,27-32 => In questi versetti vengono riportati tutti i discendenti di Terach e quindi i fratelli e i parenti di Abramo, che abbiamo incontrato nelle letture del “Ciclo di Abramo”.
7=> 25,12- 18 => Vengono elencati tutti i discendenti di Ismaele, il figlio di Abramo nato dalla unione con la schiava Agar.
8=> 25,19 => La discendenza di Isacco, come tutto il suo ciclo, è molto stringata, perché vengono elencati solo Esaù e Giacobbe i due fratelli praticamente sempre in lotta tra di loro per via della primogenitura sottratta ad Esaù con inganno.
9=> 36,1 – 36,9 => La discendenza di Esaù è duplice perché divisa tra i figli nati in Canaan e quelli nati dopo il suo trasferimento nella terra di Seir.
10 => 37,2 => La discendenza di Giacobbe non è elencata alla maniera delle altre genealogie, perché viene fatta coincidere con la “Storia di Giuseppe”. Comunque il suo inizio è: «37,2 «Questa è la storia della discendenza di Giacobbe».
Certo, se leggiamo nel dettaglio tutte questi alberi genealogici andiamo in confusione e nasce spontaneamente la domanda circa il significato di tutte queste liste di nomi.
Abbiamo già avuto modo di affermare che la genealogia di una persona in quel tempo costituiva la sua carta d’identità. Anche per Gesù all’inizio dei Vangeli di Luca e Matteo viene riportato la sua genealogia.
Ma riteniamo che oltre a fornire l’identità di una persona, gli autori sacri intendessero mostrare che il piano di Dio Creatore di popolare la terra, aveva raggiunto il suo scopo, anche senza la collaborazione dell’uomo. Pensiamo al peccato di Adamo, la malvagità diffusasi prima del Diluvio, l’arroganza dei costruttori della Torre di Babele.
D’altra parte il Dio Trinitario che è in se stesso “Relazione“, ha creato l’altro da sé per avere una relazione libera anche con questo altro da sé. La libertà dell’uomo gli consente di rispondere a Dio anche in modo negativo. Ma Dio tra i molti ha sempre cercato qualcuno che gli consentisse di realizzare il suo disegno. Così è avvenuto con Noè, con Abramo, con Isacco, con Giacobbe e, ultimo, anche con Giuseppe.
Il suo piano è quello di instaurare con l’uomo una Alleanza. Ne troviamo un’anticipazione all’indomani della fine del Diluvio quando si rivolge a Noè in questi termini:
Gn 9,7 «E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, / siate numerosi sulla terra e dominatela».
8 Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: 9 «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi; 10 con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca. 11 Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra».
Un’Alleanza alla quale Dio ha posto come segno l’Arcobaleno.
Trovato un uomo disponibile a partecipare al Suo progetto, Abramo, stabilisce con lui e i suoi discendenti un’Alleanza che, come abbiamo visto in Gn15 e Gn 17, trova due celebrazioni. In una si impegna solo Dio, nell’altra anche l’uomo viene impegnato con un segno: la circoncisione.
Se l’Alleanza con Noè è un’eziologia metastorica e quella con Abramo protostorica, l’Alleanza Storica avviene sul monte Sinai, alla quale abbiamo dedicato molto spazio nel commento al libro di Esodo (vedi archivio).
Si tratta di un’Alleanza che ha come impegno da parte del popolo il rispetto dei Comandamenti, le Dieci Parole. Così il Dio Liberatore diventa anche Legislatore.
Un ‘Alleanza che poco dopo il popolo rompe costruendosi il Vitello d’Oro, anticipazione di tutte le rotture che Israele compirà nella storia.
Saranno i Profeti che continuamente richiameranno popolo, governanti e sacerdoti al rispetto dell’Alleanza, la quale rimane viva solo per la fedeltà di Dio, non per quella degli uomini.
L’approdo definitivo di questo tema avverrà con la morte in croce del Figlio, il quale però aveva già anticipato simbolicamente (identità nella differenza) la sera precedente nel corso dell’Ultima Cena.
È esattamente la Nuova ed Eterna Alleanza della quale facciamo memoria al centro della celebrazione Eucaristica.
A chiusura delle nostre riflessioni su Genesi riportiamo il Salmo 8 nella versione poetica di D. M. Turoldo.
Come splende, Signore Dio nostro, / il tuo nome su tutta la terra :
la bellezza tua voglio cantare, / essa riempie i cieli immensi.
Dalla bocca di bimbi e lattanti / liberare tu ami la lode,
per confonder superbi avversari / e ridurre a silenzio i ribelli.
Quando il sole contemplo e la luna / e le stelle che accendi nell’alto,
io mi chiedo davanti al creato: / cosa è l’uomo perché lo ricordi?
Cosa è mai questo figlio dell’uomo / che tu abbia di lui tale cura?
Inferiore di poco a un dio, / coronato di forza e di gloria!
Tu l’hai posto signore al creato / a lui tutte le cose affidasti:
ogni specie di greggi e d’armenti, / e animali e fiere dei campi.
Le creature dell’aria e del mare / e i viventi di tutte le acque:
come splende, Signore Dio nostro, / il tuo nome su tutta la terra!
Qui termina la nostra incursione nel libro di Genesi curata da Adriano G.
Prega per me
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Aa, vv, Giuseppe o l’uomo dai doppi destini, Biblia.
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G. Borgonovo, Commento a Genesi, Dispensa, FTIS.
G. Borgonovo, L’Eziologia metastorica, Gn 1-11, Dispensa FTIS.
G. Borgonovo, Il ciclo di Abramo, Gn 12-25, Dispensa FTIS.
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