Lettura 109 Il tema dei discepoli, seconda fase

SECONDA FASE – La sequela diventa problematica

Nella seconda fase di sviluppo del tema dei discepoli la tecnica della triplice narrazione ci permette di evidenziare come effettivamente dagli ammonimenti del c 4, la vicenda si sviluppi in negativo fino ad un culmine che è costituito da Mc 8,14-21.

Ritroviamo detta triplice composizione riemerge nelle scene della barca sul lago:

1- La tempesta sedata 4,35-41

4,36 «E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. […] 37 Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. 38 Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che moriamo?». 39 Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. 40 Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». 41 E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

2- Gesù che cammina sulle acque 6,45-52

6,47 «Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. 48 Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49 Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma», e cominciarono a gridare, 50 perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». 51 Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, 52 perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito».

3- Gesù che sulla barca ammonisce i suoi discepoli 8,14-21

8,14 «Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. 15 Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16 E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». 17 Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? 18 Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19 quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20 «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21 E disse loro: «Non capite ancora?».

Queste tre scene vanno viste in progressione e sono legate da alcuni elementi comuni:

a- i discepoli soli con Gesù sulla barca e lontani dalla folla

b- le prime due scene sono legate anche dal motivo della difficoltà che i discepoli hanno con l’acqua

c- la loro paura da un lato e la manifestazione di potenza di Gesù dall’altro

d- tutte e tre le scene mostrano una incapacità di comprendere da parte dei discepoli

e- la seconda e la terza scena sono tra loro legate dal motivo della moltiplicazione dei pani

Ambedue le moltiplicazioni sono precedute da un dialogo di Gesù con i discepoli.

Nella prima sono i discepoli a fare presente a Gesù i bisogni dellefolle

6,35 «Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; 36 congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare».

Gesù tenta di coinvolgerli nel dono del pane, ma essi rispondono negativamente.

Segue la scena di Gesù che cammina sulle acque che si conclude con l’annotazione della paura dei discepoli 6,52 «perché non avevano compreso il segno dei pani e il loro cuore era indurito».

Quindi la seconda moltiplicazione dei pani al c 8 preceduta da un breve dialogo in cui Gesù è presentato come “Pastore escatologico” che ha compassione della folla e fa presente ai discepoli il bisogno della gente. I discepoli non sono più neppure coloro che stimolano Gesù, ma egli stesso prova compassione per le folle. E di nuovo i discepoli fanno obiezione.

La conclusione di questo ulteriore sviluppo avviene nella terza scena sulla barca dove viene fortemente sottolineata la cecità, la sordità e 1’incomprensione dei discepoli.

7,14 «Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. 15 Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16 E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». 17 Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? 18 Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19 quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20 «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21 E disse loro: «Non capite ancora?».

L’incomprensione, che all’inizio era solo una possibilità, la troviamo qui realizzata dai discepoli.

Quegli stessi verbi attribuiti in 4,12 a “quelli di fuori“, sono ora usati da Gesù contro i dodici: «non udite, non vedete, non comprendete, avete il cuore indurito».

La loro non disponibilità e incomprensione li ha portati ad essere simili a quelli di fuori. Non sono più la sua famiglia a differenza del c3:

3, 34 «Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Qui nel vertice di queste tre scene, i discepoli sono posti nella luce più negativa: sono su posizioni che assomigliano a quelle dei nemici di Gesù.

In questo modo la chiesa di Marco è avvertita: la sua iniziale vita cristiana può svilupparsi negativamente.

Perciò Marco stimola la sua comunità a sviluppare questa comprensione e questo ascolto che è mancato ai discepoli.

Si crea così nel lettore una forte tensione poiché prima si è identificato nei discepoli, ed ora se ne distacca poiché la loro vicenda può essere anche la sua e della sua comunità.

Ultima annotazione: sembra essere una tecnica di Marco quella per cui man mano che si assisteal venir meno dei discepoli sorgono figure e scene di contrasto.

In questa sezione ne incontriamo due:

1- la guarigione del sordomuto della Decapoli in 7,3137 che guarito da Gesù diventa il tredicesimo apostolo, un cripto discepolo perché : «20 Egli se ne andò e si mise a proclamare / kērussō per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati»

2- e del cieco di Betsaida in 8,22-21 che dopo l’imposizione delle mani da parte di Gesù «… eneblepsen / vedeva dentro ogni cosa distintamente».

Il progressivo allontanamento dei discepoli da Gesù sembra momentaneamente risolversi con la confessione di fede di Pietro che era stata preparata da due altri interrogativi sull’identità di Gesù in 4,41 e 6,14.

4,39 «Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. 40 Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». 41 E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

6, 14 «Il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui». 15 Altri invece dicevano: «È Elia»; altri dicevano ancora: «È un profeta, come uno dei profeti». 16 Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!».

8,29 «Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30 E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno».

Ora la chiesa di Marco può identificarsi con la professione di Pietro di 8,29 perché anche lei riconosce che Gesù è il Cristo.