Libri - Consigli per la lettura

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Luigino Bruni

UNA CASA SENZA IDOLI. QOHELET, il libro delle nude domande

Ed. Dehoniane, 2017

Dopo un capitolo introduttivo centrato sul tema principale di Qòhelet – la lotta contro la religione economica del do ut des –, il docente di economia politica all’Università Lumsa raccoglie i quindici editoriali – molto apprezzati – comparsi su Avvenire a commento dell’enigmatico ma avvincente libro sapienziale. “Colui che parla nell’assemblea” (Qōhelet < qāhāl/assemblea)” mette per iscritto le sue riflessioni nel pieno del periodo ellenistico, quando la cultura greco-romana impera e sembra avere la meglio anche sull’antica sapienza ebraica, specialmente nelle grandi città cosmopolite.

Il saggio Qòhelet – il cui testo è entrato a fatica nel canone ebraico – si pone in modo realistico – non pessimistico – di fronte alla realtà per descriverne la sua enigmaticità, senza nascondersi dietro la foglia di fico della religione ebraica. Il suo sguardo disincantato vede come tutta la realtà sia “hebel/vapore/soffio/precarietà/provvisorietà”, sia tutta “Abele”.

Sotto il nome tutelare di Salomone, il re sapiente per eccellenza, il saggio Qòhelet prova di tutto nella vita, dalla riflessione sapienziale alla lettura assidua, al mangiare e bere in abbondanza – fino all’orgia –, ma sempre arrivando allo stesso risultato. La sapienza aggiunge dolore al dolore, tutto è hebel......

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Romano Guardini

LA FINE DELL'EPOCA MODERNA

Morcellania, Brescia 1993

Questo noto, e in certo modo profetico, saggio di Romano Guardini, presbitero e teologo cattolico, offre indirettamente una precisa visione del rapporto fra fede e ragione, fra cultura cristiana e società umana. L’ autore mostra la transizione del concetto di natura come luogo di riconoscimento di un rapporto con Dio in epoca medievale, al concetto di natura come “dato immediato”, proprio dell’epoca moderna.

Guardini mette in luce come nel successivo passaggio all’epoca contemporanea (preparato dalla secolarizzazione della modernità) i principali concetti e valori sui quali si basa la cultura umana si siano visti privati del senso religioso che li sosteneva.

Come lo stesso Guardini dichiara nella premessa all’opera, la sua analisi è stata resa possibile dal fatto che: «i tempi moderni sono sostanzialmente terminati e la fisionomia di un’epoca diviene completamente visibile solo quando essa scompare». (pp. 9-10)  

L’epoca moderna termina consegnando ai contemporanei un contesto che ha mantenuto il linguaggio e vari contenuti della cultura cristiana, ma solo a livello di “corteccia esterna”.

La società umana pare ormai incapace di riconoscerne la vera origine e pertanto anche di poterli mettere in pratica, perché tali contenuti, depauperati della loro linfa vitale, non possono essere restituiti al loro autentico ed originario significato.

Sorge quindi la questione fondamentale se una vita così abbia ancora senso. Leggiamo, in questa prospettiva, le significative parole dell’A.: «Ogni essere è più che se stesso; ogni avvenimento significa più che non il suo stretto compiersi. Tutto si riferisce a qualche cosa che sta al di sopra o al di là. E solo a partire di là riceve la sua pienezza. Se esso scompare le cose e le situazioni si svuotano di senso» (p. 97)......

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Louis de Wohl

LA GLORIOSA FOLLIA. Un romanzo del tempo di san Paolo

Ed. BUR, 2018

Dalla gioventù, trascorsa come devoto e severo studioso ebreo e feroce persecutore dei cristiani, alla miracolosa conversione sulla via di Damasco, fino all’instancabile impegno missionario e al martirio a Roma, Paolo di Tarso rappresenta una delle figure fondamentali della cristianità. Personaggio combattivo e affascinante, san Paolo emerge da questo portentoso romanzo in tutta la sua complessità....

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Giampaolo Nicolais

IL BAMBINO CAPOVOLTO: Per una psicologia dello sviluppo umano

Ed. San Paolo, 2018

Si sta diffondendo una visione distorta dell’infanzia?

di Barbara Forresi, rivista Gli Scritti – genn. 2019

In definitiva, sotto le vesti di questo culto dell’infanzia/noi abbandoniamo il bambino a se stesso/nella gestione della sua difficile situazione:/celebrandolo, lo ignoriamo. (Marcel Gauchet)

 

È pieno di scorci illuminanti, che meritano più di una visita, Il bambino capovolto di Giampaolo Nicolais. Non semplicemente un libro da leggere, ma un libro che non si può non leggere se si hanno dei figli o dei nipoti, o si è impegnati a diverso titolo nella cura, nella difesa e nella tutela dell’infanzia.

Uscendo dai consueti circuiti accademici e dalle riviste di settore, Giampaolo Nicolais – professore associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” e clinico dalla lunga esperienza con bambini e adolescenti – decide di rivolgersi al grande pubblico. Grazie ad uno stile comunicativo che coniuga precisione scientifica e bellezza della parola, la riflessione sul vero e quella sul bene, riscontri che provengono dalla psicologia, dalle neuroscienze, dalla genetica e vivaci spunti tratti dalla storia dell’uomo e da quella personale, raggiunge un obiettivo importante: sollevarci dal qui ed ora nel quale ci affanniamo, per lo più distrattamente, per osservare da una prospettiva più ampia l’infanzia, la genitorialità e i processi educativi. Come è cambiato il concetto di infanzia negli ultimi decenni? Quale bambino abbiamo in mente? Cosa vuol dire essere genitori oggi?

Senza alcun dubbio l’attenzione al bambino e alle sue esigenze di crescita non è mai stata così alta. Per millenni si è ritenuto che l’infanzia fosse una fase di mancanza, di incapacità, di “non ancora”, da superare quanto più rapidamente, che il bambino fosse un “adulto difettoso”; trainati da questa visione se ne sono ignorati e trascurati i bisogni primari. Solo con il secolo scorso si è arrivati alla scoperta dell’infanziae delle sue specificità, grazie alla ricerca medica e psicologica, evidenziandone l’influenza nel prosieguo della vita adulta. Ma cosa è successo dalla fine del secolo scorso ad oggi?.....

(continua)

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