Sabato 10a settimana del tempo ordinario – 3a dopo Pentecoste

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Letture del rito Ambrosiano

Nel bosco fiori ricoprono il terreno

ALL’INGRESSO  
«Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo;
io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo» – dice il Signore –.

LETTURA Lv 23, 9. 15-22
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno in cui avrete portato il covone per il rito di elevazione, conterete sette settimane complete. Conterete cinquanta giorni fino all’indomani del settimo sabato e offrirete al Signore una nuova oblazione. Porterete dai luoghi dove abiterete due pani, per offerta con rito di elevazione: saranno di due decimi di efa di fior di farina, e li farete cuocere lievitati; sono le primizie in onore del Signore. Oltre quei pani, offrirete sette agnelli dell’anno, senza difetto, un giovenco e due arieti: saranno un olocausto per il Signore, insieme con la loro oblazione e le loro libagioni; sarà un sacrificio di profumo gradito, consumato dal fuoco in onore del Signore. Offrirete un capro in sacrificio per il peccato e due agnelli dell’anno in sacrificio di comunione. Il sacerdote presenterà gli agnelli insieme al pane delle primizie con il rito di elevazione davanti al Signore; tanto i pani quanto i due agnelli consacrati al Signore saranno riservati al sacerdote. Proclamerete in quello stesso giorno una festa e convocherete una riunione sacra. Non farete alcun lavoro servile. Sarà per voi una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Quando mieterai la messe della vostra terra, non mieterai fino al margine del campo e non raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA Rm 14, 13 – 15, 2
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, d’ora in poi non giudichiamoci più gli uni gli altri; piùttosto fate in modo di non essere causa di inciampo o di scandalo per il fratello. Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è impuro in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come impuro, per lui è impuro. Ora se per un cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Non mandare in rovina con il tuo cibo colui per il quale Cristo è morto! Non divenga motivo di rimprovero il bene di cui godete! Il regno di Dio infatti non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo: chi si fa servitore di Cristo in queste cose è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini. Cerchiamo dunque ciò che porta alla pace e alla edificazione vicendevole. Non distruggere l’opera di Dio per una questione di cibo! Tutte le cose sono pure; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo. Perciò è bene non mangiare carne né bere vino né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi. La convinzione che tu hai, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non condanna se stesso a causa di ciò che approva. Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce secondo coscienza; tutto ciò, infatti, che non viene dalla coscienza è peccato. Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo.

VANGELO Lc 11, 37-42
✠ Lettura del Vangelo secondo LucaIn quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piùttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».

DOPO IL VANGELO
Questi sono i santi, amici di Dio,
gloriosi araldi del vangelo.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
A me che sono l’infimo tra tutti i santi
è stata concessa questa grazia:
di annunziare alle genti
le imperscrutabili ricchezze di Cristo.

ALLA COMUNIONE
«Ho altre pecore che non sono di questo ovile;
anch’esse io devo condurre – dice il Signore –.
Ascolteranno la mia voce
e diventeranno un solo gregge e un solo pastore».

Ufficio delle letture

Un ruscello scorre tra il verde del bosco

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Il gallo annunzia il giorno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,

e dice: «Su! Scuotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».

Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.

O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.

O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,
nell’unità del Paraclito
per la distesa dei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro (Gn 2, 2).

O misteriosa fonte dell’essere
che le bellezze del mondo hai creato
e hai dato fine all’opera
nella quiete del settimo giorno,

a te i solerti figli
pur nel riposo anelino
e nella vita innocente contemplino
la serena letizia del tuo volto.

O, se ingrati peccammo,
amaro pianto lavi il nostro errore,
sì che non ci impaùri, o Dio pietoso,
l’ora del tuo giudizio.

Accogli, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo che regna
con te e con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Cantico Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso
Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (Ap 15, 2-3).

Ant. Nostra forza e nostro canto è il Signore, *
egli ci ha salvati.

Voglio cantare in onore del Signore; †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.

È il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.

I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: «Inseguirò, raggiungerò, †
spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».

Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità, Signore?

Chi è come te, tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.

Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua promessa,

luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
in eterno e per sempre!

Gloria.

Ant. Nostra forza e nostro canto è il Signore,*
egli ci ha salvati.

Salmo 105
Bontà del Signore e infedeltà del popolo
Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi (1 Cor 10, 11).

I (1-27)

Ant. Visitaci, o Signore, con la tua salvezza.

Celebrate il Signore, perché è buono, *
eterna è la sua misericordia.

Chi può narrare i prodigi del Signore, *
far risuonare tutta la sua lode?

Beati coloro che agiscono con giustizia *
e praticano il diritto in ogni tempo.

Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo, *
visitaci con la tua salvezza,

perché vediamo la felicità dei tuoi eletti, †
godiamo della gioia del tuo popolo, *
con la tua eredità ci gloriamo.

Abbiamo peccato come i nostri padri, *
abbiamo fatto il male, siamo stati empi.

I nostri padri in Egitto non compresero i tuoi prodigi, †
non ricordarono tanti tuoi benefici *
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.

Ma Dio li salvò per il suo nome, *
per manifestare la sua potenza.

Minacciò il Mar Rosso e fu disseccato, *
li condusse tra i flutti come per un deserto;

li salvò dalla mano di chi li odiava, *
li riscattò dalla mano del nemico.

L’acqua sommerse i loro avversari, *
nessuno di essi sopravvisse.

Allora credettero alle sue parole *
e cantarono la sua lode.

Ma presto dimenticarono le sue opere, *
non ebbero fiducia nel suo disegno,

arsero di brame nel deserto, *
e tentarono Dio nella steppa.

Concesse loro quanto domandavano *
e saziò la loro ingordigia.

Divennero gelosi di Mosè negli accampamenti, *
e di Aronne, il consacrato del Signore.

Allora si aprì la terra e inghiottì Datan, *
e seppellì l’assemblea di Abiron.

Divampò il fuoco nella loro fazione *
e la fiamma divorò i ribelli.

Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, *
si prostrarono a un’immagine di metallo fuso;

scambiarono la loro gloria *
con la figura di un toro che mangia fieno.

Dimenticarono Dio che li aveva salvati, *
che aveva operato in Egitto cose grandi,

prodigi nel paese di Cam, *
cose terribili presso il Mar Rosso.

E aveva già deciso di sterminarli, †
se Mosè suo eletto non fosse stato sulla breccia di fronte a lui, *
per stornare la sua collera dallo sterminio.

Rifiutarono un paese di delizie, *
non credettero alla sua parola.

Mormorarono nelle loro tende, *
non ascoltarono la voce del Signore.

Egli alzò la mano su di loro *
giurando di abbatterli nel deserto,

di disperdere i loro discendenti tra le genti *
e disseminarli per il paese.

Gloria.

Ant. Visitaci, o Signore, con la tua salvezza.

II (24-48)

Ant. Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli.

Si asservirono a Baal-Peor *
e mangiarono i sacrifici dei morti.

Provocarono Dio con tali azioni *
e tra essi scoppiò una pestilenza.

Ma Finees si alzò e si fece giudice, *
allora cessò la peste

e gli fu computato a giustizia *
presso ogni generazione, sempre.

Lo irritarono anche alle acque di Meriba *
e Mosè fu punito per causa loro,

perché avevano inasprito l’animo suo *
ed egli disse parole insipienti.

Non sterminarono i popoli *
come aveva ordinato il Signore,

ma si mescolarono con le nazioni *
e impararono le opere loro.

Servirono i loro idoli *
e questi furono per loro un tranello.

Immolarono i loro figli *
e le loro figlie agli dèi falsi.

Versarono sangue innocente, †
il sangue dei figli e delle figlie *
sacrificati agli idoli di Canaan;

la terra fu profanata dal sangue, †
si contaminarono con le opere loro, *
si macchiarono con i loro misfatti.

L’ira del Signore si accese contro il suo popolo, *
ebbe in orrore il suo possesso;

e li diede in balía dei popoli, *
li dominarono i loro avversari,

li oppressero i loro nemici *
e dovettero piegarsi sotto la loro mano.

Molte volte li aveva liberati; †
ma essi si ostinarono nei loro disegni *
e per le loro iniquità furono abbattuti.

Pure, egli guardò alla loro angoscia *
quando udì il loro grido.

Si ricordò della sua alleanza con loro, *
si mosse a pietà per il suo grande amore.

Fece loro trovare grazia *
presso quanti li avevano deportati.

Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli,

perché proclamiamo il tuo santo nome *
e ci gloriamo della tua lode.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele †
da sempre e per sempre. *
Tutto il popolo dica: Amen.

Gloria.

Ant. Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

Benedicimi, Padre.
Per Cristo, che è via e verità, la divina Maestà ci benedica.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal libro di Giosuè
Gs 10, 1-14; 11, 15-17

Il popolo di Dio entra in possesso della sua terra

Quando Adonì-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuè aveva preso Ai e l’aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di Gàbaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro, ebbe grande paura, perché Gàbaon, una delle città regali, era più grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi. Allora Adonì Zedek, re di Gerusalemme, mandò a dire a Oam, re di Ebron, a Piream, re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis, e a Debir, re di Eglon: «Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gàbaon, perché ha fatto pace con Giosuè e con gli Israeliti». Quelli si unirono e i cinque re amorrèi, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis ed il re di Eglon, vennero con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gàbaon e le diedero battaglia. Allora gli uomini di Gàbaon mandarono a dire a Giosuè, all’accampamento di Gàlgala: «Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne». Giosuè partì da Gàlgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri. Allora il Signore disse a Giosuè: «Non aver paura di loro, perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterà davanti a te».
Giosuè piombò su di loro d’improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Gàlgala. Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gàbaon una grande disfatta, li inseguì verso la salita di Bet-Oron e li batté fino ad Azekà e fino a Makkedà. Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azekà e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne avessero ucciso gli Israeliti con la spada. Quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele:
«Sole, férmati in Gàbaon
e tu, luna, sulla valle di Àialon».
Si fermò il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicò dei nemici.
Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero. Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva ascoltato il Signore la voce d’un uomo, perché il Signore combatteva per Israele»?
Come aveva comandato il Signore a Mosè suo servo, Mosè ordinò a Giosuè e Giosuè così fece: non trascurò nulla di quanto aveva comandato il Signore a Mosè.
Giosuè si impadronì di tutto questo paese: le montagne, tutto il Negheb, tutto il paese di Gosen, il bassopiano, l’Araba e le montagne di Israele con il loro bassopiano. Dal monte Calak, che sale verso Seir, a Baal-Gad nella valle del Libano sotto il monte Ermon, prese tutti i loro re, li colpì e li mise a morte.

RESPONSORIO
Hai divelto, Signore, una vite dall’Egitto;
per trapiantarla hai espulso le genti.

Hai esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli;
per trapiantarla hai espulso le genti.

Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.

SECONDA LETTURA
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
Disc. 23 A. 1-4

Il Signore ha avuto misericordia di noi

Siamo veramente beati se, quello che ascoltiamo, o cantiamo, lo mettiamo anche in pratica. Infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina, mentre nell’opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò, vorrei esortarvi a non andare in chiesa e poi restare senza frutto, ascoltare cioè tante belle verità, senza poi muovervi ad agire.
Tuttavia non dimentichiamo quanto ci dice l’Apostolo: «Per questa grazia siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio, né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2, 8-9). Ribadisce: «Per grazia siete stati salvati» (Ef 2, 5). In realtà non vi era in precedenza nella nostra vita nulla di buono che Dio potesse apprezzare e amare, quasi avesse dovuto dire a se stesso: «Andiamo, soccorriamo questi uomini, perché la loro vita è buona». Non poteva piacergli la nostra vita col nostro modo di agire, però non poteva dispiacergli ciò che egli stesso aveva operato in noi. Pertanto condannerà il nostro operato, ma salverà ciò che egli stesso ha creato.
Dunque non eravamo davvero buoni. Ciò nonostante, Dio ebbe compassione di noi e mandò il suo Figlio, perché morisse, non già per i buoni, ma per i cattivi, non per i giusti, ma per gli empi. Proprio così: «Cristo morì per gli empi» (Rm 5, 6). E che cosa aggiunge? «Ora a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto», al massimo «ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene» (Rm 5, 7). Può darsi che qualcuno abbia la forza di morire per il giusto. Ma per l’ingiusto, l’empio, l’iniquo, chi accetterebbe di morire, se non Cristo soltanto, che è talmente giusto da poter giustificare anche gli ingiusti?
Come vedete, fratelli, non avevamo opere buone, ma tutte erano cattive. Tuttavia, pur essendo tali le opere degli uomini, la misericordia divina non li abbandonò. Anzi Dio mandò il suo Figlio a redimerci non con oro né con argento, ma a prezzo del suo sangue, che egli, quale Agnello immacolato condotto al sacrificio ha sparso per le pecore macchiate, se pure solo macchiate e non del tutto corrotte.
Questa è la grazia che abbiamo ricevuto. Viviamo perciò in modo degno di essa, per non fare oltraggio a un dono sì grande. Ci è venuto incontro un medico tanto buono e valente da liberarci da tutti i nostri mali. Se vogliamo di nuovo ricadere nella malattia, non solo recheremo danno a noi stessi, ma ci dimostreremo anche ingrati verso il nostro medico. Seguiamo perciò le vie che egli ci ha mostrato, specialmente la via dell’umiltà, quella per la quale si è incamminato lui stesso. Infatti ci ha tracciato la via dell’umiltà con il suo insegnamento e l’ha percorsa fino in fondo soffrendo per noi. Perché dunque colui che era immortale potesse morire per noi, «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14). L’immortale assunse la mortalità, per poter morire per noi e distruggere in tal modo con la sua morte la nostra morte. Questo ha compiuto il Signore, in questo ci ha preceduto. Lui che è grande si è umiliato, umiliato fu ucciso, ucciso risuscitò e fu esaltato per non lasciare noi nell’inferno, ma per esaltare in sé, nella risurrezio­ne dai morti, coloro che in questa terra aveva esaltati soltanto nella fede e nella confessione dei giusti. Dunque ci ha chiesto di seguire la via dell’umiltà: se lo faremo daremo gloria al Signore e a ragione potremo cantare: «Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie, invocando il tuo nome» (Sal 74, 2).

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore,

tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
Dio, che hai liberato il tuo popolo
dalle tenebre dell’Egitto
e sotto la guida di Mosè, tuo servo,
lo hai sottratto a una schiavitù insopportabile,
salva anche noi dalla notte del mondo
e guidaci alla vera pace, promessa ai nostri padri.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Ufficio delle letture – Beato Clemente Vismara sacerdote

Beato Clemente Vismara

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Il gallo annunzia il giorno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,

e dice: «Su! Scuotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».

Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.

O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.

O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,
nell’unità del Paraclito
per la distesa dei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro (Gn 2, 2).

O misteriosa fonte dell’essere
che le bellezze del mondo hai creato
e hai dato fine all’opera
nella quiete del settimo giorno,

a te i solerti figli
pur nel riposo anelino
e nella vita innocente contemplino
la serena letizia del tuo volto.

O, se ingrati peccammo,
amaro pianto lavi il nostro errore,
sì che non ci impaùri, o Dio pietoso,
l’ora del tuo giudizio.

Accogli, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo che regna
con te e con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Cantico Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso
Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (Ap 15, 2-3).

Ant. Nostra forza e nostro canto è il Signore, *
egli ci ha salvati.

Voglio cantare in onore del Signore; †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.

È il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.

I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: «Inseguirò, raggiungerò, †
spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».

Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità, Signore?

Chi è come te, tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.

Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua promessa,

luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
in eterno e per sempre!

Gloria.

Ant. Nostra forza e nostro canto è il Signore,*
egli ci ha salvati.

Salmo 105
Bontà del Signore e infedeltà del popolo
Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi (1 Cor 10, 11).

I (1-27)

Ant. Visitaci, o Signore, con la tua salvezza.

Celebrate il Signore, perché è buono, *
eterna è la sua misericordia.

Chi può narrare i prodigi del Signore, *
far risuonare tutta la sua lode?

Beati coloro che agiscono con giustizia *
e praticano il diritto in ogni tempo.

Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo, *
visitaci con la tua salvezza,

perché vediamo la felicità dei tuoi eletti, †
godiamo della gioia del tuo popolo, *
con la tua eredità ci gloriamo.

Abbiamo peccato come i nostri padri, *
abbiamo fatto il male, siamo stati empi.

I nostri padri in Egitto non compresero i tuoi prodigi, †
non ricordarono tanti tuoi benefici *
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.

Ma Dio li salvò per il suo nome, *
per manifestare la sua potenza.

Minacciò il Mar Rosso e fu disseccato, *
li condusse tra i flutti come per un deserto;

li salvò dalla mano di chi li odiava, *
li riscattò dalla mano del nemico.

L’acqua sommerse i loro avversari, *
nessuno di essi sopravvisse.

Allora credettero alle sue parole *
e cantarono la sua lode.

Ma presto dimenticarono le sue opere, *
non ebbero fiducia nel suo disegno,

arsero di brame nel deserto, *
e tentarono Dio nella steppa.

Concesse loro quanto domandavano *
e saziò la loro ingordigia.

Divennero gelosi di Mosè negli accampamenti, *
e di Aronne, il consacrato del Signore.

Allora si aprì la terra e inghiottì Datan, *
e seppellì l’assemblea di Abiron.

Divampò il fuoco nella loro fazione *
e la fiamma divorò i ribelli.

Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, *
si prostrarono a un’immagine di metallo fuso;

scambiarono la loro gloria *
con la figura di un toro che mangia fieno.

Dimenticarono Dio che li aveva salvati, *
che aveva operato in Egitto cose grandi,

prodigi nel paese di Cam, *
cose terribili presso il Mar Rosso.

E aveva già deciso di sterminarli, †
se Mosè suo eletto non fosse stato sulla breccia di fronte a lui, *
per stornare la sua collera dallo sterminio.

Rifiutarono un paese di delizie, *
non credettero alla sua parola.

Mormorarono nelle loro tende, *
non ascoltarono la voce del Signore.

Egli alzò la mano su di loro *
giurando di abbatterli nel deserto,

di disperdere i loro discendenti tra le genti *
e disseminarli per il paese.

Gloria.

Ant. Visitaci, o Signore, con la tua salvezza.

II (24-48)

Ant. Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli.

Si asservirono a Baal-Peor *
e mangiarono i sacrifici dei morti.

Provocarono Dio con tali azioni *
e tra essi scoppiò una pestilenza.

Ma Finees si alzò e si fece giudice, *
allora cessò la peste

e gli fu computato a giustizia *
presso ogni generazione, sempre.

Lo irritarono anche alle acque di Meriba *
e Mosè fu punito per causa loro,

perché avevano inasprito l’animo suo *
ed egli disse parole insipienti.

Non sterminarono i popoli *
come aveva ordinato il Signore,

ma si mescolarono con le nazioni *
e impararono le opere loro.

Servirono i loro idoli *
e questi furono per loro un tranello.

Immolarono i loro figli *
e le loro figlie agli dèi falsi.

Versarono sangue innocente, †
il sangue dei figli e delle figlie *
sacrificati agli idoli di Canaan;

la terra fu profanata dal sangue, †
si contaminarono con le opere loro, *
si macchiarono con i loro misfatti.

L’ira del Signore si accese contro il suo popolo, *
ebbe in orrore il suo possesso;

e li diede in balía dei popoli, *
li dominarono i loro avversari,

li oppressero i loro nemici *
e dovettero piegarsi sotto la loro mano.

Molte volte li aveva liberati; †
ma essi si ostinarono nei loro disegni *
e per le loro iniquità furono abbattuti.

Pure, egli guardò alla loro angoscia *
quando udì il loro grido.

Si ricordò della sua alleanza con loro, *
si mosse a pietà per il suo grande amore.

Fece loro trovare grazia *
presso quanti li avevano deportati.

Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli,

perché proclamiamo il tuo santo nome *
e ci gloriamo della tua lode.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele †
da sempre e per sempre. *
Tutto il popolo dica: Amen.

Gloria.

Ant. Salvaci, Signore Dio nostro, *
e raccoglici di mezzo ai popoli.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal libro di Giosuè
Gs 10, 1-14; 11, 15-17

Il popolo di Dio entra in possesso della sua terra

Quando Adonì-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuè aveva preso Ai e l’aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di Gàbaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro, ebbe grande paura, perché Gàbaon, una delle città regali, era più grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi. Allora Adonì Zedek, re di Gerusalemme, mandò a dire a Oam, re di Ebron, a Piream, re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis, e a Debir, re di Eglon: «Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gàbaon, perché ha fatto pace con Giosuè e con gli Israeliti». Quelli si unirono e i cinque re amorrèi, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis ed il re di Eglon, vennero con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gàbaon e le diedero battaglia. Allora gli uomini di Gàbaon mandarono a dire a Giosuè, all’accampamento di Gàlgala: «Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne». Giosuè partì da Gàlgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri. Allora il Signore disse a Giosuè: «Non aver paura di loro, perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterà davanti a te».
Giosuè piombò su di loro d’improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Gàlgala. Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gàbaon una grande disfatta, li inseguì verso la salita di Bet-Oron e li batté fino ad Azekà e fino a Makkedà. Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azekà e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne avessero ucciso gli Israeliti con la spada. Quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele:
«Sole, férmati in Gàbaon
e tu, luna, sulla valle di Àialon».
Si fermò il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicò dei nemici.
Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero. Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva ascoltato il Signore la voce d’un uomo, perché il Signore combatteva per Israele»?
Come aveva comandato il Signore a Mosè suo servo, Mosè ordinò a Giosuè e Giosuè così fece: non trascurò nulla di quanto aveva comandato il Signore a Mosè.
Giosuè si impadronì di tutto questo paese: le montagne, tutto il Negheb, tutto il paese di Gosen, il bassopiano, l’Araba e le montagne di Israele con il loro bassopiano. Dal monte Calak, che sale verso Seir, a Baal-Gad nella valle del Libano sotto il monte Ermon, prese tutti i loro re, li colpì e li mise a morte.

RESPONSORIO
Hai divelto, Signore, una vite dall’Egitto;
per trapiantarla hai espulso le genti.

Hai esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli;
per trapiantarla hai espulso le genti.

SECONDA LETTURA
Dagli «Scritti» del beato Clemente Vismara, sacerdote
Clemente Vismara, Tiriamo le somme (1970), in Il bosco delle perle, 65 anni di missione in Birmania, Bologna 1995, pp. 142-143

L’evangelizzazione parte dall’amore

Che ho fatto in tutta la mia vita missionaria? Nel lontano 1924, giovane e bello, colle pupille color del mare, fui lanciato inesperto tutto solo in un bosco, a sei giorni di cavallo dai miei confratelli e mi fu detto: «Sviluppati». Mi era compagno un catechista, un cavallo da sella e due da porto. Due cattolici in una terra per me ancora sconosciuta e inospitale. Quanto a soldi, pochi! Casa, chiesa, stalla. cavalli: il tutto in una capanna di fango con il tetto di paglia.
E cominciai… Voi chiederete: «Ad evangelizzare?». Avete sbagliato. Cominciai con l’accetta a disboscare… per respirare. Nella capanna c’era troppo fumo: costruii una cucina a parte. Attorno alla casa, nell’erba tante sanguisughe. Vi costruii attorno un largo sentiero pulito. E cominciai… Vi chiederete: «Ad evangelizzare?». Avete sbagliato. Cominciai a fare il medico, a distribuire medicine, ringraziando chi si degnava di accettare, dalle mie mani, pillole di chinino (quanto chinino!), chi si lasciava ungere con unguento solforico (quanta scabbia, me la presi anch’io). Alla sera attorno al fuoco, al chiarore della lucerna fumosa, studiavo le lingue e medicina. Se il peso della solitudine mi disanimava e la febbre malarica mi veniva a tenere compagnia, mi divertivo a scrivere un articoletto per Italia Missionaria. Rivedevo i miei confratelli una volta all’anno. Troppo solo: poetavo per non piangere, scrivevo di notte per allungare la giornata.
E cominciai… Voi chiederete: «Ad evangelizzare?». Mi dispiace ma avete sbagliato. Almeno come l’immaginate. Cominciai a camminare, camminare, camminare. Il Vangelo io lo conoscevo, lo amavo, lo praticavo, ma me lo dovevo tenere nel cuore solo per me. La gente sospettosa non ne voleva sentire. Avrei dovuto prima dimostrare con i fatti che quello che poi avrei predicato era vero.
Ai primi tempi, entrando nei villaggi la gente fuggiva, si nascondeva nella case e, dalle fessure delle capanne di bambù, osservava le mie mosse. Era la prima volta che un uomo di pelle bianca, con tanto di barba, veniva in mezzo a loro. L’importuno ero io, non loro.
Il mio lavoro era solo quello di donare ciò che avevo, quel che potevo, ciò che mi chiedevano. Il privarmi anche del necessario mi era soddisfazione. Se mi davano da mangiare dicevo sempre che era molto buono… Accondiscendere, accontentare sino al massimo grado: avevo più desiderio di dare che loro di ricevere. Mi pareva un atto di fiducia, anche se mi tiravano la barba. A me essi chiedevano riso, vestiti, benessere, medicine… In cambio mi accontentavo di potermi occupare della loro vita spirituale.
Chi dei due il più esigente? Loro che non volevano morire di fame e di malattia, o io che li volevo condurre a un Dio che è Padre? In questo sforzo per tutta la mia vita, il mio obiettivo sono state le persone umili e semplici: organi malati, relitti umani, rifiutati dalla società, vedove, miserabili. Rendere felici gli infelici era il mio ideale e dopo 43 anni di pazienza i felici ci sono. Quanti? Sul principio contavo, poi mi sembrò inutile.
La mia preferenza fu sempre per gli orfani, e spero che in punto di morte, nel momento del giudizio, essi siano la mia salvezza o almeno la mia giustificazione, perché soprattutto essi furono il mio sole, la mia speranza, il mio amore.
A loro, più che ad altri, donai me stesso. Molti mi hanno reso «nonno» e nel loro nido rifatto conoscono l’amore e Colui che è la fonte dell’amore. Che mi serbino più o meno riconoscenza, poco importa; se stanno bene loro, sto bene anch’io.

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
O Dio, che al beato sacerdote Clemente
hai donato la forza di sostenere le fatiche della missione
e di perseverare nella carità verso gli orfani e i poveri,
concedi anche a noi, sul suo esempio,
di portare il tuo amore ai fratelli
e di promuovere sempre la dignità umana
con assidua dedizione.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Un prato verdissimo ai margini di un bosco

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Come hai giurato al padre nostro Abramo, *
dona al tuo popolo la redenzione.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Come hai giurato al padre nostro Abramo, *
dona al tuo popolo la redenzione.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                    (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che ci hai fatto pervenire
a questo nuovo mattino,
salvaci con la tua grazia
per l’intercessione della vergine Madre di Dio
e di tutti i santi;
nessuna colpa ci pieghi,
ma tutti i pensieri, le parole e le azioni
mirino in questo giorno alla giustizia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Dt 32, 1-12
I benefici di Dio in favore del suo popolo
«Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali!» (Mt 23, 37).

Ant. Scenda come rugiada su di noi *
la tua misericordia, Signore.

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *
oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *
scenda come rugiada il mio dire;

come scroscio sull’erba del prato, *
come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *
date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l’opera sua; *
tutte le sue vie sono giustizia;

è un Dio verace e senza malizia; *
Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *
generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *
o popolo stolto e insipiente?

Non è lui il padre che ti ha creato, *
che ti ha fatto e ti ha costituito?

Ricorda i giorni del tempo antico, *
medita gli anni lontani.

Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l’Altissimo divideva i popoli, *
quando disperdeva i figli dell’uomo,

egli stabilì i confini delle genti *
secondo il numero degli Israeliti.

Perché porzione del Signore è il suo popolo, *
sua eredità è Giacobbe.

Egli lo trovò in terra deserta, *
in una landa di ululati solitari.

Lo educò, ne ebbe cura, *
lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un’aquila che veglia la sua nidiata, *
che vola sopra i suoi nati,

egli spiegò le ali e lo prese, *
lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *
non c’era con lui alcun dio straniero.

Gloria.

Ant. Scenda come rugiada su di noi *
la tua misericordia, Signore.

Salmi laudativi
Salmo 8
Grandezza del Signore e dignità dell’uomo
Dio tutto ha sottomesso ai piedi di Cristo, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

Ant. Quanto grande è il tuo nome, Signore!

O Signore, nostro Dio, +
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: *
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti +
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi *
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;

Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Quanto grande è il tuo nome, Signore!

Salmo diretto
Salmo 91
Lode al Signore creatore
Si proclamano le lodi per le imprese dell’Unigenito di Dio (S. Atanasio).

E’ bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,

sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l’opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!

L’uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l’erba *
e fioriscono tutti i malfattori,

li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, +
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, +
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,

per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù, che hai esortato i discepoli
a dare gloria a Dio
con l’abbondanza delle opere buone,
fa’ che i tuoi nemici avvizziscano
come l’erba inaridita;
e a chi si affida a te
concedi di fiorire negli atri della tua casa
e di portare frutti copiosi,
tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
Ecco fiammeggia il sole;
l’anima in colpa si pente:
chi può alla luce del giorno
peccare senza rossore?

Il raggio tuo benefico
risani gli occhi accecati;
oh! troppo a lungo errammo
lontani dalla tua strada.

Puri ci renda, o Padre,
la chiarità del mattino:
bugiardo accento la mente non veli
ne l’avvilisca torbido pensiero.

Scenda mite la sera
su la vita innocente:
il male non profani
le membra, il labbro, il cuore.

Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, crocifisso e risorto, vincitore del demonio e redentore degli uomini, esprimiamo con gioia la nostra obbedienza e il nostro amore.

Cristo, Agnello immolato, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Re dei re e Signore dei signori, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai potere sopra la morte e sopra gli inferi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Radice della stirpe di Davide, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Stella radiosa del mattino, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Gesù, che presto verrai e porterai con te la tua ricompensa, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Lodi – Beato Clemente Vismara sacerdote

Beato Clemente Vismara

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Mi sono fatto debole per i deboli, mi sono fatto tutto per tutti, *
per salvare a ogni costo qualcuno.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Mi sono fatto debole per i deboli, mi sono fatto tutto per tutti, *
per salvare a ogni costo qualcuno.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                 (Pausa di preghiera silenziosa) 
O Dio, che al beato sacerdote Clemente
hai donato la forza di sostenere le fatiche della missione
e di perseverare nella carità verso gli orfani e i poveri,
concedi anche a noi, sul suo esempio,
di portare il tuo amore ai fratelli
e di promuovere sempre la dignità umana
con assidua dedizione.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Dt 32, 1-12
I benefici di Dio in favore del suo popolo
«Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali!» (Mt 23, 37).

Ant. Scenda come rugiada su di noi *
la tua misericordia, Signore.

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *
oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *
scenda come rugiada il mio dire;

come scroscio sull’erba del prato, *
come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *
date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l’opera sua; *
tutte le sue vie sono giustizia;

è un Dio verace e senza malizia; *
Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *
generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *
o popolo stolto e insipiente?

Non è lui il padre che ti ha creato, *
che ti ha fatto e ti ha costituito?

Ricorda i giorni del tempo antico, *
medita gli anni lontani.

Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l’Altissimo divideva i popoli, *
quando disperdeva i figli dell’uomo,

egli stabilì i confini delle genti *
secondo il numero degli Israeliti.

Perché porzione del Signore è il suo popolo, *
sua eredità è Giacobbe.

Egli lo trovò in terra deserta, *
in una landa di ululati solitari.

Lo educò, ne ebbe cura, *
lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un’aquila che veglia la sua nidiata, *
che vola sopra i suoi nati,

egli spiegò le ali e lo prese, *
lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *
non c’era con lui alcun dio straniero.

Gloria.

Ant. Scenda come rugiada su di noi *
la tua misericordia, Signore.

Salmi laudativi
Salmo 8
Grandezza del Signore e dignità dell’uomo
Dio tutto ha sottomesso ai piedi di Cristo, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

Ant. Quanto grande è il tuo nome, Signore!

O Signore, nostro Dio, +
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: *
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti +
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi *
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;

Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Quanto grande è il tuo nome, Signore!

Salmo diretto
Salmo 91
Lode al Signore creatore
Si proclamano le lodi per le imprese dell’Unigenito di Dio (S. Atanasio).

E’ bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,

sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l’opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!

L’uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l’erba *
e fioriscono tutti i malfattori,

li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, +
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, +
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,

per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù, che hai esortato i discepoli
a dare gloria a Dio
con l’abbondanza delle opere buone,
fa’ che i tuoi nemici avvizziscano
come l’erba inaridita;
e a chi si affida a te
concedi di fiorire negli atri della tua casa
e di portare frutti copiosi,
tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
A te, Signore, pontefice eterno,
principe dei pastori,
oggi concorde e lieto
il sacro canto della Chiesa ascende.

Accanto a te volesti
questo presbitero santo
perché reggesse con la tua parola
la fede del tuo popolo.

Specchio di vita al gregge,
fu luce al cieco; fu conforto al misero:
provvido padre di tutti,
si fece a tutti servo.

Gesù, che in cielo nella tua gloria 
la santità coroni,
fa’ che l’esempio di questa vita 
eguale sorte un giorno ci propizi.

Lode si canti al Padre,
lode all’unico Figlio,
lode al divino Spirito
nei secoli risuoni. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A Gesù, principe dei pastori, esprimiamo la fedeltà e l’amore del suo gregge:

Tu che hai dato te stesso per la Chiesa fino al sacrificio della vita, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai condiviso la nostra esistenza per farti nostro modello, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che hai sperimentato la fatica per santificare la vita e il lavoro degli uomini, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio amato dal Padre celeste, che ci insegni l’amore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che sei il principio della santità e ci riscatti dai giorni fuggevoli e vani, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu che costituisci la nostra speranza di arrivare alla condizione di gloria che non conoscerà alterazioni né tramonto, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Un prato verdissimo ai margini di un bosco

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118, 81-88 XI (Caf)
Meditazione della legge di Dio
Tutti i comandi di Dio sono verità, Cristo è la verità. Perciò non c’è Cristo nelle discussioni dei malvagi (S. Ambrogio).

Ant. A torto mi perseguitano, *
vieni in mio aiuto, Signore.

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

Ant. A torto mi perseguitano, *
vieni in mio aiuto, Signore.

Salmo 60
Preghiera di un esule
E’ la preghiera del giusto che spera nella vita eterna (S. Ilario).

Ant. Dai confini della terra, o Dio, t’invoco: *
se il mio cuore viene meno, guidami tu su rupe inaccessibile.

Ascolta, o Dio, il mio grido, *
sii attento alla mia preghiera.

Dai confini della terra io t’invoco; *
mentre il mio cuore viene meno, guidami su rupe inaccessibile.

Tu sei per me rifugio, *
torre salda davanti all’avversario.

Dimorerò nella tua tenda per sempre, *
all’ombra delle tue ali troverò riparo;

perché tu, Dio, hai ascoltato i miei voti, *
mi hai dato l’eredità di chi teme il tuo nome.

Ai giorni del re aggiungi altri giorni, *
per molte generazioni siano i suoi anni.

Regni per sempre sotto gli occhi di Dio; *
grazia e fedeltà lo custodiscano.

Allora canterò inni al tuo nome, sempre, *
sciogliendo i miei voti giorno per giorno.

Gloria.

Ant. Dai confini della terra, o Dio, t’invoco: *
se il mio cuore viene meno, guidami tu su rupe inaccessibile.

Salmo 63
Preghiera contro il terrore del nemico
In questo salmo si esprime con vigore eccezionale la passione del Signore (S. Agostino).

Ant. Il giusto gioirà nel Signore *
e riporrà in lui la sua speranza.

Ascolta, Dio, la voce, del mio lamento, *
dal terrore del nemico preserva la mia vita.

Proteggimi dalla congiura degli empi *
dal tumulto dei malvagi.

Affilano la loro lingua come spada, +
scagliano come frecce parole amare *
per colpire di nascosto l’innocente;

lo colpiscono di sorpresa *
e non hanno timore.

Si ostinano nel fare il male, +
si accordano per nascondere tranelli; *
dicono: «Chi li potrà vedere?».

Meditano iniquità, attuano le loro trame: *
un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso.

Ma Dio li colpisce con le sue frecce: *
all’improvviso essi sono feriti,

la loro stessa lingua li farà cadere; *
chiunque, al vederli, scuoterà il capo.

Allora tutti saranno presi da timore, +
annunzieranno le opere di Dio *
e capiranno ciò che egli ha fatto.

Il giusto gioirà nel Signore +
e riporrà in lui la sua speranza, *
i retti di cuore ne trarranno gloria.

Gloria.

Ant. Il giusto gioirà nel Signore *
e riporrà in lui la sua speranza.

TERZA

LETTURA BREVE
Gal 5, 22. 25
Fratelli, il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

RESPONSORIO
La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme.

La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme, *
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

Egli annuncia la pace per il suo popolo.

E la sua gloria abiterà la nostra terra.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

La salvezza del Signore è vicina a chi lo teme, *
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

ORAZIONE
Infondi nei cuori, o Padre, lo Spirito del tuo amore
a suscitare speranza certa di vita perenne
nella natura fragile e dubbiosa dei tuoi servi mortali.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Ef 2, 10
Fratelli, siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.

RESPONSORIO
Presso il Signore è la misericordia.

Presso il Signore è la misericordia, *
grande è presso di lui la redenzione.

L’anima mia spera nel Signore.

Grande è presso di lui la redenzione.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Presso il Signore è la misericordia, *
grande è presso di lui la redenzione.

ORAZIONE
Col legno insanguinato della croce,
o Dio di mistero e di sapienza,
hai sollevato l’uomo decaduto
e gli hai dato di vivere nel tuo Figlio
una vita rinnovata;
donaci di risorgere tutti dalla morte dell’anima
e, vinto il disfacimento del peccato,
di crescere nella grazia.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Col 1, 13-14
Fratelli, Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati.

RESPONSORIO
Manifesti la tua forza fra le genti.

Manifesti la tua forza fra le genti; *
tu sei il Dio che opera meraviglie.

Il tuo braccio ha salvato il tuo popolo.

Tu sei il Dio che opera meraviglie.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Manifesti la tua forza fra le genti; *
tu sei il Dio che opera meraviglie.

ORAZIONE
Dall’alto della croce affidi i tuoi fratelli,
o Redentore, alla vergine Madre;
la sua potente preghiera
ci aiuti a seguirti ogni giorno nelle opere di giustizia
e ci ottenga alla fine di condividere
la tua gloria di Signore risorto,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri primi

Parco con ruscello e fiori

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Se tu vivi con Dio,
rifuggi dalla notte
Egli è la luce:
non c’è tenebra in lui.

Chi è con Dio cammina nella luce
e vive in comunione coi fratelli.
Egli è la luce:
non c’è tenebra in lui.

Se tu vivi con Dio,
rifuggi dalla notte
Egli è la luce:
non c’è tenebra in lui.

INNO
O Trinità beata, unico Dio,
ora che muore il giorno
all’eterna tua luce
accendi i nostri cuori.

Ascende a te la lode mattutina,
a te nel vespero il canto:
a te, adoranti, la gloria
eleveremo nei secoli.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.

SALMODIA
Salmo 112
Lodate il nome del Signore
Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 52).

Ant. Il nome del Signore *
sia benedetto nei secoli.

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.

Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.

Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l’indigente dalla polvere, *
dall’immondizia rialza il povero,

per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria.

Ant. Il nome del Signore *
sia benedetto nei secoli.

Salmo 115
Rendimento di grazie nel tempo
Per mezzo di Cristo offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio (Eb 13, 15).

Ant. Ho creduto, Signore, e ti ho parlato.

Ho creduto anche quando dicevo: *
“Sono troppo infelice”.

Ho detto con sgomento: *
“Ogni uomo è inganno”.

Che cosa renderò al Signore *
per quanto mi ha dato?

Alzerò il calice della salvezza *
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore, *
davanti a tutto il suo popolo.

Preziosa agli occhi del Signore *
è la morte dei suoi fedeli.

Sì, io sono il tuo servo, Signore, +
io sono tuo servo, figlio della tua ancella; *
hai spezzato le mie catene.

A te offrirò sacrifici di lode *
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore *
e davanti a tutto il suo popolo,

negli atri della casa del Signore, *
in mezzo a te, Gerusalemme.

Gloria.

Ant. Ho creduto, Signore, e ti ho parlato.

PRIMA ORAZIONE
Tu, che stimi preziosa la morte dei santi,
guarda, o Padre, ai dolori di Cristo,
mercede del nostro riscatto,
e aiutaci a compiere nella nostra carne
il mistero della sua passione salvifica;
accogli il sacrificio di lode
e donaci di pregustare in questa vita
la gioia della Gerusalemme futura.
Per Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Il popolo redento, l’Israele di Dio, chiamato a libertà e all’onore dei figli, *
magnifica i prodigi del Dio suo salvatore.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Il popolo redento, l’Israele di Dio, chiamato a libertà e all’onore dei figli, *
magnifica i prodigi del Dio suo salvatore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
Mostra ancora, o Dio forte ed eterno,
a favore dei credenti
gli antichi prodigi operati dal tuo braccio;
vinci ogni avverso potere
e dona alla tua Chiesa
di professare in libertà la propria fede
e di custodire senza timore la tua legge.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Cantico Col 1, 12-20
Cristo, primogenito dei risorti
I fedeli appartengono a Cristo, in quanto nella Chiesa sono stati rigenerati attraverso la fede e il battesimo, perché, rinnovati nella vita e nelle opere, siano di Cristo e in Cristo tutto a Dio sia sottoposto, e finalmente sia Dio tutto in tutti (Ad Gentes, n.21).

Ant. Cristo è il principio di tutto: con il suo sangue a Dio ci riconcilia; *
in lui siamo rinati a vita nuova.

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,

per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;

è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:

quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,

il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,

riappacificare con il sangue della sua croce, *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria.

Ant. Cristo è il principio di tutto: con il suo sangue a Dio ci riconcilia; *
in lui siamo rinati a vita nuova.

ORAZIONE
O Padre, che ti sei degnato con disegno mirabile
di riconciliare a te l’universo
nel sangue del tuo Figlio,
noi ti rendiamo grazie e ti supplichiamo:
tu che nel battesimo ci hai liberati
dal potere delle tenebre,
custodisci in noi la gloria e l’immagine
del Signore risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
In questo giorno dedicato alla risurrezione di Cristo, preghiamo Dio onnipotente perché ci conceda di camminare nella vita nuova e lietamente diciamo:
Esultiamo di gioia nel Signore.

Conserva nell’unità del tuo popolo e nella comunione con i veri pastori
– coloro che riconoscono il Figlio tuo allo spezzare del pane.

Dona saggezza a quelli che ci governano:
– fa’ che si impegnino a difendere la dignità e i diritti di tutti.

Mostrati misericordioso con coloro che sono misericordiosi:
– benedici chi sorregge gli indigenti con le preghiere e le opere.

O Amore infinito, aiuta quelli che non sanno amare,
– e insegnaci a portare la carità dove domina l’odio.

Tu che ami i poveri e gli umili,
– salva nel tuo amore quelli che oggi hai chiamato a te da questa vita.

Ascolta, o Dio, la voce dei figli
che a te si rivolgono:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

Case colme di luci illuminano la sera

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Di tenebra la terra ormai si ammanta:
quasi una dolce morte
scende sui corpi spossati,
che alla luce del giorno rivivranno.

Cristo Signore, luce vera, vita,
salva i tuoi servi:
l’oscura inerzia del sonno
non si tramuti nell’esilio eterno.

Nessuna forza di male
ci vinca nella notte:
tu che ci doni il riposo,
veglia su chi ti implora.

A te Gesù, sia gloria
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 4

Rendimento di grazie
Dio ha reso splendido e glorioso colui che ha resuscitato dai morti. (S. Agostino).

Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.

Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: +
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.

Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?

Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.

Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.

Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.

Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”. *
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.

In pace mi corico e subito mi addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

Gloria.

Ant. Dalle angosce mi hai liberato; *
abbi pietà, Signore, e ascoltami.

Salmo 132
Gloria dell’amore fraterno
Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio. 
(1 Gv 4,7).

Ant. Buono e soave è lodare il Signore.

Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!

E’ come olio profumato sul capo, +
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

E’ come rugiada dell’Ermon, *
che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.

Gloria.

Ant. Buono e soave è lodare il Signore.

LETTURA BREVE
Dt 6, 4-7

Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

RESPONSORIO BREVE
Il mio cuore sia integro

Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.

Perché non resti confuso.

Nei tuoi precetti, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Il mio cuore sia integro *
nei tuoi precetti, Signore.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Simeone sapeva che beati sarebbero stati gli occhi che avrebbero visto (S. Ambrogio).

Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola. 
+

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.

+ perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola.

ORAZIONE
Veglia su di noi nella notte imminente,
Dio dell’universo; la tua mano ci desti
al nuovo giorno perché possiamo
celebrare con gioia la risurrezione di Cristo,
tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Inviolato fiore, purissima Vergine,
porta lucente del cielo,
Madre di Cristo amata, Signora piissima,
odi quest’inno di lode.
Casta la vita scorra, sia limpido l’animo:
così t’implorano i cuori.
Per la tua dolce supplica a noi colpevoli
scenda il perdono di Dio.
Vergine tutta santa, Regina bellissima,
inviolato fiore.

Oppure:

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

Beato Clemente Vismara, sacerdote

Beato Clemente Vismara

Nato nel 1897 ad Agrate Brianza (Milano), Clemente è sacerdote missionario nel PIME dal 26 maggio 1923. Partito per la Birmania il 2 agosto dello stesso anno vi muore il 15 giugno 1988 a Mongping, l’ultima delle sei parrocchie da lui fondate, con un solo ritorno in Italia alcuni mesi nel 1957. Cordiale e ottimista, sempre sorridente, è morto a 91 anni “senza invecchiare”, dicevano i suoi confratelli perché, come scriveva lui stesso, “la vecchiaia incomincia quando ti accorgi che non sei più utile a nessuno; e lui è stato utile a tanti fino all’ultimo giorno, in un paese fra i più poveri e fra popolazioni tribali tormentate da guerre, dittatura, carestie, malattie, miseria. Riconosciuta l’eroicità delle virtù, è stato dichiarato  beato il 26 giugno 2011.