Natale del Signore

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Letture del rito Ambrosiano

Natale e Santa Famiglia

Messa del giorno

ALL’INGRESSO
Oggi una luce risplende su di noi
perché è nato il Signore.
Ed è chiamato ammirabile consigliere,
Dio potente, padre di tutti i secoli,
principe della pace.
Il suo regno non avrà fine.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che hai consacrato questo giorno con l’incarnazione del tuo Verbo e con la verginale maternità di Maria, concedi di celebrare nella gioia questo mistero che ci fa tuoi familiari e, salvàti da questo dono di grazia, rendici degni dell’eredità promessa.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vie e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA Is 8, 23b – 9, 6a
Lettura del profeta Isaia

In passato il Signore Dio umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.

SALMO Sal 95 (96)

Oggi è nato per noi il Salvatore.

Cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R

Acclamino davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R

EPISTOLA Eb 1, 1-8a
Lettera agli Ebrei

Fratelli, Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? E ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio». Mentre degli angeli dice: «Egli fa i suoi angeli simili al vento, e i suoi ministri come fiamma di fuoco», al Figlio invece dice: «Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli».

VANGELO Lc 2, 1-14
✠ Lettura del Vangelo secondo LucaIn quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». [Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.]

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DOPO IL VANGELO
Ecco, vi annuncio una grande gioia
che sarà di tutto il popolo:
nella città di Davide
oggi è nato per voi un salvatore.
È il Redentore del mondo
e il suo regno non avrà fine.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Dio, che in modo mirabile ci hai creato a tua immagine e in modo ancor più mirabile ci hai rinnovato e redento, donaci di essere partecipi della vita divina di Cristo tuo Figlio che ha voluto condividere con noi la condizione di uomo, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

SUI DONI
In questo giorno festoso in cui hai dato al mondo il tuo Figlio, accogli la nostra offerta, o Padre clemente, e con la tua bontà senza fine, per questo salvifico scambio di doni, conformaci sempre più a Cristo che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Padre di misericordia infinita.
Il tuo Figlio unigenito fu concepito da Maria che divenne madre e rimase vergine intatta. Ella credette alla parola dell’angelo e concepì il Verbo in cui aveva creduto. La sua integrità rimase tanto illibata che madre della verginità la possiamo proclamare. Beato il grembo santo della Vergine Maria, che tra tutte le donne sola meritò di portare il Signore del mondo e di darlo alla luce per la nostra salvezza eterna.
Gioisca oggi tutto l’universo, gioiscano le schiere innumerevoli degli angeli mentre a loro ci uniamo nell’inno della tua gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Grande è il mistero di salvezza:
vergine è colei che ha generato,
e il figlio di una donna è uomo e Dio.
È il Creatore di tutte le cose,
è il Signore della sua stessa Madre.

ALLA COMUNIONE
Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei l’esultanza degli angeli,
sei la Vergine Madre, la gioia dei profeti!
Tu, per l’annuncio dell’angelo,
generasti la gioia del mondo,
il tuo Creatore e Signore.
Gioisci perché fosti degna di essere Madre di Cristo.

DOPO LA COMUNIONE
A noi, che celebriamo gioiosi il giorno della nascita del tuo Figlio unigenito, dona, o Dio, di intuire con fede più penetrante la bellezza salvifica di questo mistero e di possederne la grazia con amore più vivo.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Ufficio delle letture

Adorazione dei pastori

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I      Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allor e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.

II       Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti, salda
custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.

III      Oppure, sia nelle ore notturne sia nelle ore diurne:

Oggi Egli è nato: ad Efrata,
vaticinato ostello,
ascese un’alma Vergine,
la gloria d’Israello,
grave di tal portato;
da cui promise è nato,
donde era atteso uscì.

La mira Madre in poveri
panni il Figliol compose,
e nell’umil presepio
soavemente il pose,
e l’adorò: beata!
innanzi al Dio prostrata,
che il puro sen le aprì!

L’angel del cielo, agli uomini
nunzio di tanta sorte,
non de’ potenti volgesi
alle vegliate porte;
ma tra i pastor devoti,
al duro mondo ignoti,
subito in luce appar.

E intorno a lui, per l’ampia
notte calati a stuolo,
mille celesti strinsero
il fiammeggiante volo;
e, accesi in dolce zelo,
come si canta in cielo,
a Dio gloria cantar.

RESPONSORIO
La Luce della luce, il Verbo eterno di Dio,
che in principio col Padre ha fatto l’universo,
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.

Grande Dio è il Signore,
grande re su tutti gli dèi:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.

SALMODIA
È obbligatoria la recita di un solo notturno, di regola il primo.

I Notturno

Salmo 2
Il Messia re vittorioso
È visto come un uomo, è adorato come Signore; giace avvolto in panni, rifulge tra gli astri; la culla lo indica neonato, la stella lo proclama dominatore (S. Ambrogio).

Ant. Dio mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato».

Perché le genti congiurano, *
perché invano cospirano i popoli?

Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia:

«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami».

Se ne ride chi abita nei cieli, *
li schernisce dall’alto il Signore.

Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno:

«Io l’ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte».

Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato.

Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra.

Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai».

E ora, sovrani, siate saggi, *
istruitevi, giudici della terra;

servite Dio con timore *
e con tremore esultate;

che non si sdegni *
e voi perdiate la via.

Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.

Gloria.

Ant. Dio mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato».

Salmo 39
Ringraziamento e domanda di aiuto
Assume lo stato di servo, cioè la pienezza della condizione umana, la pienezza dell’obbedienza (S. Ambrogio).

Ant. «Ho detto: Ecco, io vengo; *
di me è scritto nel rotolo del libro».

Ho sperato: ho sperato nel Signore †
ed egli su di me si è chinato, *
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte, *
dal fango della palude;

i miei piedi ha stabilito sulla roccia, *
ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, *
lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore *
e confideranno nel Signore.

Beato l’uomo che spera nel Signore †
e non si mette dalla parte dei superbi, *
né si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio, †
quali disegni in nostro favore! *
Nessuno a te si può paragonare.

Se li voglio annunziare e proclamare *
sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci, *
gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. *
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro, di me è scritto *
di compiere il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero, *
la tua legge è nel profondo del mio cuore».

Ho annunziato la tua giustizia grande assemblea; *
vedi, non tengo chiuse le labbra, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, *
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.

Non ho nascosto la tua grazia *
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *
la tua fedeltà e la tua grazia proteggano sempre,

poiché mi circondano mali senza numero, †
le mie colpe mi opprimono *
e non posso più vedere.

Sono più dei capelli del mio capo, *
il mio cuore viene meno.

Dégnati, Signore, di liberarmi; *
accorri, Signore, in mio aiuto.

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, †
dicano sempre: «Il Signore è grande» *
quelli che bramano la tua salvezza.

Io sono povero e infelice; *
di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione, *
mio Dio, non tardare.

Gloria.

Ant. «Ho detto: Ecco, io vengo; *
di me è scritto nel rotolo del libro».

Salmo 18 A, 1-7
Inno al Dio creatore
Ci ha visitati dall’alto un sole che sorge per dirigere i nostri passi sulla via della pace (Lc 1, 78. 79).

Ant. Da un estremo del cielo sorge per noi il Signore, *
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo.

I cieli narrano la gloria di Dio, *
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.

Il giorno al giorno ne affida il messaggio *
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole, *
di cui non si oda il suono.

Per tutta la terra si diffonde la loro voce *
e ai confini del mondo la loro parola.

Là pose una tenda per il sole †
che esce come sposo dalla stanza nuziale, *
esulta come prode che percorre la via.

Egli sorge da un estremo del cielo †
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: *
nulla si sottrae al suo calore.

Gloria.

Ant. Da un estremo del cielo sorge per noi il Signore, *
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo.

II Notturno

Cantico Is 52, 1-2. 7-10
Annunzio di salvezza
Il Signore Gesù è il sommo bene, annunziatoci dai profeti, cantato dagli angeli, promesso dal Padre, proclamato dagli apostoli (S. Ambrogio).

Ant. Si allieti la terra assetata *
ed esulti il deserto.

Rallegratevi, o rive del Giordano: *
il Signore è venuto e ci ha redento.

Svegliati, svegliati, rivestiti della tua magnificenza, Sion; *
indossa le vesti più belle, città santa;

perché mai più entrerà in te *
il non circonciso né l’impuro.

Scuotiti la polvere, alzati, *
Gerusalemme schiava!

Sciogliti dal collo i legami, *
schiava figlia di Sion!

Come sono belli sui monti †
i piedi del messaggero di lieti annunzi *
che annunzia la pace,

messaggero di bene che annunzia la salvezza, *
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».

Senti? Le tue sentinelle alzano la voce, *
insieme gridano di gioia,

poiché vedono con i loro occhi *
il ritorno del Signore in Sion.

Prorompete insieme in canti di gioia, *
rovine di Gerusalemme,

perché il Signore ha consolato il suo popolo, *
ha riscattato Gerusalemme.

Il Signore ha snudato il suo santo braccio *
davanti a tutti i popoli;

tutti i confini della terra vedranno *
la salvezza del nostro Dio.

Gloria.

Ant. Si allieti la terra assetata *
ed esulti il deserto.

Rallegratevi, o rive del Giordano: *
il Signore è venuto e ci ha redento.

Cantico Is 9, 1-6
Avvento del Principe della pace
La carne nasce per noi, il Verbo è dato. Ciò che ci è connaturale, nasce tra noi; ciò che è sopra di noi, ci è donato (S. Ambrogio).

Ant. Ecco il Salvatore che i profeti predissero, *
ecco l’Agnello e il Servo del Signore di cui parlò Isaia.

Gabriele lo annunzia alla Vergine, *
e noi lo adoriamo, offrendo a lui tutta la nostra vita.

Il popolo che camminava nelle tenebre *
vide una grande luce;

su coloro che abitavano in terra tenebrosa *
una luce rifulse.

Hai moltiplicato la gioia *
hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te †
come si gioisce quando si miete *
e come si gioisce quando si divide il bottino.

Poiché tu, come al tempo di Madian, *
hai spezzato il giogo che l’opprimeva,

la sbarra sulle sue spalle *
e il bastone dell’aguzzino.

Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia †
e ogni mantello macchiato di sangue *
sarà bruciato, sarà esca del fuoco.

Poiché un bambino è nato per noi, *
ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il segno del potere, *
ed è chiamato: «Consigliere ammirabile,

Dio potente, Padre per sempre, *
Principe della pace»;

grande sarà il suo dominio *
e la pace non avrà fine

sul trono di Davide e sul regno †
che egli viene a consolidare e rafforzare *
con il diritto e la giustizia, ora e sempre;

questo farà lo zelo *
del Signore degli eserciti.

Gloria.

Ant. Ecco il Salvatore che i profeti predissero, *
ecco l’Agnello e il Servo del Signore di cui parlò Isaia.

Gabriele lo annunzia alla Vergine, *
e noi lo adoriamo, offrendo a lui tutta la nostra vita.

Cantico Zc 2, 14-17
Esultiamo: Dio è con noi!
Tu solo immacolato, sei venuto dal grembo della Vergine a riscattare la salvezza del mondo con il tuo sangue (S. Ambrogio).

Ant. Mentre tutto giaceva nel silenzio e la notte era a mezzo del suo corso, *
la tua parola onnipotente, o Dio, discese a noi dal suo trono regale.

«Gioisci, esulta, figlia di Sion, *
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te – oracolo del Signore –.

Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore *
e diverranno suo popolo

ed egli dimorerà in mezzo a te †
e tu saprai che il Signore degli eserciti *
a te mi ha inviato.

Il Signore si terrà Giuda †
come eredità nella terra santa, *
Gerusalemme sarà di nuovo prescelta.

Taccia ogni mortale davanti al Signore, *
poiché egli si è destato dalla sua santa dimora».

Gloria.

Ant. Mentre tutto giaceva nel silenzio e la notte era a mezzo del suo corso, *
la tua parola onnipotente, o Dio, discese a noi dal suo trono regale.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaia.
Is 11, 1-10

La radice di Iesse e la pace messianica

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i poveri
e prenderà decisioni eque
per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga
che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia,
come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca dell’àspide;
il bambino metterà la mano
nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente
né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore
riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno la radice di Iesse
si leverà a vessillo per i popoli
le genti la cercheranno con ansia,
la sua dimora sarà gloriosa.

RESPONSORIO
O benedetto grembo di Maria,
santa dimora del Figlio di Dio;
o seno benedetto, che nutrì Cristo Signore!
Oggi da madre vergine nasce
il Salvatore del mondo.

Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre,
e regnerà per sempre nella casa di Giacobbe.
 Oggi da madre vergine nasce
 il Salvatore del mondo.

SECONDA LETTURA
Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo
L. II, 40-41

Il Verbo di Dio dispensa la salvezza con la sua povertà

«Ed avvenne che, mentre si trovavano colà, si compirono per lei i giorni del parto; e diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo» (Lc 2, 6 s.).
San Luca descrive brevemente e il modo e il tempo e il luogo ove Cristo nacque secondo la carne. Se tu però desideri informarti sulla sua generazione eterna, leggi il vangelo di san Giovanni, che comincia dal cielo per discendere fino alla terra. Vi troverai descritto sia da quando egli era, sia il modo in cui era, sia che cosa era, e che cosa aveva fatto, che cosa faceva, e dov’era; e dove egli venne, in che modo, in quale momento, per qual motivo egli venne. Giovanni scrive: «In principio era il Verbo»: ecco descritto quando era; «e il Verbo era con Dio»: ecco il modo. Trovi anche chi era, perché dice: «e il Verbo era Dio»; che cosa aveva fatto: «tutto fu fatto per mezzo di Lui»; che cosa faceva: «era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo»; e dov’era: «egli era in questo mondo»; e dove sia venuto: «venne nella sua casa», in che modo sia venuto: «il Verbo si fece carne» (cfr. Gv 1, 1-14). In quale momento sia venuto, è Giovanni che lo dice, dandogli questa testimonianza: «Questi è colui del quale io ho detto: “Dopo di me viene un uomo che sta davanti a me, perché era prima di me”» (Gv 1, 30). E sempre Giovanni attesta per quale motivo egli sia venuto: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Se dunque abbiamo appreso l’una e l’altra nascita di Cristo, e se teniamo presente che uno solo è il soggetto di entrambe, e che una sola è la causa per cui è venuto – prendere su di sé le colpe del mondo ormai in sfacelo, per abolire nella sua propria persona, che non poteva essere vinta, l’infamia del peccato e la morte di tutti – ne consegue che in questa narrazione anche l’evangelista san Luca ci fa da maestro, e ci indica le vie del Signore, il quale cresceva secondo la carne. Nessuno però deve stupirsi se abbiamo detto che l’infanzia di Giovanni fu omessa per una ragione profonda, mentre ora facciamo notare come sia descritta l’infanzia di Cristo; non a tutti, infatti, è concesso di dire: «Io mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti» (1 Cor 9, 22); e di nessun altro si può asserire, «che è stato trafitto per i nostri delitti, è divenuto debole per le nostre iniquità» (Is 53, 5). Per questo egli volle essere un bambinello, per questo volle essere un fanciulletto, affinché tu potessi diventare un uomo perfetto; egli fu stretto in fasce, affinché tu fossi sciolto dai lacci della morte; egli nella stalla, per porre te sugli altari; egli in terra, affinché tu raggiungessi le stelle; egli non trovò posto in quell’albergo, affinché tu avessi nei cieli molte dimore. «Da ricco che era», sta scritto, «si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi della sua povertà» (2 Cor 8, 9). Quella indigenza è dunque la mia ricchezza, e la debolezza del Signore è la mia forza. Ha preferito per sé le privazioni, per aver da donare in abbondanza a tutti. Il pianto della sua infanzia in vagiti è un lavacro per me, quelle lacrime hanno lavato i miei peccati. O Signore Gesù, sono più debitore ai tuoi oltraggi per la mia redenzione, che non alla tua potenza per la mia creazione. Sarebbe stato inutile per noi nascere, se non ci avesse giovato venire redenti.

TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua Gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

ORAZIONE
Dio, vigore dell’universo,
tu hai disposto che il Figlio tuo ci beneficasse
con la sua azione creatrice
e più ancora per l’opera di redenzione;
donaci un cuore capace di ringraziare,
e fa’ che un giorno,
resi conformi all’immagine del nostro Salvatore,
celebriamo in eterno il tuo disegno ineffabile,
con lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Magi in cammino

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Ecco colui che doveva venire, *
fiore incontaminato della radice di Iesse.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Ecco colui che doveva venire, *
fiore incontaminato della radice di Iesse.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo                    (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che nella nascita verginale da Maria
hai manifestato al mondo il tuo Unigenito,
non venga meno ai tuoi servi
l’invincibile forza del tuo amore che salva.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

ANTIFONA «AD CRUCEM»
Oggi per noi dalla Vergine è nato
il Re dell’universo *
e l’uomo smarrito richiama
alla patria dei cieli. *
Canta e gioisce la schiera degli angeli:
l’umanità è salvata. Alleluia.

ORAZIONE
Come la beata vergine Maria
ha portato  in grembo il Verbo tuo redentore
con animo immacolato,
cosi i tuoi fedeli, o Padre, lo custodiscano sempre
in un cuore senza colpa
e con le parole e la vita lo riconoscano
Signore del mondo che dalla croce rifulge
e vive e regna nei secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico Dt 32, 1-12
I benefici di Dio in favore del suo popolo
Cristo divenne uomo per liberare gli uomini della morte eterna: fu creato per indicarmi le vie eterne, sulle quali l’uomo può ritornare al regno di Dio (S. Ambrogio).

Ant. Ascoltate, o cieli: io voglio parlare. *
Date gloria al nostro Dio: egli è giusto e retto.
Santo santo santo è il Signore.

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *
oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *
scenda come rugiada il mio dire;

come scroscio sull’erba del prato, *
come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *
date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l’opera sua; *
tutte le sue vie sono giustizia;

è un Dio verace e senza malizia; *
Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *
generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *
o popolo stolto e insipiente?

Non è lui il padre che ti ha creato, *
che ti ha fatto e ti ha costituito?

Ricorda i giorni del tempo antico, *
medita gli anni lontani.

Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l’Altissimo divideva i popoli, *
quando disperdeva i figli dell’uomo,

egli stabilì i confini delle genti *
secondo il numero degli Israeliti.

Perché porzione del Signore è il suo popolo, *
sua eredità è Giacobbe .

Egli lo trovò in terra deserta, *
in una landa di ululati solitari.

Lo educò, ne ebbe cura, *
lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un’aquila che veglia la sua nidiata, *
che vola sopra i suoi nati,

egli spiegò le ali e lo prese, *
lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *
non c’era con lui alcun dio straniero.

Gloria.

Ant. Ascoltate, o cieli: io voglio parlare. *
Date gloria al nostro Dio: egli è giusto e retto.
Santo santo santo è il Signore.

Salmi laudativi
Salmo 150
Ogni vivente dia lode al Signore
A Dio la gloria, nella Chiesa e in Cristo Gesù (Ef 3,21).

Ant. Angeli del Signore e figli degli uomini, inneggiate: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli”, *
perché oggi è nato per noi Cristo, nostro Signore e nostro Dio.

Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.

Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con squillo di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;

lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e sui flauti.

Lodatelo con cembali sonori, lodatelo con cembali squillanti; *
ogni vivente dia lode al Signore.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Angeli del Signore e figli degli uomini, inneggiate: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli”, *
perché oggi è nato per noi Cristo, nostro Signore e nostro Dio.

Salmo diretto
Salmo 95
Dio, re e giudice dell’universo
“Ecco vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo” (Lc 2,10).

Cantate al Signore un canto nuovo, *
cantate al Signore da tutta la terra.

Cantate al Signore, benedite il suo nome, *
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, *
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

Grande è il Signore e degno di ogni lode, *
terribile sopra tutti gli dèi.

Tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla, *
ma il Signore ha fatto i cieli.

Maestà e bellezza sono davanti a lui, *
potenza e splendore nel suo santuario.

Date al Signore, o famiglie dei popoli, +
date al Signore gloria e potenza, *
date al Signore la gloria del suo nome.

Portate offerte ed entrate nei suoi atri, *
prostratevi al Signore in sacri ornamenti.

Tremi davanti a lui tutta la terra. *
Dite tra i popoli: “Il Signore regna!”.

Sorregge il mondo, perché non vacilli; *
giudica le nazioni con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra, +
frema il mare e quanto racchiude; *
esultino i campi e quanto contengono,

si rallegrino gli alberi della foresta +
davanti al Signore che viene, *
perché viene a giudicare la terra.

Giudicherà il mondo con giustizia *
e con verità tutte le genti.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Tu che hai creato questo popolo, o Dio,
e tu benignamente l’hai redento;
con l’assiduità della tua grazia
portalo adesso all’ultima salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
In tutte le terre baciate dal sole
inneggiano i popoli a Cristo,
pietoso Signore del mondo,
che dalla Vergine è nato.

L’onnipotente Creatore
assume natura di schiavo,
un corpo di morte vestendo
ci scioglie dai lacci di morte.

Divino vigore dal cielo
nel grembo di pura fanciulla
arcanamente accende
la vita del Figlio di Dio.

Sul fieno di povera stalla
è nato Gesù Salvatore:
l’Eterno che sfama i viventi
si nutre da un seno di donna.

Il coro degli angeli canta
festoso la gloria di Dio:
così l’invocato Pastore
dal cielo si svela ai pastori.

O Figlio di vergine Madre,
a te si proclami la lode
col Padre e lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Dolce e vibrante salga la nostra lode al Verbo di Dio, che vive dai secoli eterni ed è nato nel tempo.

Dio con noi, generato dalla Vergine in virtù dello Spirito Santo, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Davide, preannunziato dai profeti, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Gloriosa progenie di Abramo, aspettata dai patriarchi, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Salvatore del tuo popolo, proclamato dagli angeli, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Luce, che ridoni la vista agli occhi accecati, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Vita, che richiami i morti dal sepolcro, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Adorazione dei pastori

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

È l’ora terza. Gesù Signore
sale ingiuriato la croce,
ma noi pensosi gli offriamo
l’affetto di un animo orante.

Se in te nasce il Figlio di Dio,
la vita conservi incolpevole
e, con voce assidua implorando,
dischiudi il tuo cuore allo Spirito.

Quest’ora ha segnato la fine
al lungo torpore del male,
ha debellato la morte,
ha cancellato la colpa.

Di qui l’epoca inizia
della salvezza di Cristo,
nelle Chiese dell’universo
la verità s’irradia della fede.

Dalla gloria del suo patibolo
Gesù parla alla Vergine:
Ecco tuo figlio, o donna;
Giovanni, ecco tua madre.

Al vincolo di giuste nozze,
avvolte in profondo mistero,
era solo affidato in custodia
l’onore della Madre.

Stupendi prodigi dal cielo
confermano l’alto disegno;
la turba malvagia non crede,
chi crede ritrova salvezza.

Credo in un Dio Unigenito,
nato tra noi dalla Vergine,
che ha tolto i peccati del mondo
e siede alla destra del Padre.

Gloria si canti all’unico Dio
e a Gesù Cristo Signore,
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 46
Il Signore, re dell’universo
Nasce da un grembo di donna, ma lampeggia dal cielo; giace in un rifugio, ma risplende di luce celeste (S. Ambrogio).

Ant. «Io sono il Signore, che parlo con giustizia, *
annunzio la verità».

Applaudite, popoli tutti, *
acclamate Dio con voci di gioia;

perché terribile è il Signore, l’Altissimo, *
re grande su tutta la terra.

Egli ci ha assoggettato i popoli, *
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.

La nostra eredità ha scelto per noi, *
vanto di Giacobbe suo prediletto.

Ascende Dio tra le acclamazioni, *
il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro re, cantate inni;

perché Dio è re di tutta la terra, *
cantate inni con arte.

Dio regna sui popoli, *
Dio siede sul suo trono santo.

I capi dei popoli si sono raccolti *
con il popolo del Dio di Abramo,

perché di Dio sono i potenti della terra: *
egli è l’Altissimo.

Gloria.

Ant. «Io sono il Signore, che parlo con giustizia, *
annunzio la verità».

Salmo 97
Il trionfo del Signore
È posto in una stalla, perché tu sia collocato sull’altare, giace in terra, perché tu possa avere posto tra le stelle; egli non ha trovato posto in quell’albergo, perché tu avessi molte dimore nei cieli (S. Ambrogio).

Ant. Il Signore ha manifestato la sua salvezza.

Cantate al Signore un canto nuovo, *
perché ha compiuto prodigi.

Gli ha dato vittoria la sua destra *
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore, *
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto *
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra, *
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l’arpa, *
con l’arpa e con suono melodioso;

con la tromba e al suono del corno *
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude, *
il mondo e i suoi abitanti.

I fiumi battano le mani, *
esultino insieme le montagne

davanti al Signore che viene, *
che viene a giudicare la terra.

Giudicherà il mondo con giustizia *
e i popoli con rettitudine.

Gloria.

Ant. Il Signore ha manifestato la sua salvezza.

Salmo 71, 1-13
Il potere regale del Messia
Aperti i loro scrigni, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2, 11).

Ant. Il Signore è sceso come pioggia sull’erba, *
come acqua che irrora la terra.

Dio, dà al re il tuo giudizio, *
al figlio del re la tua giustizia;

regga con giustizia il tuo popolo *
e i tuoi poveri con rettitudine.

Le montagne portino pace al popolo *
e le colline giustizia.

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, †
salverà i figli dei poveri *
e abbatterà l’oppressore.

Il suo regno durerà quanto il sole, *
quanto la luna, per tutti i secoli.

Scenderà come pioggia sull’erba, *
come acqua che irrora la terra.

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia †
e abbonderà la pace, *
finché non si spenga la luna.

E dominerà da mare a mare, *
dal fiume sino ai confini della terra.

A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, *
lambiranno la polvere i suoi nemici.

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, *
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.

A lui tutti i re si prostreranno, *
lo serviranno tutte le nazioni.

Egli libererà il povero che invoca *
e il misero che non trova aiuto,

avrà pietà del debole e del povero *
e salverà la vita dei suoi miseri.

Gloria.

Ant. Il Signore è sceso come pioggia sull’erba, *
come acqua che irrora la terra.

ANTIFONE PER LA SALMODIA COMPLEMENTARE

Ant. Con eterna sapienza l’Altissimo crea una vergine madre: *
in essa Dio si fa uomo per la redenzione del mondo.

Ant. La divina maternità, grande mistero d’amore, colma di latte il seno della Vergine: *
nasce tra noi l’Eterno, è avvolto in fasce il Signore del mondo.

Ant. Sul Signore neonato canta il coro degli angeli: *
«La salvezza appartiene al nostro Dio, che siede sul trono, e all’Agnello».

TERZA

LETTURA BREVE
Is 9, 5
Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace».

RESPONSORIO
Un bambino è nato per noi.

Un bambino è nato per noi. *
Alleluia, alleluia.

Ci è stato dato un figlio.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Un bambino è nato per noi. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio,
hai voluto darci la fonte e il compimento
di ogni nostro rapporto con te;
mantienici sempre nella sua eredità
perché ogni nostra possibilità di salvezza
risiede in lui, che vive e regna
nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Eb 1, 1-2
Fratelli, Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

RESPONSORIO
Oggi è nato un bambino a Betlemme.

Oggi è nato un bambino a Betlemme. *
Alleluia, alleluia.

Santo e terribile è il suo nome.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Oggi è nato un bambino a Betlemme. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Il nostro cuore vibra di gioia
perché è sorto il giorno dell’umano riscatto;
noi ti imploriamo, o Dio;
la tua Chiesa celebri con infinita letizia
il mistero della salvezza,
che sempre è vivo e operante nei secoli.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Gal 4, 4-5
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.

RESPONSORIO
Il Verbo si fece carne.

Il Verbo si fece carne. *
Alleluia, alleluia.

E venne ad abitare in mezzo a noi.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Il Verbo si fece carne. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio,
hai voluto darci la fonte e il compimento
di ogni nostro rapporto con te;
mantienici sempre nella sua eredità
perché ogni nostra possibilità di salvezza
risiede in lui, che vive e regna
nei secoli dei secoli.

Oppure:

Il nostro cuore vibra di gioia
perché è sorto il giorno dell’umano riscatto;
noi ti imploriamo, o Dio;
la tua Chiesa celebri con infinita letizia
il mistero della salvezza,
che sempre è vivo e operante nei secoli.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri secondi

La Santa Famiglia

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
O viva fiamma della mia lucerna,
O Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

Se l’animo vacilla o s’impaura,
rinvigorisci e salva.
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

O viva fiamma della mia lucerna,
O Dio, mia luce!
Illumina, Signore, il mio cammino,
sola speranza nella lunga notte.

INNO
O tu che sei pastore d’Israele
e regni invitto sopra i Cherubini,
rivelati al tuo popolo,
Onnipotente, e vieni.

O Redentore degli uomini, vieni
nella tua nascita verginale!
Ogni età della storia stupisca:
è questo un parto che si addice a Dio.

Non da concorso d’uomo,
ma dall’azione arcana dello Spirito
il Verbo di Dio si è fatto carne:
così è germinato questo fiore.

Senza che il puro chiostro si disserri,
grembo di donna vergine è fecondo:
rifulge la virtù come un vessillo
e ci dichiara l’avvento del Re.

Esci da questo talamo nuziale,
splendida reggia di santo pudore,
d’impeto slanciati sulla tua strada,
o Forte che sussisti in due nature.

Tu sei venuto, Signore, dal Padre
e al Padre vittorioso fai ritorno:
disceso fino agli inferi,
sali alla gloria abbagliante di Dio.

O tu che vivi eterno,
di queste membra mortali rivestiti:
corrobori l’umana debolezza
l’eterno tuo vigore.

Riluce il povero presepe e la notte
spira una luce nuova:
nessuna tenebra la contamini,
ma la rischiari perenne la fede.

A te, Gesù, sia lode,
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli. Amen.

RESPONSORIO
Oggi a noi il Signore è venuto.
Accorrete, popoli,
acclamiamo al Figlio di Dio.

La luce della verità è brillata nel mondo:
il Verbo unigenito è nato.
Accorrete, popoli,
acclamiamo al Figlio di Dio.

SALMODIA
Salmo 109, 1-5. 7
Il Messia re e sacerdote
Dalla nostra natura ricevette di poter offrire a nostro favore ciò che era suo, per redimerci con ciò che era nostro e per donarci dalla sua divina generosità ciò che nostro non era (S. Ambrogio).

Ant. A te, Signore, così parla l’Eterno: *
“Dal seno dell’aurora, come rugiada, ti ho generato”.

Oracolo del Signore al mio Signore: *
“Siedi alla mia destra,

finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi”

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
“Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;

dal seno dell’aurora, *
come rugiada, io ti ho generato”.

Il Signore ha giurato e non si pente: *
“Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek”

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.

Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva la testa.

Salmo 133
Invito alla preghiera notturna

Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;

voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.

Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.

Da Sion ti benedica il Signore,
che ha fatto cielo e terra.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. A te, Signore, così parla l’Eterno: *
“Dal seno dell’aurora, come rugiada, ti ho generato”.

PRIMA ORAZIONE
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creato a tua immagine
e in modo ancor più mirabile
ci hai rinnovato e redento,
donaci di essere partecipi della vita divina
di Cristo tuo Figlio,
che ha voluto condividere con noi
la condizione di uomo,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Una madre vergine, che non conosce uomo, *
genera senza dolore il Re degli angeli, il Salvatore dei secoli.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Una madre vergine, che non conosce uomo, *
genera senza dolore il Re degli angeli, il Salvatore dei secoli.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
O Dio, che hai consacrato questo giorno
con l’incarnazione del tuo Verbo
e con la verginale maternità di Maria,
concedi di celebrare nella gioia
questo mistero che ci fa tuoi familiari
e, salvàti da questo dono di grazia,
rendici degni dell’eredità promessa.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Cantico Gv 1, 2-3
La Vita si è resa visibile
Corri alle fonti, desidera le fonti alle acque. Presso Dio è la sorgente della vita, ed è una sorgente inesauribile; nella sua luce, c’è la luce inscrutabile (S. Ambrogio).

Ant. In Cristo nostro Dio, nato nella debolezza della nostra natura, *
è apparso l’uomo nuovo.

La vita si è fatta visibile *
e noi l’abbiamo veduta.

Noi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre *
e si è resa visibile a noi.

Il Verbo della vita che abbiamo veduto e udito, *
noi lo annunziamo anche a voi,

perché anche voi siate in comunione con noi *
e la nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo.

Gloria.

Ant. In Cristo nostro Dio, nato nella debolezza della nostra natura, *
è apparso l’uomo nuovo
.

ORAZIONE
O Padre misericordioso,
il Salvatore del mondo, che è nato per noi
e ci ha dato la grazia di diventare figli di Dio,
ci doni anche di raggiungere la vita immortale
con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Fratelli, nessuno ha mai visto Dio. Ce lo ha rivelato il Figlio unigenito che è nel seno del Padre. A lui eleviamo la nostra voce:
Ti benediciamo, Signore, Dio con noi.

Luce vera, che sei venuto nel mondo per illuminare ogni uomo,
– resta sempre con la Chiesa in cammino, perché sia segno per tutti di speranza e guida sicura all’incontro con te.

Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità,
– dona a quanti ti accolgono il potere di diventare figli di Dio.

Per mezzo tuo tutto è stato creato;
– trasforma gli uomini che credono in te, perché brilli nel mondo la novità dell’amore.

Verbo fatto carne, che ti sei fatto compagno e partecipe del genere umano,
– apporta consolazione e pace a chi è afflitto dalla solitudine e dall’angoscia.

Tu che per sempre sei vivo e ritornerai nella gloria,
– ricevi i nostri defunti nella vita senza fine.

Nel Signore Gesù, nostro fratello
e testimone della carità del Padre,
diciamo con cuore devoto:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

La Santa Famiglia

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Prima che il giorno si chiuda,
a te si leva un’ultima preghiera:
con amore di padre
vegliaci nel riposo.

Quieta trascorra la notte
e senza torbidi sogni:
l’astuzia del Nemico
non arrivi a contaminarci.

A te si innalza, o Dio, la nostra supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 90
Sotto la protezione di Dio
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10, 9).

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Tu che abiti al riparo dell’Altissimo *
e dimori all’ombra dell’Onnipotente,

di’ al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, *
mio Dio, in cui confido».

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *
dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne, *
sotto le sue ali troverai rifugio.

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *
non temerai i terrori della notte,

né la freccia che vola di giorno, †
la peste che vaga nelle tenebre, *
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Mille cadranno al tuo fianco †
e diecimila alla tua destra; *
ma nulla ti potrà colpire.

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *
vedrai il castigo degli empi.

Poiché tuo rifugio è il Signore *
e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora,

non ti potrà colpire la sventura, *
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli darà ordine ai suoi angeli *
di custodirti in tutti i tuoi passi:

Sulle loro mani ti porteranno *
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Camminerai su aspidi e vipere, *
schiaccerai leoni e draghi.

Lo salverò, perché a me si è affidato; *
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

Mi invocherà e gli darò risposta; †
presso di lui sarò nella sventura, *
lo salverò e lo renderò glorioso.

Lo sazierò di lunghi giorni *
e gli mostrerò la mia salvezza.

Gloria.

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

LETTURA BREVE
Ap 22, 4-5
Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

RESPONSORIO BREVE
Custodiscimi, Signore.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

Proteggimi all’ombra delle tue ali.

Come pupilla degli occhi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Guarda questo giusto, che vedendosi rinchiuso nel carcere della terrena gravezza desidera partire per incominciare a essere con Cristo (S. Ambrogio).

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

ORAZIONE
Nei nostri cuori risplenda, Padre,
la luce della tua verità,
e sia distrutta per sempre
la falsità del Nemico.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.
Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine,
pietà di noi peccatori.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

Natale del Signore

Maria e Gesù Bambino con san Giuseppe

A partire dal IV secolo che si celebra in occidente la festa del Natale come festa distinta. In questa data, il 25 dicembre, solstizio d’inverno, si celebrava nel mondo romano la festa del sol invictus. Istituendo la memoria della nascita di Gesù in questo giorno, i cristiani hanno valuto affermare che è Cristo il vero sole di giustizia, che viene a illuminare le tenebre del mondo. Ma a fissare la solennità del Natale il 25 dicembre ha concorso anche la coincidenza del termine del nono mese, a partire dal 25 marzo, ritenuto nel III e IV secolo il giorno della incarnazione. La data ha perciò un valore simbolico, non storico, cadendo appunto nel momento dell’anno che segna il prevalere della luce del sole sulle tenebre.
Con la celebrazione del Natale la comunità cristiana contempla il mistero insondabile dell’unione del Verbo di Dio con la natura umana. È l’Eterno, l’Infinito, l’Onnipotente che si “abbrevia”, entra nello spazio e nel tempo e si riveste dell’umana debolezza. Incarnandosi, il Verbo che era all’origine di tutte le cose, “tutte create per mezzo di lui”, assume in se stesso e rinnova non solo l’umanità, ma tutto il cosmo. Tutta la creazione entra per lui nel piano della redenzione. Al centro della festa di oggi celebriamo, con il Figlio, Maria, la Vergine Madre, che ha accolto, credendo, la Parola di Dio e ha portato in sé, nel silenzio, il grande mistero del Dio fatto uomo.
San Leone Magno così si rivolge ai fedeli in questo giorno: “ Oggi, dilettissimi, ci è nato il nostro Salvatore: esultiamo. Poiché non può esservi tristezza quando nasce la vita (…). Riconosci, o cristiano, la tua dignità: divenuto partecipe della divina natura, non volere con una condotta indegna ritornare all’antica abiezione. Ricorda di qual capo e di qual corpo sei membro. Strappato dalla potestà delle tenebre, sei stato trasferito nella luce e nel regno di Dio”. E in una riflessione sul Natale così si esprime sant’Agostino: “In principio era il Verbo; se non avesse avuto una generazione anche umana, noi non saremmo mai pervenuti alla rigenerazione celeste. Nacque affinché noi rinascessimo. Come Cristo è nato, nessuno dubiti di rinascere; è stato generato Lui che non aveva bisogno di essere rigenerato. Si estenda anche fino a noi la sua misericordia. La Madre lo portò nel seno, portiamolo anche noi nel nostro cuore. La Vergine ha partorito il Salvatore: l’anima nostra partorisca la nostra salvezza”.