Lunedì 17a settimana del tempo ordinario – 9a dopo Pentecoste

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Letture del rito Ambrosiano

Rocce a strapiombo sul mare

ALL’INGRESSO 
Volgi il tuo sguardo misericordioso sopra di me, Signore,
perché sono povero e solo.
Vedi che sono oppresso e travagliato,
perdona tutti i miei peccati.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Dona, o Dio, ai tuoi figli la pace e la gioia dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene perché, benedetta e difesa dalla tua grazia, la nostra vita si adorni di opere giuste.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA 1Cr 11, 1-9
Lettura del primo libro delle Cronache

In quei giorni. Tutti gli Israeliti si raccolsero intorno a Davide a Ebron e gli dissero: «Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele”». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore, ed essi unsero Davide re d’Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele. Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c’erano i Gebusei, abitanti della regione. Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: «Tu qui non entrerai». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide. Davide aveva detto: «Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe». Salì per primo Ioab, figlio di Seruià, che divenne così capo. Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. Egli fortificò la città tutt’intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui.

SALMO Sal 88 (89)

Dio è fedele e protegge il suo servo.

Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo. R

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. R

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Farò estendere sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra». R

VANGELO Lc 11, 1-4
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».

DOPO IL VANGELO
Signore, cammina in mezzo a noi,
perdona le nostre colpe
e fa’ di noi il tuo popolo.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di Padre.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci asterga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta lodarti ed esaltarti, o Padre di immensa misericordia.
Cristo Signore nostro, mosso a pietà degli errori umani è voluto nascere dalla Vergine Maria; con la sua morte volontaria sulla croce ci ha liberato dalla morte eterna e con la sua risurrezione ci ha conquistato a una vita senza fine.
Riconoscenti e gioiosi per questo dono di grazia, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli e dei santi che inneggiano alla tua gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE 
Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo e salvami,
per tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore,
perché ti ho invocato.

ALLA COMUNIONE
«Il mio amore non ti abbandonerà,
la mia alleanza di pace non verrà meno
– dice il Signore di misericordia –.
Porgete l’orecchio e venite,
ascoltate e avrete la vita:
farò con voi un’alleanza eterna
come promisi a Davide».

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che generosamente ci hai saziato con il pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Ufficio delle letture

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio fece il firmamento e separò le acque (Gn 1, 7).

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Salmo 6
L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio
«Ora l’anima mia è turbata… Padre, glorifica il tuo nome» (Gv 12, 27. 28).

Ant. Volgiti, Signore, a liberarmi, *
salvami per la tua misericordia.

Signore, non punirmi nel tuo sdegno, *
non castigarmi nel tuo furore.

Pietà di me, Signore: vengo meno; *
risanami, Signore: tremano le mie ossa.

L’anima mia è tutta sconvolta, *
ma tu, Signore, fino a quando?

Volgiti, Signore, a liberarmi, *
salvami per la tua misericordia.

Nessuno tra i morti ti ricorda. *
Chi negli inferi canta le tue lodi?

Sono stremato dai lunghi lamenti, †
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, *
irroro di lacrime il mio letto.

I miei occhi si consumano nel dolore, *
Invecchio fra tanti miei oppressori.

Via da me voi tutti che fate il male, *
il Signore ascolta la voce del mio pianto;

il Signore ascolta la mia supplica, *
il Signore accoglie la mia preghiera.

Arrossiscano e tremino i miei nemici, *
confusi, indietreggino all’istante.

Gloria.

Ant. Volgiti, Signore, a liberarmi, *
salvami per la tua misericordia.

Salmo 9A
Ringraziamento per la vittoria
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.

I (1-11)

Ant. Annunzierò tutte le tue meraviglie, Signore.

Ti loderò, Signore, con tutto il cuore *
e annunzierò tutte le tue meraviglie.

Gioisco in te ed esulto, *
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

Mentre i miei nemici retrocedono, *
davanti a te inciampano e periscono,

perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; *
siedi in trono giudice giusto.

Hai minacciato le nazioni, †
hai sterminato l’empio, *
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, *
è scomparso il ricordo delle città che hai distrutto.

Ma il Signore sta assiso in eterno; *
erige per il giudizio il suo trono:

giudicherà il mondo con giustizia, *
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, *
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.

Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, *
perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

Gloria.

Ant. Annunzierò tutte le tue meraviglie, Signore.

II (12-21)

Ant. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
chi è povero e infelice a te si affida.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion, *
narrate tra i popoli le sue opere.

Vindice del sangue, egli ricorda, *
non dimentica il grido degli afflitti.

Abbi pietà di me, Signore, †
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, *
tu che mi strappi dalle soglie della morte,

perché possa annunziare le tue lodi, †
esultare per la tua salvezza *
alle porte della città di Sion.

Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, *
nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.

Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; *
l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

Tornino gli empi negli inferi, *
tutti i popoli che dimenticano Dio.

Perché il povero non sarà dimenticato, *
la speranza degli afflitti non resterà delusa.

Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: *
davanti a te siano giudicate le genti.

Riempile di spavento, Signore, *
sappiano le genti che sono mortali.

Gloria.

Ant. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
chi è povero e infelice a te si affida.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

Benedicimi, Padre.
Per Cristo, che è via e verità, la divina Maestà ci benedica.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dal primo libro dei Re
1 Re 10, 1-13

La gloria di Salomone dinanzi alla regina di Saba

La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi. Venne in Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva pensato. Salomone rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse risposta o che restasse insolubile per Salomone.
La regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di Salomone, il palazzo che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l’attività dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato. Allora disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza!
Io non avevo voluto credere a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà! Quanto alla saggezza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita. Beati i tuoi uomini, beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza! Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia».
Essa diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone. Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di sandalo in gran quantità e pietre preziose. Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo.
Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con mano regale. Quindi essa tornò nel suo paese con i suoi servi.

RESPONSORIO
La regina del sud venne dall’estremità della terra
per ascoltare la sapienza di Salomone, e disse:
«Beati i tuoi servi, Signore,
che stanno sempre davanti a te
e ascoltano la tua saggezza!».

Ella si leverà a giudicare questa generazione
e la condannerà,
perché qui ora c’è più di Salomone.
«Beati i tuoi servi, Signore,
che stanno sempre davanti a te
e ascoltano la tua saggezza!».

Benedicimi, Padre.
La grazia dello Spirito santo illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
Amen.

SECONDA LETTURA
Dal «Commento ai salmi» di sant’Agostino, vescovo
Sal 126, 2

Il vero Salomone è il Signore Gesù Cristo

Salomone aveva innalzato un tempio al Signore, sicuramente come tipo e figura della Chiesa futura e del corpo del Signore. Per questo Gesù afferma nel vangelo: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2, 19). Come dunque egli aveva edificato quel tempio, così il vero Salomone, il Signore nostro Gesù Cristo, il vero pacificatore, si costruì anche lui un tempio. Il nome di Salomone infatti significa «Pacificatore». Ora il vero operatore della pace è quello di cui parla l’Apostolo: «Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo» (Ef 2, 14). Egli è il vero pacificatore che ha unito i sé le due pareti provenienti da opposte direzioni, di cui egli è la pietra angolare, sia del popolo dei credenti che proveniva dalla circoncisione, sia del popolo, anch’esso di credenti, che proveniva dai pagani non circoncisi. Di due popoli fece una sola Chiesa, divenne per essi pietra d`angolo e perciò fu veramente pacificatore.
Il vero Salomone, cioè Salomone, figlio di Davide e della moglie Betsabea, re d’Israele, era la figura di questo pacificatore. Perché tu non creda che sia quel Salomone che edificò la casa a Dio, quando costruì il tempio, la Scrittura, indicandoti un altro Salomone, così comincia il salmo: «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 126, 1). Il Signore dunque edifica la casa, il Signore Gesù Cristo edifica la sua casa. Molti sono impegnati nella costruzione. Ma se non è lui che edifica, «invano vi faticano i costruttori».
Chi sono coloro che lavorano per costruire? Tutti coloro che nella Chiesa predicano la parola di Dio, i ministri dei sacramenti di Dio. Tutti corriamo, tutti ci affatichiamo, tutti ora costruiamo. E prima di noi, altri hanno corso, faticato, costruito. Ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». Perciò non mancarono i richiami degli apostoli che videro alcuni comportarsi malamente e in particolare risuonò la voce di Paolo che disse: «Voi infatti osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo» (Gal 4, 10-11). Poiché sapeva di essere interiormente edificato dal Signore, compiangeva costoro perché si era affaticato tra di loro senza un esito proporzionato. Noi dunque parliamo all’esterno, egli edifica all’interno. Noi vediamo come voi ascoltate, ma ciò che pensate lo conosce solo colui che vede i vostri pensieri. E’ lui che costruisce, ammonisce, incute paura, apre l’intelligenza, indirizza la vostra mente alla fede. E tuttavia lavoriamo anche noi come operai.

INNO Laus angelorum magna (laudabiliter)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.

Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.

Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.

Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.

Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.

ORAZIONE
Padre onnipotente, luce indefettibile e verità infinita,
fa’ che la nostra condotta rifulga
di santità e di grazia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

Spiaggia di un'isola della Grecia

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant. Benedetto il Signore, *
che ci ha visitati e redenti.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant. Benedetto il Signore, *
che ci ha visitati e redenti.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo                         (Pausa di preghiera silenziosa)
Dio, che di luce rivesti il mattino,
il tuo inesauribile amore
oggi custodisca i nostri passi;
e il santo splendore della fede,
ispirando ogni azione,
rischiari la nostra strada.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico 1 Cr 29, 10-13
Solo a Dio l’onore e la gloria
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).

Ant. Nella tua mano forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza.

Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, *
ora e sempre.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, +
la gloria, la maestà e lo splendore, *
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.

Tuo è il regno Signore; *
tu ti innalzi sovrano su ogni cosa.

Da te provengono ricchezza e gloria; *
tu domini tutto;

nella tua mano c’è forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza e potere.

Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo *
e lodiamo il tuo nome glorioso.

Gloria.

Ant. Nella tua mano forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza.

Salmi laudativi
Salmo 28
Il Signore siede re per sempre
Ecco una voce dal cielo che disse «Questi è il figlio mio prediletto» (Mt 3, 17).

Ant. Il Signore è sul trono *
e regna in eterno.

Date al Signore, figli di Dio, *
date al Signore gloria e potenza.

Date al Signore la gloria del suo nome, *
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

Il Signore tuona sulle acque, +
il Dio della gloria scatena il tuono, *
il Signore, sull’immensità delle acque.

Il Signore tuona con forza, *
tuona il Signore con potenza.

Il tuono del Signore schianta i cedri, *
il Signore schianta i cedri del Libano.

Fa balzare come un vitello il Libano *
e il Sirion come un giovane bufalo.

Il tuono saetta fiamme di fuoco, *
il tuono scuote la steppa,

il Signore scuote il deserto di Kades *
e spoglia le foreste.

Il Signore è assiso sulla tempesta, *
il Signore siede re per sempre.

Il Signore darà forza al suo popolo *
benedirà il suo popolo con la pace.

Nel tempio del Signore *
tutti dicono: “Gloria!”.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Il Signore è sul trono *
e regna in eterno.

Salmo diretto
Salmo 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per avere l’aiuto del Signore
Quel Dio che desidera distribuire le corone, procura le tentazioni (S. Ambrogio).

Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: *
intendi il mio lamento.

Ascolta la voce del mio grido, +
o mio re e mio Dio, *
perché ti prego, Signore.

Al mattino ascolta la mia voce; *
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.

Tu non sei un Dio che si compiace del male; +
presso di te il malvagio non trova dimora; *
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.

Tu detesti chi fa il male, +
fai perire i bugiardi. *
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.

Ma io per la tua grande misericordia +
entrerò nella tua casa; *
mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio.

Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; *
spianami davanti il tuo cammino.

Non c’è sincerità sulla loro bocca, *
è pieno di perfidia il loro cuore;

la loro gola è un sepolcro aperto, *
la loro lingua è tutta adulazione.

Gioiscano quanti in te si rifugiano, *
esultino senza fine.

Tu li proteggi e in te si allieteranno *
quanti amano il tuo nome.

Signore, tu benedici il giusto: *
come scudo lo copre la tua benevolenza.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Dio di giustizia, unica fonte del bene,
che odi il male e non tolleri la menzogna,
dirigi tu, fino alla gioia eterna il cammino dei figli;
e a quanti sperano nel tuo nome
dona di poter esaltare la tua misericordia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

INNO
Di fuoco il cielo si tinge e l’aurora
va risvegliando la terra assopita:
danza sul mondo la luce,
l’oscura insidia dilegui.

Svaniscano i foschi fantasmi notturni,
ogni impuro pensiero si dissolva;
la colpa, che striscia nell’ombra,
fugga percossa dai raggi del sole.

Oh! Presto sorga l’alba lucente
che porrà fine alla storia:
noi l’attendiamo in preghiera,
mentre il mattino risuona di canti.

A te, Padre, sia gloria
e all’unico tuo Figlio
con lo Spirito santo. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Eleviamo la nostra invocazione al Salvatore, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione di tutti.

Gesù, servo di Dio, che porti la giustizia alle genti, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu, che non gridi e non fai udire in piazza la tua voce, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu, che sei cresciuto come radice in terra arida, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu, che ti sei addossato i nostri dolori, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Tu, che apri gli occhi ai ciechi e liberi i prigionieri, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Gesù, servo di Dio, alleanza del popolo e luce delle nazioni, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

Una strada sterrata divide due verdi campi di granturco

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 18 B
Lode a Dio, Signore della legge
Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5,48).

Ant. I comandi del Signore sono più preziosi *
dell’oro e delle gemme.

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore. *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Ant. I comandi del Signore sono più preziosi *
dell’oro e delle gemme.

Salmo 7
Preghiera di un giusto calunniato
Ecco il giudice è alle porte (Gc 5,9).

I (1-10)

Ant. In te mi rifugio, *
salvami, Signore, mio Dio.

Signore, mio Dio, in te mi rifugio: *
salvami e liberami da chi mi perseguita,

perché non mi sbrani come un leone, *
non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.

Signore mio Dio, se così ho agito: *
se c’è iniquità sulle mie mani,

se ho ripagato il mio amico con il male, *
se a torto ho spogliato i miei avversari,

il nemico m’insegua e mi raggiunga, +
calpesti a terra la mia vita *
e trascini nella polvere il mio onore.

Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, +
levati contro il furore dei nemici, *
alzati per il giudizio che hai stabilito.

L’assemblea dei popoli ti circondi: *
dall’alto volgiti contro di essa.

Il Signore decide la causa dei popoli: +
giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, *
secondo la mia innocenza, o Altissimo.

Poni fine al male degli empi; +
rafforza l’uomo retto, *
tu che provi mente e cuore, Dio giusto.

Gloria.

Ant. In te mi rifugio, *
salvami, Signore, mio Dio.

II (11-18)

Ant. Dio è giudice giusto, *
salva chi gli è fedele.

La mia difesa è nel Signore, *
egli salva i retti di cuore.

Dio è giudice giusto, *
ogni giorno si accende il suo sdegno.

Non torna forse ad affilare la spada, *
a tendere e puntare il suo arco?

Si prepara strumenti di morte, *
arroventa le sue frecce.

Ecco, l’empio produce ingiustizia, *
concepisce malizia, partorisce menzogna.

Egli scava un pozzo profondo *
e cade nella fossa che ha fatto;

la sua malizia ricade sul suo capo, *
la sua violenza gli piomba sulla testa.

Loderò il Signore per la sua giustizia *
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.

Gloria.

Ant. Dio è giudice giusto, *
salva chi gli è fedele.

TERZA

LETTURA BREVE
Rm 8, 6-8
Fratelli, i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace. Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

RESPONSORIO
Rendi saldi i miei passi, Signore.

Rendi saldi i miei passi, Signore, *
secondo la tua parola.

Su di me non prevalga il male.

Secondo la tua parola.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Rendi saldi i miei passi, Signore, *
secondo la tua parola.

ORAZIONE
Coi doni del tuo Spirito
accompagni l’esistenza e le azioni dei tuoi figli;
e frutti di benevolenza e di pace
elargiti dallo stesso Consolatore
arricchiscano, o Dio, la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
Lv 20, 26
Sarete santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perché siate miei.

RESPONSORIO
Non tornerai tu forse, o Dio a darci la vita?

Non tornerai tu forse, o Dio a darci la vita *
perché in te gioisca il tuo popolo?

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Perché in te gioisca il tuo popolo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Non tornerai tu forse, o Dio a darci la vita *
perché in te gioisca il tuo popolo?

ORAZIONE
Nell’amore di Gesù, tuo Figlio,
risani, o Dio, le piaghe del peccato
e nel vigore dello Spirito
rianimi la nostra debolezza;
quando si compirà il tuo disegno
e trepidi staremo al tuo cospetto,
apri ai tuoi servi fedeli le porte del convito eterno.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Rm 5, 8-9
Fratelli, Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

RESPONSORIO
Cristo ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati.

Cristo ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati *
con il suo sangue.

E ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio.

Con il suo sangue.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Cristo ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati *
con il suo sangue.

ORAZIONE
Il tuo Unigenito, o Padre, fatto nostro fratello,
con sorprendente amore
diede la vita per noi sulla croce;
ci avvolga e ci protegga la sua grazia
e a te ci serbi per il giorno eterno
l’unico Salvatore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri – Santi Nazaro e Celso

Campo verde ricoperto di pietre con sullo sfondo alte pareti rocciose

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Splenda su noi, Signore,
la luce del tuo volto.
Il nostro cuore in festa
canti di gioia.

Più che per mèsse copiosa
o vendemmia felice,
il nostro cuore in festa
canti di gioia.

Splenda su noi, Signore,
la luce del tuo volto.
Il nostro cuore in festa
canti di gioia.

INNO
Gli eterni doni di Cristo Signore
gioiosamente cantiamo:
così la Chiesa esalta
le vittorie dei martiri

e leva la sua lode
agli eroi della fede,
ai cittadini beati del cielo,
onore del popolo santo.

L’incubo del tiranno non li vince
né li piega lo scempio delle membra;
a prezzo di orribile morte
conquistano la vita.

Sono gettati sui roghi
in pasto alle belve azzannanti;
la mano del carnefice li strazia,
armata di unghiati tormenti.

O prodigio di grazia!
La fede viva, la speranza indomita
la divina carità trionfa
sul tenebroso Principe del mondo.

Riluce in essi la gloria del Padre
l’infocato amore dello Spirito
la superna bellezza del Figlio,
che di sé allieta le schiere celesti. Amen.

SALMODIA
Salmo 10
Nel Signore è la fiducia del giusto
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati 
(Mt 5, 6).

Ant. Giusto è il Signore *
e ama la giustizia.

Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»?

Ecco, gli empi tendono l’arco, +
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore.

Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare?

Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli.

I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo.

Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza. 

Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte;

Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.

Gloria.

Ant. Giusto è il Signore *
e ama la giustizia.

Salmo 14
Chi è degno di stare davanti al Signore?
Voi vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente 
(Eb 12, 22).

Ant. Chi cammina senza colpa *
abiterà nella tua dimora.

Signore, chi abiterà nella tua tenda? *
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

Colui che cammina senza colpa, *
agisce con giustizia e parla lealmente,

chi non dice calunnia con la lingua, +
non fa danno al suo prossimo *
e non lancia insulto al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, *
ma onora chi teme il Signore.

Anche se giura a suo danno, non cambia; +
se presta denaro senza fare usura, *
e non accetta doni contro l’innocente.

Colui che agisce in questo modo *
resterà saldo per sempre.

Gloria.

Ant. Chi cammina senza colpa *
abiterà nella tua dimora.

PRIMA ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che hai voluto condividere la nostra vita
e, ritornato al Padre,
hai aperto agli uomini l’eterna dimora,
fa’ che, camminando senza colpa
sul sentiero dei tuoi precetti,
veniamo ad abitare per sempre sul tuo monte santo.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Grandi tesori sono i corpi dei santi, *
ai quali Cristo fu vita e la morte un guadagno.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Grandi tesori sono i corpi dei santi, *
ai quali Cristo fu vita e la morte un guadagno.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
O Dio, forte ed eterno
che nel cuore dei santi
accendi la fiamma della tua carità,
sull’esempio dei martiri Nazaro e Celso
donaci di tendere a quella passione d’amore
che arriva a sacrificare generosamente anche la vita.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Lo Spirito santo lava via il fetidume con la corrente dell’acqua che salva, e solleva le abitudini delle nostre membra all’altezza della disciplina celeste (S. Ambrogio).

Con acqua pura, o Cristo, ci hai lavati
con parole di vita ci hai nutriti.
Pastore eterno e grande,
Salvatore del mondo!

È mutata la sorte della stirpe di Adamo,
il cielo si è dischiuso, la vita eterna è data!
Pastore eterno e grande,
Salvatore del mondo!

ORAZIONE
O Dio, che moltiplichi il popolo dei credenti
con larga effusione di grazia,
guarda benevolo ai figli che ti sei prescelto
e serba per il regno eterno
quanti nel battesimo rinascono a nuova vita.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI
Al Signore Gesù, perfetto modello di ogni credente, rivolgiamo la nostra preghiera:
Lode a te, o Cristo, testimone fedele.

Nessuna tentazione potè separare i santi martiri Nazaro e Celso dall’unità del tuo Corpo;
– raccogli nel vincolo della carità quanti credono nel tuo nome.

Questi martiri hanno sopportato con coraggio la persecuzione per il vangelo;
– sostieni con la tua grazia chi soffre a causa della fede.

Essi per darti testimonianza hanno disprezzato ogni mondano valore;
– libera i nostri cuori dall’amor proprio e dal desiderio di dominare sugli altri.

Forti della speranza di risorgere un giorno, non hanno esitato a dare la vita per te;
– fa’ che viviamo nell’attesa della tua gloriosa venuta.

Tu che hai chiamato tutti gli uomini alla gioia del tuo regno,
– dona ai fedeli defunti l’eredità promessa del cielo.

Spronàti dalla parola di Cristo,
rivolgiamo a Dio la lode e l’implorazione:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

Tramonto sul mare

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Tu che le tenebre al giorno
sapientemente alterni,
così alleviando nel sonno
le membra affaticate,

ascolta chi nella notte
timoroso ti implora:
se il corpo nel torpore si abbandona,
vegli lo spirito nella tua luce.

Ansia di ignoto pericolo,
Padre pietoso, non ci impauri,
incubi vani non ci inquietino
né fatue visioni ci illudano.

Ogni affanno si perda
nel sonno ristoratore;
ma vigili il cuore e ti sogni,
Ospite dolce di chi crede in te.

A te si innalza, Padre, la supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 85
Preghiera del povero nell’afflizione
Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).

Ant. Custodiscimi, Signore, perché resti fedele.

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.

Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.

Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.

Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.

Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, *
e non c’è nulla che uguagli le tue opere.

Tutti i popoli che hai creato verranno †
e si prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare gloria al tuo nome;

grande tu sei e compi meraviglie: *
tu solo sei Dio.

Mostrami, Signore, la tua via, *
perché nella tua verità io cammini;

donami un cuore semplice *
che tema il tuo nome.

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *
e darò gloria al tuo nome sempre,

perché grande con me è la tua misericordia: *
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †
una schiera di violenti attenta alla mia vita, *
non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *
lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele,

volgiti a me e abbi misericordia: †
dona al tuo servo la tua forza, *
salva il figlio della tua ancella.

Dammi un segno di benevolenza; †
vedano e siano confusi i miei nemici, *
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.

Gloria.

Ant. Custodiscimi, Signore, perché resti fedele.

LETTURA BREVE
1 Ts 5, 9-10
Fratelli, Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.

RESPONSORIO BREVE
Conserva ai miei occhi la luce.

Conserva ai miei occhi la luce, *
perché non mi sorprenda il sonno della morte.

Guarda e rispondimi, o Dio.

Perché non mi sorprenda il sonno della morte.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Conserva ai miei occhi la luce, *
perché non mi sorprenda il sonno della morte.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Chi desidera di essere lasciato andare, venga al Tempio, venga in Gerusalemme, attenda il Cristo del Signore (S. Ambrogio).

Ant. Perfino i capelli del vostro capo sono contati; *
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Perfino i capelli del vostro capo sono contati; *
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.

ORAZIONE
Rischiara, o Dio, le nostre tenebre
e dalle insidie notturne
difendi sempre i tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Inviolato fiore, purissima Vergine,
porta lucente del cielo,
Madre di Cristo amata, Signora piissima,
odi quest’inno di lode.
Casta la vita scorra, sia limpido l’animo:
così t’implorano i cuori.
Per la tua dolce supplica a noi colpevoli
scenda il perdono di Dio.
Vergine tutta santa, Regina bellissima,
inviolato fiore.

Oppure:

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Pantaleone, martire

San Pantaleone, martire

Nella Diocesi di Milano si ricorda  Pantaleone che nacque nella seconda metà del III secolo a Nicomedia, nell’odierna Turchia. Divenuto medico, fu perseguitato dall’imperatore di Costantinopoli Galerio per la sua adesione alla fede cristiana. Condannato a morte, fu martirizzato nel 305. È il patrono dei medici.
Secondo un’antica leggenda, Pantaleone nasce a Nicomedia in Bitinia. Fu educato cristianamente dalla madre Eubule, che però non lo battezza. Il padre pagano lo affida al grande medico Eufrosino. Da lui apprende la medicina tanto perfettamente da meritarsi l’ammirazione e l’affetto dell’imperatore Massimiano. Si avvicina alla fede cristiana sostenuto dall’esempio e dalla dottrina di Ermolao, presbitero cristiano che vive nascosto per timore della persecuzione, il quale lo convince progressivamente ad abbandonare l’arte di Asclepio, garantendogli la capacità di guarire ogni male nel solo nome di Cristo: di ciò fa esperienza lo stesso Pantaleone, il quale, dopo aver visto risuscitare alla sola invocazione dei Cristo un bambino morto per il morso di una vipera, si fa battezzare. La guarigione di un cieco, che si era rivolto a lui dopo aver consumato tutte le sostanze appresso ad altri medici, provoca la guarigione spirituale e la conversione sia del cieco che del padre del santo. Alla sua morte Pantaleone, distribuito il patrimonio ai servi e ai poveri, diventa il medico di tutti, suscitando per l’esercizio gratuito della professione l’invidia e il risentimento dei colleghi e la conseguente denunzia all’imperatore. Il cieco, chiamato a testimoniare, evidenzia la gratuità e la rapidità della guarigione, nonché l’incapacità e la venalità degli altri medici. Difende Cristo contro Asclepio e finisce martire. 
L’imperatore tenta di dissuadere il giovane dal preferire Cristo ad Asclepio. Pantaleone propone un’ordalia tra i sacerdoti pagani e lui. E’ chiamato un paralitico. Inutilmente si affannano i sacerdoti pagani, invocando tra gli dei anche Asclepio, Galeno e Ippocrate. Il santo invece guarisce nel nome di Cristo l’ammalato. Il miracolo suscita la conversione di molti e l’ostinazione dei sacerdoti e dell’imperatore, che alle lusinghe fa seguire una lunga serie di tormenti e, alla fine, la morte.
La diocesi di Crema, in provincia di Cremona, lo celebra il 10 giugno, giorno in cui per sua intercessione la città fu liberata dalla peste.


Oggi si ricorda anche


San Raimondo Zanfogni, detto Palmerio

San Raimondo Zanfogni

Nacque a Piacenza nel 1140. A 15 anni partì con la madre per un pellegrinaggio in Terra Santa, dal quale rientrò a Piacenza solo, essendo la madre morta sulla via del ritorno; a questo tempo risale il soprannome di Palmerio, poiché Raimondo giunse nella sua città con una palma in mano. Riprese il suo mestiere di ciabattino, ma la sua profonda tensione religiosa, per quanto fosse analfabeta, lo rese esperto delle cose di Dio al punto che fu ben presto conosciuto e apprezzato dai suoi concittadini, presso i quali esercitava un apostolato diretto, semplice ed efficace: nei giorni di festa si recava nelle fabbriche e impartiva agli artigiani gli insegnamenti morali e religiosi adatti alla loro condizione.
Dopo la morte della moglie e dei cinque figli, affidando il bambino che gli era rimasto ai suoceri, riprese la via del pellegrinaggio, prima a S. Giacomo di Compostella, poi a Pavia e a Roma, da dove pensava di ripartire per la Terra Santa. Ma qui ebbe come una seconda conversione, e si trovò spinto dal Signore stesso a rinunciare al suo progetto e a tornare a Piacenza per dedicarsi alle opere di misericordia. Iniziò così nel 1178 la seconda parte della sua esistenza, interamente consacrata al servizio dei poveri. Organizzò l’assistenza ai poveri, mettendo in piedi prima un’attività di pronto soccorso per passare poi ad opere stabili, come case per i nullatenenti e un ospizio per i malati. Per sostenere le sue iniziative che richiedevano continui ampliamenti, cominciò a insistere, a pregare, a chiedere a chi poteva dare, predicando contro l’avidità dei ricchi per le strade di Piacenza.
Divenne ben presto il portavoce dei poveri nella città e il loro protettore ufficiale di fronte ai giudici iniqui e ai potenti. Le autorità comunali finirono per piegarsi davanti al suo prestigio e incominciarono a consultarlo in tutti gli affari concernenti i poveri. Raimondo, non lontano dal primitivo ospizio dove accoglieva anche bambini abbandonati, fondò una sorta di “beghinaggio” per le donne senza risorse e per le prostitute pentite. Sul piano politico si oppose con la sua predicazione ai conflitti tra i partiti e rimproverò il vescovo di non condannarli. Per fermare le ostilità intervenne anche nella guerra tra Piacenza e Cremona, ma i cremonesi lo fecero prigioniero e lo gettarono in carcere, dal quale poi lo liberarono con scuse, sentendosi dire da tutti: “Avete imprigionato un santo!”. Raimondo morì in pace il 27 luglio 1200, tra i poveri del suo ospizio. La città di Piacenza gli tributò esequie solenni e il culto nacque spontaneo intorno alla sua tomba, alimentato anche dai molti miracoli che nel corso del tempo gli sono stati attribuiti. Già nel 1212 l’ospizio da lui fondato prese il nome di Ospedale di san Raimondo. E’ dalla voce del popolo dunque che Raimondo fu proclamato santo. La Chiesa ha approvato l’Ufficio liturgico per la sua festa nel 1602.