Domenica 7a settimana del tempo ordinario – Penultima dopo Epifania

L
M
M
G
V
S
D
L
M
M
G
V
S
D
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Eventi su 28 Aprile 2026
Eventi su 29 Aprile 2026
29 Apr
29 Apr 26
#_TOWN
Eventi su 30 Aprile 2026
30 Apr
Eventi su 1 Maggio 2026
Eventi su 3 Maggio 2026
03 Mag
Eventi su 4 Maggio 2026
04 Mag
Eventi su 5 Maggio 2026
05 Mag
Eventi su 6 Maggio 2026
06 Mag
Eventi su 7 Maggio 2026
07 Mag
Eventi su 8 Maggio 2026
Eventi su 9 Maggio 2026
09 Mag
Eventi su 10 Maggio 2026
10 Mag
Eventi su 11 Maggio 2026
11 Mag
Eventi su 12 Maggio 2026
12 Mag
Eventi su 13 Maggio 2026
13 Mag
Eventi su 14 Maggio 2026
14 Mag
14 Mag 26
#_TOWN
Eventi su 15 Maggio 2026
15 Mag
15 Mag 26
#_TOWN
Eventi su 16 Maggio 2026
16 Mag
16 Mag 26
#_TOWN
Eventi su 17 Maggio 2026

Letture del rito Ambrosiano

La chiamata di san Matteo

Ufficio delle letture

La chiamata di san Matteo

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

I         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allor e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.

II         Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu (Gn 1, 3).

Col prodigio stupendo della luce,
rifulgente primizia,
hai dato origine al mondo
e all’implacabile corsa dei giorni.

Tu che hai domato il caos tenebroso
con l’alternarsi mirabile
di aurore e di tramonti,
ascolta, Padre, la voce che implora.

Oh! Non accada all’anima,
dispersa nei beni fuggevoli,
di legarsi ostinata nella colpa
e perdere la tua vita;

ma, immune dal peccato,
eluso ogni pericolo,
arrivi alla porta del cielo
ed entri al premio eterno.

Ascolta, Dio pietoso, la preghiera
per Gesù Cristo Signore,
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria.

SALMODIA
Cantico Gio 2, 3-10
Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera (Rm 12, 12).

Ant. Dal profondo degli inferi ho gridato, *
il Signore ha ascoltato la mia voce.

Nella mia angoscia ho invocato il Signore *
ed egli mi ha esaudito;

dal profondo degli inferi ho gridato *
e tu hai ascoltato la mia voce.

Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare *
e le correnti mi hanno circondato;

tutti i tuoi flutti e le tue onde *
sopra di me sono passati.

Io dicevo: «Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; *
eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio».

Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, †
l’abisso mi ha avvolto, *
l’alga si è avvinta al mio capo.

Sono sceso alle radici dei monti, †
la terra ha chiuso le sue spranghe *
dietro a me per sempre.

Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, *
Signore mio Dio.

Quando in me sentivo venir meno la vita, *
ho ricordato il Signore.

Fino a te è giunta la mia preghiera, *
fino alla tua santa dimora.

Quelli che onorano cose vane e false *
abbandonano il loro amore.

Ma io con voce di lode *
offrirò a te un sacrificio

e adempirò il voto che ho fatto; *
la salvezza viene dal Signore.

Gloria.

Ant. Dal profondo degli inferi ho gridato, *
il Signore ha ascoltato la mia voce.

Cantico Sir 51, 1-5. 8. 12
Inno di ringraziamento per la liberazione
Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo (2 Cor 12, 10).

Ant. Ti glorificherò, mio protettore e mio aiuto.

Ti glorificherò, Signore mio re, †
ti loderò, Dio mio salvatore; *
glorificherò il tuo nome,

perché fosti mio protettore e mio aiuto *
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione,

dal laccio di una lingua calunniatrice, *
dalle labbra che proferiscono menzogne;

di fronte a quanti mi circondavano †
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato, *
secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome,

dai morsi di chi stava per divorarmi, *
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,

dalle molte tribolazioni di cui soffrivo, †
dal soffocamento di una fiamma avvolgente, *
e dal fuoco che non avevo acceso,

dal profondo seno degli inferi, *
dalla lingua impura e dalla parola falsa.

Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, *
e delle tue opere che sono da sempre,

perché tu liberi quanti in te sperano, *
li salvi dalla mano dei nemici.

Per questo ti ringrazierò e ti darò lode, *
benedirò il nome del Signore.

Gloria.

Ant. Ti glorificherò, mio protettore e mio aiuto.

Cantico Ger 31, 2-9
Salva, Signore, il tuo popolo
Come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione (2 Cor 1, 7).

Ant. Ti ho amato di amore eterno *
dice il Signore.

Così dice il Signore: †
«Ha trovato grazia nel deserto *
un popolo di scampati alla spada;

Israele si avvia a una quieta dimora». *
Da lontano gli è apparso il Signore:

«Ti ho amato di amore eterno, *
per questo ti conservo ancora misericordia.

Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, *
vergine d’Israele.

Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi *
e uscirai fra la danza dei festanti.

Di nuovo pianterai vigne sulle colline della Samaria; *
i piantatori, dopo aver piantato, raccoglieranno.

Verrà il giorno in cui grideranno le vedette *
sulle montagne di Efraim:

Su, saliamo a Sion, *
andiamo dal Signore nostro Dio».

Poiché dice il Signore: †
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe, *
Esultate per la prima delle nazioni,

fate udire la vostra lode e dite: †
Il Signore ha salvato il suo popolo, *
un resto d’Israele».

Ecco li riconduco dal paese del settentrione *
e li raduno dall’estremità della terra;

fra di essi sono il cieco e lo zoppo, †
la donna incinta e la partoriente; *
ritorneranno qui in gran folla.

Essi erano partiti nel pianto, *
io li riporterò tra le consolazioni;

li condurrò a fiumi d’acqua *
per una strada diritta in cui non inciamperanno;

perché io sono un padre per Israele, *
Efraim è il mio primogenito.

Gloria.

Ant. Ti ho amato di amore eterno *
dice il Signore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo
1 Cor 10, 14 – 11, 1

La mensa del Signore è la mensa dei demoni

Miei cari, fuggite l’idolatria. Parlo come a persone intelligenti, giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane. Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare?
Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demoni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?
«Tutto è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma non tutto edifica. Nessuno cerchi l’utile proprio, ma quello altrui. Tutto ciò che è in vendita sul mercato, mangiatelo pure senza indagare per motivo di coscienza, perché «del Signore è la terra e tutto ciò che essa contiene» (Sal 23, 1).
Se qualcuno non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienza. Ma se qualcuno vi dicesse: «È carne immolata in sacrificio», astenetevi dal mangiarne, per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza; della coscienza, dico, non tua, ma dell’altro. Per qual motivo, infatti, questa mia libertà dovrebbe esser sottoposta al giudizio della coscienza altrui? Se io con rendimento di grazie partecipo alla mensa, perché dovrei essere biasimato per quello di cui rendo grazie?
Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non date motivo di scandalo né ai giudei, né ai greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l’utile mio ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

RESPONSORIO
Tu ci darai la pace,
Signore nostro Dio:
noi te soltanto,
il tuo nome invocheremo.

Tutto abbiamo da te ricevuto;
noi te soltanto,
il tuo nome invocheremo.

SECONDA LETTURA
Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Om. 50, 3-4

Adorna il tempio, ma, non trascurare i poveri

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo», confermando il fatto con la parola ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25, 35) e ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l’avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25, 45). Il corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l’onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell’onore che egli ha comandato, fa’ che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro.
Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l’elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.
Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d’oro e non gli darai un bicchiere d’acqua? Che bisogno c’è di adornare con veli d’oro il suo altare, se poi, non gli offri il vestito necessario? Che guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d’oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?
Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell’edificio sacro. Attacchi catene d’argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò mentre adorni l’ambiente del culto; non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello.

TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua Gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

ORAZIONE
O Dio, che ti sei accompagnato
ai tre giovani nella fornace infocata
mitigando con la tua potenza
l’ardore e l’impeto delle fiamme,
proteggi e libera dall’insidia del male
la vita dei tuoi servi.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Lodi

La chiamata di san Matteo

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo precursore
O sole vero, irràdiati (S. Ambrogio).

Ant.Assetata di verità, l’anima nostra alla parola del Signore anela *
e si dischiude allo Spirito, ospite sacro dei cuori.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria.

Ant.Assetata di verità, l’anima nostra alla parola del Signore anela *
e si dischiude allo Spirito, ospite sacro dei cuori.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.                    (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che ci hai rivelato
di voler abitare in chi è retto e sincero,
donaci la sete di verità e di giustizia
che fa del nostro cuore
il tempio della divina presenza.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
Cantico – Dn 3, 57-88. 56Ogni creatura lodi il Signore
Per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode (Eb 13,15).

Ant. Benedite, figli dell’uomo, il Signore, *
elevate un inno al nostro Dio.


Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.

Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore, *
benedite, o venti tutti, il Signore.

Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
Benedite, gelo e freddo, il Signore.

Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.

Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.

Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.

Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell’uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.

Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli,

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Ant. Benedite, figli dell’uomo, il Signore, *
elevate un inno al nostro Dio.

Salmi laudativi
Salmo 148
Glorificazione di Dio Signore e creatore
A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5,13).

Ant. Lodate, cieli, il Signore, *
sole e luna e stelle lucenti lodate il nostro Dio
.

Lodate il Signore dai cieli, *
lodatelo nell’alto dei cieli.

Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, *
lodatelo, voi tutte, sue schiere.

Lodatelo, sole e luna, *
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.

Lodatelo, cieli dei cieli, *
voi acque al di sopra dei cieli.

Lodino tutti il nome del Signore, *
perché egli disse e furono creati.

Li ha stabiliti per sempre, *
ha posto una legge che non passa.

Lodate il Signore dalla terra, *
mostri marini e voi tutti abissi,

fuoco e grandine, neve e nebbia, *
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,

monti e voi tutte, colline, *
alberi da frutto e tutti voi, cedri,

voi fiere e tutte le bestie, *
rettili e uccelli alati.

I re della terra e i popoli tutti, *
i governanti e i giudici della terra,

i giovani e le fanciulle, +
i vecchi insieme ai bambini *
lodino il nome del Signore:

perché solo il suo nome è sublime, +
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. *
Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.

È canto di lode per tutti i suoi fedeli, *
per i figli di Israele, popolo che egli ama.

Salmo 116
Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. Lodate, cieli, il Signore, *
sole e luna e stelle lucenti lodate il nostro Dio
.

Salmo diretto
Salmo 92

Esaltazione della potenza di Dio creatore
Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio l’Onnipotente. Rallegriamoci, esultiamo e rendiamo a lui gloria (Ap 19,6.7).

Il Signore regna, si ammanta di splendore; +
il Signore si riveste, si cinge di forza; *
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.

Saldo è il tuo trono fin dal principio, *
da sempre tu sei.

Alzano i fiumi, Signore, +
alzano i fiumi la loro voce, *
alzano i fiumi il loro fragore.

Ma più potente delle voci di grandi acque, +
più potente dei flutti del mare, *
potente nell’alto è il Signore.

Degni di fede sono i tuoi insegnamenti, +
la santità si addice alla tua casa *
per la durata dei giorni, Signore.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Signore Gesù, che risorgendo a nuova vita,
contro la violenza delle acque di morte
hai stabilito per te un regno eterno,
accresci col tuo amore sponsale
la santità della Chiesa
perché la volontà del Padre
come in cielo così si compia sempre più sulla terra,
o Re di gloria infinita,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
O Splendore del Padre,
o Luce nata da Luce,
Luce che origini Luce,
Giorno che illumini i giorni,

il mondo oscuro inonda,
Sole che non tramonti!
Apri i cuori al riverbero
fulgente dello Spirito.

E al Dio di eterna gloria
ora salga la supplica:
potente la sua grazia
distolga i nostri passi da ogni insidia;

regni sovrana sull’animo,
casto e fedele preservi il corpo,
pura e fervente la fede,
ignara d’ogni errore.

Cristo sia nostro cibo,
la fede ci disseti:
beviamo con gioia la sobria
ebbrezza dello Spirito.

Lieto trascorra il giorno:
il pudore sia un’alba serena,
la fede un meriggio assolato,
ombra notturna sul cuore non scenda.

O Cristo, Aurora, svelati,
ora che avanza l’aurora:
tutto nel Padre vivi,
tutto in te vive il Padre.

All’Eterno si levi la lode
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Acclamiamo al Signore Gesù, pontefice della nuova ed eterna alleanza.

Figlio di Dio, che hai imparato l’obbedienza dalle cose che hai patito, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, che hai sperimentato la morte a vantaggio di tutti, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, costituito con ogni autorità sulla casa del Padre, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, che sei vivo per sempre e intercedi a nostro favore, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, sommo sacerdote che sai compatire le nostre debolezze, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Figlio di Dio, autore e perfezionatore della nostra fede, Kyrie eleison.
Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Ora media

La chiamata di Matteo

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNI

– verso le 9 del mattino
si dice l’inno di TERZA

È l’ora terza. Gesù Signore
sale ingiuriato la croce,
ma noi pensosi gli offriamo
l’affetto di un animo orante.

Se in te nasce il Figlio di Dio,
la vita conservi incolpevole
e, con voce assidua implorando,
dischiudi il tuo cuore allo Spirito.

Quest’ora ha segnato la fine
al lungo torpore del male,
ha debellato la morte,
ha cancellato la colpa.

Di qui l’epoca inizia
della salvezza di Cristo,
nelle Chiese dell’universo
la verità s’irradia della fede.

Dalla gloria del suo patibolo
Gesù parla alla Vergine:
Ecco tuo figlio, o donna;
Giovanni, ecco tua madre.

Al vincolo di giuste nozze,
avvolte in profondo mistero,
era solo affidato in custodia
l’onore della Madre.

Stupendi prodigi dal cielo
confermano l’alto disegno;
la turba malvagia non crede,
chi crede ritrova salvezza.

Credo in un Dio Unigenito,
nato tra noi dalla Vergine,
che ha tolto i peccati del mondo
e siede alla destra del Padre.

Gloria si canti all’unico Dio
e a Gesù Cristo Signore,
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

– verso le 12
si dice l’inno di SESTA

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

– verso le 15
si dice l’inno di NONA

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 117
Canto di gioia e di vittoria
Gesù è la pietra che, scartata da voi costruttori, è diventata testata d’angolo (At 4,11).

I (1-9)

Ant. Nell’angoscia ho gridato al Signore, *
ed egli mi ha tratto in salvo.

Celebrate il Signore, perché è buono; *
eterna è la sua misericordia.

Dica Israele che egli è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Lo dica la casa di Aronne: *
eterna è la sua misericordia.

Lo dica chi teme Dio: *
eterna è la sua misericordia.

Nell’angoscia ho gridato al Signore, *
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

Il Signore è con me, non ho timore; *
che cosa può farmi l’uomo?

Il Signore è con me, è mio aiuto, *
sfiderò i miei nemici.

È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nell’uomo.

È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nei potenti.

Gloria.

Ant. Nell’angoscia ho gridato al Signore, *
ed egli mi ha tratto in salvo.

II (10-18)

Ant. La mano del Signore mi ha risollevato.

Tutti i popoli mi hanno circondato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi hanno circondato come api, +
come fuoco che divampa tra le spine, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, *
ma il Signore è stato mio aiuto.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli è stato la mia salvezza.

Grida di giubilo e di vittoria, *
nelle tende dei giusti:

la destra del Signore ha fatto meraviglie, +
la destra del Signore si è alzata, *
la destra del Signore ha fatto meraviglie.

Non morirò, resterò in vita *
e annunzierò le opere del Signore.

Il Signore mi ha provato duramente, *
ma non mi ha consegnato alla morte.

Gloria.

Ant. La mano del Signore mi ha risollevato.

III (19-20)

Ant. Luce è il Signore per noi.

Apritemi le porte della giustizia: *
entrerò a rendere grazie al Signore.

È questa la porta del Signore, *
per essa entrano i giusti.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, *
perché sei stato la mia salvezza.

La pietra scartata dai costruttori *
è divenuta testata d’angolo;

ecco l’opera del Signore: *
una meraviglia ai nostri occhi.

Questo è il giorno fatto dal Signore: *
rallegriamoci ed esultiamo in esso.

Dona, Signore, la tua salvezza, *
dona, Signore, la vittoria!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. *
Vi benediciamo dalla casa del Signore;

Dio, il Signore è nostra luce. +
Ordinate il corteo con rami frondosi *
fino ai lati dell’altare.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, *
sei il mio Dio e ti esalto.

Celebrate il Signore, perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria.

Ant. Luce è il Signore per noi.

TERZA

LETTURA BREVE
Ne 8, 9b. 10b
Questo giorno è consacrato al Signore nostro Dio; non fate lutto e non piangete; perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza.

RESPONSORIO
Gioia piena nella tua presenza, Signore.

Gioia piena nella tua presenza, Signore. *
Alleluia, alleluia.

Dolcezza senza fine alla tua destra.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Gioia piena nella tua presenza, Signore. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
O Dio, certezza e forza di chi spera in te,
ascolta la nostra preghiera:
concedi l’aiuto della tua grazia
alla debolezza umana che senza di te non può nulla
perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge
nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

SESTA

LETTURA BREVE
1 Pt 2, 4-5
Fratelli, stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.

RESPONSORIO
L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore.

L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore. *
Alleluia, alleluia.

Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore. *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
O Dio che hai rivelato
di voler abitare in chi è retto e sincero,
donaci la sete di verità e di giustizia
che fa del nostro cuore
il tempio della divina presenza,
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

NONA

LETTURA BREVE
Ap 21, 25-27a
Le porte della città non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte. E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni. Non entrerà in essa nulla d’impuro.

RESPONSORIO
Chi abiterà, Signore, nella tua tenda?

Chi abiterà, Signore, nella tua tenda? *
Alleluia, alleluia.

Colui che cammina senza colpa e agisce con giustizia.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Chi abiterà, Signore, nella tua tenda? *
Alleluia, alleluia.

ORAZIONE
O Dio, certezza e forza di chi spera in te,
ascolta la nostra preghiera:
concedi l’aiuto della tua grazia
alla debolezza umana che senza di te non può nulla
perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge
nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:

O Dio che hai rivelato
di voler abitare in chi è retto e sincero,
donaci la sete di verità e di giustizia
che fa del nostro cuore
il tempio della divina presenza,
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Salmodia Complementare

Salmo 118
Meditazione della legge di Dio

I 1-8 (Alef)
Il fine della legge è Cristo. Molti si mettono su questa via, ma non camminano sino alla fine. Fino a Cristo cammina la vera fede, che accoglie la legge e conosce la pienezza della legge (S. Ambrogio).

Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.

Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie, *
cammina per le sue vie.

Tu hai dato i tuoi precetti *
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie, *
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò arrossire *
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero *
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Voglio osservare i tuoi decreti: *
non abbandonarmi mai.

Gloria.

II 9-16 (Bet)
Fa bene colui che conserva le parole del Signore nel suo cuore, come Maria che nel suo cuore custodiva tutte le parole del Signore Gesù (S. Ambrogio).

Come potrà un giovane tenere pura la sua via? *
Custodendo le tue parole.

Con tutto il cuore ti cerco: *
non farmi deviare dai tuoi precetti.

Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.

Con le mie labbra ho enumerato *
tutti i giudizi della tua bocca.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia *
più che in ogni altro bene.

Voglio meditare i tuoi comandamenti, *
considerare le tue vie.

Nella tua volontà è la mia gioia; *
mai dimenticherò la tua parola.

Gloria.

III 17-24 (Ghimel)
È veramente straniero sulla terra colui che è concittadino dei santi, familiare di Dio, e possiede in cielo il suo tesoro (S. Ambrogio).

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *
custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.

Io sono straniero sulla terra, *
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti, *
in ogni tempo.

Tu minacci gli orgogliosi; *
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *
perché ho osservato le tue leggi.

Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *
miei consiglieri i tuoi precetti.

Gloria.

IV 25-32 (Dalet)
Ha la vita l’anima che percorre le vie di Cristo, è morta al peccato e vive per Dio (S. Ambrogio).

Io sono prostrato nella polvere, *
dammi vita secondo la tua parola.

Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; *
insegnami i tuoi voleri.

Fammi conoscere la via dei tuoi precetti *
e mediterò i tuoi prodigi.

Io piango nella tristezza; *
sollevami secondo la tua promessa.

Tieni lontana da me la via della menzogna, *
fammi dono della tua legge.

Ho scelto la via della giustizia, *
mi sono proposto i tuoi giudizi.

Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, *
che io non resti confuso.

Corro per la via dei tuoi comandamenti, *
perché hai dilatato il mio cuore.

Gloria.

V 33-40 (He)
La via perfetta è Cristo. Perciò colui che è in Cristo come può non distogliere lo sguardo dalle cose vane, dal momento che Cristo ha crocifisso ogni vanità del mondo nella sua carne? (S. Ambrogio).

Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti *
e la seguirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.

Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, *
perché in esso è la mia gioia.

Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.

Distogli i miei occhi dalle cose vane, *
fammi vivere sulla tua via.

Con il tuo servo sii fedele alla parola *
che hai data, perché ti si tema.

Allontana l’insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.

Gloria.

VI 41-48 (Vau)
La salvezza è Cristo ed è vicina a chi lo teme. Egli è disceso in terra, si è fatto vicino, e noi abbiamo cominciato a non avere più paura, poiché chi teme Cristo non è sottomesso alla paura ma all’amore (S. Ambrogio).

Venga a me, Signore, la tua grazia, *
la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *
perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *
nei secoli, in eterno.

Sarò sicuro nel mio cammino, *
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *
senza temere la vergogna.

Gioirò per i tuoi comandi *
che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *
mediterò le tue leggi.

Gloria.

VII 49-56 (Zain)
La promessa di Dio ha incitato alla grazia celeste noi che eravamo abbattuti e depressi, affinché desideriamo l’eternità, trascuriamo le ricchezze presenti, e, non più solleciti delle cose temporali, aspiriamo ai beni futuri e invisibili (S. Ambrogio).

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, *
con la quale mi hai dato speranza.

Questo mi consola nella miseria: *
la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, *
ma non devìo dalla tua legge.

Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, *
e ne sono consolato.

M’ha preso lo sdegno contro gli empi *
che abbandonano la tua legge.

Sono canti per me i tuoi precetti, *
nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte *
e osservo la tua legge, Signore.

Tutto questo mi accade *
perché ho custodito i tuoi precetti.

Gloria.

VIII 57-64 (Het)
Partecipa alla sorte di Cristo colui che consola con affetto accorato chi piange; colui che non nega la propria assistenza a chi è in carcere; colui che cura il malato al suo capezzale (S. Ambrogio).

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.

Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.

Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.

Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.

Gloria.

IX 65-72 (Tet)
Quanto più uno desidera porsi al servizio di Dio, tanto più provoca gli avversari e, come un campione che vuole conquistare la corona della giustizia, irrita contro di sé molti che non sopportano il nostro crescere nella perfezione (S. Ambrogio).

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *
secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

Prima di essere umiliato andavo errando, *
ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai il bene, *
insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, *
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *
ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, *
perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Gloria.

X 73-80 (Iod)
Il profeta grida a Dio: Signore, non abbandonare l’opera delle tue mani; io faccio appello a colui che mi ha fatto, tengo obbligato il mio Creatore, non cerco altre difese (S. Ambrogio).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.

Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.

Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

XI 81-88 (Caf)
Colui che è giusto e teme il Signore, desidera solo la salvezza di Dio, che è Cristo Gesù. Lo brama, lo desidera, lo ricerca con tutte le forze, lo custodisce nell’intimo della sua anima (S. Ambrogio).

Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, *
spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, *
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».

Io sono come un otre esposto al fumo, *
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo? *
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

Mi hanno scavato fosse gli insolenti *
che non seguono la tua legge.

Verità sono tutti i tuoi comandi; *
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

Per poco non mi hanno bandito dalla terra, *
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore, fammi vivere *
e osserverò le parole della tua bocca.

Gloria.

XII 89-96 (Lamed)
Custodisci la parola di Dio e custodiscila nel tuo cuore, così che tu non debba mai a dimenticarla. Custodisci e medita la legge, perché i precetti del Signore non cadano mai dalla tua mente (S. Ambrogio).

La tua parola, Signore, *
è stabile come il cielo.

La tua fedeltà dura per ogni generazione; *
hai fondato la terra ed essa è salda.

Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, *
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Se la tua legge non fosse la mia gioia, *
sarei perito nella mia miseria.

Mai dimenticherò i tuoi precetti: *
per essi mi fai vivere.

Io sono tuo: salvami, *
perché ho cercato il tuo volere.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi, *
ma io medito i tuoi insegnamenti.

Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, *
ma la tua legge non ha confini.

Gloria.

XIII 97-104 (Mem)
Il santo riflette sulla legge giorno e notte: il giorno è troppo breve per la meditazione dell’insegnamento divino (S. Ambrogio).

Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.

Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, *
perché sempre mi accompagna.

Sono più saggio di tutti i miei maestri, *
perché medito i tuoi insegnamenti.

Ho più senno degli anziani, *
perché osservo i tuoi precetti.

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: *
più del miele per la mia bocca.

Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, *
per questo odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XIV 105-112 (Nun)
Il nostro occhio interiore si pasce della luce di questa lampada spirituale, che splende per noi nella notte del mondo (S. Ambrogio).

Lampada per i miei passi è la tua parola, *
luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.

Gloria.

XV 113-120 (Samech)
Non ho sperato nei profeti, non ho sperato nella legge, ma ho sperato nella tua parola, cioè nella tua venuta; ho sperato che tu venga ad accogliere i peccatori, a perdonare le colpe, a sollevare sulla tua croce, come il buon pastore sulle sue spalle, la pecorella sfinita (S. Ambrogio).

Detesto gli animi incostanti, *
io amo la tua legge.

Tu sei mio rifugio e mio scudo, *
spero nella tua parola.

Allontanatevi da me, o malvagi, *
osserverò i precetti del mio Dio.

Sostienimi secondo la tua parola e avrò la vita, *
non deludermi nella mia speranza.

Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, *
gioirò sempre nei tuoi precetti.

Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, *
perché la sua astuzia è fallace.

Consideri scorie tutti gli empi della terra, *
perciò amo i tuoi insegnamenti.

Tu fai fremere di spavento la mia carne, *
io temo i tuoi giudizi.

Gloria.

XVI 121-128 (Ain)
Il Signore illumina i suoi santi e brilla nel cuore dei giusti. Perciò quando vedrai un sapiente, riconosci che la gloria di Dio è discesa su di lui e ha illuminato la sua mente con lo splendore della conoscenza divina (S. Ambrogio).

Ho agito secondo diritto e giustizia; *
non abbandonarmi ai miei oppressori.

Assicura il bene al tuo servo; *
non mi opprimano i superbi.

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza *
e della tua parola di giustizia.

Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Io sono tuo servo, fammi comprendere *
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

È tempo che tu agisca, Signore; *
hanno violato la tua legge.

Perciò amo i tuoi comandamenti *
più dell’oro, più dell’oro fino.

Per questo tengo cari i tuoi precetti *
e odio ogni via di menzogna.

Gloria.

XVII 129-136 (Pe)
Consapevole del suo diritto e della sua giustizia, il profeta non esita a dirsi servo del Signore: il servo del Signore non deve niente agli altri (S. Ambrogio).

Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo le sono fedele.

La tua parola nel rivelarsi illumina, *
dona saggezza ai semplici.

Apro anelante la bocca, *
perché desidero i tuoi comandamenti.

Volgiti a me e abbi misericordia, *
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola *
e su di me non prevalga il male.

Salvami dall’oppressione dell’uomo *
e obbedirò ai tuoi precetti.

Fa’ risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami i tuoi comandamenti.

Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non osservano la tua legge.

Gloria.

XVIII 137-144 (Sade)
Noi che eravamo piccoli e disprezzati per le nostre colpe, ora partecipiamo mirabilmente ai celesti misteri e siamo accolti con onore al divino convito (S. Ambrogio).

Tu sei giusto, Signore, *
e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai ordinato le tue leggi *
e con fedeltà incomparabile.

Mi divora lo zelo della tua casa, *
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

Purissima è la tua parola, *
il tuo servo la predilige.

Io sono piccolo e disprezzato, *
ma non trascuro i tuoi precetti.

La tua giustizia è giustizia eterna *
e verità è la tua legge.

Angoscia e affanno mi hanno colto, *
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, *
fammi comprendere e avrò la vita.

Gloria.

XIX 145-152 (Cof)
L’uomo, anche se fosse santo e giusto, deve sempre pregare perché il Signore lo ascolti secondo la sua grazia e non secondo i meriti della virtù umana: la virtù infatti è scarsa e i peccati sono molti (S. Ambrogio).

T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.

Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l’aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.

I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.

Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria.

XX 153-160 (Res)
Anche se la salvezza è lontana dai peccatori, tuttavia nessuno deve disperare perché le misericordie di Dio sono grandi: coloro che stanno andando in perdizione per le loro colpe, sono liberati dalla misericordia del Signore (S. Ambrogio).

Vedi la mia miseria, salvami, *
perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *
secondo la tua parola fammi vivere.

Lontano dagli empi è la salvezza, *
perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *
ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *
perché non custodiscono la tua parola.

Vedi che io amo i tuoi precetti, *
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Gloria.

XI 161-168 (Sin)
Se vuoi che ti sia data la divina presenza, deve regnare sulla tua anima non solo la pace, ma una grande pace. Non ti scuotano le guerre delle diverse passioni, non ti ecciti l’ira né la libidine, e, se c’è battaglia, sia all’esterno e non dentro di te (S. Ambrogio).

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
ma il mio cuore teme le tue parole.

Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
amo la tua legge.

Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
nel suo cammino non trova inciampo.

Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
e li amo sopra ogni cosa.

Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

XXII 169-176 (Tau)
Vieni, Signore Gesù, cerca il tuo servo; vieni, pastore buono, cerca la tua pecora stanca. È andata errando, mentre ti attardavi sui monti; ora lascia le altre novantanove del tuo gregge e vieni a cercare l’unica che si è smarrita (S. Ambrogio).

Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.

Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.

La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano; *
poiché ho scelto i tuoi precetti.

Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.

Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Gloria.

Salmo 18B
Lode a Dio, Signore della legge
I giudizi del Signore sono dolci per chi li custodisce, ma sono amari certamente per chi li trascura (S. Ambrogio).

La legge del Signore è perfetta, *
rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è verace, *
rende saggio il semplice.

Gli ordini del Signore sono giusti, *
fanno gioire il cuore;

i comandi del Signore sono limpidi, *
danno luce agli occhi.

Il timore del Signore è puro, dura sempre; *
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

più preziosi dell’oro, di molto oro fino, *
più dolci del miele e di un favo stillante.

Anche il tuo servo in essi è istruito, *
per chi li osserva è grande il profitto.

Le inavvertenze chi le discerne? *
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;

allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato.

Ti siano gradite *
le parole della mia bocca,

davanti a te i pensieri del mio cuore, *
Signore, mia rupe e mio redentore.

Gloria.

Salmo 111
Beatitudine dell’uomo giusto
È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s’innalza nella gloria.

L’empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria.

Salmo 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Cristo è la via che ci riconduce alla patria; quaggiù abbiamo una dimora provvisoria (S. Ambrogio).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *
lingua ingannatrice?

Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra le tende di Kedar!

Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria.

Salmo 120
Il custode di Israele
Il Creatore del mondo custodisce gli abitanti del mondo. Perciò alza, alza sempre lo sguardo, poiché gli occhi del giusto sono sempre rivolti al Signore (S. Ambrogio).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria.

Salmo 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme
Bisogna fermarsi in Gerusalemme e bisogna fuggire da Babilonia: così ci è stato insegnato di non attardarci sulla via dei peccatori, ma di fermarci nella pratica della virtù (S. Ambrogio).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!»

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria.

Salmo 122
La fiducia del popolo è nel Signore
Sono un servo, e aspetto il cibo dal mio padrone; sono un soldato, e chiedo lo stipendio dal mio comandante; sono stato chiamato, e domando da chi mi ha invitato l’adempimento delle promesse (S. Ambrogio).

A te levo i miei occhi, *
a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; *
come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, *
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, †
già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, *
del disprezzo dei superbi.

Gloria.

Salmo 123
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
Sii come un passero che con circospetta attenzione riesca ad accorgersi in anticipo dei lacci e, pur rischiando di essere catturato dalle lusinghe dei peccatori, tuttavia possa dire, una volta sfuggito: sono stato liberato (S. Ambrogio).

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – †
se il Signore non fosse stato con noi, *
quando uomini ci assalirono,

ci avrebbero inghiottiti vivi, *
nel furore della loro ira.

Le acque ci avrebbero travolti; †
un torrente ci avrebbe sommersi, *
ci avrebbero travolti acque impetuose.

Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha lasciati in preda ai loro denti.

Noi siamo stati liberati come un uccello *
dal laccio dei cacciatori:

il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Gloria.

Salmo 124
Il Signore custodisce il suo popolo
Siamo diventati come il monte Sion per mezzo della grazia di Cristo e del sacramento del battesimo (S. Ambrogio).

Chi confida nel Signore è come il monte Sion: *
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme: †
il Signore è intorno al suo popolo, *
ora e sempre.

Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi *
sul possesso dei giusti,

perché i giusti non stendano le mani *
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni *
e con i retti di cuore.

Quelli che vanno per sentieri tortuosi †
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. *
Pace su Israele!

Gloria.

Salmo 125
Dio nostra gioia e nostra speranza
Questi sono i frutti spirituali e i raccolti felici della vera fatica, che non possono venir infradiciati da nessun acquazzone (S. Ambrogio).

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell’andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore
La Chiesa è un fiore che annunzia il frutto, cioè il Signore Gesù Cristo, in riferimento al quale è stato detto: Benedetto il frutto del tuo grembo (S. Ambrogio).

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria.

Salmo 127
La pace di Dio nella famiglia che gli è fedele
La tua anima, avendo ricevuto il seme della parola di Dio, sia consapevole della sua fecondità (S. Ambrogio).

Beato l’uomo che teme il Signore *
e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *
sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda *
nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo *
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. *
Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *
Pace su Israele!

Gloria.

Vespri secondi

La chiamata di san Matteo

Signore, ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Un tempo eravamo tenebre,
ma ora siamo luce nel Signore.
Il figlio della luce si compiace
di tutto ciò che è buono, giusto e vero.

O tu che dormi, su dèstati e sorgi
allo splendore di Cristo risorto.
Il figlio della luce si compiace
di tutto ciò che è buono, giusto e vero.

Un tempo eravamo tenebre,
ma ora siamo luce nel Signore.
Il figlio della luce si compiace
di tutto ciò che è buono, giusto e vero.

INNO
O Dio dell’universo,
gli astri movendo in cielo,
il giorno rivesti di luce
e il sonno propizi alla notte.

Così il dolce riposo ci ristora
e ci riporta alla fatica usata,
solleva gli animi stanchi
e scioglie il peso triste degli affanni.

Poi che il lavoro diurno si placa
e scende il vespero oscuro,
grati dei tuoi favori
a te eleviamo l’inno della sera.

Te canti il profondo dell’essere,
te risonando celebri la voce,
il palpito casto dei cuori ti cerchi,
semplice e chiara la mente ti adori.

E quando nelle tenebre
sarà soffocata ogni luce,
non si estingua la fiamma della fede,
ma illumini la nostra notte.

Alacre, vigili sempre lo spirito
e sia la colpa a dormire:
freschezza di puri pensieri
mitighi al sonno l’inquieta vampa.

Ogni morboso senso dilegui,
appassionata l’anima ti sogni,
e l’incubo del nemico
non invidierà la nostra pace.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora. Amen.

SALMODIA
Salmo 109, 1-5. 7

Il Messia, re e sacerdote
«Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza» (Mc 14, 62).

Ant. Tu sei sacerdote per sempre *
al modo di Melchisedek.

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,

finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;

dal seno dell’aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.

Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Gloria.

Ant. Tu sei sacerdote per sempre *
al modo di Melchisedek.

Salmo 110
Grandi le opere del Signore
Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente (Ap 15, 3).

Ant. Grandi sono le opere del Signore.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, *
nel consesso dei giusti e nell’assemblea.

Grandi sono le opere del Signore, *
le contemplino coloro che le amano.

Le sue opere sono splendore di bellezza, *
la sua giustizia dura per sempre.

Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: *
pietà e tenerezza è il Signore.

Egli dà il cibo a chi lo teme, *
si ricorda sempre della sua alleanza.

Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere, *
gli diede l’eredità delle genti.

Le opere delle sue mani sono verità e giustizia, *
stabili sono tutti i suoi comandi,

immutabili nei secoli, per sempre, *
eseguiti con fedeltà e rettitudine.

Mandò a liberare il suo popolo, *
stabilì la sua alleanza per sempre.

Santo e terribile il suo nome. *
Principio della saggezza è il timore del Signore,

saggio è colui che gli è fedele; *
la lode del Signore è senza fine.

Gloria.

Ant. Grandi sono le opere del Signore.

PRIMA ORAZIONE
Signore di misericordia,
splendore della tua Chiesa e corona dei santi,
infondi nei tuoi discepoli
il principio della sapienza e la saldezza della fede;
saziaci del pane celeste nell’assemblea dei giusti
e donaci di celebrare
la memoria delle tue gesta mirabili,
fino a che nella patria
ci allieteremo della tua eterna alleanza.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell’anima nel Signore
Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant. Cristo non ci dimentica e prega il Padre per noi: *
egli è la nostra forza.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria.

L’anima mia magnifica il Signore.

Ant. Cristo non ci dimentica e prega il Padre per noi: *
egli è la nostra forza.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE
O Dio, certezza e forza di chi spera in te,
ascolta la nostra preghiera:
concedi l’aiuto della tua grazia
alla debolezza umana che senza di te non può nulla
perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge
nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Ap 11, 17-18; 12, 10b-12a

Il giudizio di Dio
Quando sarà sterminato l’empio, sarà immesso Cristo. E quando sarà tolta l’abominazione, sarà radunata la santità (S. Ambrogio).

Ant. In bianca veste stanno i vincitori, *
e il loro nome è scritto nel libro della vita.

Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, *
che sei e che eri,

perché hai messo mano alla tua grande potenza, *
e hai instaurato il tuo regno.

Le genti fremettero †
ma è giunta l’ora della tua ira, *
il tempo di giudicare i morti,

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †
ai profeti e ai santi *
e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio *
e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l’Accusatore; †
colui che accusava i nostri fratelli, *
davanti al nostro Dio giorno e notte.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello †
e la testimonianza del loro martirio, *
perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, *
rallegratevi e gioite, voi tutti che abitate in essi.

Gloria.

Ant. In bianca veste stanno i vincitori, *
e il loro nome è scritto nel libro della vita.

ORAZIONE
Ai rinati nel battesimo, che onorano il tuo nome
e desiderano la venuta del tuo regno,
concedi, o Dio, la grazia
di vincere l’Accusatore dei santi
e di ottenere vigore e salvezza
dal sangue di Gesù, l’Agnello immolato,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Preghiamo Gesù Signore, perché accompagni sempre la Chiesa nel suo pellegrinaggio e raduni tutti i popoli in unità:
A te la lode, Salvatore degli uomini.

Tu che hai scelto lo scandalo della croce per confondere la sapienza del mondo,
– dona alla tua Chiesa di annunziare sempre con coraggio la parola della salvezza.

Tu che nella tua carne hai vinto ogni inimicizia,
– concedi a tutti la pace.

Tu che hai voluto il matrimonio dei credenti come segno della tua unione con la Chiesa,
– aiuta gli sposi a possedere nella vita quanto hanno ricevuto nella fede.

Tu che nell’ora della morte hai provato la pena e il turbamento del cuore,
– assisti chi è amareggiato dalla tristezza e dall’angoscia.

Ricòrdati dei tuoi fedeli defunti, che si sono nutriti del tuo corpo e del tuo sangue:
– accoglili nella comunione dei santi.

Con le parole insegnateci dal Signore,
invochiamo il Padre con amore filiale:

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

Oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Compieta

La chiamata di san Matteo

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO
Prima che il giorno si chiuda,
a te si leva un’ultima preghiera:
con amore di padre
vegliaci nel riposo.

Quieta trascorra la notte
e senza torbidi sogni:
l’astuzia del Nemico
non arrivi a contaminarci.

A te si innalza, o Dio, la nostra supplica
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
vive con te nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 90
Sotto la protezione di Dio
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10, 9).

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Tu che abiti al riparo dell’Altissimo *
e dimori all’ombra dell’Onnipotente,

di’ al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, *
mio Dio, in cui confido».

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *
dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne, *
sotto le sue ali troverai rifugio.

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *
non temerai i terrori della notte,

né la freccia che vola di giorno, †
la peste che vaga nelle tenebre, *
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Mille cadranno al tuo fianco †
e diecimila alla tua destra; *
ma nulla ti potrà colpire.

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *
vedrai il castigo degli empi.

Poiché tuo rifugio è il Signore *
e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora,

non ti potrà colpire la sventura, *
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli darà ordine ai suoi angeli *
di custodirti in tutti i tuoi passi:

Sulle loro mani ti porteranno *
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Camminerai su aspidi e vipere, *
schiaccerai leoni e draghi.

Lo salverò, perché a me si è affidato; *
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

Mi invocherà e gli darò risposta; †
presso di lui sarò nella sventura, *
lo salverò e lo renderò glorioso.

Lo sazierò di lunghi giorni *
e gli mostrerò la mia salvezza.

Gloria.

Ant. Agli angeli il Signore ha ordinato di custodirti; *
sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

LETTURA BREVE
Ap 22, 4-5
Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

RESPONSORIO BREVE
Custodiscimi, Signore.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

Proteggimi all’ombra delle tue ali.

Come pupilla degli occhi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Custodiscimi, Signore, *
come pupilla degli occhi.

CANTICO DI SIMEONE
Lc 2, 29-32
Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele
Guarda questo giusto, che vedendosi rinchiuso nel carcere della terrena gravezza desidera partire per incominciare a essere con Cristo (S. Ambrogio).

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, difendici nel sonno; *
il cuore vegli con Cristo, e il corpo riposi nella pace.

ORAZIONE
Alla fine del giorno
che ha celebrato il Salvatore risorto,
a te salga, Padre, la supplica:
donaci di riposare nella pace, sicuri da ogni male,
e di ridestarci in letizia al canto delle tue lodi.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA BEATA VERGINE MARIA
O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella di mare,
soccorri il tuo popolo che anela a risorgere.
Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine, pietà di noi peccatori.

Oppure:

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ESAME DI COSCIENZA
Alla fine di Compieta si può fare l’esame di coscienza, che nella celebrazione comune o è compiuto in silenzio, oppure è inserito nell’atto penitenziale secondo le formule del Messale.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.

Il santo del giorno

San Policarpo, vescovo e martire

San Policarpo vescovo e martire

Discepolo dell’evangelista Giovanni, fu vescovo di Smirne (attuale Izmir, Turchia), dove accolse sant’Ignazio avviato a Roma per il martirio. Trattò con Papa Aniceto sulla data della Pasqua. All’età di ottantasei anni coronò la sua vita con il martirio (23 febbraio 155). Il racconto che attesta la sua morte cruenta è il più antico documento riguardante la venerazione dei martiri. La preghiera da lui espressa sul rogo poco prima di morire è una sorta di prolungamento della liturgia eucaristica.
Tra le lettere scritte da Policarpo alle comunità cristiane vicine alla sua, si conserva quella indirizzata ai Filippesi, in cui il vescovo ricorda la Passione di Cristo: “Egli sofferse per noi, affinché noi vivessimo in Lui. Dobbiamo quindi imitare la sua pazienza. Egli ci ha lasciato di essa un modello nella sua persona”. Policarpo rivive proprio quella pazienza, con una imitazione perfetta. Con la sua vita e, soprattutto, con la sua morte egli ha accolto e realizzato pure l’esortazione di Ignazio, che nella sua lettera prima del martirio gli scriveva: “Sta’ saldo come incudine sotto i colpi”.


Oggi si ricorda anche


Santa Pelagia, martire

Santa Pelagia martire

Accanto a quelli di Domezio, Aquila “eparca” e Teodosio martiri, il nome di Pelagia compare per la prima volta nel calendario bizantino edito per ordine dell’imperatore Basilio II. Da lì passa nel Martirologio Romano.
Questi martiri testimoniarono con forza la fede nel tempo dell’imperatore Giuliano l’Apostata. Costui, chiamato Apostata perché rifiutò il suo Battesimo e ritornò al paganesimo, tentò in ogni modo di restaurare la morente religione pagana, perché era convinto che solo in questo modo si poteva  arrestare la decadenza dell’Impero romano.
Pelagia e i suoi compagni, in una pubblica riunione organizzata nella città di Cesarea  in onore degli dei, denunciarono pubblicamente la falsità del paganesimo, imposto per legge dall’imperatore. Dopo essere stati arrestati, e torturati, vennero uccisi per decapitazione. Ciò accadeva nell’anno 362, esattamente un anno prima della morte dell’imperatore apostata, che cadde in battaglia mentre combatteva contro i barbari.