Lettura 22 Epilogo del primo discorso di Mosè Dt 4,32 – 45
Dt 4,32 «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità dei cieli all’altra, vi fu mai cosa grande come questa e si è mai sentito / šamah cosa simile a questa? 33 Che cioè un popolo abbia sentito / šamah la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai sentita / šamahtu, e che rimanesse vivo? 34 O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi JHWH vostro Dio in Egitto, sotto i vostri occhi? 35 Ti ha fatto vedere/rahah queste cose, perché tu sappia che JHWH è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui. 36 Dal cielo ti ha fatto sentire/šamah la sua voce per istruirti; sulla terra ti ha fatto vedere/rahah il suo grande fuoco e tu hai sentito/šamah le sue parole di mezzo al fuoco. 37 Perché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro posterità e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua stessa presenza e con grande potenza, 38 per scacciare dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, per farti entrare nel loro paese e dartene il possesso, come appunto è oggi. 39 Sappi dunque oggi e conserva bene nel tuo cuore [fa tornare nel tuo cuore] che JHWH è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n’è altro. 40 Custodirai dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti dò, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che JHWH tuo Dio ti dà per sempre».
41 In quel tempo Mosè scelse tre città oltre il Giordano verso oriente, 42 perché servissero di asilo all’omicida che avesse ucciso il suo prossimo involontariamente, senza averlo odiato prima, perché potesse aver salva la vita fuggendo in una di quelle città. 43 Esse furono Beser, nel deserto, sull’altipiano, per i Rubeniti; Ramot, in Gàlaad, per i Gaditi, e Golan, in Basan, per i Manassiti.
44 Questa è la legge che Mosè espose agli Israeliti. 45 Queste sono le istruzioni, le leggi e le norme che Mosè diede agli Israeliti quando furono usciti dall’Egitto, 46 oltre il Giordano, nella valle di fronte a Bet-Peor, nel paese di Sicon re degli Amorrei che abitava in Chesbon, e che Mosè e gli Israeliti sconfissero quando furono usciti dall’Egitto. 47 Essi avevano preso possesso del paese di lui e del paese di Og re di Basan – due re Amorrei che stavano oltre il Giordano, verso oriente -, 48 da Aroer, che è sull’orlo della valle dell’Arnon, fino al monte Sirion, cioè l’Ermon, 49 con tutta l’Araba oltre il Giordano, verso oriente, fino al mare dell’Araba sotto le pendici del Pisga».
Ci interessa il testo fino al v 40 e notiamo al volo la ripetizione plurima del verbo “sentire” a cui segue il verbo “vedere“, per arrivare al “custodire“. Sono le dimensioni che ogni figlio di Abramo deve nutrire per conseguire la felicità nelle Terra nella quale stano per entrare. D’altra parte questo deriva dall’esperienza fatta ai piedi del Sinai, dove si è sentita la voce di JHWH, si è visto il fuoco ed è stata stipulata l’Alleanza che ha da essere custodita.
Il termine che sintetizza questo, qui non appare, ma lo troveremo più volte nei testi successivi. Si tratta della “elezione”; Israele diventa il popolo eletto.
Quello che è stato visto, sentito e stabilito, è un evento unico… è accaduto solo per Israele e nessun altro popolo sulla terra.
Ora, se stiamo a quanto descritto nella lettura 06 sulla storia di formazione del nostro libro,
Dt 4 secondo i recenti studi, dovrebbe essere l’ultimo capitolo inserito nel Deuteronomio. Esso fa da collegamento tra la parte storica dei capitoli precedenti e quella che ha in parte integrato la legislazione di Gerusalemme con quella proveniente dal Regno del Nord, ad esempio i Dieci Comandamenti che diversamente mancherebbero.
Questa parte finale del capitolo 4 che conclude anche il primo discorso di Mosè, possiamo considerarla un’appassionata ripresa di tutto quanto è accaduto riprendendo alcuni temi fondamentali che costituiscono l’essenza dell’ebraismo: la liberazione dalla schiavitù d’Egitto, il dono della Torah al Sinai /Horeb/Oreb, l’Alleanza, e il dono della Terra. Potremmo sintetizzare tutto con una parola: “Elezione” come abbiamo già anticipato. Quegli schiavi liberati diventano il Popolo Eletto, unico al mondo.
E paradossalmente tutto questo matura in una situazione di estrema contraddizione: l’Esilio babilonese.
Però per arrivare a comprendere l’Elezione è necessario anzitutto giungere al “monoteismo” (un solo Dio in tutto l’universo), ma finché Israele riteneva che ogni terra avesse il suo dio, “enoteismo“, tutti gli dèi presenti nel pianeta avevano diritto di cittadinanza, avevano legittimità di esistere ed avere seguaci. Ma è proprio a Babilonia, in terra straniera, in esilio, che il profeta Ezechiele ha una visione:
Ez 1:1 «Il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. [… ] 4 Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente. 5 Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana 6 e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. 7 Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d’un vitello, splendenti come lucido bronzo. 8 Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, 9 e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé…. »
Abbiamo riportato solo l’inizio ma consigliamo di leggere almeno tutto il capitolo 1.
Ora, se il Dio d’Israele si rende presente anche a Babilonia, significa che Egli è tale, anche al di fuori della Terra. Questo è l’inizio che porta la teologia a passare, appunto, dall’enoteismo al monoteismo. Più radicalmente, per l’Antico Vicino Oriente e per il periodo che stiamo considerando, possiamo ritenere di essere di fronte alla scoperta del monoteismo.
Se il Dio d’Israele è l’unico Dio, ne segue che un solo popolo conosce la vera religione; tutte le altre religioni sono false perché adorano divinità che non esistono.
Ricordiamo che la Bibbia spiega la nascita di molti popoli, molte lingue e molte religioni come conseguenza della dispersione seguita alla costruzione della Torre di Babele e alla superbia degli uomini che avendo imparato a fare i mattoni e usare la calce, volevano costruire una torre che arrivasse fino al cielo (vedi in Archivio Genesi lettura 49; Gn 11, 1-9).
Tutto questo “costringe” Dio a rivelarsi direttamente a qualcuno che diventi capostipite di un popolo e la storia di questo popolo diventi a sua volta la vicenda del coinvolgimento di Dio stesso con il medesimo popolo. È tutto quello che viene raccontato nella Bibbia a partire da Abramo fino al nostro libro il Deuteronomio. Prima del Deuteronomio non appare mai la parola “elezione” e derivati come, del resto, anche nel nostro brano, ma questo termine lo incontreremo più volte nelle letture successive. Ma già qui, pur senza nominarlo, viene spiegato questo rapporto esclusivo che Dio nutre per Abramo e tutti i suoi discendenti, nonché i “numeri” che Egli ha fatto per portarli dall’Egitto nella Terra della promessa.
Dal punto di vista antropologico la spiegazione è un po’ più complessa. Cercando di semplificare il discorso, possiamo dire che all’origine di tutto sta il “senso religioso“. Esso è la risposta a un insieme di domande sull’origine e la fine della vita: perché questa vita? Perché la malattia? Perché la morte? Che senso ha tutto questo? Ecco, le religioni nascono come tentativo di risposta a queste domande. E così nella storia troviamo la presenza di tante religioni che cercano o dovrebbero cercare di aiutare l’uomo a comprendere queste cose. Tante religioni e tanti dèi. Figure che stanno al di là del tempo e dello spazio dotate di grandi possibilità che dovrebbero aiutare coloro che credono in esse. (Per saperne di più Giussani, Il senso religioso, Rizzoli)
Ma solo se Dio stesso viene in aiuto all’uomo abbiamo la verità. Solo quando Dio si rivolge ad un uomo insoddisfatto del suo vivere e gli dice: “Esci dalla tua terra e va, dove ti indicherò” (Gn 12) abbiamo la nascita di una Storia di Dio stesso con un uomo che poi diventa un popolo. Un popolo che caduto in schiavitù ha bisogno di essere liberato e questo accade, e poi questo popolo diventa una grande nazione, che poi crolla come tutti i regni… e rimane un piccolo Resto… e poi… e poi… e poi… Ecco l’elezione coincide esattamente in una storia che coinvolge Dio stesso con l’uomo. Talmente coinvolto fino a diventare uno di noi e a finire crocifisso… e poi… Questa è l’elezione!
La cosa più strana e, per certi versi incomprensibile, è che questo Dio si è coinvolto senza fare chiasso. Contrariamente alle nostre aspettative. Perché lui si rivolge alla nostra libertà, cioè lasciandoci la possibilità di rispondere: “picche“… perché questa è una legge dell’Amore; una “roba” che non si impone, ma si propone.
Così sopravvivono e nascono altre religioni e tanti altri dèi: lo smartphone, il fitness, la dieta, la TV, e via dicendo.
Ma Lui, Dio, non se la prende.
È sempre lì… che aspetta… con pazienza… perché Lui ama ogni Sua creatura.