Un mese con Maria

sui passi della Missione
La devozione a Maria
vissuta nel mese di ottobre
ci guida nel capire e nel rivivere
il comando dato da Gesù risorto
ai suoi discepoli
prima di salire al cielo:
“Andate e battezzate ogni creatura”.
Noi lo facciamo
ogni giorno
rileggendo, meditando e pregando,
un passaggio
del Decreto Ad Gentes del Concilio Vaticano II.
1 ottobre
Maria e le Missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando,il Decreto Ad Gentes
1 ottobre
Rivisita il Concilio e rinnova senso di responsabilità e slancio spirituale.
n 1. Nel presente ordine di cose la chiesa, sale della terra e luce del mondo, è chiamata in maniera più urgente a salvare e a rinnovare ogni creatura.
Il Concilio raccoglie le forze di tutti i fedeli, perché il popolo di Dio, camminando per l’angusta via della croce, diffonda ovunque il regno di Cristo e prepari le strade a lui che viene.
La devozione a Maria – il Rosario
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2 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
2 ottobre
Ritorna a pensarci sopra e a viverci dentro
n 2. La chiesa che cammina verso il Regno di Dio è per sua natura missionaria. Trae, infatti, origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito santo.
Dio, che è Padre, chiama tutti a partecipare alla sua vita non solo ad uno ad uno, ma riunendo tutti nell’unità di un unico popolo.
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3 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
3 ottobre
Non dar nulla va dato per scontato. Tutto va capito e vissuto.
n 3. La salvezza voluta da Dio si realizza non soltanto in una maniera quasi segreta nella mente degli uomini o mediante iniziative, anche religiose, con cui essi in vari modi cercano Dio. Anzitutto Dio salva l’umanità intervenendo di persona. Ora, quanto il Signore ha compiuto per la salvezza del genere umano, deve essere proclamato e diffuso fino all’estremità della terra.
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4 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
4 ottobre
Spirito Santo conosciuto e sconosciuto
n 4. Lo stesso Signore Gesù promise l’invio dello Spirito santo. Lo Spirito santo in tutti i tempi “unifica nella comunione e nel servizio, vivificando le istituzioni ecclesiastiche ed infondendo nel cuore dei fedeli lo spirito della missione. Talvolta previene l’azione apostolica, come incessantemente in vari modi l’accompagna e dirige.
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5 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
5 ottobre
Missione divina e non semplice attività umana
n 5. La chiesa, sotto l’influsso dello Spirito di Cristo, deve procedere per la stessa strada seguita dal Cristo, la strada cioè della povertà, dell’obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso, fino alla morte, da cui uscì vincitore.
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6 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
6 ottobre
Mille attuazioni ma un’unica missione.
n 6. La missione evangelica è una e identica in ogni luogo ed in ogni situazione, anche se in base alle circostanze non si attua allo stesso modo. Le differenze non nascono dalla natura intima della missione, ma dalle condizioni nelle quali essa si sviluppa. Difatti la missione conosce inizi e gradi, anzi talvolta, dopo un progresso felicemente avviato, è costretta a registrare passi indietro o a sperimentare la sua inadeguatezza e la sua insufficienza.
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7 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
7 ottobre
Ragioni e necessità
n 7. La ragione dell’attività missionaria discende dalla volontà di Dio, il quale “vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità. Vi è infatti un solo Dio ed un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Gesù Cristo, che ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1 Tim. 2, 4-6),”e non esiste in nessun altro salvezza” (Atti 4, 12). Per questo, l’attività missionaria conserva in pieno oggi come sempre la sua validità e la sua necessità.
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8 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
8 ottobre
Testimonianza fatta di vita e dialogo
n 11. Tutti i cristiani, dovunque vivono, sono tenuti a manifestare con l’esempio della vita e con la testimonianza della parola l’uomo nuovo, che hanno rivestito col battesimo, e la forza dello Spirito santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la confermazione, così che gli altri, vedendo le loro buone opere, glorifichino il Padre e comprendano più pienamente il significato genuino della vita umana e l’universale vincolo di comunione degli uomini.
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9 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
9 ottobre
Evangelizzazione e conversione
n 13. La chiesa proibisce severamente di costringere o di indurre e attirare alcuno con inopportuni raggiri ad abbracciare la fede, allo stesso modo che rivendica energicamente il diritto che nessuno con ingiuste vessazioni dalla fede stessa sia distolto. Secondo una prassi antichissima della chiesa, i motivi della conversione devono essere esaminati, e, se necessario, rettificati.
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10 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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10 ottobre
Catecumenato e iniziazione cristiana
n 14. Coloro che da Dio, tramite la chiesa, hanno ricevuto la fede in Cristo, siano ammessi con cerimonie liturgiche al catecumenato. Questo non è una semplice esposizione di dogmi e di precetti, ma una formazione a tutta la vita mediante riti sacri, da celebrare in tempi successivi. Tale iniziazione cristiana durante il catecumenato, non deve essere soltanto opera dei catechisti o dei sacerdoti, ma di tutta la comunità dei fedeli, e soprattutto dei padrini.
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11 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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11 ottobre
La comunità cristiana
n 15. Lo Spirito santo chiama tutti gli uomini a Cristo e suscita nei cuori l’adesione della fede. Quando al fonte battesimale genera a nuova vita i credenti in Cristo, li raduna nell’unico popolo di Dio, che è “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione sacra, popolo di acquisto” (1 Pt. 2, 9).
I fedeli, riuniti nella chiesa da tutti i popoli, “non sono separati dagli altri uomini nè per territorio, nè per lingua, nè per istituzioni politiche”; perciò, devono vivere per Dio e per il Cristo, seguendo gli onesti costumi della propria gente; come buoni cittadini, evitando ogni forma di razzismo e di nazionalismo esagerato, promuovere l’amore universale tra i popoli.
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12 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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12 ottobre
I catechisti
n 17 Fondamentale per l’evangelizzazione è senz’altrol’opera dei catechisti. Danno un contributo singolare ed insostituibile alla propagazione della fede e della chiesa. Nel nostro tempo, in cui il clero è insufficiente, il compito dei catechisti è della massima l’importanza.
Della loro formazione dottrinale e spirituale ci si deve debitamente preoccupare. Essenziale per loro è la formazione morale collegata allo sforzo costante di coltivare la pietà e la santità della vita.
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13 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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13 ottobre
I valori aggiunti della vita religiosa
n 18. La vita religiosa va sempre promossa perché essa rende concretamente evidenti aspetti fondamentali dell’intima natura della vocazione cristiana. Essa mostra diversi aspetti della missione di Cristo e della vita della chiesa.
In particolare, non va dimenticata o, addirittura, ignorata la ricchezza spirituale insita nella vita contemplativa.
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14 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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14 ottobre
La vitalità di una Chiesa
n 19. Ogni Chiesa ècomunità viva di fede, di liturgia e di carità. I laici, con la loro attività civile ed apostolica, si sforzano di instaurare nella città un ordine di vita complessivo contrassegnato da giustizia e solidarietà.
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15 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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15 ottobre
Il compito missionario di una Chiesa
n 20. Ogni Chiesa ha piena coscienza di essere inviata a coloro che non credono in Cristo e convivono nello stesso territorio. Essa addita loro il Cristo attraverso la testimonianza di vita sia dei singoli fedeli sia del complesso dell’intera comunità.
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16 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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16 ottobre
L’apostolato dei laici
n 21. Il vangelo non può penetrare profondamente nella mentalità, nel costume, nell’attività di un popolo, se manca la presenza attiva dei laici. Principale loro compito, siano essi uomini o donne, è la testimonianza di Cristo, che devono rendere con la vita e con la parola nella famiglia, nel ceto sociale cui appartengono e nell’ambito della professione che esercitano.
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17 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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17 ottobre
Laico, persona dalla vita nuova
n 21. In ogni laico deve realmente apparire l’uomo nuovo, che è stato creato secondo Dio in giustizia e santità di Dio. Questa vita nuova va espressa nell’ambito della società e della cultura della propria patria, secondo le tradizioni nazionali. La fede di Cristo e la vita della chiesa non possono essere realtà estranee alla società il cristiano vive. Così molti giungono a conoscere Cristo.
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18 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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18 ottobre
Il dono della vocazione
n 23. L’impegno di diffondere la fede cade su qualsiasi discepolo di Cristo. Ognuno è chiamato a sviluppare un compito particolare. Va, infatti, ricordato che lo Spirito santo distribuisce come vuole i carismi per il bene comune a tutta la chiesa.
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19 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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19 ottobre
La necessità di una spiritualità missionaria
n 24. Alla chiamata di Dio l’uomo deve rispondere in adeguato. È impossibile dare questa risposta per tutta la vita senza l’ispirazione e la forza dello Spirito santo, pronti a mantenersi fedele alla propria vocazione, per farsi tutto a tutti.
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20 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
20 ottobre
Povertà profonda e abbondanza di gioia
n 24. Chiamati ad annunciare il vangelo, si procede senza arrossire dello scandalo della croce. Si segue l’esempio del Maestro, mite ed umile di cuore, consapevoli che il suo giogo è soave ed il suo peso leggero. Si vive con pazienza, longanimità, benignità fino a spargere, se necessario, il proprio sangue. A Dio si chiede virtù e fortezza, per conoscere come sia proprio nella lunga prova della tribolazione e della povertà profonda che risiede l’abbondanza della gioia.
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21 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
21 ottobre
Formazione dottrinale
n 26. Chi è inviato, come buon ministro di Cristo, “sia nutrito delle parole della fede e della buona dottrina” (Tim. 4,6) che attingerà alla Sacra Scrittura approfondendo il mistero del Cristo, di cui è messaggero e testimone. Ognuno deve, infatti, essere all’altezza del suo compito.
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22 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
22 ottobre
Formazione apostolica
n 26. Questa formazione deve incessantemente incrementare l’insostituibile zelo pastorale di cui ogni missionario deve essere dotato. Perché ciò avvenga compiutamente è necessario che chi vuol essere debitamente missionario conosca la storia, le strutture sociali e le consuetudini e le tradizioni locali.
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23 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
23 ottobre
Riconoscere l’opera di chi è venuto prima
n 27. Il compimento dell’azione missionaria difficilmente può essere realizzata dai singoli. Una vocazione comune sembra riunire molti e chiamarli a mettere insieme le loro forze in vista della realizzazione di un bene comune.
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24 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
24 ottobre
Organizzazione dell’attività missionaria
n 28. Avendo ricevuto doni differenti, i cristiani devono riuscire a collaborare alla causa del vangelo, ciascuno secondo le sue possibilità, i suoi mezzi, il suo carisma e il suo ministero. Tutti, dunque, devono formare una cosa sola, “tendendo tutti in maniera libera e ordinata allo stesso scopo”. Così, in efficace unanimità, indirizzano le loro forze alla edificazione dell’unica chiesa.
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25 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
Rileggiamo, meditando e pregando, il Decreto Ad Gentes
25 ottobre
Un punto da non dimenticare mai.
n 29. Non va mai dimenticato che lo Spirito santo suscita in diverse maniere lo spirito missionario nella chiesa di Dio, prevenendo sovente l’azione stessa di coloro cui tocca guidare la vita della chiesa.
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26 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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26 ottobre
Altro punto da non dimenticare mai
n 31. Se si intende che nell’esercizio dell’attività missionaria si riesca a raggiungere i fini e i risultati previsti e voluti, è necessario che tutti coloro che lavorano nelle missioni abbiano “un cuor solo ed un’anima sola” (Atti 4, 32). Per non utilizzare male persone e mezzi, già insufficienti, e per non moltiplicare senza necessità le iniziative, si raccomanda di sviluppare, mettendo insieme le forze, iniziative che servano per il bene di tutti.
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27 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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27 ottobre
Cooperazione
n 35. Deve sempre più risultare chiaro il fatto che tutta la chiesa è missionaria e che l’opera di evangelizzazione è dovere fondamentale dell’intero popolo di Dio. Perciò, il Concilio invita tutti a un profondo rinnovamento interiore. In tal modo, la coscienza della propria responsabilità in ordine alla diffusione del vangelo diverrà sempre più viva e ognuno accetterà di buon grado di diventare parte attiva nell’opera missionaria presso le genti non cristiane.
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28 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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28 ottobre
Un preciso volere del Signore Gesù
n 36. Tutti i fedeli, come membra di Cristo vivente, a cui sono stati incorporati ed assimilati mediante il battesimo, la confermazione e l’eucaristia, hanno l’obbligo di cooperare all’espansione e alla dilatazione del suo corpo, per portarlo il più presto possibile alla pienezza. Pertanto tutti i figli della chiesa devono avere la viva coscienza della loro responsabilità di fronte al mondo, devono coltivare in se stessi uno spirito veramente cattolico, devono spendere le loro forze nell’opera di evangelizzazione.
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29 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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29 ottobre
Una necessità imprescindibile
n 36. I cristiani sanno che il primo e principale loro dovere, in ordine alla diffusione della fede, è quello di vivere una vita profondamente cristiana. Infatti il loro fervore nel servizio di Dio e il loro amore verso gli altri immetteranno un soffio spirituale nuovo in tutta la chiesa, che apparirà come “la bandiera levata sulle nazioni”, come “la luce del mondo” (Mt. 5, 14) e “il sale della terra” (Mt. 5, 13). Una tale testimonianza di vita raggiungerà più facilmente il suo effetto, se verrà data da tutti, insieme.
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30 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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30 ottobre
Laici responsabili
n 41. I laici cooperano all’opera evangelizzatrice della chiesa, e partecipano ad un tempo come testimoni e come vivi strumenti alla sua missione salvifica. Nelle terre già cristiane, i laici cooperano all’opera evangelizzatrice, sviluppando in se stessi e negli altri la conoscenza e l’amore per le missioni, suscitando vocazioni nella propria famiglia, nelle associazioni cattoliche e nelle scuole, offrendo sussidi di qualsiasi genere, affinchè il dono della fede, che hanno ricevuto gratuitamente, possa essere dato ad altri.
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31 ottobre
Maria e le missioni

nell’ottica del Vaticano II
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31 ottobre
Credenti autentici
n 41. Per non tradire la vocazione ricevuta direttamente da Dio, i laici necessitano di una indispensabile evoluzione spirituale. La loro vita, infatti, deve costituire tra i non cristiani una testimonianza a Cristo, secondo l’espressione dell’apostolo:”Non siate di inciampo nè ai giudei nè ai gentili ne alla chiesa di Dio, così come anch’io mi sforzo di piacere a tutti in ogni cosa, non cercando il mio vantaggio, ma quello di molti, perchè siano salvi” (1 Cor. 10, 32-33).
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