Dio è con te. Ti ama.
Ti fa rinascere.
Tu, non lo meriti mai, del tutto.
Proprio per questo
ne hai estremo bisogno.

Ogni giorno invoca Dio, dicendogli ripetutamente per te e per tutti: “Signore, libera me e tutti dal male!”.
Nei giorni della Quaresima, pratica con forza il magro, il digiuno e le indulgenze
Rendi ogni giorno la Quaresima un qualcosa di importante.
Nei quaranta giorni ininterrotti di penitenza, vivi con forza tre esperienze:
- CAPIRE cosa è liberazione a tre livelli: come persona, come parte della Chiesa, come parte della terra.
- RICHIEDERE a Dio liberazione interiore in modo insistente e prolungato sia per se stessi, sia per gli altri.
- PRATICARE ogni giorno con decisione, fiducia, coraggio e costanza le forme di liberazione dal potere del male che Dio ti dona.
Fallo.
Scopri il sapore straordinario della fede. Entra nella liberazione interiore, che è gioia di vivere.
Dio ti renderà pronto a tutto. Non temerai più nulla e nessuno.
Andrai avanti e sentirai che Dio è davvero con te e ti ama.
Fare penitenza
Dio raggiunge ogni uomo

perché lo ama
Quando Dio bussa alla tua porta,
accoglilo subito.
Lasciati purificare da Lui.
Domenica
La preghiera

«Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare,
perché questa è la volontà di Dio,
che viviate uniti a Cristo Gesù» (1Ts 5, 16-18).
Chi rende costante la preghiera, consente a Dio
di entrare nel suo cuore e di ravvivarlo coi suoi doni.
Lasciati purificare da Dio praticando la lode ufficiale della Chiesa,
almeno in una qualche parte.
Lunedì
lI digiuno

«Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio» (Mt 4, 4).
Il digiuno porta liberazione interiore. Orienta meglio verso Gesù.
Fa più intensamente avvertire Dio come Padre.
Provaci.
Mentre digiuni, migliora la pratica della lode ufficiale della Chiesa,
almeno in una qualche parte.
Martedì
L’elemosina

«Da’ generosamente e, mentre doni, il tuo cuore non si rattristi» (Dt 15,10).
Offri con sincerità
qualcosa di tuo
a chiunque incontri
e ne ha bisogno.
Impara ad agire nel segreto,
perché sia solo Dio a vedere il tuo operato.
Moltiplica gesti di generosità e, intanto, prega con la lode ufficiale della Chiesa,
almeno in una qualche parte.
Mercoledì
Il digiuno

«E’ questo il digiuno di cui mi compiaccio:
che si spezzino le catene dell’ingiustizia,
che sia rimosso ogni peso che opprime,
che si lascino liberi gli oppressi,
e che s’infranga ogni sorta di giogo?» (Is 58, 6).
Digiuna per fare tuo uno stile di vita in cui diventa naturale servire Dio e il prossimo.
Mentre digiuni pratica sempre meglio la lode ufficiale della Chiesa,
almeno in una qualche parte.
Giovedì
La preghiera

«Gesù offrì preghiere e suppliche a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito» (Eb 5,7).
Pregando, chiedi a Dio di rivelarsi a te come Padre colmo di amore misericordioso.
Prega praticando sempre meglio la lode ufficiale della Chiesa
almeno in una qualche parte.
Venerdì
Il digiuno

«Digiunarono dicendo abbiamo peccato» (1Sam 7,6).
Digiunando, incamminati verso le profondità del tuo animo.
Chiedi a Dio la purificazione della mente e la conversione del cuore.
Mentre digiuni pratica sempre meglio la lode ufficiale della Chiesa,
almeno in una qualche parte.
Sabato
L’elemosina

Gesù vide una povera vedova che gettava due spiccioli nel tesoro del Tempio e disse: «Questa vedova ha messo più di tutti. Nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere». (Lc 21, 2-4)
Gesù ha detto che si è più beati nel dare che nel ricevere.
Ogni gesto di bontà conta davanti a Dio: gli atti di misericordia generano molti frutti.
Fa’ elemosine ma, intanto, migliora nel praticare la lode ufficiale della Chiesa
almeno in una qualche parte.
Pratica delle indulgenze
Anzitutto

fermati e medita.
Possiamo paragonare il peccato a un chiodo conficcato nel muro della nostra anima.
La confessione toglie questo chiodo ma, nel muro, rimane un segno.
Da secoli, la Chiesa distingue la colpa dalla pena.
Eliminata la colpa, come riportare l’anima al suo primitivo candore?
L’indulgenza risponde a questa esigenza.
Sperimenta la sua utilità, ne capirai subito la sua bellezza.
Prima, però, bisogna giungere a sentirne la necessità. E’, infatti, sempre molto facile sottovalutare e trascurare questo dono di Dio.
Parti allora dall’invocare Dio un poco a lungo: “Abbi misericordia di me, peccatore”.
Chiedi a Dio di diventare sempre più simile a Lui.
Questi sentimenti convertono efficacemente la coscienza e la vita.
Insegnano inoltre a desiderare e ad accelerare la conversione del prossimo.
INDICAZIONI PRATICHE
L’indulgenza è parziale o plenaria, secondo che liberi la coscienza in parte o totalmente dagli esiti lasciati dai peccati.
L’efficacia dell’indulgenza dipende dal fervore con il quale la cerchi.
L’indulgenza plenaria può essere ottenuta una sola volta al giorno.
Quella parziale più volte.
L’indulgenza si ottiene eseguendo in modo devoto il gesto di volta in volta richiesto.
Se l’opera prescritta consiste nella visita di una chiesa, giunti in essa si recita il Padre nostro e il Credo o anche una preghiera personale equivalente.
Si può realizzarla dal mezzogiorno della vigilia fino alla mezzanotte del giorno stabilito.
Se l’indulgenza è plenaria bisogna aggiungere tre adempimenti:
– Confessione sacramentale
– Comunione eucaristica
– Preghiera secondo le intenzioni del Papa
(bastano un Pater e un’Ave).
Questi tre adempimenti possono essere compiuti anche alcuni giorni prima o dopo l’aver compiuto l’opera prescritta.
Tuttavia, è assai meglio che la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano adempiute nello stesso giorno in cui si compie l’opera.
Inoltre, con una sola Confessione sacramentale si possono ottenere più indulgenze plenarie.
Invece, con una sola Comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Papa si può ottenere una sola indulgenza plenaria.
I confessori possono commutare l’opera prescritta e le condizioni a chi è legittimamente impedito.
Le indulgenze sia parziali che plenarie possono essere applicate anche ai defunti a modo di suffragio.
Magro
In marcia

alla ricerca di Dio.
Purificare il tuo rapporto con Dio.
Perfezionare l’autocontrollo.
Chiedersi: da che cosa dipende la mia vita?
INDICAZIONI PRATICHE
L’astinenza proibisce l’uso delle carni.
Alla pari,
proibisce l’uso
di cibi e bevande
ricercati e costosi.
L’astinenza è obbligatoria
nei venerdì di Quaresima,
eccettuati il 19 e il 25 Marzo
(solennità di san Giuseppe e dell’Annunciazione).
Lo è anche nei giorni di digiuno.
In tutti gli altri venerdì dell’anno,
se non è giorno di solennità,
l’astinenza può essere sostituita
da un’opera di penitenza, di preghiera, di carità.
All’astinenza è tenuto
chi ha compiuto il 14° anno di età.
Motivi di salute
o di oggettiva e grave difficoltà
sospendono l’obbligo.
Il parroco,
per una giusta causa,
può concedere la dispensa da questo obbligo
oppure commutarlo in altre opere pie.
Digiuno
Mettiti anche tu in cammino e chiediti

di cosa nutri la tua vita?
Il digiuno ti rivela cosa stai cercando e di cosa vivi.
Avvicina alla tua coscienza chi sta morendo di fame perché non ha cibo.
Più a fondo, il digiuno mette in chiaro i contorni reali della tua relazione con Dio.
Ecco, dal digiuno emerge una risposta autentica a tre domande: chi sono io? chi è il mio prossimo per me? chi è Dio per me?
In tempo di esasperato consumismo il digiuno è davvero essenziale.
INDICAZIONI PRATICHE
Ci si limita a un unico pasto durante la giornata.
Negli altri due pasti si può prendere un poco di cibo e di bevande limitando opportunamente quantità e qualità.
Non si assume nulla fuori dai pasti.
Il digiuno è obbligatorio il primo venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo.
È consigliato il Sabato Santo.
Al digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato.
Motivi di salute o di oggettiva e grave difficoltà sospendono l’obbligo.
Il parroco, per una giusta causa, può concedere la dispensa da questo obbligo oppure commutarlo in altre opere pie.