La Domenica nel Rito Romano

Prima di ragionare e, soprattutto, di decidere
mettiti di fronte al sangue che Gesù
ha versato sulla croce

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Terza Domenica di Pasqua
nel rito Romano

Gesù spezza il pane a Emmaus

Prima di moltiplicare ragionamenti e buttarti in dibattiti e, soprattutto, prima di prendere decisioni mettiti di fronte al sangue di Gesù. Eviterai errori di valutazione. Ti risparmierai dolori e rimpianti. Gusterai sensi profondi di libertà di mente e di animo. Il tuo cuore non ti giocherà mai brutti scherzi.

Il Signore non abbandona mai i suoi.
E lo compie
con amore e anche con ingegno.
Lui ravviva di volta in volta i suoi
con una qualche sorpresa.
Li avvolge con forze irresistibili.

Lo sta facendo anche in questi giorni.
A ondate successive,
mette sulle tue mani
le forze divine
che hanno fatto risorgere
il suo cadavere dalla morte.
E Gesù lo compie
per fare ripartire incessantemente in te
la misericordia di Dio.
Ti sta rigenerando a una vita
assai più preziosa dell’oro
che, però, tu devi evitare
sia di macchiare sia di fare marcire.

Oggi la prima Lettura
anzitutto ti scuote.
Ti spinge a valutare
quanto è facile perdere di vista
l’azione di Gesù esercitata sul credente.
Oggi, in questa Lettura,
lo compie attraverso il rievocare
una vicenda vissuta da Pietro.
Pietro si rende conto
che sta avvenendo qualcosa di inaccettabile.
Alcuni giorni prima
in città la vicenda di Gesù
ha scatenato l’inverosimile.
Ma la vita è subito sopraggiunta
come un fiume
che arriva e spazza via tutto,
senza quasi lasciare traccia di nulla.

Pietro si guarda attorno
e scopre che gli animi
che poche ore prima si erano
infiammati all’infinito contro Gesù
ora sono ritornati alla loro vita normale.
Si sono ributtati nei loro affari.
A Gesù non ci pensano più.

Improvvisamente coglie il centro
dell’iniquità in atto.
L’uccidere Gesù è stato un atto abominevole.
Ora sta, però, avvenendo
qualcosa di ancora più grave:
gli animi stanno distruggendo
lo stesso ricordo di Gesù.

Con tutte le sue forze
Pietro dà allora vita
a un’operazione per tutti inattesa:
riportare il caso di Gesù
al centro di ogni coscienza.

Oggi, Pietro sta chiedendo anche a te
di mettere al centro della tua coscienza
il sacrificio sulla Croce di Gesù
e, poi, cominciare a considerare il da farsi
proprio a partire da questo sacrificio.

Ma, ora, Pietro ti sta parlando?
Che ti dice la sua decisione
di affrontare tutta la città?
Stai prendendo sul serio la sua proposta?
Fermati in silenzio per un qualche tempo.
Mettiti di fronte a un Crocifisso.
Osservalo, restando sempre in silenzio.
Passa, poi, a scrutare la tua vita attuale.
Quello che fai e quello di cui parli.
I tuoi sogni e le tue paure.
Prima o poi il Crocifisso
comincerà a parlarti.
Ti indicherà come risorgere davvero
e, subito, passare in concreto
a riorganizzare la tua vita.
Forse ti suggerirà piccole cose.
Forse grandi.
In ogni caso ti parlerà.
O, per lo meno, ti farà capire
che, a suo tempo, lo farà senz’altro.

Un punto va comunque da te colto.
Rivolgendosi direttamente alla coscienza,
Pietro apre un discorso spirituale
che sollecita chi ascolta
non tanto a discutere
sulla crocifissione di Gesù,
quanto piuttosto
al lasciarsi da essa convertire.
Eccolo allora dire a tutti:
è vero che noi abbiamo ucciso Gesù.
Lui, però, anziché attaccarci e colpirci,
proprio con la sua morte e la sua risurrezione
ci fa risorgere
dentro orizzonti di vita del tutto inediti.
Perché, allora, non pensare
al sacrificio di Gesù?
Perché lasciarsi affogare
dentro il consueto sacco di cose
che quotidianamente
la vita impone di compiere?

Pietro ora ammonisce te
e ti dice che, prima di pensare al da farsi,
è per te vitale pensare a quanto Gesù ha fatto.
Ascolta Pietro.
Passerai ben presto
dal limitarti a pesare
le decisioni della tua coscienza
al valutare la trasformazione della tua coscienza
operata in te da Gesù
proprio col suo morire e col risorgere.
Comincerai a scoprire
ciò che il sangue di Gesù ha lavato in te
e anche ciò che esso ha in te rigenerato.

Avvertirai un senso vivo
di ciò che Paolo definisce
come timore di perdere la grazia ricevuta.
Soprattutto, ripartirai a vivere con forza
l’esperienza vissuta a Emmaus
dai due discepoli depressi e confusi.
Capirai cosa significa
allontanarsi da Gerusalemme,
terrorizzati dalla Croce.
Così, anche tu tornerai a Gerusalemme,
con la gioia in cuore.
Con la forza del Risorto in animo.

Fatti aiutare e sostenere dal Salmo.
Ripeti sovente nel corso della settimana:
mio Dio, proteggimi.
Signore, proteggimi.

E, infine, lasciati illuminare e confortare
dalla seconda Lettura odierna.

Prima lettura At 2,14.22-33
Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Salmo Sal 15

Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R

Seconda lettura 1Pt 1,17-21
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Vangelo Lc 24,13-35
Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.