Lettura 10 Gen 1,3-5 Secondo giorno
Gn1, 6 «Dio disse: «Vi sia un firmamento in mezzo alle acque / per separare le acque dalle acque».
7 Dio fece un firmamento / e separò le acque che sono sotto il firmamento /
dalle acque che sono sopra il firmamento. Così avvenne. / 8 Dio chiamò il firmamento “cielo”. / Venne sera e poi mattino: secondo giorno».
Il testo ci crea qualche problema se non teniamo presente che a quei tempi non avevano ancora compreso il ciclo dell’acqua. Noi sappiamo che l’acqua del mare, dei laghi, dei fiumi e del terreno evapora, forma le nubi ed in determinate condizioni atmosferiche precipita sulla terra come pioggia. Gli antichi invece, in qualche modo, avevano compreso che la pioggia è legata alle nubi, ma non sapevano dove le nubi prendessero l’acqua. Così ritenevano che ci fosse uno schermo molto trasparente che tratteneva nel cielo le “acque superiori” e in certi casi le cedeva alle nubi che poi la lasciavano cadere come pioggia. Questo schermo chiamato “firmamento” dal latino firmus – per cui anche i latini avevano la stessa concezione del ciclo dell’acqua – era sostenuto da delle colonne che poggiavano da qualche parte. Un passo del libro di Giobbe per affermare un evento terribile accenna lo scuotimento di queste colonne.
Gb 26,8 «[Dio]Rinchiude le acque dentro le nubi, / e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.[…] 11 Le colonne del cielo si scuotono, / sono prese da stupore alla sua minaccia».
Nel nostro testo i vocaboli “firmamento” e “acque” sono ripetuti cinque volte, ma alla fine il firmamento riceve il nome di “cielo“.
Dobbiamo notare che questa è l’unica opera che non viene giudicata da Dio come tov / bella e gli esegeti suggeriscono diverse soluzioni; ne riportiamo solo due più condivise.
1- Le opere che Dio compie sono otto, i giudizi sono sette e allora si può dire che il firmamento non viene apprezzato come tov per fare tornare il conto dei sette giudizi. Nella Lettura 7 abbiamo visto come il redattore ha strutturato tutto il capitolo attorno al numero sette.
2- L’attività verso le acque si completa il terzo giorno quando esse sono separate dalla terra e allora Dio non avrebbe potuto giudicare tov / bella un’opera incompleta, cioè quando anche le acque inferiori sarebbero state sistemate.
La successione dei giorni che è di tipo numerale usa i numeri perché in questo modo erano chiamati i giorni della settimana dagli antichi ebrei. Di conseguenza il primo giorno della creazione corrisponde alla nostra domenica, mentre questo che vede la realizzazione del firmamento sarebbe lunedì.
In questo modo la settimana della creazione termina di venerdì cosicché il sabato coincide il giorno del riposo che è l’obiettivo del nostro redattore.