Lettura 37 Gen 6,1-4 La diffusione sulla terra del male

Abbiamo detto che in Genesi le genealogie separano le sezioni che la compongono, così la genealogia commentata nella precedente lettura segna il passaggio dalla vicenda dei due fratelli Caino e Abele e iniziamo la sezione del Diluvio Universale.

Gen 6,1«Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro delle figlie, 2i figli di Dio” videro che le “figlie dell’uomo” erano belle, e presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito / ruah non rimarrà per sempre nell’uomo; dal momento che è di carne / basar, la sua vita sarà di centoventi anni».

4 In quel tempo, quando i figli di Dio si unirono alle figlie dell’uomo ed esse partorirono loro dei figli, sulla terra vi erano i giganti / nepilim. Essi sono gli eroi / gibborim /gigantes dei tempi antichi, gli uomini famosi del passato».

Il brano in questione non è opera dello Jahvista originario, né della tradizione P, ma pare sia stato aggiunta in epoca piuttosto tarda. Questo redattore o questa scuola, ha dovuto fare dribbling tra le mitologie e l’apocalittica che in quel tempo trovavano successo sul mercato religioso.

Così, usiamo i personaggi presenti nel nostro brano e vediamo come sarebbero declinati secondo le altre idee religiose.

La versione cananaica

I figli di Dio, cioè alcuni dèi e figure minori della corte celeste sono attratti dalla bellezza delle figlie degli uomini. Scendono sulla terra e dalle loro unioni nascono dei superuomini, i giganti.

Questo a sostegno della religione cananaica che mira ad assicurare la fecondità delle coppie umane attraverso la prostituzione sacra. Avere un figlio da una divinità assicura una discendenza superiore al normale.

Non c’è da meravigliarsi perché anche la mitologia greca ci ha presentato uno stuolo di eroi, tutti figli di matrimoni tra una divinità e un uomo o una donna.

La versione apocalittica

La troviamo nel Libro di Enoch, composto a sua volta da cinque libri in modo da formare un Pentateuco, che solo in epoca successiva sono stati raccolti in unità. Le prime parti di questo libro risalgono al secondo e terzo secolo e via via si aggiungono gli altri. È presentato come rivelazione dell’antico patriarca prediluviano nonno di Noè. Era un pentateuco molto frequentato sia dai giudei che, poi, dai cristiani tanto che il testo che ci è pervenuto proviene da una Chiesa Cristiana; infatti è scritto nella antica lingua etiope, per cui è anche chiamato Enoch etiopico. Non entra a far parte del nostro canone scritturistico, per cui è un giudicato “apocrifo”, ma ancora oggi è parte integrante della Bibbia canonica della Chiesa Cristiana Copta. Pur essendo apocrifo è oggetto di citazioni all’interno dei vangeli.

La parte più antica, probabilmente contemporanea alla composizione del nostro brano di Genesi, è il Libro dei Vigilanti (LV) che racconta tra l’altro “la Caduta degli Angeli“.

Secondo questo libro gli angeli, “figli di Dio“, sarebbero “caduti” perché scorgendo la bellezza delle “figlie degli uomini“, scesero dal cielo per unirsi con esse; dalle loro unioni nacquero i giganti. Questi erano così grandi e numerosi che dopo avere mangiato tutto quello che la terra offriva iniziarono a mangiarsi tra di loro fino ad estinguersi completamente.

Mitologia allo stato puro, perché gli angeli in quanto creature spirituali non possono unirsi carnalmente con chicchessia. Anche se la filmografia attuale sul tema degli angeli innamorati ha lavorato e ci lavora alla grande.

Questa attività angelica implica una ribellione verso Dio e, quindi, sono cacciati dal cielo, da cui appunto il termine “caduta”.

Tuttavia il Libro dei Vigilanti riporta un altro tipo di ribellione: il rifiuto ad adorare l’immagine di Dio presente in ogni uomo.

Questo mitema è un po’ più raffinato del precedente, ma siamo ancora in un tipico contesto mitologico.

Anche questo provoca una “caduta” perché i ribelli sono precipitati dal cielo sulla terra.

La Caduta degli Angeli secondo la Chiesa Cattolica

La caduta degli Angeli fa parte dei contenuti della fede, cui il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica un articolo:

391 Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c’è una voce seduttrice, che si oppone a Dio,la quale, per invidia, li fa cadere nella morte.La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo.La Chiesa insegna che all’inizio era un angelo buono, creato da Dio. Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi».

Secondo questo testo il male nasce non solo a seguito del peccato nel Giardino, ma altresì per la ribellione di alcuni angeli che allontanati dal cielo diventano diavoli. In entrambi i casi, uomini o diavoli, il male nasce per una ribellione verso Dio.

Ci sono anche testi biblici che trattano l’argomento, però ribadiamo, è un tema completamente assente nel libro di Genesi, anche se la ripresa in altre parti del tema del serpente del Giardino ci rimanda a Genesi:

Sap 2,23 «Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità; / lo fece a immagine della propria natura.

24 Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; / e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono».

Nella liturgia quaresimale della “domenica di Abramo” troviamo la discussione di Gesù con i giudei che finisce nel tentativo di lapidarlo:

Gv 8,43 «Perché [voi giudei] non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, 44 voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45 A me, invece, voi non credete, perché dico la verità».

Ap 12,7 «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli».

2 Pt 2,4 «Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio; 5 non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi».

Dopo queste premesse siamo in grado di riprendere il nostro brano.

Esso è parte dei testi che introducono il tema della fine della prima umanità per mezzo del Diluvio Universale.

Problema di fondo sta nel comprendere effettivamente chi fossero “i figli di Dio”, un appellativo che nel corso del tempo ha ricevuto diverse risposte, come abbiamo visto.

Nella Bibbia troviamo con una certa frequenza l’espressione “figli di…” per indicare l’appartenenza ad un certo gruppo. Ad esempio nel libretto di Elia troviamo: 2 Re 2,3 «I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero…» questo non significa che essi fossero stati generati da dei profeti, ma che appartenevano a circoli profetici. Un’altra forma più frequente è: “Figli Adamo” per indicare tutti gli uomini.

Allora, proprio perché l’agiografo genesiaco rifugge soluzione mitologiche questi “figli di Dio” sono identificati con i discendenti di Set e “figlie dell’uomo” sono le discendenti di Caino.

Infatti avevamo visto che il terzo figlio della prima coppia, Set, era un personaggio devoto, mentre l’omicida Caino…

Gen 4,26 «Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome di JHWH».

A questo punto, se i discendenti di Set si mescolano con quelli di Caino il risultato è la diffusione del male.

Contro i culti della fecondità di Canaan abbiamo l’affermazione che la vita dell’uomo dura finché è presente in lui lo Spirito di JHWH, ma questo non sarà per sempre, ma solo per 120 anni. E con ciò viene confermata la sentenza pronunciata nel Giardino.

Il nostro autore ribadisce che l’unione tra i figli di Dio e le figlie dell’uomo non dà vita a dei giganti, ma semplicemente a figli e figlie. Si tratta di unioni che restano esclusivamente nell’ambito umano, a conferma che quei “figli di Dio” sono solo uomini.

Il riferimento ai giganti ha a che fare con la credenza comune che nei tempi antichi esistessero questi superuomini, ma la loro chiamata in causa intende fornire esclusivamente un dato cronologico.

In definitiva l’agiografo genesiaco rifiuta categoricamente ogni intrusione mitologica e riporta tutto nell’ambito umano.

Se è così la diffusione del Male non dipende da conflitti intradivini o celesti, ma esclusivamente dalla libertà dell’uomo.

Sorge una domanda: sta parlando a uomini del passato, a quelli del suo tempo o a quelli del 2020?