Lettura 45 Gen 9,1-7 Benedizione della “Nuova creazione”
Gen 9:1 «Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. 2 Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche, in tutto il bestiame, in tutti gli uccelli del cielo, in quanto striscia sul suolo e in tutti i pesci del mare: tutti in vostra mano sono consegnati. 3 Tutto quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. 4 Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. 5 Anzi del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne chiederò conto ad ogni essere vivente e chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano di ogni suo fratello.
6 Chi sparge il sangue dell’uomo / dall’uomo il suo sangue sarà sparso,
perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine.
7 E voi, siate fecondi e moltiplicatevi: / siate numerosi sulla terra e dominatela».
1=> Il racconto del diluvio era iniziato con la costatazione da parte di Dio di come la terra, a causa dell’uomo, fosse piena di violenza:
6,11 «Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza».
6,13 «Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra».
Ma adesso si parla di riempiere la terra in altro modo: un “riempimento” di esseri umani che avviene con l’auspicio di una benedizione di Dio verso Noè e i suoi figli e la nuova umanità (versetti 1 e 7).
2 => Peròèla terza volta che in Genesi troviamo una benedizione.
Le altre due si trovavano nella settimana della creazione e all’inizio della lunga genealogia da Adamo a Noè:
Gen 1,28 «Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi, / riempite la terra; / soggiogatela e dominate / sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo / e su ogni essere vivente, / che striscia sulla terra».
Gen 5,1 «Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; 2 maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati».
Ora, il tema della benedizione può essere considerato la cifra di Genesi, mentre quella di Esodo è piuttosto orientata verso il tema della condivisione. Già, ma cosa vuol dire “benedire”?
Il significato etimologico non aiuta. Infatti il “dire-bene” delle lingue occidentali come la radice ebraica”brk”, che vuol dire “ginocchio, inginocchiare” indicando forse l’atteggiamento riverente di colui che riceve la benedizione, ci aiutano a comprenderne il senso.
Ora, i Salmi traboccano di richieste di benedizione rivolte agli uomini, ma anche di benedizioni verso Dio stesso. Anche la Liturgia è scandita da benedizioni rivolte a Dio. In particolare la preghiera liturgica ufficiale del mattino, Lodi, contiene il “Benedictus”: “Benedetto il Signore Dio d’Israele...” (Lc 1,68-69)
Ma chi sono io per benedire Dio? A parte la lode, cosa ottiene Dio dal mio “dire-bene” di Lui?
E io cosa ottengo da Dio in conseguenza del suo “dire-bene” verso me?
Il significato può essere ricavato dalle attese di colui o di coloro che vengono benedetti. Lo studio o anche la semplice lettura di molti passi della Bibbia, porta gli studiosi ad affermare che il senso di “benedire” è: “Che tu sia quello che sei” o “che tu sia quello che dovresti essere” o “che tu sia te stesso“.
E infatti si benedicono i campi perché i raccolti siano abbondanti e perché la grandine o la siccità non li impoveriscano cioè, perché siano quello che “devono essere“. Si benedicono gli animali perché siano pingui e prolifici. Si benedicono gli esseri umani perché la loro vita sia felice, gustosa, allietata da molti figli senza malattie, lunga di anni e così via.
Cioè si benedicono le cose perché siano più pienamente se stesse.
Se è così allora ha senso anche benedire Dio, perché se Lui è se stesso e fa liberamente quello che deve o che vuole, tutto andrà per il meglio «…perché Dio è amore» (1Gv 4).
Però ci dobbiamo anche chiedere: quando un uomo è se stesso?
La risposta a questa domanda aprirebbe un trattato, però possiamo suggerire alcune piste. Cosa vuol dire “agli occhi di Dio” essere: padre, madre, bancario, ingegnere, prete, architetto, tornitore, calzolaio, tramviere, insegnante, portinaio e via dicendo? A ciascuno la sua risposta.
Chiudiamo con una citazione di Martin Buber, I racconti dei Chassidim“, Garzanti:
«In punto di morte Rabbi Sussja disse: nel mondo a venire Dio non mi domanderà perché non sono stato Mosè o Abramo, ma perché non sono stato Sussja».
3 => il v 3 apre ad una alimentazione onnivora; non più soltanto erbe verdi come in Gen 1,29 ma anche animali purché privati del loro sangue.
4 => il v 6 ci lascia perplessi perché è una sorta di legge del taglione: “occhio per occhio, dente per dente…”
È una prima forma di legge che cerca di mitigare la vendetta e dobbiamo qui ricordare il canto di Lamech
Gen 4,23«Lamec disse alle mogli:
Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; / mogli di Lamec, porgete l’orecchio al mio dire:
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura / e un ragazzo per un mio livido.
24 Sette volte sarà vendicato Caino / ma Lamec settantasette».
D’altra parte la prima legge scritta che ci è pervenuta, il codice di Hammurabi datato tra il 1700 e 1800 a. C. (facilmente reperibile in internet), è sostanzialmente organizzato sullo schema della legge del taglione.
Sicuramente la legge enunciata dal nostro brano non possiede la perfezione delle nostre leggi, ma ci sono due elementi che dovrebbero essere apprezzati:
1- Essa è proclamata da Dio per cui dispone di un’imperatività e autorevolezza che le nostre leggi hanno perduto.
2- È formulata in modo così sintetico che ogni essere umano può comprenderla e ricordarla a differenza delle nostre che pensano di rafforzarsi con quello “slogan” spesso ripetuto: “la legge non ammette l’ignoranza”.
Ora, dal nostro testo emerge che la ragione di questa “cura” per vita umana non è riferita a considerazioni sociologiche, argomenti di fraternità o di altre opportunità, ma al fatto che l’uomo è creato e successivamente generato, a immagine di Dio.
L’uccisione di un uomo è una offesa diretta fatta a Dio perché nell’omicidio viene distrutta la Sua immagine.
In definitiva questa nuova umanità ha maggiori disponibilità della prima: non c’è più l’albero i cui frutti non possono essere gustati, l’alimentazione può avvenire anche con la carne degli animali, l’uomo, immagine di Dio, è protetto dalla violenza a lui inferta da altri uomini o dagli animali. Così, vengono posti in essere tutti i fattori che sono in grado di assicurare sulla terra all’uomo lo svolgimento di una vita felice e lunga di anni.
Riuscirà questa nuova umanità a perseguire il piano elaborato da Dio?