Lettura 50 Gen 11,10-26 I discendenti di Sem fino ad Abramo

Gen 11,10 «Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio; 11 Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.

12 Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach; 13 Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

14 Selach aveva trent’anni quando generò Eber; 15 Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

16 Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg; 17 Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.

18 Peleg aveva trent’anni quando generò Reu; 19 Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.

20 Reu aveva trentadue anni quando generò Serug; 21 Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.

22 Serug aveva trent’anni quando generò Nacor; 23 Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.

24 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; 25 Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.

26 Terach aveva settant’anni quando generò Abram, Nacor e Aran».

Questa toledot, genealogia riporta i nomi di tutti i discendenti di Sem, figlio di Noè, che diede origine ai semiti, un insieme di popoli tra i quali sono compresi anche gli ebrei. Essa giunge fino ad Abramo, e da lì in poi, il genere letterario non sarà più quello dell’Eziologia Metastorica, cioè racconti mitici che cercano di spiegare gli avvenimenti presenti, l’oggi, e non ciò che è accaduto nel passato.

Se colleghiamo questa genealogia a quella dei discendenti da Adamo a Noè (5,1-32; Lettura 36) abbiamo l’intera scansione delle generazioni dalla Creazione della prima coppia, ad Abramo.

primogenito rimanenza totale

Sem 100 500 600

Arpacsad 35 403 438

Kainan – – –

Selach 30 403 433

Eber 34 430 464

Peleg 30 209 239

Reu 32 207 239

Serug 30 200 230

Nahor 29 119 148

Terah 70 135 205

ABRAMO 100 75 175

ISACCO 60 120 180

A differenza dei discendenti di Set, figlio di Adamo, per i discendenti di Sem, figlio di Noè, la Scrittura non riporta il totale degli anni, ma basta fare la somma dei dati delle prime due colonne per ottenere i dati della terza. Abbiamo sottolineato alcuni numeri perché non sono presenti in questo brano, ma ricavati da altre pagine bibliche.

Abbiamo aggiunto anche i numeri relativi ad Abramo e Isacco, solo per poter fare un confronto con i precedenti.

L’elenco riporta anche Kainan assente nel Testo Masoretico e nel Pentateuco Samaritano, ma presente nella LXX.

Ricordiamo che la Bibbia dei LXX è stata tradotta in greco dall’ebraico intorno al 300 a.C. e per un certo tempo è stata considerata meno attendibile del testo ebraico Masoretico, ma la scoperta dei rotoli del Mar Morto presso Qumran, 1947, scritti rigorosamente in ebraico, alcuni dei quali risalenti al 200 a. C., ha mostrato che in molti casi essi corrispondono alla LXX e divergono dal Testo Masoretico. Ciò significherebbe che sia la LXX che il Masoretico dipendono da un Testo precedente, un padre, andato perduto. Ovviamente questa scoperta ha ripristinato il valore documentario della LXX.

A colpo d’occhio vediamo subito che la durata della vita si è notevolmente accorciato rispetto a quella della genealogia da Adamo a Noè. Del resto nell’imminenza del diluvio Dio aveva detto:

Gen 6,3 «Allora JHWH disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».

Abbiamo già accennato al significato di queste generazioni, toledot, che secondo gli studiosi deriverebbero tutte da un libro: “Il libro delle Generazioni“, tanto che la successione dei figli di Adamo inizia con le seguenti parole:

Gen 5,1«Questo è il libro /sefer (Cei: documento) della genealogia di Adamo».

Questo “Libro delle generazioni” sarebbe stato suddiviso e le varie liste genealogiche usate per strutturare i libri biblici, nel nostro caso Genesi. Ricordiamo che ancora ai tempi della classicità greco-romana non esistevano i segni di interpunzione, le parole erano scritte senza spazi tra l’una e l’altra; non si distinguevano la varie parti in sezioni, capitoli, paragrafi, ecc. Tuttavia i testi erano strutturati con parole “chiave”, con opportune ripetizioni e altre tecniche. La strutturazione dei testi in sezioni, capitoli, paragrafi, numerazione dei versetti, ecc. sono pratiche ortografiche nate nel Medioevo.

Ma questa non è l’unica funzione delle “toledot”, perché attraverso di esse, attraverso queste genealogie, si mostra il procedere della benedizione di Dio. Quella benedizione che Egli aveva impartito già alla prima coppia:

Gen 1, 28 Dio li benedisse e disse loro:

«Siate fecondi e moltiplicatevi, / riempite la terra; / soggiogatela e dominate / sui pesci del mare

e sugli uccelli del cielo / e su ogni essere vivente, / che striscia sulla terra».

E ricordiamo che “benedizione”, in Genesi, ha il significato e la funzione di assicurare fecondità e prolificità.

In questa genealogia troviamo che alcuni nomi sono anche nomi di località situate prevalentemente nella zona di Carran o Harran, che significa “incrocio”. Ad esempio: Serug ad ovest di Harran, così come Nahor oggi Nahiri o anche Terah divenuto Til a Turahi oppure Faleg divenuto Faliga sull’Eufrate.

Gli Aramei

Questi collegamenti ci portano ad affermare che la zona di Harran fu uno dei primi insediamenti degli Aramei, un popolo originariamente nomade la cui provenienza è ancora discussa. Non sono stati trovati documenti che descrivano la loro origine e storia perché, in quanto nomadi, tendevano ad assimilare usi e costumi dei popoli che frequentavano per cui le loro peculiarità restano ignote o confuse.

Essi finirono per abitare gran parte della Mezzaluna Fertile in particolare gli attuali Libano, Siria, Turchia del Sud ed Iraq del Nord. In verità alcuni testi chiamano la Siria con il nome di Aram. Pur non conoscendo il loro lascito culturale e politico non possiamo trascurare il fatto che la loro lingua, l’aramaico, divenne lingua franca di tutta la regione. Ad esempio gli ebrei usavano l’ebraico solo per le funzioni religiose, ma lingua usata dal popolo era l’aramaico. Gesù stesso, non insegnava in ebraico, ma in aramaico.

Tra aramei ed ebrei c’era un legame di parentela che risulta da alcuni brani.

Tra i figli di Sem, figlio di Noè, troviamo i due personaggi sottolineati e in grassetto

Gen 10,22 «I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud (Lidia) e Aram (Siria – Libano)».

Sappiamo che da Arpacsad nacque Eber considerato capostipite degli ebrei e da Aram derivarono gli aramei.

Un secondo brano, invece, fa derivare gli aramei da un fratello di Abramo:

Gen 22,20 «Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: «Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello»: 21 Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram 22 e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl; 23 Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo. 24 Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca».

Secondo questo passo gli aramei erano organizzati in dodici tribù che diedero vita ad altrettanti popoli: Ammoniti, Moabiti, ecc. di cui è difficile stabilire la genealogia, spesso in conflitto con gli ebrei stessi.

Troviamo poi un passaggio nel libro del Deuteronomio che addirittura fa discendere gli ebrei da Aram. Il brano è parte di un discorso di Mosè, una sorta di piccolo “Credo storico” che recita:

Dt 26,5 «…tu pronuncerai queste parole davanti a JHWH tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. 6 Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. 7 Allora gridammo a JHWH, al Dio dei nostri padri, e JHWH ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; 8 JHWH ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, 9 e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. 10 Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, JHWH, mi hai dato».

Tutto questo mostra che i legami tra i popoli della Mezzaluna Fertile erano molto intensi e anche se non c’erano autostrade, le carovaniere erano molto frequentate e anche sicure. Il fatto che il significato di Carran o Harran sia “incrocio”, dice che la famiglia Abramo proveniva da un luogo molto importante, nel quale si potevano apprendere molte conoscenze.

Con queste note abbiamo incominciato ad accennare al seguito delle nostre letture che ci porteranno ad esplorare il mondo, la vita e la fede dei Patriarchi.

A questa anticipazione ci ha condotto questa genealogia che segna, appunto, il passaggio dalla Eziologia Metastorica della Creazione e della Prima Umanità, alla Storia o Protostoria dei Patriarchi.