Lettura 71 Gen 19,30-38 I figli e i nipoti di Lot

Gn19,30 «Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì nella (Cei: in una) caverna con le sue due figlie. 31 Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il nostro padre è vecchio e non c’è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l’uso di tutta la terra. 32 Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre». 33 Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. 34 All’indomani la maggiore disse alla più piccola: «Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va’ tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre». 35 Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. 36 Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. 37 La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi. 38 Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi».

Aveva intavolato con gli angeli / messaggeri una trattativa per rimanere in prossimità della pianura, a Zoar, ma poi visto quello che è successo non se la sente più di restare lì e va sulla montagna ad est del Giordano e lì si stabilisce “nella” caverna, non “in una caverna”. Segno, questo che il redattore e i suoi lettori contemporanei conoscevano questa caverna, forse diventata un santuario o un monumento, comunque un luogo importante. La caverna è isolata probabilmente perché Lot aveva paura di confrontarsi con persone in qualche modo collegate con Sodoma: ex abitanti, parenti delle vittime, ecc.

Nella valle sotto la pioggia di fuoco e zolfo sono rimasti anche i promessi generi delle figlie che, avvertiti della imminente catastrofe, pensando si trattasse di uno scherzo, non erano fuggiti (19,14). In questo modo le due figlie erano rimaste senza fidanzato e destinate a restare nubili. La caverna scelta da Lot era volutamente “isolata”.

La soluzione attuata dalle figlie mostra che per quei tempi l’eventualità di non avere figli era un dramma. E sappiamo il cruccio che affliggeva sia Sara che Abramo.

Il nostro redattore non riporta alcuna valutazione morale su tale comportamento; lascia la decisione ai suoi lettori, ma è curioso rilevare che la minaccia che aveva subito Lot a Sodoma, da parte di coloro che circondavano la sua casa nella quale ospitava i due angeli 19,9 «Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!», quella minaccia, fatte le debite differenze, viene attuata dalle figlie.

Lot subisce violenza da parte delle sue figlie.

Il rimando alla violenza subita da Noè dal figlio Cam è più che evidente:

Gen 9,20 «Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. 21 Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda. 22 Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. […]24 Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; 25 allora disse: «Sia maledetto Canaan! / Schiavo degli schiavi / sarà per i suoi fratelli!» (vedi lettura 47).

Nel caso Noè – Cam viene maledetto il figlio di Cam: Canaan, ma è lecito chiederci se sotto traccia sia intesa una maledizione anche per i “figli / nipoti” di Lot.

Se il nostro brano non dà alcun giudizio morale circa il comportamento delle figlie di Lot tuttavia la Legge, in diversi brani, dettaglia con precisione i vari tipi di incesto e non fa sconti: la pena è la morte. Ne riportiamo uno per tutti:

Lv 18, 1 «JHWH disse ancora a Mosè: 2 «Parla agli Israeliti e riferisci loro. Io sono JHWH, vostro Dio. 3 Non farete come si fa nel paese d’Egitto dove avete abitato, né farete come si fa nel paese di Canaan dove io vi conduco, né imiterete i loro costumi. 4 Metterete in pratica le mie prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole. Io sono il Signore, vostro Dio. 5 Osserverete dunque le mie leggi e le mie prescrizioni, mediante le quali, chiunque le metterà in pratica, vivrà. Io sono il Signore.

6 Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per avere rapporti con lei. Io sono JHWH.

7 Non recherai oltraggio a tuo padre avendo rapporti con tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. 8 Non scoprirai la nudità della tua matrigna; è la nudità di tuo padre. 9 Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, sia nata in casa o fuori. 10 Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perché è la tua propria nudità. 11 Non scoprirai la nudità della figlia della tua matrigna, generata nella tua casa: è tua sorella. 12 Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre. 13 Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne di tua madre. 14 Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, cioè non ti accosterai alla sua moglie: è tua zia. 15 Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità. 16 Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello […].

29 Perché quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo».

Gli studiosi, inoltre, segnalano, in base ai reperti archeologici pervenuti, che anche tra i popoli dell’Antico Oriente l’incesto era condannato severamente.

Ora, ripensando a tutto il percorso di Lot, partito da Carran insieme allo zio Abramo, che via via si è arricchito di bestiame al punto di doversi separare da Abramo perché i pascoli non sarebbero stati sufficienti, più volte sul punto di diventare “erede” delle promesse che Dio aveva fatto ad Abramo, insediatosi poi a Sodoma, ci si rende conto che è finito alquanto miseramente: isolato dal resto del mondo padre dei suoi nipoti o nonno dei suoi figli.

La sua storia finisce così in modo molto triste, anche se da lui nasceranno due popoli: i Moabiti e gli Ammoniti «che esitono ancora oggi».

Nel Primo Testamento di lui non se ne parlerà più se non come semplice citazione:

Nel primo discorso di Mosè riportato dal libro del Deuteronomio, a protezione dei discendenti di Lot: Moab e Ammon, si dice:

Dt 2,8 «Allora passammo oltre i nostri fratelli, i figli di Esaù, che abitano in Seir, lungo la via dell’Araba, per Elat ed Ezion-Gheber. Poi ci voltammo e avanzammo in direzione del deserto di Moab. 9 Il Signore mi disse: Non attaccare Moab e non gli muovere guerra, perché io non ti darò nulla da possedere nel suo paese; infatti ho dato Ar ai figli di Lot, come loro proprietà.

17 JHWH mi disse: 18 Oggi tu stai per passare i confini di Moab, ad Ar, e ti avvicinerai agli Ammoniti. 19 Non li attaccare e non muover loro guerra, perché io non ti darò nessun possesso nel paese degli Ammoniti; infatti l’ho dato in proprietà ai figli di Lot».

E questo significa che quando Israele si è insediato in Palestina, poteva occupare i territori dei cananei, ma doveva assolutamente rispettare i possedimenti dei Moabiti e degli Ammoniti, proprio perché discendenti di Lot. Dio garantisce una protezione ai discendenti di Lot.

Però nel Salmo 83 Israele chiede a Dio di sterminarli perché sono diventati nemici alleandosi con gli Assiri; e consigliamo di leggere l’intero salmo:

Sal 83,2 «Dio, non darti riposo, / non restare muto e inerte, o Dio.

3 Vedi: i tuoi avversari fremono / e i tuoi nemici alzano la testa.

4 Contro il tuo popolo ordiscono trame / e congiurano contro i tuoi protetti.

5 Hanno detto: «Venite, cancelliamoli come popolo / e più non si ricordi il nome di Israele».

6 Hanno tramato insieme concordi, / contro di te hanno concluso un’alleanza;

7 le tende di Edom e gli Ismaeliti, / Moab e gli Agareni,

8 Gebal, Ammon e Amalek, / la Palestina con gli abitanti di Tiro.

9 Anche Assur è loro alleato / e ai figli di Lot presta man forte».

Anche nel Vangelo di Luca trova spazio la vicenda di Lot per indicare il modo improvviso in cui Gesù si rivelerà, cioè la Parusia:

Lc 17,22 «Disse ancora ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. 23 Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli. 24 Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. 25 Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione. 26 Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: 27 mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti. 28 Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29 ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. 30 Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà. 31 In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot. 33 Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà».

Che valutazione dare alla vicenda di Lot?

In tutta la narrazione non si dice mai che abbia offerto un sacrificio a JHWH o abbia rivolto a Lui delle preghiere; forse ha portato con sé da Carran i suoi idoli, però Dio, ricordandosi di Abramo, è intervenuto per salvarlo dal disastro di Sodoma. Sappiamo che i suoi discendenti, Moabiti e Ammoniti, erano pagani. Però, forse, c’è una rivincita. A qualche secolo di distanza Ruth la Moabita sposerà Booz, un ricco possidente di Betlemme. Ruth la Moabita sarà la bisnonna di Davide. Nel sangue del grande re Davide scorreva anche sangue moabita e quindi di Lot.

La vicenda e la fine di Lot porta in primo piano l’intreccio che lega tra di loro Storia della Salvezza e Autonomia della Storia. l testi sacri insegnano inequivocabilmente che Dio è Signore della Storia. Tuttavia, misteriosamente essi continuano a ricordare agli uomini che i vari avvenimenti delle vicende terrene non devono necessariamente essere ogni volta attribuiti a Dio, proprio perché la Storia ha una sua concreta Autonomia che nasce dalla libertà di cui ogni uomo è portatore.

Qui va, allora, ricordato che i primi capitoli di Genesi impongono a chi legge di riflettere sulla libertà della prima coppia; libertà che consente a lei rifiutare il comandamento dato da Dio e, quindi, apre a lei la possibilità di commettere il primo peccato. Questo primo insegnamento ne produce un secondo. Se l’uomo non fosse libero, l’amore verso Dio gli risulterebbe del tutto impossibile. Questi due fondamentali insegnamenti portano, comunque, in se stessi una domanda priva di una risposta diretta ed esplicita. Se l’uomo è libero, in che modo Dio è Signore della storia?

Se ben si guarda, questa domanda spunta ovunque nella Bibbia. Ogni volta Dio la ripropone con forza senza, però, dare ad essa una sua risposta. Lui, infatti, si fa di continuo presente e di continuo offre all’uomo segni evidenti della sua presenza. Ma, mai si rende visibile all’uomo. Al riguardo, le eccezioni si contano con le dita di una mano.

Già a partire dalle prime pagine, i​​​​​​I testi sacri vedono trovano che il segno principale del farsi presente di Dio sta nel fatto che Dio parla all’uomo. Non parla agli animali. Sinteticamente si può, pertanto, concludere dicendo che mentre all’uomo Dio ha dato la parola, agli animali Dio ha dato l’istinto.

Non è qui, comunque, il caso di dilungarsi in tante analisi. Si deve soltanto ricordare il fatto concreto che la Signoria di Dio passa attraverso la morte in croce del Figlio di Dio. Questo fatto chiude una volta per tutte Dio nel mistero: il massimo segno della presenza di Dio tra gli uomini diventa il segno massimo della sua invisibilità.

Queste riflessioni mettono bene in evidenza l’importanza che per i testi sacri ha il caso di Lot. Alla pari, però, i testi sacri lasciano ogni giudizio sospeso unicamente a Colui che della Storia è il Signore.