Lettura 86 Gen 25,19-37,1 Iniziale incursione sul ciclo di Giacobbe
Questo titolo è stato scelto con cura particolare. Con esso si vuol fare notare al lettore una vera e propria stranezza. E’ un qualcosa di peso rilevante. Il titolo conduce chi legge a rendersi conto che il Ciclo di Abramo è chiuso e, stranamente, inizia il Ciclo di Giacobbe. Nel testo della Genesi, il Ciclo di Giacobbe è sviluppato tra i due versetti qui sotto richiamati che fungono appunto da inizio e da fine:
Gen 25,19 Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco.
Gen 37,1 Giacobbe si stabilì nel paese dove suo padre era stato forestiero, nel paese di Canaan.
Il versetto di inizio sembrerebbe sulle prime indurre il lettore a pensare che i capitoli che seguono riguardino Isacco. Inoltre, anche il versetto di conclusione potrebbe far supporre di trattarsi della chiusura di un Ciclo di Isacco. In realtà, il contenuto di questo Ciclo riguarda quasi esclusivamente Giacobbe. Solo incidentalmente, qua e là, affiora la persona di Isacco. Va, però, subito fatto notare che quanto Isacco vive è sempre messo in relazione alla persona di Giacobbe.
Le criticità, comunque, non finiscono qua. Infatti, lascia alquanto perplessi il fatto che la fine del ciclo di Giacobbe non si conclude con la morte del protagonista. Questo evento è invece collocato al termine del Ciclo di Giuseppe. In tal modo, il redattore finale del testo della Genesi ha praticamente deciso di incastonare la storia di Giuseppe all’interno del Ciclo di Giacobbe. Va tuttavia fatto risaltare il fatto che, nella storia di Giuseppe, la figura di Giacobbe resta alquanto defilata.
Ma c’è dell’altro.
Tranne alcune inserzioni proprie della tradizione P, Sacerdotale, il Ciclo di Giacobbe utilizza un linguaggio chiaramente assai più antico del linguaggio usato dal Ciclo di Abramo. A suo tempo abbiamo detto che la redazione finale del ciclo di Abramo, quella che noi oggi leggiamo nella Genesi, è opera del post Esilio. In tal modo, il linguaggio usato ci porta a dopo il 500 a.C. Al contrario, nel Ciclo di Giacobbe vi sono brani già riportati nel libro di Osea, un profeta vissuto al tempo della caduta di Samaria del 721 a. C. operata dall’Impero Assiro. In sintesi, si può affermare che gli studiosi sono arrivati alla conclusione che Ciclo di Giacobbe sia stato composto in epoca monarchica, intorno al 900 a.C.
Qui, è importante aggiungere una precisazione.
Leggendo Os 12, il capitolo in cui è citato Giacobbe, ci si rende conto che l’autore non ha grande considerazione per questo patriarca. Addirittura, lo giudica alquanto negativamente. Alla pari, giudica negativamente anche Israele, che è il popolo che è nato da Giacobbe.
Os 12:1 «Efraim mi raggira con menzogne / e la casa d’Israele con frode.
Giuda è ribelle a Dio, / al Santo fedele.
2 Efraim si pasce di vento / e insegue il vento d’oriente;
ogni giorno moltiplica menzogne e violenze; / fanno alleanze con l’Assiria
e portano olio in Egitto.
3 JHWH è in lite con Giuda / e tratterà Giacobbe secondo la sua condotta,
lo ripagherà secondo le sue azioni.
4 Egli nel grembo materno soppiantò il fratello / e da adulto lottò con Dio,
5 lottò con l’angelo e vinse, / pianse e domandò grazia. / Ritrovò Dio in Betel
e là [Dio] gli parlò.
6 «JHWH, Dio degli eserciti (Zevahot) , / JHWH» è il suo nome.
7 Tu ritorna al tuo Dio, / osserva la bontà e la giustizia
e nel tuo Dio poni la tua speranza, sempre.
8 Canaan tiene in mano bilance false, / ama frodare.
9 Efraim ha detto: «Sono ricco, / mi son fatto una fortuna;
malgrado tutti i miei guadagni / non troveranno motivo di peccato per me».
10 Eppure io sono JHWH tuo Dio / fin dal paese d’Egitto».
Ti farò ancora abitare sotto le tende / come ai giorni del convegno.
11 Io parlerò ai profeti, / moltiplicherò le visioni / e per mezzo dei profeti parlerò con parabole.
12 Se Gàlaad è una colpa, / essi non sono che menzogna;
in Gàlgala si sacrifica ai tori, / perciò i loro altari saranno
come mucchi di pietre / nei solchi dei campi.
13 Giacobbe fuggì nella regione di Aram, / Israele prestò servizio per una donna
e per una moglie fece il guardiano di bestiame.
14 Per mezzo di un profeta JHWH / fece uscire Israele dall’Egitto
e per mezzo di un profeta lo custodì.
15 Efraim provocò Dio amaramente, / JHWH gli farà cadere addosso
il sangue versato / e lo ripagherà del suo vituperio».
Nel v 3 si parla di Giacobbe è lo si ritrova in lite con Dio. Qui, però, il nome Giacobbe sembra collegare e confondere tra di loro sia il popolo di Israele sia il personaggio storico del patriarca. Tutto ciò sembra essere comprovato dal versetto successivo. Si parla delle ferite inferte alla fratellanza con Esaù già a partire dal tempo in cui i due gemelli vivevano nel grembo materno.
E’ poi notevole il rimarcare che nei vv 13 e 14 Giacobbe è messo in relazione con Mosè. Mentre Giacobbe combina guai per una donna, Rachele, e deve fuggire anche da Carran, di Mosè viene posta in risalto la grande abilità con la quale organizza la fuga degli ebrei dall’Egitto, dove vivono schiavi di Faraone.
Va, tuttavia, colto il fatto che la critica di Osea verso Giacobbe riguarda l’insieme dell’Antico Testamento. In tal modo, i Padri vengono accomunati ai figli. Ciò è, allora, dire che il popolo vive da peccatore esattamente come anche i Padri erano peccatori.
Questa affermazione include in se stessa un giudizio davvero tagliente per noi che viviamo oggi. In ultima analisi, veniamo ammoniti che quanto i Padri vissero da peccatori rispetto a Dio, alla pari meritiamo una identica critica noi che, oggi, rappresentiamo i figli.
Qui, però, spunta una considerazione fortissima.
Da questo schema viene escluso Abramo: solo lui sarebbe il patriarca senza macchia!
Ora, il ciclo di Abramo è costituito da diverse unità narrative. Ognuna di loro ha un senso compiuto, indipendentemente dall’insieme del racconto. Invece nel ciclo di Giacobbe le varie unità acquistano senso solo quando vengono rapportate all’insieme del racconto.
Ad esempio, troviamo quasi subito la fuga di Giacobbe. Fugge, perché è in lite con Esaù. – Ma perché è in lite con Esaù?
Arrivato a Carran si ferma presso lo zio Labano perché si sente al sicuro, ma si ferma sette anni. E perché i sette anni poi diventano venti?
Queste domande non hanno di volta in volta risposte. La risposta sta in altre unità del racconto.
Ora, all’interno di questo intreccio vorticoso di liti, fughe e tensioni tra i vari personaggi, ecco di tanto in tanto Dio farsi vivo. Indubbiamente, ciò succede con una frequenza assai minore rispetto a quanto avviene nel racconto di Abramo. Ma, in ogni caso, ciò ribadisce con forza che Dio è sempre impegnato nel progetto di Alleanza pattuito con Abramo. Un progetto che Dio ha da subito voluto estendere ai discendenti di Abramo. Volere che non è mai ritirato anche quando i comportamenti non sono affatto apprezzabili.
Leggendo il testo, scopriremo che in questo Ciclo hanno preponderanza le istituzioni umane, i rapporti umani, con le loro ambiguità e la loro pesantezza. Insieme hanno peso anche il “carattere” dei vari personaggi, la loro psicologia e le loro aspirazioni. Sempre, però, Dio non abbandona il suo progetto e con esso le sue creature.
Se come detto altrove, i testi biblici sono strutturati dalle genealogie alle quali in Genesi si affiancano gli itinerari, nel ciclo di Giacobbe gli itinerari giocano un ruolo strategico perché, potremmo dire che l’intero racconto e basato su di una fuga ed un ritorno.
Per facilitare la lettura del ciclo di Giacobbe ne riportiamo la struttura a mo’ di mappa di un grande e sfolgorante percorso.
Introduzione 25,19-34 la nascita dei due fratelli
A – 27,41-28,9 Il movente (sottrazione della primogenitura)
B- 27,41-28,9 La fuga (con la scusa di cercar moglie)
28,10-22 Teofania ( il sogno a Bet-El)
C – 29,1- 31,54 Permanenza presso Labano
a- 29,1-14 viaggio verso Labano
b- 29,15-30 salario per Rachele e Lia
c- 29,31-30,24 i figli di Lia e Rachele
b’- 30,25-43 il salario per le greggi
a’ – 31,1-54 la fuga da Labano e il patto
32,1-3 mini-teofania
D- 32,4-22 il viaggio di ritorno
32,23-33 teofania – Lotta con Dio
E- 33,1-20 Incontro dei fratelli e riconciliazione
Conclusione
a- 35,1-29 conclusione su Giacobbe – introdotta da due teofanie
b – 36,1-43 conclusione su Esaù