Lettura 87 Gen 25,19-26 Le remote radici del conflitto
La lettura precedente ci ha permesso di individuare che il ciclo di Giacobbe è strutturato sostanzialmente su di una fuga, un soggiorno nella terra dei due fiumi e un ritorno. Nella presente lettura troviamo le più remote anticipazioni del motivo per cui ci sarà quella fuga.
Gen 25,19 «Queste sono le generazioni di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco. 20 Isacco aveva quarant’anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl l’Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Làbano l’Arameo.
21 Isacco supplicò JHWH per sua moglie, perché essa era sterile e JHWH lo esaudì, così che sua moglie Rebecca rimase incinta. 22 Ora i figli lottavano nel suo ventre ed essa esclamò: «Se è così, perché questo?». Andò a consultare [?] JHWH. 23 E JHWH le rispose:
«Due nazioni sono nel tuo ventre / e due popoli dal tuo grembo si disperderanno;
un popolo sarà più forte dell’altro / e il maggiore servirà il più piccolo».
24 Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo. 25 Uscì il primo, rossiccio / ʼedom e tutto quanto come un mantello di pelo, così lo chiamarono Esaù. 26 Subito dopo, uscì il fratello che con la mano afferrava un tallone / ʽaqav di Esaù; fu chiamato Giacobbe / ʽaqav. Isacco aveva sessant’anni quando essi nacquero».
I primi due versetti sono di tradizione P sacerdotale, come tutte le toledot o genealogie che appaiono in Genesi.
Qui, per la prima volta, troviamo che Rebecca e Labano erano originari Paddam-Aram, mentre in precedenza si parlava di Carran. Si ritiene che Paddam- Aram fosse una piccola località che si trovava nei pressi di Carran, centro di traffici molto importante; e sappiamo per altro che la tradizione P sacerdotale è sempre molto meticolosa nei suoi scritti.
Anche per Rebecca, come prima per Sara, abbiamo a che fare con la sterilità. Si tratta di un tema ricorrente in tutta la Bibbia: i personaggi importanti si trovano spesso con la sposa sterile.
Dopo di Rebecca troveremo Rachele, la sposa amata di Giacobbe che per poterla avere in moglie dovrà fare i salti mortali. Poi ci sarà l’ignota moglie di Manòab che diventerà madre di Sansone il quale diverrà famoso per la sua forza (Gdc 13,2ss). Anche la madre dell’ultimo giudice e profeta, Samuele, sarà sterile (1Sam1,5ss).
Ultima ricordiamo Elisabetta, moglie di Zaccaria, che diverrà madre di Giovanni Battista (Lc 1,7ss).
Come si vede si tratta di una lunga catena di eventi negativi che vengono superati sempre grazie ad un intervento di Dio, il che significa che la Storia della Salvezza non è portata avanti solo dagli uomini, ma sempre sostenuta da azioni di Dio. Anche in questo caso la sterilità di Rebecca viene superata da un intervento di JHWH.
Per la prima volta troviamo un personaggio che si rivolge a JHWH per un problema concreto. Rebecca vuole sapere cosa le sta succedendo nell’utero… e non poteva sapere che portasse nel grembo due creature perché la medicina del tempo non aveva i mezzi per poterlo indagare. La Cei usa “consultare”, ma il testo ebraico dice semplicemente: “Andò da JHWH”. Potremo parlare di “consultare Dio” quando avremo a che fare con sacerdoti o profeti, ma in questa situazione una consultazione sarebbe impossibile. Comunque essa si rivolge a JHWH e ottiene una risposta che anticipa il futuro: due popoli sono già in lei che già in questa fase iniziale stanno litigando.
Due fratelli che già litigano tra di loro è anticipazione di quello che accadrà lungo i secoli tra Ebrei ed Edomiti.
Così, nasce il primo gemello che per la sua caratteristica di averi molti peli viene chiamato Esaù, che può essere tradotto con peloso, ruvido, grezzo. Il fatto di essere rossiccio / admonì, da edom= rosso, farà sì che suoi discendenti siano chiamati Edomiti o Idumei che abiteranno appunto il territorio di Edom.
L’altro gemello viene alla luce afferrando un tallone del fratellino. A noi una cosa del genere non dice nulla. Sappiamo che un neonato, in genere, tiene le manine chiuse e che se gli metti qualcosa tra dita e palmo, non la molla più. E sappiamo altresì che un gesto di questo tipo in un neonato non è intenzionale. Però la gente di quei tempi era sempre alla ricerca di segni premonitori a riguardo della vita futura.
Da questo gesto, in riferimento al tallone, deriverebbe il nome di Giacobbe che appunto contiene le consonanti di “tallone”. Tuttavia non possiamo disgiungere questo nome dal verbo che lo regge, cioè “afferrare“, per cui se i segni premonitori sono validi, Giacobbe è uno che quando può “afferra” e per intenderci più chiaramente potremmo dire che uno che “arraffa“.. E vedremo che effettivamente i conti tornano. Anche se nessuno può giurare che questo episodio non sia stato costruito a posteriori.
Complessivamente abbiamo tre segni:
• Rebecca che avverte un terremoto dentro il suo ventre.
• la risposta di Dio a Rebecca che presagisce un conflitto tra i due popoli contenuti nel grembo.
• la manina di Giacobbe che afferra il calcagno di Esaù.
L’ultimo versetto che fornisce l’età di Isacco vuole indicare che anche per la coppia Isacco – Rebecca come per la coppia Abramo – Sara, l’attesa di un discendente è alquanto lunga: vent’anni.
Questa lunga attesa di un erede segnala che anche questa seconda coppia di progenitori ha vissuto nella fede e nella speranza che la Promessa si realizzasse.