Lettura 98 Gen 30,25-43 Lo stratagemma che ha arricchito Giacobbe

Questo brano richiede una breve premessa esplicativa per intenderlo senza doverlo rileggere più volte.

Le greggi che girano dalle nostre parti sono costituite da pecore con mantello bianco o bianco sporco. Solo eccezionalmente si trovano pecore con vello scuro o chiazzato. Pur se gli agnelli nascono con vello scuro o addirittura nero, con la crescita diventa bianco. Storicamente si ritiene che la domesticazione della pecora avvenga intorno allo 8000 a. C., ma la filatura e la tessitura della lana avviene molto più tardi. Evidentemente i nostri antichi predecessori usavano la pelle delle pecore come una pelliccia.

Quando si incomincia a lavorare la lana nasce anche il problema della sua tintura, difficile da ottenere se si parte da lana marrone o nera o chiazzata. Quindi possiamo ipotizzare che da allora ad oggi sia stata eseguita una selezione degli animali che ha permesso di ottenere quasi esclusivamente lana bianca. Anche dal nostro testo comprendiamo che già al tempo di Giacobbe (1700 -1600 a. C.) la probabilità che nascessero animali dal vello nero o chiazzato era assai remota, altrimenti Labano non avrebbe acconsentito alla proposta di Giacobbe.

Proprio Giacobbe conosce un trucco che permette di ottenere animali con vello chiazzato o scuro. Si tratta di usare rami di pioppo o di altre piante, a cui sono state tolte strisce di corteccia, che è scura, facendo così apparire la parte bianca del legno. Alla fine si ottengono dei rametti a strisce bianche e scure, che sistemati negli abbeveratoi o nelle mangiatoie degli animali quando le femmine sono in calore, fa sì che il loro accoppiamento faccia venire al mondo agnelli scuri o chiazzati. Fantascienza? magìa? È piuttosto l’idea diffusa nel mondo antico, ma in parte anche oggi, che quello che vede un’animale o una donna durante la gravidanza possa influenzare le caratteristiche del nascituro.

Se fosse così allora nasce la domanda: come mai Labano non conosceva questo trucco? Prendiamola così com’è altrimenti il racconto, che è ciò che interessa, non reggerebbe.

Gen 30,25 «Dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Làbano: «Lasciami andare e tornare a casa mia, nel mio paese. 26 Dammi le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini perché possa partire: tu conosci il servizio che ti ho prestato». 27 Gli disse Làbano: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi… Per divinazione ho saputo che JHWH mi ha benedetto per causa tua». 28 E aggiunse: «Fissami il tuo salario e te lo darò».

29 Gli rispose: «Tu stesso sai come ti ho servito e quanti sono diventati i tuoi averi per opera mia. 30 Perché il poco che avevi prima della mia venuta è cresciuto oltre misura e JHWH ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch’io per la mia casa?».

=> La proposta di Giacobbe

31 Riprese Làbano: «Che ti devo dare?». Giacobbe rispose: «Non mi devi nulla; se tu farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo. 32 Oggi passerò fra tutto il tuo bestiame; metti da parte ogni capo di colore scuro tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le capre: sarà il mio salario. 33 In futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra le capre e di colore scuro tra le pecore, se si troverà presso di me, sarà come rubato». 34 Làbano disse: «Bene, sia come tu hai detto!».

=> Esecuzione

35 In quel giorno mise da parte i capri striati e chiazzati e tutte le capre punteggiate e chiazzate, ogni capo che aveva del bianco e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Li affidò ai suoi figli 36 e stabilì una distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe pascolava l’altro bestiame di Làbano.

37 Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami. 38 Poi egli mise i rami così scortecciati nei truogoli agli abbeveratoi dell’acqua, dove veniva a bere il bestiame, proprio in vista delle bestie, le quali si accoppiavano quando venivano a bere. 39 Così le bestie si accoppiarono di fronte ai rami e le capre figliarono capretti striati, punteggiati e chiazzati. 40 Quanto alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a sé gli animali striati e tutti quelli di colore scuro del gregge di Làbano. E i branchi che si era così costituiti per conto suo, non li mise insieme al gregge di Làbano.

41 Ogni qualvolta si accoppiavano bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei truogoli in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami. 42 Quando invece le bestie erano deboli, non li metteva.

=> Risultato: arricchimento di Giacobbe e impoverimento di Labano

Così i capi di bestiame deboli erano per Làbano e quelli robusti per Giacobbe. 43 Egli si arricchì oltre misura e possedette greggi in grande quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini».

Tutto inizia dal desiderio di Giacobbe o necessità di tornare in Canaan: la visione di Bet-El (Lettura 93Gen 28,10-22) comprendeva il proposito di «tornare alla casa di mio padre [Isacco]». È un ritorno che comprende anche la realizzazione delle promesse di Dio: una discendenza numerosa e il possesso della Terra di Canaan. La prima ha già fatto un passo in avanti perché ci sono undici figli maschi e una femmina. La seconda richiede necessariamente il ritorno in Canaan.

Però al momento è a mani vuote e, conoscendo l’avidità dello zio Labano, non gli chiede direttamente una parte del patrimonio, ma solo quegli animali che sono o nasceranno scuri o chiazzati, mentre egli continuerà a far pascolare il gregge. Questo richiederà la permanenza a Carran per altri sei anni.

Labano poi divide il gregge in due parti gli animali con vello bianco li dà a Giacobbe, mentre quelli con vello scuro o macchiato ai suoi figli (di Labano) e i due gruppi si allontanano l’uno dall’altro di tre giorni.

Se le regole di natura fossero rispettate dal gregge di Giacobbe nascerebbero solo capi con vello bianco, ma egli ha i suo poker, quello che abbiamo descritto come premessa. Non difficile da attuare perché le femmine degli ovini vanno in calore solo quando inizia la stagione fredda e partoriscono dopo circa cinque mesi, cioè in primavera.

Allora si deduce che l’aggiunta dei rami di pioppo o di altre essenze, trattati come si è visto, è sufficiente farla solo all’inizio dell’autunno e poi tutto va da sé.

In questo modo Giacobbe riesce ad ottenere da capi bianchi quasi esclusivamente agnelli neri o striati. E così Labano resta ingannato alla grande.

Dio in tutto questo racconto non parla, ma agisce.

Lo comprendiamo dal riconoscimento espresso da Labano a Giacobbe: «JHWH mi ha benedetto a causa della tua presenza» e nello stesso tempo dal medesimo Giacobbe: «JHWH ti ha benedetto sui miei passi».

Ritroviamo così il tema della “benedizione” che attraversa tutto il libro di Genesi che, come abbiamo già detto, non corrisponde a un semplice “dire bene”, ma equivale fare corrispondere cose, animali e uomini alla propria essenza. La quale si esprime nella fecondità: fecondità dei campi che producono le messi in abbondanza; fecondità degli animali che crescono rapidamente senza malattie mettendo al mondo molti figli; fecondità degli uomini che vivono e crescono in pace con una numerosa prole.

Così, quello che accade a Giacobbe durante questo soggiorno a Carran, testimonia la “benedizione” di Dio su di lui e sulla sua famiglia.

Potremmo essere sorpresi della qualità morale di questi personaggi che continuamente cercano di “fregarsi” l’un l’altro, dobbiamo ricordare una costante dell’agire del nostro Dio: l’ontologia precede la morale, la liberazione (Esodo) precede la Legge.