Lettura 45 Mc 6,30- 34 Il deserto: nuova sinagoga

Mc 6,30 «Gli apostoli si riunirono / sunàgontai intorno a Gesù e gli riferirono tutto quanto avevano fatto e insegnato /didaskō. 31 Ed egli disse loro: «Venite voi soli in disparte in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Infatti erano molti quelli che venivano e partivano e non avevano più neanche il tempo per mangiare. 32 Allora partirono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.
33 Molti però li videro partire e capirono, e accorsero là a piedi da tutte le città e li precedettero.
34 Sbarcando, vide molta folla e si commosse ed ebbe compassione per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte 

Gli apostoli erano stati inviati in missione (Mc 6,6-13, Lettura 43), e al ritorno, raccontano a Gesù tutto quello che avevano fatto. Però Gesù li chiama ad un rapporto più profondo. Intende fare una riunione / sunàgontai in un luogo deserto in greco erèmo; ma lo stesso termine greco per indicare questa riunione suona come “sinagoga”. Abbiamo già avuto modo dire che dopo le varie controversie avvenute in sinagoga e da ultima il suo respingimento dalla sinagoga di Nazareth, Gesù non entrerà più in una sinagoga.
Qui sembra di capire che il luogo dell’incontro sia proprio il deserto, cioè un luogo di silenzio dove il discepolo può mettersi a tu per tu con il suo Maestro.

È in questa situazione “privata” che gli apostoli; tornati dalla missione, possono confrontarsi tra ciò che Lui ha fatto e insegnato e ciò che loro stessi hanno fatto e insegnato.
Avevamo già incontrato nella sezione sulle parabole un rapporto particolare tra Gesù e discepoli, “tra quelli fuori e quelli in casa“:

Mc 4,10 «Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: 11 «A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole. […] 34 Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa».

Così nel nostro brano quel rapporto di insegnamento si approfondisce.
Però la ricerca di solitudine è un fallimento perché la folla intuisce dove la barca andrà ad approdare e per via di terra li precede.
Abbiamo voluto aggiungere il v 34 per indicare che il distacco dalla gente non è dettata da disprezzo, ma piuttosto dalla necessità di trovare o ri-trovare il senso del proprio essere, del proprio insegnare e servire.
L’essere umano deve sempre ricordare che non rapportarsi con un tu senza essere anche in rapporto con il suo sé. Se questa legge elementare non viene rispettata è inevitabile la dispersione.

In questo brevissimo brano troviamo un’altra traversata del mare. Siamo simbolicamente di fronte ad un nuovo Esodo, perché sull’altra sponda, nel deserto, si ripeterà il prodigio della manna.

Inoltre questo brano fa da cuscinetto tra le vicende precedenti e l’inizio della sezione dei pani. Infatti in quel “luogo deserto” avverrà la prima moltiplicazione dei pani.
Ma già questa lettura e ancor più le successive richiederanno una riflessione su due piani: quello storico che coinvolge direttamente i primi discepoli di Gesù e quello spirituale e teologico che interessa la chiesa cui Marco si rivolge.
I primi pensano di avere a che fare semplicemente con del pane, i discepoli di Marco sanno invece di avere a che fare con il Pane che viene dal cielo.

Bada che questa non è affatto una questione generica o puramente teorica che, come tale, interessa poco o nulla la tua persona e la tua vita. Riguarda potentemente te, il tuo presente e il tuo futuro.