Lettura 68 Mc 10,13-16 Diventare come i bambini

Mc 10,13 «Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li sgridavano. 14 Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. 15 Amen (In verità) vi dico: «Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». 16 E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva».

Ancora una volta i discepoli fanno una figuraccia. Si preoccupavano tanto che il Maestro non fosse disturbato da mocciosi che gli giravano intorno senza capire niente, mentre Lui doveva spiegare come entrare nel Regno dei cieli.
E questa volta, cosa molto rara, Gesù si arrabbia di brutto, proprio con i suoi.
Non che i bambini abbiano capito cosa si deve fare per entrare nel Regno di Dio, però essi sono il modello per tutti gli altri. Anzi, la condizione per entrarci è di assumere il loro atteggiamento.
La caratteristica dei bambini è quella di essere assolutamente poveri; dipendono in tutto dai genitori: cibo, vestito, casa, cure… e soprattutto essi si “fidano” dei genitori. Sanno che qualunque loro necessità sarà colmata dalla premurosa presenza del papà e della mamma. Sono si curi come l’oro che dal papà e dalla mamma riceveranno solo cose buone. Esattamente quello che Gesù va predicando dall’inizio a proposito di Dio: quando Dio agisce i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, ecc.

L’atteggiamento contrario, molto diffuso oggi più che allora, è il tentativo dell’autosufficienza: l’uomo duro che si fa da sé… per usare un vecchio slogan. L’uomo moderno ha relegato la sfera del divino fuori dalla comunicazione pubblica perché ormai ha raggiunto l’età adulta e non ha più bisogno di Dio.

Gesù, il Figlio, Dio egli stesso, ha condotto tutta la sua vita all’interno di un legame profondo con il Padre.
Un legame che potremmo tradurre con una parolaccia: “obbedienza”.
Quanto di più assurdo in una società “libera” come la nostra, in cui tutti si autorealizzano da sé, anche mettendo i piedi in testa agli altri.

Chi si comporta come quei bambini può essere certo di essere abbracciato e benedetto da Gesù.