Lettura 70 Mc 10,17-22 Chi si salva?

Quel “un tale” che se n’è andato molto rattristato perché avendo molti beni è stato incapace di seguire Gesù, lascia il segno nel gruppo dei nostri, tanto che Gesù stesso, quando sono in disparte, riprende l’argomento.

Mc 10,23 «Gesù, guardando intorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente quelli che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». 24 I discepoli rimasero sbigottiti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». 27 Ma Gesù, fissando lo sguardo su di loro, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio» (Gn 18,14; Gb 42,2).
28 Cominciò a dirgli Pietro: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «Amen (in verità) vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, 30 che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. 31 Ora, molti primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Però la ripresa da parte Gesù è tutt’altro che tranquillizzante perché
• nella prima battuta v23 l’accesso al Regno è difficile per coloro che hanno ricchezze,
• in terza v25 abbiamo la nota metafora della cruna dell’ago e del cammello,
• ma al centro l’impossibilità riguarda tutti anche i “figlioli”.

Ne segue che nessuno si può salvare con le sue opere e gli stessi discepoli, che hanno mollato tutto, si sentono “fuori anche loro «E chi mai si può salvare?» diventa la domanda cruciale per ogni uomo.
La risposta di Gesù, che cita le antiche scritture (Gn 18,14; Gb 42,2), è categorica: «A Dio tutto è possibile».
Infatti solo Dio è capace di rendere ogni uomo come un bambino: l’essere più povero in assoluto, che interamente dipende da… come abbiamo visto in Mc 10,13-16, Lettura 68… fosse anche all’ultimo momento della tua vita, quando ricchezze, titoli di studio, carriera, onorificenze non valgono più una cicca. È lì che tutti i cammelli transitano tranquillamente per la cruna di qualunque ago. Perché questo è l’impossibile che Dio rende possibile.

Invece, da parte loro, gli uomini di tutte le epoche hanno cercato il modo di fare passare il famoso cammello per la altrettanto famosa cruna dell’ago e anche gli esegeti hanno cercato di correggere il paradosso individuando possibili errori di trascrizione. Il cammello è diventato canapo, gomena, fune, ecc. ma la cruna è sempre risultata impraticabile.
Tanto più che nessuno può tirarsi fuori perché tutti possediamo qualcosa, discepoli compresi. 
E risulta inevitabile pensare agli enormi disastri che gli umani hanno commesso tutte le volte che hanno voluto salvarsi o costruire con le loro mani il regno dei cieli sulla terra. Non per altro Gesù, nell’unica preghiera che ci ha insegnato, come seconda domanda rivolta al Padre, ci esorta a chiedere: «Venga il tuo Regno». Ma, appunto il “Tuo”, non il nostro. Un Regno che è perennemente “veniente”.
Così la salvezza è il dono che dobbiamo sempre chiedere al Padre, ovviamente per mezzo di Gesù.

Come si renderà possibile questa salvezza Gesù lo ripeterà ancora una volta nel brano successivo, quando per la terza volta predirà la sua crocifissione, che i suoi non vogliono neanche sentire nominare.

Però Gesù è sempre attaccato loro, infatti in questo brano riserva ai discepoli gli stessi gesti che poco prima aveva manifestato verso “un tale”: li chiama: “Figlioli / tèkna ” che è vocabolo della tenerezza e poi: “fissando lo sguardo su di loro“: non un semplice vedendoli o guardandoli. Nel fissare lo sguardo c’è un di più che comunica un sentimento profondo che rimanda al momento dell’istituzione dei dodici definita con: «perché fossero con Lui» Mc 3,13, Lettura 29.

A fronte di queste osservazioni i discepoli restano di sasso, ma poi il solito Pietro trova il coraggio di farsi avanti e la risposta di Gesù afferma implicitamente che essa è pertinente.
Osserviamo che la serie di cose lasciate e ritrovate centuplicate, case, fratelli, sorelle, madri e figli, non comprende la moglie perché la conseguenza della moltiplicazione sarebbe imbarazzante.
Viene escluso anche il padre, non perché esso non conti, ma perché nel “lasciare…” essi ritroverebbero l’unico Padre di tutti.
L’ultima battuta v31, richiama ancora una volta il valore del servizio: solo coloro che si metteranno a servizio di tutti potranno essere primi.
Questo dice che anche tra i salvati sarà applicata una forma di giustizia che ribalta la scala sociale.