Lettura 88 Mc 13 Introduzione al discorso escatologico
Una lettura veloce di Mc 13 solitamente lascia perplesso o sconcertato il lettore perché dà l’impressione di non avere né capo né coda.
Gli stessi studiosi sono in disaccordo nel cercare di definirne il genere letterario. Per alcuni si tratta di un discorso d’addio, per altri un testo apocalittico, per altri un discorso escatologico. Vero è che in esso sono contenuti più generi letterari, ma risulta difficile definire quale sia quello dominante.
È altresì vero che esso non riferisce un preciso discorso tenuto da Gesù in quell’ultima settimana, ma si tratta piuttosto di opera redazionale che ha raccolto parole di Gesù pronunciate in situazioni e tempi differenti. Ciò non toglie che alla vigilia della sua passione non abbia lasciato ai suoi discepoli delle raccomandazioni finali, una sorta di discorso di addio.
Però tutte queste considerazioni rientrano nella logica del metodo storico critico che abbiamo utilizzato altre volte per quel tanto che ci è servito per migliorare la comprensione del testo, ma noi abbiamo sempre seguito il metodo sincronico, che legge il testo così come ci è pervenuto.
Resta comunque la difficoltà di comprendere questo capitolo che gli studiosi sono ad ogni modo concordi nel definirlo come il più difficile di Marco.
Per il lettore odierno riteniamo che la difficoltà maggiore risieda nella sua struttura che non segue i nostri canoni.
Dobbiamo tenere presente che per organizzare un’opera letteraria noi disponiamo di capitoli, paragrafi, segni d’interpunzione, parentesi, spazi, ecc. Gli antichi non disponevano di tutti questi strumenti e oltretutto scrivevano le parole tutte attaccate, ma malgrado questi limiti, riuscivano a strutturare gli scritti sistemando in un certo modo gli argomenti.
Mentre noi, in genere, poniamo prima le premesse e alla fine riportiamo la conclusione cioè, l’elemento più importante, essi usavano parole gancio, parole ripetute che costituivano una sorta di filo rosso che guidava il lettore, ripetizioni di argomenti e disponevano in modo particolare gli argomenti tanto da permettere di individuare facilmente la parte più importante.
Quindi se vogliamo comprendere questo capitolo di Marco dobbiamo fare lo sforzo di approcciare il metodo che ha usato il suo autore.
Troviamo anzitutto quattro versetti che hanno solo una funzione di ambientazione. “Solo”, si fa per dire, se teniamo presente quanto detto nella lettura precedente.
Mc 13:1 «Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». 2 Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta». 3 Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: 4 «Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?».
Se la lettura precedente ha messo in campo la fine di una relazione tra Dio e il suo popolo imperniata nel Tempio, questi versetti ribadiscono che Gesù è uscito dal Tempio e poi si trova seduto sul Monte degli Ulivi. Tanto per cambiare si è diretto verso Oriente.
Il frequentatore della Bibbia non può perdere di vista che si tratta della direzione seguita dalla Gloria /Kavod quando alla vigilia della caduta di Gerusalemme attorno al 580 a. C. abbandona il Tempio e la Città Santa, Ez 10,18ss. Lettura 74
Allora non siamo fuori strada se affermiamo che anche in questo passo si segnala che la Gloria di Dio / Gesù ha abbandonato ancora una volta il Tempio e la Città Santa.
Seduto presso il Monte degli Ulivi viene interrogato da quattro dei suoi discepoli. Tra di essi i soliti Pietro, Giacomo, Giovanni, quelli presenti nei momenti cruciali del vita del Maestro, i momenti rivelativi.
1- sono i primi chiamati a seguirlo mentre stavano facendo il loro mestiere di pescatori presso il Mare di Galilea, 1,13ss; Lettura 13.
2- sono presenti quando viene risuscitata la figlia di Giairo 5,37; Lettura 39.
3- erano presenti sul monte quando è avvenuta la Trasfigurazione 9,2 ss; Lettura 61.
4- saranno presenti nell’orto del Getzemani quando Gesù svolgerà la sua “battaglia” con il Padre 14,33.
Questo ci avverte che il discorso che Gesù sta per fare è particolarmente importante: è un discorso rivelativo.
In greco “rivelazione” si dice: “Apocalypsis”.