Lettura 107 Mc 16,1-8 Le donne al sepolcro

Mc 16:1 «E passato il sabato, Maria la Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. 2 E al mattino presto, il giorno uno dal sabato [Cei: primo giorno dopo il sabato], vennero al sepolcro al sorgere del sole. 3 E dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?». 4 E, guardando, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. 5 Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, e rimasero impietrite dallo stupore. 6 Ma quello disse loro: «Non state lì impietrite! Voi cercate Gesù Nazareno, il CrocifissoÈ risorto, non è qui7 Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». 8 E uscite fuori, fuggirono via dal sepolcro. Erano infatti spaventate e fuori si sé. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura».

1- Nel nostro testo troviamo una prima precisazione temporale « passato il sabato» e poi una seconda tradotta solitamente con «primo giorno della settimana o primo giorno dopo il sabato» ritenendo che l’originale greco: «giorno uno » sia un semitismo.
Però Marco, essendo un buon conoscitore del greco, usa il numero cardinale con una intenzione precisa: rimandare il lettore alla numerazione dei sette giorni della Creazione di Gen 1che, appunto, in ebraico usa la numerazione cardinale. Così al termine del primo giorno della creazione, nel testo ebraico, troviamo:

Gn 1,5 «…e Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno uno[CEI: primo giorno] ».
Se è così Marco vuole fare intendere che è iniziata una nuova creazione, ultima e definitiva, nella quale la morte non ha più luogo perché è stata sconfitta. Questo nuovo giorno è il giorno definitivo in cui non ci sarà più tramonto.

2- L’unzione delle salme dei defunti con aromi non era usata in Israele, per la gente comune, ma era riservata solo ai re. Allora queste donne, che avevano seguito Gesù dalla Galilea e avevano assistito “da lontano” alla crocifissione 15,40-41e più tardi alla sepoltura 15,47 pensano di ungere il cadavere come se fosse un re, più esattamente come se fosse quel Messia che avevano seguito e che, tradito, aveva fallito la sua missione. La loro idea di messianità era quella tradizionale che avevano appreso sin bambine. E adesso, purtroppo, devono constatare che era andata male.
Il loro problema è la grossa pietra posta all’ingresso del sepolcro che a loro non sarebbe stato possibile rimuovere, ma con loro grande sorpresa trovano la pietra già rimossa «benché fosse molto grande» e pesante. L’uso del verbo nella forma impersonale di questa frase suggerisce l’impersonale divino, cioè la pietra è stata rimossa grazie ad un intervento di Dio. Ovvio che non siamo in grado di stabilire se ciò sia avvenuto ad opera del Dio Abbà o di Gesù stesso perche testimoni della risurrezione non ce ne sono, né in Marco né negli altri evangeli. Gli evangeli riportano solo di racconti di incontro con il Crocifisso Risorto.
L’intenzione delle donne di ungere il cadavere, ci dice che queste donne, come gli apostoli e gli altri discepoli, non avevano compreso le profezie di Gesù a proposito della sua condanna, crocifissione e risurrezione che aveva ribadito per ben tre volte:

8,31 «E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare».
9,31 «Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».
33 «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, 34 lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà».

3 – Marco, a differenza degli altri evangelisti, non racconta una teofania, ci presenta un giovane, non un angelo, che in poche parole, ma molto dense fa intendere alle donne che la loro ricerca è sbagliata. Gesù non deve essere cercato in un sepolcro tra i morti.
L’uso intenzionale di “Nazareno” rimanda alle tre volte in cui Gesù è stato chiamato con questo nome, sempre in ambito, diremmo, politico, rivendicativo perché i galilei erano noti per le loro rivendicazioni politiche, dato che la Galilea era passata sotto dominio straniero già dall’ottavo secolo a. C. con la caduta di Samaria capitale del Regno del Nord. Quindi anche questo giovinetto vuol fare intendere che Gesù non è venuto per attuare un disegno politico, ma di più ampio respiro. L’unzione del suo cadavere sarebbe fuori luogo anche perché la sua unzione è stata anticipata a Betania durante un banchetto (14,1-11, Lettura 92).
Ora dobbiamo riflettere sulla figura del “giovane” che le donne trovano nel sepolcro. Esso rimanda chiaramente al giovinetto incontrato in 14,51-52 che aveva tentato di seguire Gesù appena arrestato e quando i soldati cercano di afferrarlo, era scappato via nudo lasciando il lenzuolo.
Qui nel sepolcro troviamo un giovane seduto, tranquillo, sicuro di sé, non con un lenzuolo, ma con una veste candida.
Il primo è fuggito per non seguire Gesù nella sua vicenda, questo invece mostra di essere coinvolto nella risurrezione del Maestro.

Se il primo anticipava la fuga dei discepoli e il rinnegamento di Pietro, questo ricorda l’appuntamento che Gesù aveva preso con i suoi durante l’ultima cena: 14,32 «ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». In sostanza le parole di questo giovane comunicano che i discepoli sono stati reintegrati nella loro funzione.
Si tratta di una bella notizia, un evangelo, appunto: Gesù è risorto e vi aspetta in Galilea dove tutto è iniziato e dove si deve ricominciare.
Ma le donne sono impaurite, terrorizzate a tal punto che fuggono di corsa e non dicono nulla a nessuno.
Resta la tomba vuota con quel giovane il quale conosce che Gesù è risorto.
E se le donne non dicono nulla di ciò che hanno visto, chi può raccontare, con coraggio, perché ci vuole coraggio, la lieta notizia della morte della morte?
Marco non risponde, perché il suo Vangelo termina qui. I versetti successivi 16,9-20 sono presi qua e là dagli altri evangeli da qualche redattore successivo e peraltro assenti in molti codici.

Allora chi diffonde la lieta notizia?
Sei tu caro lettore.

E lo puoi essere, se hai fatto esperienza dell’amore che Gesù ha nutrito per te, per me, per noi. E lo puoi essere se la tua fede è cresciuta come quella del centurione. Allora tu, mentre la vita ti sposta qua e là, devi con grande coraggio proclamare la tua fede ai quattro venti.