Apertura dell'anno pastorale 2019 - 2020

Apertura dell'anno pastorale 2019 - 2020

L'Arcivescovo invita la Diocesi a entrare nel nuovo anno pastorale, indicando in Maria come riferimento spirituale primario.
 

 

Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo il cantico di Maria nella casa di Giuseppe C’è stato dunque un momento in cui Maria è entrata nella casa di Giuseppe. A differenza dell’evangelista Luca che attesta la visita di Maria alla cugina Elisabetta, Matteo non rivela che cosa sia successo quando Maria entrò nella casa di Giuseppe. Possiamo immaginare che le parole siano state sobrie, in coerenza con la sensibilità e lo stile delle persone, ma forse saranno state simili a quelle pronunciate nella casa di Zaccaria.
Giuseppe, uomo giusto, attento alle annunciazioni degli angeli di Dio, colmato di Spirito Santo, ha detto le poche parole necessarie, riconoscendo il mistero che sistava compiendo in Maria sua sposa: “a che cosa debbo che la madre del mio Signore venga da me? … Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (cfr Lc 1,43.45). Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva… Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha compiuto le sue opere meravigliose, si è mostrato fedele alla promessa e ha scelto me, ha scelto te, Giuseppe, della casa di Davide. Ha scelto ciò che nel mondo era fragile, povero, inadeguato e disprezzato per dare un segno della presenza del suo regno in Gesù, chiamato Cristo. La potenza del braccio di Dio non è una garanzia di successo, non è una promessa di trionfo, è piuttosto la tenacia invincibile dell’amore, è, piuttosto la chiarezza di una vocazione che fa appello a cuori liberi e attenti, disponibili a rispondere alla vocazione santa di coloro che si affidano, di coloro che si fanno avanti e dicono: “Sì, eccomi!”. Non sono necessariamente quelli che la sapienza mondana valuta migliori, non sono necessariamente i più dotati, i più intelligenti, i più popolari. Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili! (Lc 1,52)
a scelto te, Giuseppe, figlio di Davide, ha scelto me, Maria tua sposa! Di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono (Lc 1,50). Rendo grazie al Signore perché la sua misericordia accompagna tutte le vicende del nostro popolo santo, da Abramo a Davide da Davide a Ieconia e ai suoi fratelli.
E dopo la deportazione in Babilonia, da Ieconia a Giacobbe che ha generato te, Giuseppe mio sposo. I secoli passano e l’oblio cancella le tracce della gloria e della miseria, ma la misericordia di Dio continua di generazione in generazione: così che io posso persino cantare e danzare ed essere lieta. Dire male della storia dell’umanità e disprezzare il presente è come non vedere la misericordia di Dio che percorre le generazioni e trasforma ogni situazione in occasione, ogni incontro in annunciazione, ogni frustrazione in generazione di vita e di futuro, perché Dio agisce,ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza per sempre (Lc 1,54-55).
Invitiamo al canto e alla speranza i nostri vicini, i nostri fratelli, gli uomini e le donne della rassegnazione e del lamento: perché aprano gli occhi a riconoscere la gloria di Dio che riempie la terra e la gioia di Dio che abita in casa tua Giuseppe, mio sposo. Ha disperso i superbi, ha rovesciato i potenti, ha rimandato i ricchi a mani vuote (Lc1,51.52.53.). Meraviglia e consolazione della tua storia Giuseppe, figlio di Davide. Tu che sei così devoto e giusto, mite e fedele, tenace e casto discendi da santi e peccatori, idolatri e devoti, donne sante e donne peccatrici, di prepotenti e umili, di gloriosi e insignificanti, di donne di Israele e donne di Moab! E tutti, tutti! hanno scritto la storia di cui tu sei erede, figlio di Davide. La prepotenza non vince, la malizia non avrà la meglio sull’onestà e la bontà sincera, la gioia e la gloria non si possono comprare con i soldi. L’intenzione di Dio di salvare i suoi figli è invincibile. E perciò noi siamo pieni di fiducia e leggiamo la storia del nostro popolo e della nostra terra non per domandarci se va bene o se va male, ma per scegliere di essere docili allo Spirito di Dio per vivere ogni situazione come occasione perché risplenda la gloria di Dio.
L’ingresso di Maria nella casa di Giuseppe suo sposo è stato l’occasione per un cantico che ha riempito di luce la casa di Giuseppe e la storia di un popolo. Noi oggi entriamo in un nuovo anno pastorale: chiediamo a Maria di entrarci con il suo cantico. Noi oggi accogliamo tra i candidati al ministero ordinato questi nostri fratelli e voglio suggerire di compiere questa tappa del loro cammino di formazione e discernimento con l’animo e il cantico di Maria: si presentino con l’umiltà piena di stupore di chi nulla presume e in tutto confida, abbiano uno sguardo sulla loro storia e sulla storia dell’umanità ispirato dalla fede che riconosce la misericordia di Dio come il criterio di giudizio e il fondamento della fiducia, diffidino di ciò che appare glorioso, non temano quello che appare temibile, non si pieghino di fronte a coloro che appaiono potenti. Tutti passeranno, Dio rimane e salva: l’anima mia magnifica il Signore!