Venerdì Santo «In Passione Domini» [romano]
Rito Romano

Commemoriamo nel Venerdì Santo la morte del Signore. Lo vediamo come il Servo: su di lui pesano le nostre colpe, ma dalla sua umiliazione viene nostro riscatto. Dalle piaghe di Gesù sono risanati tutti gli uomini.
Oggi è il giorno della immensa fiducia: Cristo ha conosciuto la sofferenza, da lui riceviamo misericordia e in lui troviamo grazia. E la imploriamo per tutti gli uomini nella preghiera universale. Oggi è il giorno della solenne adorazione della croce: lo strumento del patibolo è diventato il termine dell'adorazione da che vi fu appeso il Salvatore del mondo.
Siamo sempre sotto la croce. Non c'è momento, non c'è situazione dove non entri la croce a liberare e a salvare. Infatti essa si manifesta in noi ogni giorno, se siamo discepoli fedeli del Signore. Non chiediamogli tanto di discendere dalla croce, quanto di avere la forza di restarci con lui, nella speranza della risurrezione.
Il sacerdote e i ministri si recano all'altare e, fatta la debita riverenza, si prostrano terra o, secondo l'opportunità, s'inginocchiano. Tutti pregano per breve tempo in silenzio. Quindi il sacerdote con i ministri si reca alla sede e rivolto al popolo, senza l'invito Preghiamo, dice a mani giunte una delle ORAZIONI seguenti:
ORAZIONE
Ricordati, Padre, della tua misericordia; santifica e proteggi sempre questa tua famiglia, per la quale Cristo, tuo Figlio, inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure:
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, così per l'azione del tuo Spirito, fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste. Per Cristo nostro Signore.

PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaia.
Is 52, 13 - 53, 12
Dal Servo di Dio .«schiacciato per le nostre iniquità», e dalla sua intercessione per i peccatori, ci viene la liberazione e il perdono. Questo servo misterioso porta già in sé i segni e le vicende della passione e del dolore di Cristo.
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà innalzato, onorato, esaltato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
- tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo
così si meraviglieranno di lui molte genti;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori i
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come un agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà la loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha consegnato se stesso alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori. PdD
SALMO
dal Sal 30
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami.
Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
Sono l'obbrobrio dei miei nemici,
il disgusto dei miei vicini,
l'orrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono caduto in oblio come un morto,
sono divenuto un rifiuto. R
Io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni».
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori.
Fa' splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei.
Eb 4, 14-16; 5, 7-9
Non dobbiamo trascurare l'aspetto doloroso della nostra redenzione, cioè la sofferenza e il sacrificio del Figlio d Dio sulla croce, la sua consegna al Padre, la sua obbedienza e preghiera che Dio ha ascoltato, richiamandolo dalla morte con la risurrezione.
Fratelli, poiché abbiamo un grande sommo sacerdote che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.
Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà, pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, a venne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. PdD
Al vangelo
cfr Fil 2, 8-9
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Per noi Cristo si è fatto obbediente
fino alla morte, alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Indicazioni per la lettura dialogata:
+ = Gesù; C = Cronista; D = Discepoli e amici; F = Folla; A = Altri personaggi.
VANGELO
Gv 18, 1 - 19, 42
Gesù compie la sua passione: nell'affidamento totale al Padre, nella piena libertà del suo dono. È abbandonato, tradito, rinnegato: è l'«uomo solo» che muore «per il popolo».
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni.
Gloria a te, o Signore.

Gesù arrestato
C In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: + «Chi cercate?». C Gli risposero: F «Gesù il Nazareno». C Disse loro Gesù: +«Sono io!». C Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: + «Chi cercate?». C Risposero: F «Gesù, il Nazareno». C Gesù replicò:» + «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». C Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: +«Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».
Rinnegamento di Pietro
C Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «E' meglio che un uomo solo muoia per il popolo». Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: A «Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?». C Egli rispose: D «Non lo conosco». C Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: + «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». C A queste parole, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù dicendo: A «Così rispondi al sommo sacerdote?». C Gli rispose Gesù: + «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». C Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote. Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: A «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». C Egli lo negò e disse: D «Non lo sono». C Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio disse: A «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». C Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Gesù davanti a Pilato
Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: A «Che accusa portate contro questo uomo?». C Gli risposero: F «Se non fosse un malfattore non te lo avremmo consegnato». C Allora Pilato disse loro: A «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». C Gli risposero i Giudei: F «A noi non è consentito mettere a morte nessuno», C Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: A «Tu sei il re dei Giudei?». C Gesù rispose: + «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». C Pilato rispose: A «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». C Rispose Gesù: + «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei: ma il mio regno non è di quaggiù». C Allora Pilato gli disse: A «Dunque tu sei re». C Rispose Gesù: +«Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». C Gli dice Pilato: A «Che cos'è la verità?». C E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: A «Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». C Allora essi gridarono di nuovo: F «Non costui, ma Barabba!». C Barabba era un brigante.

«Ecco l'uomo»
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: F «Salve, re dei Giudei!». C E gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: A «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». C Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: A «Ecco l'uomo!». C Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: F «Crocifiggilo, crocifiggilo!». C Disse loro Pilato: A «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». C Gli risposero i Giudei: F «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». C All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: A «Di dove sei?». C Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: A «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». C Rispose Gesù: +«Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande». C Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: F «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». C Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litostroto, in ebraico Gabbata. Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: A «Ecco il vostro re!». C Ma quelli gridarono: F «Via, via, crocifiggilo!». C Disse loro Pilato: A «Metterò in croce il vostro re?». C Risposero i sommi sacerdoti: F «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». C Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
Crocifissione di Gesù
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: F «Non scrivere: Il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». C Rispose Pilato: A «Ciò che ho scritto, ho scritto». C I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: "Si sono divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte". E i soldati fecero proprio così.
«Ecco tua madre»
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: + «Donna, ecco il tuo figlio!». C Poi disse al discepolo: + «Ecco la tua madre!». C E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Morte di Gesù
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: + «Ho sete». C Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto Gesù disse: + «Tutto è compiuto!». C E, chinato il capo, spirò.
Qui si genuflette e si fa una breve pausa.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce, durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato) chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso". E un altro passo della Scrittura dice ancora: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto".
Gesù nel sepolcro
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino». PdS

PREGHIERA UNIVERSALE
Il diacono annunzia l'intenzione della preghiera: tutti, in ginocchio o in piedi, pregano per breve tempo in silenzio; poi il sacerdote, allargando le braccia, dice l'orazione.
I - PER LA SANTA CHIESA
Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l'opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
II - PER IL PAPA
Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa. Il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell'ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, sapienza che regge l'universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede. Per Cristo nostro Signore.
III - PER TUTTI GLI ORDINI SACRI E PER TUTTI I FEDELI
Preghiamo per il nostro vescovo ..., per tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo, perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire. Per Cristo nostro Signore.
IV - PER I CATECUMENI
Preghiamo per i (nostri) catecumeni: il Signore Dio nostro illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l'acqua del Battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano incorporati in Cristo Gesù, nostro Signore.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei (nostri) catecumeni l'intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti fra i tuoi figli di adozione. Per Cristo nostro Signore.
V - PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: il Signore, Dio nostro conceda loro di vivere la verità che professano e li raduni e li custodisca nell'unica sua Chiesa.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell'unità, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell'amore e della vera fede. Per Cristo nostro Signore.
VI - PER GLI EBREI
Preghiamo per gli Ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
VII - PER I NON CRISTIANI
Preghiamo per coloro che non credono in Cristo, perché illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch'essi nella via della salvezza.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, fa' che gli uomini che non conoscono il Cristo, possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
VIII - PER COLORO CHE NON CREDONO IN DIO
Preghiamo per coloro che non credono in Dio perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una cose profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa' che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e Padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.
IX - PER I GOVERNANTI
Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa. Per Cristo nostro Signore.
X - PER I TRIBOLATI
Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote:
Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell'umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE
Il sacerdote, davanti all'altare, scopre gradatamente in tre fasi la Croce velata, invita, ogni volta il popolo all'adorazione con le parole Ecco il legno...
Oppure si forma una processione con la Croce non velata che dalla porta della chiesa giungerà al presbiterio.
La processione sosta presso la porta, in mezzo alla chiesa e davanti al presbiterio.
Ad ogni sosta, la Croce viene innalzata, mentre si canta o si dice:
Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.
Tutti acclamano:Venite, adoriamo.
Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all'adorazione della Croce facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione; (ad esempio baciando la Croce), secondo l'uso del luogo.
Mentre si svolge l'adorazione si cantano l'antifona Adoriamo la tua Croce, i Lamenti del Signore e l'Inno o si eseguono altri canti adatti.
ANTIFONA
Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo
la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce
è venuta la gioia in tutto il mondo.
Salmo 66, 2
Dio abbia pietà di noi e ci benedica;
su di noi faccia splendere il suo volto
e abbia misericordia.
Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo
la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce
è venuta la gioia in tutto il mondo.
LAMENTI DEL SIGNORE I
(1 e 2 = primo e secondo coro per il canto)
1 e 2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
1 Io ti ho guidato fuori dall'Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
1 Hagios o Théos.
2 Sanctus Deus.
1 Hagios ischyrós.
2 Sanctus fortis.
1 Hagios athànatos, eléison himàs
2 Sanctus immortalis, miserére nobis.
1 e 2 Perché ti ho guidato quarant'anni nel deserto,
ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
1 Hagios o Théos.
2 Sanctus Deus.
1 Hagios ischyrós.
2 Sanctus fortis.
1 Hagios athànatos, eléison himàs
2 Sanctus immortalis, miserére nobis.
1 e 2 Che altro avrei dovuto fare
e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto,
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.
1 Hagios o Théos.
2 Sanctus Deus.
1 Hagios ischyrós.
2 Sanctus fortis.
1 Hagios athànatos, eléison himàs
2 Sanctus immortalis, miserére nobis.
LAMENTI DEL SIGNORE II
1 Io per te ho flagellato l'Egitto e i primogeniti suoi,
e tu mi hai consegnato per esser flagellato.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
1 Io ti ho guidato fuori dall'Egitto
e ho sommerso il Faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
2 Popolo mio...
1 Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.
2 Popolo mio...
1 Io ti ho fatto strada con la nube,
tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
2 Popolo mio...
1 Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.
2 Popolo mio...
1 Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza,
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
2 Popolo mio...
1 Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.
2 Popolo mio...
1 Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
2 Popolo mio...
1 Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.
2 Popolo mio...
INNO ALLA CROCE
O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
Per noi dolce legno, che porti
appeso il Signore del mondo.
1 Esalti ogni lingua nel canto
lo scontro e la grande vittoria,
e sopra il trofeo della Croce
proclami il suo grande trionfo,
poiché il Redentore del mondo
fu ucciso e fu poi vincitore.
2 O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
1 D'Adamo comprese l'inganno
e n'ebbe il Signore pietà,
quando egli del frutto proibito
gustò e la morte lo colse.
Un albero scelse, rimedio
al male dell'albero antico.
2 Per noi dolce legno che porti
appeso il Signore del mondo.
1 La nostra salvezza doveva
venire nel corso dei tempi,
doveva divina sapienza
domare l'antico nemico,
e trarci a salvezza là dove
a noi era giunto l'inganno.
2 O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
Per noi dolce legno, che porti
appeso il Signore del mondo.
1 E quando il momento fu giunto
del tempo fissato da Dio,
ci venne qual dono del Padre
il Figlio, Creatore del mondo;
gli uomini venne, incarnato
nel grembo di Vergine Madre.
2 Per noi dolce legno che porti
appeso il Signore del mondo.
1 Vagisce il Bambino, adagiato
in umile, misera stalla;
le piccole membra ravvolge
e copre la Vergine Madre,
ne cinge le mani ed i piedi,
legati con candida fascia.
2 O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
Per noi dolce legno, che porti
appeso il Signore del mondo.
1 Compiuti trent'anni e conclusa
la vita mortale, il Signore
offriva se stesso alla morte
per noi, Redentore del mondo;
in croce è innalzato l'Agnello,
e viene immolato per noi.
2 Per noi dolce legno, che porti
appeso il Signore del mondo.
1 Or ecco l'aceto ed il fiele,
gli sputi, la lancia ed i chiodi;
trafitto l'amabile corpo,
da cui rosso sangue fluisce,
torrente che lava la terra,
il mare, il cielo ed il mondo.
2 O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
1 Or piega i tuoi rami frondosi
distendi le rigide fibre,
s'allenti quel rigido legno
che porti con te per natura;
accogli su un morbido tronco
le membra del Cristo Signore.
2 Per noi dolce legno, che porti
appeso il Signore del mondo.
1 Tu fosti l'albero degno
di reggere il nostro riscatto,
un porto prepari per noi,
come arca salvezza del mondo,
del mondo cosparso dal sangue
versato dal Corpo del Cristo.
2 O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v'è nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
La seguente conclusione non deve essere mai tralasciata.
1-2 Al Padre sia gloria ed al Figlio
e gloria allo Spirito Santo;
eterna sia gloria per sempre
all'Unico e Trino Signore;
il suo amore il mondo ha redento
e sempre il suo amore lo salva.
Amen.
SANTA COMUNIONE
Il diacono o, in sua assenza, lo stesso sacerdote riporta il SS.mo Sacramento dal luogo della reposizione all'altare: tutti rimangono in piedi in silenzio.
Il sacerdote ad alta voce dice:
Obbedienti alla parola del Salvatore
e formati al suo divino insegnamento,
osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Il sacerdote da solo continua:
Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l'aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Il popolo conclude la preghiera con l'acclamazione:
Tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria nei secoli.
Quindi il sacerdote sottovoce dice:
La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia sia rimedio e difesa dell'anima e del corpo.
Prende una particola e, tenendola alquanto sollevata sopra la pisside, rivolto al popolo, ad alta voce dice:
Beati gli invitati alla Cena del Signore.
Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.
E insieme con il popolo dice:
O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa:
ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.
e poi distribuisce il Corpo del Signore ai fedeli.
Terminata la distribuzione della comunione, dopo un breve silenzio, il sacerdote dice:
DOPOCOMUNIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, conserva in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero ci consacri per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore.
Per il congedo dell'assemblea, rivolto al popolo e stendendo le mani sopra di esso, dice:
ORAZIONE SUL POPOLO
Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
Amen.
E l'assemblea si scioglie in silenzio
