La parola di questa settimana

La parola di questa settimana

I DOMENICA DI AVVENTO

 

Luca 21,5-28

La distruzione del Tempio ci è descritta dal Vangelo di oggi; ma partendo dal tragico avvenimento della distruzione del Tempio sono rappresentati a noi i tempi e gli avvenimenti della storia umana. Dunque leggiamo e meditiamo il dramma della fine della Gerusalemme visitata da Gesù e, come in un grande mosaico, l’Evangelista ci rende presente, sullo stesso piano, situazioni assai diverse e tempi differenti.

Notiamo come le espressioni che si trovano nel presente brano sono tutte tratte da altri libri biblici; questo fatto ci consente di riconoscere che qui non si sta facendo storia, secondo il significato di descrivere la concatenazione di avvenimenti, ma ci viene dato l’annuncio del modo con cui il discepolo può vivere, nello scorrere dei giorni. Dentro i fatti della vita nostra e del mondo, come la fede ci aiuta a credere alla parola del Vangelo: “Il regno di Dio è qui…”?

Badiamo bene: i discepoli, sorpresi dalle affermazioni di Gesù a proposito del Tempio, pongono due interrogativi: “..quando accadranno queste cose”, e “quale sarà il segno…”. Gesù risponde descrivendo i segni, e lascia al termine l’annuncio di un avvenimento cosmico: “Vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulla nube del cielo…”. Finirà il mondo, finirà la storia.

Gesù ritiene indispensabile che i suoi discepoli siano guidati e sostenuti da atteggiamenti di fondo, che Egli fa emergere poco alla volta, parlando dei segni della fine.

Allora quali sono i segni? Gesù inizia con il fatto della distruzione di Gerusalemme. Poi procede a descrivere ciò che appare come situazioni presenti in ogni tempo della storia umana: sentori di guerra, l’avvertenza a proposito dei falsi profeti. E poi tra i segni elenca la persecuzione contro la comunità dei discepoli. Ma la divisione non è solo tra i non credenti e i credenti; il Divisore è all’opera in tutta la Chiesa di tutti i tempi. L’incomprensione e la contrapposizione tocca anche i rapporti personali ed entra persino a dividere i famigliari tra di loro.

Il Signore tra i segni pone anche il fatto che i perseguitati per la fede troveranno in se stessi le parole giuste da dire: “Io vi darò parole e sapienza…”. Traditi e falsamente accusati, i discepoli sappiano che “Nemmeno un capello del vostro capo sarà perduto”. Sopportare, non perdere la speranza, serbare la fiducia in Dio che guida la storia, verso il compimento. Così è annunciata una misteriosa ma reale presenza del Padre di Gesù a proteggere, sostenere, illuminare.

Gli eserciti schierati attorno a Gerusalemme mettono in luce, in un fatto impensabile che sembra contraddire la fedeltà di Dio, tempi terribili di fame e di ferocia. Il brano evangelico parla di “giorni di vendetta…”. Non è Dio che ha vendette da compiere, ma la natura che si ribella all’ingordigia egoistica dell’uomo; le cose, le istituzioni, gli uomini si ribellano all’ingiustizia e alla violenza causate dalla creatura che si considera padrona, e ciò conduce a sofferenze moltiplicate. “Finchè i tempi dei pagani siano compiuti…”.

L’esortazione finale è molto affascinante. Qual è l’atteggiamento di chi sa che la sua liberazione è alle porte? Si alza in piedi e solleva il capo… L’apparire del Figlio dell’Uomo non significa che Dio condanni, abbandonando la strada dell’amore, manifestatosi nella morte di Croce. La conclusione della storia sarà l’avvento della misericordia che invade ogni situazione e ogni persona. Il Vangelo lo annuncia: la ‘nube’ di cui Gesù parla nel brano evangelico di oggi, ci rimanda alla ‘nube’ della Trasfigurazione, nella quale Egli discorre della sua salita a Gerusalemme con Mosè ed Elia, riannodando la sua personale vicenda alla promessa di benedizione sulla quale il Signore Dio si è impegnato con Abramo. Ricordiamo: “…ti benedirò…e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12,2.3). Ricordiamo anche la nube della Ascensione che sottrae ai loro occhi Lui, che sta alla destra del Padre, e con questa formula visiva ci assicura che vigila e protegge i discepoli che portano nel mondo il suo messaggio di verità e di pace.

Per vivere il nostro presente, con le sue fatiche, con la confusione e la nebbia che rendono difficile comprendere la storia umana, ecco gli avvertimenti del Signore: non terrorizzatevi, non lasciatevi ingannare, non seguite coloro che dicono “la soluzione è proposta da questo uomo, o da quella ideologia”.

Le persecuzioni non sono i segni della fine, ma sono l’occasione che è data ai discepoli di rendere testimonianza. Quali sono le ragioni che fondano la vigilanza? Tutta la storia si svolge in attesa della Venuta.

Là è la spiegazione di tutto, là è la gioia. Il Signore ci assicura che quel Giorno di pienezza di ogni bene,  inizia nei segni di cui noi stessi siamo portatori, e realizzatori: il perdono, la fortezza nel bene, la sopportazione e la speranza. Ogni giorno a ciascuno di noi sono possibili le scelte che anticipano il giorno del ritorno del Signore. Si tratta della vigilanza, tante volte raccomandata da Gesù; essa si realizza con scelte di libertà, di disponibilità al bene, di attenzione ai segni dei tempi; ci è raccomandata la prontezza a discernere per dove passa l’amore che lo Spirito infonde nei nostri cuori, e a decidere per le scelte di fedeltà al Vangelo.