La parola di questa settimana

Per seguire mons. Giovanni Giudici

 

SECONDA DOMENICA DOPO L'EPIFANIA

13.01.2024

Giovanni 2,1-11.23

Lanno liturgico, dopo averci mostrato Gesù introdotto nella lunga storia dellumanità

-i pastori, i Magi- ci fa incontrare un avvenimento, narrato dal Vangelo, nel quale il giovane uomo proveniente dalla Galilea, inizia ad agire proprio nella vita concreta di una famiglia, di parenti, di sconosciuti invitati al banchetto.

Per meglio divenire partecipi del mistero che si è compiuto alla festa di nozze e per comprendere lopera di Maria, nella vita di Gesù e nella vita nostra, ci è presentato un episodio narrato dal Vangelo, nel quale il Signore Gesù e Maria intervengono nella vicenda concreta di due sposi.

Mentre si svolge il pranzo di nozze, i più attenti dei convitati si accorgono che vi qualche disagio in cucina o in dispensa. Maria se ne accorge: NON HANNO VINO, afferma. Si tratta di un fatto grave; e si rischia di sfiorare la rovina della festa intera, ma anche il senso di una vita: NON HANNO LA POSSIBILITÀ DI AVERE, GIOIA, COMUNIONE DI AMICIZIA, FESTA.

Il ruolo di Maria: ella si accorge della sofferenza, della condizione di possibile fallimento della festa iniziale della vita sposi rischiano. Maria comprende, sta dalla parte di chi sta fallendo e interviene con dolce forza e solo così vincerà la resistenza di Gesù. La parola non è giunta la mia ora”, si collega a quel rivolgersi a lei chiamandola Donna”.  a dire: non parlo solo a te, Madre mia, ma ad ogni discepolo e discepola che vuol comprendere come io agisco, per compiere il segno che mi chiedi occorre comprendere il significato pieno della mia vita. Il momento in cui si è compiuta la mia Ora".

Questo modo di esprimersi di Gesù è ricordato da Giovanni anche per il dialogo estremo di Gesù sotto la croce. E poi quando Maria Maddalena va alla tomba del Maestro, e viene interpellata da Gesù, che ancora ella non riconosce: Donna, perché piangi, chi cerchi?”. Ella cerca un corpo privo di Vita; Gesù vuole che ella lo riconosca nella sua verità: Egli è colui che è morto e risorto per amore. E renderà la creatura umana capace di questo amore fecondo.

Egli è capace di trasformare una vita limitata e pericolosamente indirizzata al l'abitudine noiosa e triste, perché ha vissuto per noi quell'ora tremenda e luminosa della Croce, cioè della morte per i nostri peccati e della vita risorta che diviene destino di risurrezione per ogni creatura umana

Colui che di Lui si fida, e, come ha fatto Gesù, Deciderà di affidare la sua vita all'amore, costui vive una gioia misteriosa ma realissima, la gioia del Vangelo.

Che cosa significa tutto questo per ciascuno di noi.

1 Maria vuole la gioia dei convitati. Io ho in me la persuasione che la presenza di Maria nella mia devozione è il dono fatto a ciascuno di noi, alla comunità ecclesiale?

2 In che modo può avvenire che la quotidianità dei rapporti, la consuetudine, le fatiche di ogni giorno - rappresentate dall'acqua ad una festa di nozze- possa trasformarsi in scoperta di novità, in esperienza degli aspetti positivi o addirittura gioiosi della vita?

3 Occorre riconoscer "l'ora" di Gesù che si è realizzata nella sua morte per amore che è al tempo stesso la resurrezione.

Ecco perché la festa di nozze ha cambiato percorso: da indirizzata alla fatica e alla tristezza di una festa senza il vino della gioia é diventata una occasione di consolazione e di positiva costruzione di rapporti.

Il punto di trasformazione tuttavia sta tutto nell'accogliere il suggerimento di Maria: fate ciò che vi dirà.

L'ascolto di ciò che ci dice il Signore, l'accettare di essere con Lui nella sua Ora, cioè di rischiare tutto sull'amore a Lui e ai fratelli, questo trasforma l'acqua della quotidianità nel cammino di speranza è di pace.

Vi sono alcune conseguenze per la nostra vita personale: quanto ascoltiamo il suggerimento di Maria: Pensate, sperate, agite come ci dice Gesù.

Vorrei che ci ponessimo oggi anche nella condizione dei servi che, mediante la loro opera consentono al Signore di trasformare la festa di nozze da fallimento a vita buona e gioiosa.

Sono i primi ad accorgersi del segno straordinario. Possiamo riconoscere in essi il ruolo, nel mondo, di noi cristiani. Ma avendo sperimentato la gioia del Vangelo parliamo della festa della vita che ha rinnovato la nostra esistenza e si realizza quando si ascolta Gesù?

Quando si è sereni, fiduciosi nel dono che ci ha fatto il Signore, allora si diventa anche evangelizzatori. La gioia non può diventare ferma: deve andare. La gioia è una virtù pellegrina. Eun dono che cammina, che cammina sulla strada della vita, cammina con Gesù.

Ma perché è possibile evangelizzare con la gioia? Perché la gente aspetta la gioia. La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dellesistenza umana. Non cediamo al pessimismo, a quellamarezza che il diavolo ci offre ogni giorno. Non cediamo allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare, e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione per portare il vangelo fino agli estremi confini della terra.,

Maria, la Donna discepola del Maestro non accetta la sconfitta, non si lascia prendere dallimpazienza. Comunità vive, ma accoglienti, cordiali, capaci di tenere le porte aperte.

Il segnoche Gesù pone è un sollievo, un gesto di aiuto, una consolazione in questo tempo in cui é così facile lo scoramento e la tristezza.