I giorni di preghiera per i morti

L'indulgenza plenaria
e le preghiere per i morti

soprattutto quelli della tua famiglia

A fine ottobre la Penitenzieria Apostolica con un suo decreto ha allargato notevolmente le possibilità di ottenere l'indulgenza plenaria applicabile alle anime del Purgatorio.

  • L'indulgenza è prevista per chi visita un cimitero e preghi nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre. Quest'anno, in tempo di pandemia, questa pratica può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti.
  • L'indulgenza plenaria del 2 novembre stabilita per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il “Padre Nostro” e il “Credo”, può essere trasferita anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli.
  • Gli anziani, i malati e tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita.

Per quanto riguarda le condizioni spirituali per conseguire pienamente l’Indulgenza, si ricorda che la Penitenzieria Apostolica il 19 marzo 2020 ha emesso un decreto che prevede, in caso di impossibilità incolpevole, la possibilità di rimandare la Confessione al momento in cui la sua ricezione si rende possibile.

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