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Presentiamo in questi capitoli una panoramica delle religioni presenti oggi in Italia ( ricerca aggiornata ad agosto 2019 )

LE RELIGIONI IN ITALIA

di Massimo Introvigne (*)

(*) Sociologo cattolico e saggista. È il fondatore e direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR), una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi, e dal 5 gennaio al 31 dicembre 2011 ha avuto nell'ambito dell'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) il ruolo di Rappresentante per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione, con un'attenzione particolare alla discriminazione contro i cristiani e i membri di altre religioni.

Capitolo 2 - §4

L’EBRAISMO “CONSERVATIVE” IN ITALIA

L’ebraismo conservative non è mai riuscito a radicarsi in Italia, nonostante sia italiano un suo significativo esponente in Israele, il rabbino Roberto Arbib. Nel 1999 era tuttavia venuto allo scoperto un comitato di redattori – Giorgio Israel, Claudio Spizzichino, Luciano Tas, Aldo Zargani – che, dopo avere lanciato la rivista Igaion diffusa per via telematica su Internet, aveva invitato lo stesso Roberto Arbib in Italia per conferenze tenute a Torino il 22 novembre 1999, a Milano il 24 novembre 1999 e per un incontro privato tenuto a Roma il successivo 25 novembre, dopo che agli organizzatori erano stati rifiutati diversi locali ebraici.

Il gruppo di Igaion – alcune posizioni del quale andavano peraltro più nel senso di una sfida di tipo laicista non solo all’Ortodossia, ma anche alla Riforma e allo stesso movimento conservatore – si era anche reso noto per la sua presa di posizione in favore dei giudici italiani nel controverso caso Dulberg, relativo alle due figlie degli ex coniugi Tali Pikan e Mosè Dulberg, che – dopo la separazione, e la “fuga” della madre con le figlie in una comunità ultra-ortodossa in Israele – i giudici dei Tribunali dei Minori di Genova e di Venezia, quindi – in grado di appello (11 febbraio 2000) – della Corte d’Appello di Venezia, Sezione Minorenni, avevano affidato al padre, che dopo la pronuncia di primo grado ne aveva ottenuto la consegna dalle autorità israeliane secondo la Convenzione dell’Aja.

Mentre il mondo ebraico ortodosso ha visto nelle sentenze – che, sulla scorta anche di una perizia eseguita da una psicologa israeliana, accusano la madre di “lavaggio del cervello” – il frutto di una campagna, basata su pregiudizi e argomenti tipici anche dei cosiddetti movimenti anti-sètte, contro gli ambienti ortodossi più tradizionali, e ha attaccato (soprattutto negli Stati Uniti) sia la giustizia italiana sia le autorità “laiciste” israeliane, Igaion aveva appoggiato le sentenze di Genova e di Venezia. In momenti difficili per l’ebraismo internazionale – caratterizzati dalla seconda Intifada contro Israele e da un risorgente antisemitismo in Europa – Igaion ha preferito sospendere le sue attività.
Del resto, ancorché teoricamente vicini a posizioni ideali della corrente conservatrice, molti ebrei italiani considerano le sue strutture organizzate un fenomeno tipicamente americano, la cui introduzione in Europa costituisce piuttosto una fonte di divisione e controversia.

 

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