Il giorno del Signore nel Rito Romano

Il giorno del Signore nel Rito Romano

Liberi

di scoprire l'essenziale.

XIV Domenica del tempo ordinario


5 luglio 2020

Appare sempre più chiaro
che non basta ascoltare
quanto Dio ci dice ogni Domenica.
Soprattutto di questi tempi
si fa sempre più essenziale
scoprire
dove Dio sta orientando
la nostra vita, sia personale sia sociale.

Più a fondo,
si tratta di chiarire
perché ci indica
di percorrere la strada della purificazione.
E, al riguardo, Dio ha precisato
che non è affatto questione di vivere
"senza nulla".
Ma, al contrario, si tratta di vivere
"senza che nulla" più condizioni la coscienza
con pesi fastidiosi
e, soprattutto, ingombranti e inutili o dannosi.

Tu, senti di vivere libero?
Sei semplice, immediato, sincero, generoso,
segnato da una prorompente di gioia di vivere
che rende tutto facile?

Queste domande introducono
correttamente
all'interno della profezia di Amos
propostaci dalla prima Lettura.

Forse, giova precisare
il centro di tutto il messaggio di questo profeta.
Per farlo occorre anzitutto ricostruire
il tremendo scenario di vita
all'interno del quale Amos si muove.

Pochi uomini molto intraprendenti
sono riusciti a organizzare la loro vita
riempendola di agi cospicui e infiniti.
Lo hanno realizzato
depredando a più non posso
gente debole e incapace di difendersi.
La vita della società
ha così finito per collassare.
La gente si divide in gruppi
formati da gente che non si riconosce più
e si guarda con ostilità.
Quelli che un tempo
vivevano solidali nel promuovere la vita comune
ora si ritrovano dentro vite separate.
Si percepiscono sostanzialmente come potenziali nemici.
Perciò, la gente stenta sempre di più a incontrarsi
e a incrociare in modo armonico la sua attività.
In tal modo, la vita comune
tende progressivamente a sgretolarsi.

A questo mondo in via di disfacimento
Dio manda il profeta Amos.
Qui il profeta deve annunciare
che Dio sta per intervenire
e per determinare una inversione di rotta
della vita di questo popolo in crisi folle.

Primario per il profeta
è, comunque, chiarire il centro del volere di Dio.
Quindi con forza Amos deve ribadire
che Dio vuole che questo popolo sia santo,
cioè che la sua vita scorra da tutt'altra parte
rispetto a quanto sta succedendo
per i comportamenti sbagliati in cui
la massa della gente è precipitata.
Vita che, purtroppo, è di tutti i popoli della terra.
Vita, però, che Dio intende trasformare sulla terra,
alleandosi nel realizzarlo proprio con il suo popolo.

Ma, Dio, come intende procedere?
Amos dice che Dio intende "rialzare"
la capanna cadente di Davide.
A cosa fa riferimento questa immagine?
Senz'altro al re.
Quindi, al centro del potere politico.
Dio ha deciso di intervenire
per ridare splendore a un organo politico
andato in crisi.
Ma per Iddio in gioco non è tanto il trono,
quanto piuttosto la coscienza del re.

Grazie al ritorno alla piena vitalità
di questa coscienza
la vita dell'intera società
riprenderà a pulsare in modo sano.
Nella società una parte riconoscerà l'altra.
Le persone torneranno a collaborare.
La società ritornerà a essere forte.
Sarà capace di difendersi dai suoi nemici.
Farà ripartire efficacemente la vita.

Gesù riprende con una forza inaudita
proprio il discorso del profeta Amos.
Così, Gesù afferma di essere venuto
proprio a inaugurare il tempo
di quella fantastica vendemmia
prevista da Amos.

Soprattutto, Gesù riprende
il discorso riguardante la coscienza.
Che ti dicono queste parole:
"vino nuovo in otri nuovi"?
Quali trasformazioni
stai operando nella tua coscienza?
Stai cercando di giungere davvero ben preparato
a incontrare Dio, ogni volta
Lui intenda raggiungerti?

Ciò fa riferimento a un valore preciso.
Dio ti vuole portare
a impossessarti dell'essenziale
e ti chiede di farlo tuo
anche a vantaggio di tutti.
Ti stai dunque rendendo adatto
a incontrare opportunamente Dio?
Sgombri per esempio la tua mente
da ciò che non è "essenziale"?
Così diventi allora capace
di reagire allo sconcerto e allo sconforto
quando sembra inutile
continuare a impegnarsi?
Per colmare il vuoto scavato dalle difficoltà
eviti pertanto di buttarti
su soddisfazioni sostitutive,
riempendo poi la tua di vita
di ciò che non c'entra?
Mettiti allora a sciogliere il tuo animo
da rischiosi attaccamenti.

E, qui, troverai quanto è vitale
capire e praticare la seconda Lettura.

Prima lettura Am 9,11-15
Dal libro del profeta Amos

Così dice il Signore:
«In quel giorno rialzerò la capanna di Davide,
che è cadente;
ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine,
la ricostruirò come ai tempi antichi,
perché conquistino il resto di Edom
e tutte le nazioni
sulle quali è stato invocato il mio nome.
Oracolo del Signore, che farà tutto questo.
Ecco, verranno giorni
– oracolo del Signore –
in cui chi ara s’incontrerà con chi miete
e chi pigia l’uva con chi getta il seme;
i monti stilleranno il vino nuovo
e le colline si scioglieranno.
Muterò le sorti del mio popolo Israele,
ricostruiranno le città devastate
e vi abiteranno,
pianteranno vigne e ne berranno il vino,
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
Li pianterò nella loro terra
e non saranno mai divelti da quel suolo
che io ho dato loro».

Salmo Sal 84

Il Signore annuncia la pace per il suo popolo.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Vangelo Mt 9,14-17
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».