Il giorno del Signore nel Rito Romano

Il giorno del Signore nel Rito Romano

Procedere determinati

verso il centro della fede.

V  Domenica di Quaresima



29 marzo 2020

La Pasqua si avvicina veloce.
Per questo, oggi, la Quaresima
ci prepara a rivivere i fatti grandi
della Settimana Santa
che culminano
nella morte e nella risurrezione di Gesù.
A ognuno rivolge un forte invito
a entrare determinato nella Pasqua di Gesù
per ricevere da Lui
ben preparato
giustizia e immortalità.
Con sé, ognuno porta colpe personali
e, soprattutto, la sua condizione
di uomo condannato
alla sofferenza e alla morte.

Una condizione tremenda,
dura e implacabile,
che nessuno è in grado di rimediare
in modo pieno e definitivo.
Può soltanto nasconderla
a se stessi e agli altri.

Oggi la Parola del Signore
fa diretto riferimento
a questo stato generale di vita.

Ora è venuto il momento
di fare parlare la prima Lettura.

Un consiglio iniziale.
Bada a non considerare le parole della Lettura 
una sorta di generica consolazione.
Anzitutto esse costituiscono, al contrario,
una sorta di resoconto,
estremamente sintetico,
di tutta l'azione fondamentale
che Dio ha intrapreso a vantaggio dell'umanità.
Con essa Dio
intende colpire il male
che attanaglia la vita umana
fino a distruggerla: la morte.

Ebbene, tu pensi alla morte?
Come?
Il tuo rapporto con Dio
ingloba in se stesso
anche il fatto tremendo della tua morte?
Di quella dei tuoi cari?

Ovviamente tutto ciò sconvolge.
Ebbene, ti illuminano e ti sostengono
le parole di Isaia profeta:
"Riconoscerete che io sono il Signore,
quando aprirò le vostre tombe
e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete;
vi farò riposare nella vostra terra".

Ecco da dove Dio fa partire
il suo intervento misericordioso
verso di te e di tutta l'umanità.

E tu,
da dove fai partire la fede in Dio?
Per te è davvero centrale
ciò che lo è per Lui?

Ma c'è di più

Dio si rivolge al suo popolo,
preso nel suo insieme.
La sua azione prospetta esiti splendidi
capaci di trasformare la vita
della società umana presa nel suo complesso.

Appare subito chiaro
quanto tutto ciò stride assai
con la cultura odierna dominante.
Lo dimostra, per esempio,
quel continuo parlare di ottimismo
così fragile nella sua realizzazione
semplicemente perché ambiguo
dal momento che è fondato
unicamente sulle forze di un uomo
destinato in ogni caso a morire.
Dio è il grande escluso,
rinserrato come è nel privato
fino a essere reso un fattore
socialmente irrilevante.

E allora c'è da chiedersi:
chi è il nostro Dio?

Da parte sua, va rimarcato,
Dio risponde a fatti
non a parole o a concetti.

E, se il profeta porta alla ribalta
una promessa eccezionale,
Gesù viene e realizza di fatto questa promessa.

Ciò che colpisce è che egli la realizza
a vantaggio di una generazione
che l'ha dimenticata e pensa a tutt'altro.

I fatti lo rivelano ampiamente.
A Betania Gesù tira fuori dalla tomba
un uomo già morto da quattro giorni.
Come si vede,
il riferimento a Isaia è diretto.
Del resto, Lui stesso lo richiama ai discepoli.
Eppure, a cose fatte,
i capi pensano che l'unica alternativa
è di condannare a morte proprio Gesù.

Questa condanna inquadra perfettamente
il contenuto ultimo
della morte di Gesù:
sacrificarsi per liberare una volta per tutte
da tutto ciò che di tragico e di perverso
il male ha costruito
attorno all'uomo e dentro l'uomo
e ha condensato nella morte.
,
Il sacrificio di Gesù.
è la parola definitiva sulla morte
che Dio ha dato alla terra.

Ecco allora apparire il un punto cruciale
di tutta la questione:
Gesù fa uscire Lazzaro dalla tomba
proprio per indicare
il centro del primo problema
che ogni uomo si ritrova sulla pelle.
Ma, di lì a poco,
Lui entrerà liberamente in una tomba.
Lo farà per renderla vuota,
non solo per sé ma anche per tutti.

Qui il mistero si fa fitto:
la vittoria sulla morte
passa per il sacrificio personale di Gesù

Tu hai capito in profondità
il sacrificio di Gesù sulla Croce?
Pensa attentamente nel corso della settimana
a quanto questo sacrificio
dà a te e a tutti.
Ma, insieme, medita su cosa chiede
a te e a tutti.

Preparati dunque intensamente
a vivere in pienezza
l'imminente Settimana Santa.
Organizza sapientemente
la vita in famiglia
in modo tale che
preghiera, meditazione,
partecipazione ai riti tramite TV
avvenga per tutti con attenzione responsabile
e generi negli animi fede autentica in Gesù.

Un ultimo consiglio:
ripeti sovente a te stesso le parole di Gesù:
"Venite a me, voi affaticati e oppressi.
Io vi ristorerò".

Prima lettura Ez 37,12-14
Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Salmo Sal 129

Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. R

Seconda lettura Rm 8,8-11
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Vangelo Gv 11,1-45
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.