Il giorno del Signore nel Rito Romano

Il giorno del Signore nel Rito Romano

Riscoprire i segreti
nascosti

della giustizia
e della misericordia.

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

9 dicembre 2018

Può essere utile
richiamare
una affermazione
proposta la scorsa Domenica.

"Qui appare
quanto siamo incerti e confusi
nelle nostre valutazioni,
perché manipolati
da un sistema di vita
che è in grado di rendere l'assurdo
una forma attraente di vita
e riesce a trasformare in senso
ciò che è solo non-senso".

Si potrebbe
rilanciare la meditazione
sui testi di questa Domenica
a partire da una domanda,
forse provocatoria.

Oggi, quanto e come
la nostra società
sta facendo sprofondare
la vita nelle sabbie mobili
del non senso?

Il profeta Baruc
ci parla e ci indica la strada da seguire.

Fondamentalmente,
ci rallegra.
Ma, più a fondo, ci scuote.

Infatti,
si preoccupa di ristabilire
nel nostro animo
la percezione della gloria
che Dio vuole donarci
proprio purificandoci
nel profondo del nostro animo.

L'affermazione è precisa
e anche molto tagliente.

Il ritorno della giustizia di Dio
colma l'animo e la vita
di rettitudine
e, nel contempo,
riporta in modo davvero diffuso
la gioia e la pace,
rendendole un bene comune a tutti.

Può essere utile
approfondire la conoscenza
di questo pensiero di Baruc
rifacendoci
a una favola rabbinica.

Un giusto venne condotto in una sala.
Qui le persone erano sedute a tavola.
Nonostante davanti a loro
stessero vivande fantastiche,
tutti stavano quasi morendo di fame.
È che ognuno
aveva posate lunghe tre metri
che impedivano a tutti
di portare i cibi alla propria bocca.
Ognuno poteva imboccare gli altri,
ma tutti si rifiutavano di farlo.

Il giusto fu poi fatto passare
alla stanza a fianco.
Stessa tavolata, stessi cibi, stesse posate.
Ma qui ognuno imboccava un altro.
E, così, tutti mangiavano a più non posso.

Quel giorno
fu mostrato a quel giusto
l'inferno e il paradiso.

E lui comprese che,
per portarlo alla vita felice,
Dio gli aveva indicato
di percorrere il sentiero
della giustizia e della misericordia.

Ma, in ultima analisi,
questa parabola
offre una possente chiave di lettura
di queste parole di Baruc:

Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.

A sua volta, Baruc introduce
a una rassicurante comprensione
delle parole di Giovanni Battista.

Insieme,
consente di scoprire
la bellezza vivace
di queste altre parole
della seconda lettura odierna:

"La vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo".

PRIMA LETTURA
Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura.
Dal libro del profeta Baruc
Bar 5,1-9

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.

Salmo

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti: «Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 1,4-6.8-11

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

VANGELO
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 3,1-6

Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

 

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