Il giorno del Signore nel Rito Romano

Il giorno del Signore nel Rito Romano

Una buona notizia
per tutti:

ora l'impossibile è possibile
e il difficile si è fatto facile.

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 luglio 2019

Ci chiedevamo
la scorsa Domenica
dove sta il bello
di essere cristiani?
Oggi possiamo riprendere
questa domanda
e precisare la ricerca
chiedendoci
dove Dio vuole
che questo bello
di fatto ci conduca nella vita.

Va detto
che oggi, almeno all'apparenza,
sembra
che il legame con Gesù risorto
non porti da nessuna parte
molti di quanti credono in Lui.
Al limite,
li porta a discutere e a battagliare.

Va comunque rimarcato
il fatto che, di per sé, nella nostra società
il volontariato
ha una certa consistenza.
Gli stessi gesti di solidarietà,
anche se solo occasionali,
sono compiuti ovunque.

Vengono, quindi, senz'altro
fatte "opere buone".

Quello, però, che non si realizza
in molti credenti
è la percezione chiara
del sopraggiungere in loro stessi
di un cambio di orizzonte vitale.
Ci si muove sulla terra
pensando alla terra
e volendo cose e vita della terra.

Manca il senso concreto
di un "aldilà".

Oggi la Bibbia
ci parla di questo "aldilà".
La prima Lettura
ci indica dove cercalo.
Con estrema decisione
ammonisce il credente
di cercarlo "nel cuore, nell'anima".

Non va quindi inseguito
chissà dove,
magari nei terreni
oscuri della magia
o in quelli complicati dell'esoterismo.

Non è, infatti, qualcosa
di difficile "posto aldilà del mare"
o, tanto meno, di impossibile
perché situato "in cielo".
È, al contrario,
qualcosa di semplicissimo.
Soprattutto,
è qualcosa di immediato:
"questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica".

È un valore
che Dio realizza nell'uomo
facendosi a lui vicino
e proponendo la sua Legge di vita.
In queste parole
Dio immette forze vitali splendide
che convertono l'uomo
nel suo profondo.
Lo plasmano e lo trasformano
in modo nuovo e straordinario.
Per noi cristiani,
questa vita entusiasmante
è il volto autentico
della Risurrezione,
un qualcosa che non smette mai
di emozionare, sbalordire ed elettrizzare
chi lo vive.

In questo momento
senti tutto ciò
concretamente vivo in te stesso,
oppure
ti stai chiedendo
cosa mai possa significare
un simile discorso?

C'è davvero un "aldilà"
dentro di te,
vivo e operante?

Se c'è,
avvertirai senz'altro
che sei proprio tu
il samaritano
premuroso e benevolo
di cui parla il Vangelo.

Non percepirai affatto
la parabola evangelica
come un racconto edificante.
La sentirai rivivere in te
in modo tanto forte
che ti parrà che Gesù
stia descrivendo a te
proprio quello
che ti ha fatto diventare.

E gioirai come non mai.

Vero?

Soprattutto,
non trovi che il Vangelo
stia annunciando a tutti
che Dio ha concretamente
reso possibile sulla terra
un vivere incredibilmente nuovo?
Ora l'impossibile
diventa finalmente possibile
e il difficile
si trasforma in facile e gioioso.
Fatica, perfidia, prepotenza e violenza
sono finite.
E, così, sono scomparsi
egoismo, individualismo e solitudine.

Ora sì che si vive
liberi e soddisfatti.

Ma, a questo punto
prova a recitare il Salmo odierno.

In particolare,
fermati infine con calma
sul meditare la seconda Lettura:
è un inno
al fattore centrale
di tutto questo miracolo.

Prima lettura
Dt 30,10-14
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Salmo responsoriale

Sal 18

  R.: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Seconda lettura
Col 1,15-20
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

 

Vangelo
Lc 10,25-37
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».