Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Gesù fa cadere un tabù

che oggi non è più possibile
nascondere a se stessi.

V  Domenica di Quaresima



29 marzo 2020

Di questi tempi capita sovente
di dover affrontare problemi
che colpiscono l'animo
non tanto perché risultano gravi
quanto piuttosto perché sono nuovi.
Tutto ciò conduce al pensare
a ciò cui non si è mai pensato.
Oppure, vi si è pensato,
ma soltanto poco e male.

Un esempio? La morte.

Prima di questa tremenda emergenza
si riusciva a vivere
senza pensarci mai.
Ora lo si vorrebbe, tanto.
Non è però possibile riuscirci.

Tu come
affronti personalmente questa dura realtà?

Ma è, altrettanto, importante
che anche ti chieda
in quale modo il mondo che ti sta attorno
ti porta a pensare alla realtà della morte.
Nel pubblico
il contesto più usuale
sul piano della negatività
è quello di
numero dei morti
inadempienze della politica
strutture ospedaliere inadeguate
inefficienza organizzativa
crisi economica.

Sul piano della positività
è quello di
ingaggio infaticabile di operatori sanitari
partecipazione delle istituzioni
volontariato e solidarietà
canti alla finestra
soprattutto richiamo continuo all'ottimismo.

Emerge evidente
che Dio non è preso in considerazione
in nessuno dei due piani.
Se lo è, avviene in un modo del tutto occasionale.
Appare dunque chiaro
che nell'ambito pubblico
manca un vero dibattito su Dio.
Anche in tale frangente
questo dibattito è stato relegato
nel nome di una incomprensibile "laicità"
nel chiuso del privato,
sia individuale sia ecclesiale.

Un punto va precisato con forza.
Qui, la questione riguarda esclusivamente
la responsabilità che Dio assegna ai credenti
di rendere evidente la sua volontà
di farsi presente nella vita del suo popolo,
prima di tutto
nei momenti tragici della sua vita.

Ovviamente, questa responsabilità
va di continuo collegata
al compito di portare nel mondo fattivamente
la benedizione data ad Abramo agli inizi.

Tutto ciò ti è chiaro?
Lo tieni presente?
E, allora,
quando tu parli della tragedia in atto
lo fai in nome di Dio?
Ti limiti a discutere su questioni spinose
o cerchi di renderti testimone della misericordia di Dio?

Non pensare che ciò sia compito
solo del Papa, dei Vescovi o dei Sacerdoti.

Oggi, la prima Lettura
parla con forza dell'azione irresistibile di Dio.
Alle forze del male che pretendono la morte
Dio oppone un'azione di salvezza.
La morte è per chi,
preso da un delirio di onnipotenza,
vuole imporla a miseri indifesi.
Come a dire
che chi fa del male,
prima di tutto lo fa a se stesso.

Che ne pensi? Che ne ricavi?

Va, poi, aggiunto che il testo dell'Esodo
rimarca che Dio non intende affatto
agire da solo.

Dio coinvolge Mosè e il popolo
in modo tale che i fatti in atto
siano vissuti da attori pieni di fede
e non da spettatori anonimi,
magari dediti alla magia o alla superstizione.

Come a dire
che chi riceve misericordia da Dio
ne deve poi diventare testimone
e generoso diffusore.
Capace di gesti di solidarietà,
però parlanti,
simili a un corpo che ha una splendida anima.

Soprattutto, consapevole
che se Dio chiede qualcosa
prima rende capaci di eseguirlo.

E adesso prova ad applicare
questo testo alla tua vita.
In particolare, prova a farlo in famiglia,
perché siete credenti
che vogliono vivere da credenti
la sconfitta della morte
operata dal Dio vivo e, quindi, vero.

Ora si può passare al Vangelo.

In una parola si può dire
che Giovanni intende riproporre
la spiegazione ultima e definitiva
del fatto raccontato dall'Esodo
proprio proponendo il fatto di Betania.

Al Mar Rosso gli ebrei
sono scampati da morte sicura,
evitando di caderci dentro.
A Betania Gesù tira fuori dalla morte
uno già morto

Così, Giovanni spiega
che questa è la parola definitiva sulla morte
che Dio ha dato alla terra, in Gesù.

Giovanni precisa, comunque, un punto cruciale.
Gesù fa uscire Lazzaro dalla tomba.
Ma, di lì a poco,
Lui entrerà liberamente in una tomba.
Lo farà per renderla vuota,
non solo per sé ma anche per tutti.

Qui il mistero si fa fitto:
la vittoria sulla morte
passa per il sacrificio personale di Gesù.

Questo sacrificio
cosa dà a te e a tutti?
Ma, insieme, cosa chiede?

Tu, come devi parlare agli altri
della tomba di Lazzaro?
Un "cristiano"
come deve rincuorare e rassicurare gli altri?

La seconda Lettura
ti aiuterà quanto mai a trovare risposte
a tutte queste domande.
Inoltre, in te, aggiungerà la forza alla chiarezza
e l'amore al coraggio.

LETTURA Es 14, 15-31
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare. Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!». Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.

SALMO Sal 105 (106)

Mia forza e mio canto è il Signore.

Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?
Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza. R

Minacciò il mar Rosso e fu prosciugato,
li fece camminare negli abissi come nel deserto.
Li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico.
Allora credettero alle sue parole
e cantarono la sua lode. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. R

EPISTOLA Ef 2, 4-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.  

VANGELO Gv 11, 1-53
✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.