La Domenica dà vita agli altri giorni

La Domenica dà vita agli altri giorni

Con Gesù
la gioia non è qualcosa di meglio

ma di nuovo.

NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO RE DELL'UNIVERSO

11 novembre 2018

Oggi è facile incrociare
persone in un qualche modo sconcertate
dal turbamento e dalla paura.
Si ritrovano a vivere
in una società opulenta,
stracolma di risorse e di opportunità,
nella quale, però, la povertà
tende incredibilmente a crescere.

Società infelice,
sempre più circuita da un potere
che pensa a se stesso
e vive di espedienti,
molto abile nel produrre promesse
ma poco interessato
a una loro concreta realizzazione.

E, se un tempo ci si eccitava
pensando alla lontana età dell'oro,
oggi molti si consolano
immergendosi a lungo
nella vita di splendide relazioni virtuali.

Oggi, questo malessere
si presenta come caso di vita molto serio
perché appare sempre più chiaramente
che l'uomo non è in grado
di attaccarlo e di eliminarlo.

Ed è proprio a questo uomo
che Dio pensa, preoccupato.

Decide di inviare una persona
a trasformare la vita terrena,
radicalmente e per sempre.

La prima Lettura
lo propone attraverso una profezia di Isaia.

L'inviato è uno che viene da molto lontano,
quasi a rimarcare
differenze sostanziali di animo e di ideali.
In particolare,
afferma di essere dalla nascita
quello che è di santo e di giusto.

Aggiunge che il segreto della sua grandezza
è legato a Dio stesso
perché Dio si è impegnato
a sprigionare sulla terra la sua gloria
proprio attraverso di lui.

Soprattutto, precisa
che Dio lo renderà "luce"
per l'intera umanità.

Qui è bene fermarsi, subito.

Tu, come concepisci la religione?
Dio migliora la vita terrena,
correggendo storture
e incrementando fortune?

Oppure, Dio trasforma la vita,
facendola diventare tutt'altro
rispetto a quello che è sempre stata?

Ti senti uguale agli altri,
oppure scopri che la tua vita
ha dimensioni del tutto inedite?

Sei uno "migliore",
ma in fondo uguale agli altri,
oppure tu vivi qualcosa che gli altri
non conoscono e non vivono?

Dio ti ha dato qualcosa di unico
che tu vivi a prescindere dagli altri,
fedelmente e gioiosamente?

Sei tu a costruire quotidianamente la fede,
oppure scopri sempre più
che è Dio stesso a farlo in te?

Ancora una volta
il Vangelo imprime una svolta incredibile
al discorso in precedenza iniziato da Dio.

Ora appare in modo concreto
cosa Dio vuole donare all'uomo
e come Dio concretamente lo produce.

Diventa cioè manifesto
il volere di Dio.

Dio ha deciso
di portare l'uomo "aldilà"
di questo mondo
e così di liberarlo una volta per tutte
dal male che sulla terra
attanaglia la sua vita
in modo del tutto irrimediabile.

Qui va portato in primo piano
quanto sia, però, impressionante
il modo pratico col quale
Dio, in Gesù, realizza la liberazione dell'uomo.

Ora fermati.
mettiti di fronte a Gesù
che versa il suo "sangue".

Soprattutto,
ripeti a te stesso
le ultime parole di Gesù.
Fallo più volte
e, intanto, considera
quanto piano piano
queste parole ti "dicono".

Crescono in te gioia e forza?

Ed ora sei finalmente pronto
a entrare con tutto te stesso
all'interno del mondo
di pensieri, di sentimenti e di decisioni
delineato dalla seconda Lettura.

Qui si parla della vita "nuova"
da vivere finché si sta sulla terra.
E, qui, è pure richiamata
la vita beata promessa
a chi ha fedelmente vissuto sulla terra
il dono ricevuto da Dio
e lo ha operosamente trafficato,
facendolo rendere al massimo
per sé e per gli altri.

Lettura del profeta Isaia

Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria". Io ho risposto: "Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio". Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza - e ha detto: "È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra". Così dice il Signore, il redentore d'Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni, schiavo dei potenti: "I re vedranno e si alzeranno in piedi, i prìncipi si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, del Santo d'Israele che ti ha scelto".

Salmo

Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, lo tema tutta la discendenza d'Israele; perché egli non ha disprezzato né disdegnato l'afflizione del povero, il proprio volto non gli ha nascosto ma ha ascoltato il suo grido di aiuto.
Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra; davanti a te si prostreranno tutte le famiglie dei popoli. Perché del Signore è il regno: è lui che domina sui popoli!
Si parlerà del Signore alla generazione che viene; annunceranno la sua giustizia; al popolo che nascerà diranno: "Ecco l'opera del Signore!".

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre.

Lettura del vangelo secondo Luca

In quel tempo. Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso".

 

VUOI TORNARE ALLA TEMATICA GENERALE?