Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

La Chiesa è il luogo
dove trovi

la vita che è davvero
vita.

DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO
XXIX PER ANNUM

20 ottobre 2019

Stiamo sempre più familiarizzando
col valore che il nostro Vescovo
in questa parte iniziale dell'anno pastorale
ha indicato all'intera Diocesi
di mettere al centro
della sua attenzione spirituale:
Dio è in mezzo a noi.

Oggi noi lo facciamo
immergendoci
nei valori che la Cattedrale
offre a tutti i cristiani della diocesi.

Se ci chiediamo
quali sono questi valori,
la prima Lettura ci rivolge
con tono categorico queste parole:
"Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte".

Certo queste parole
non devono trarre in inganno.
Esse, infatti, non sottendono
alcun ammonimento etico.
Non alludono infatti al dovere
di accogliere generosamente poveri,
abbandonati da tutti.
Annunciano, invece,
una promessa incredibile.
Le porte dovranno restare sempre aperte:
"per lasciare entrare in te la ricchezza delle genti e i loro re che faranno da guida".

Nella casa di Dio
avverrà un miracolo straordinario.
Al popolo del Signore
giungeranno ricchezze
fantastiche e insperate.
In particolare,
il tutto giungerà in modo incredibile
perché
"i re faranno da guida".
Cioè, in quell'occasione
trasformeranno radicalmente
il loro operato.
Organizzeranno
una meravigliosa condizione di vita.
E lo compiranno
non solo per i loro popoli.
Agiranno per il vantaggio di gente
che, per loro, è straniera.

Isaia pone in tal modo una questione.
Nel tempio il credente
oltre che ottenere da Dio misericordia,
riceve un pressante richiamo
a incanalare la sua vita
nella giustizia voluta da Dio.
In lui deve allora crescere
la consapevolezza
di essere chiamato a portare
una grande promessa divina.

Sta per sopraggiungere
una incredibile e generale
trasformazione della vita.
I re metteranno da parte l'arte della guerra.
E, in aggiunta,
non si limiteranno a difendere
gli interessi di privilegiati,
loro amici.
Ma questo non è tutto.
La trasformazione morale
interesserà gli stessi credenti
perché Dio li sta chiamando
a entrare efficacemente
nella giustizia e nella pace.
Nella loro vita
dovrà scomparire
ogni forma di prepotenza
al punto che ogni momento
susciti una forma di giustizia
e in ogni ambiente
domini lo splendore della pace.

A questo punto ti devi ora chiedere
se Isaia sta parlando anche a te.
Tu stai vivendo la fede
in modo passivo oppure attivo?
Il ricevere da Dio misericordia
ti trasforma
in un uomo misericordioso?
Quanto la tua gioia di vivere
è percorsa
dalla generosità della giustizia
voluta da Dio
e dall'operosità della pace
così come Lui la concepisce?

Nel Vangelo puoi agevolmente trovare
 approfondimenti e conferme.
Gesù ti propone
forme profondissime di purificazione
della tua coscienza.

Insieme,
proietta la tua coscienza purificata
al raggiungimento
di una invincibile speranza
tutta legata a un bene
che non viene meno e non tradisce.

E, allora, come ti stai muovendo
quando ti ritrovi circondato
da gente che ha perso la speranza
e vive nel cinismo,
passando di volta in volta
dall'indifferenza alla violenza?
Contrasti con forza e serenità
la paura
sempre foriera di grettezza
e, quindi, di egoismo?

Ti è facile,
anzi, trovi gioioso
il misurarti con la seconda Lettura odierna?
Ti senti "perfetto in ogni bene"?
Attenzione:
c'è sempre il rischio di essere
imperdonabili peccatori
sempre molto preoccupati
di nascondere alla perfezione
la loro negatività
sotto una blasfema maschera di umiltà.

Vigila con scrupolo
per non tradire il "sangue dell'alleanza",
che è la roccia su cui la tua vita
va fondata.

LETTURA Is 60, 11-21
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciare entrare in te la ricchezza delle genti e i loro re che faranno da guida. Perché la nazione e il regno che non vorranno servirti periranno, e le nazioni saranno tutte sterminate. La gloria del Libano verrà a te, con cipressi, olmi e abeti, per abbellire il luogo del mio santuario, per glorificare il luogo dove poggio i miei piedi. Verranno a te in atteggiamento umile i figli dei tuoi oppressori; ti si getteranno proni alle piante dei piedi quanti ti disprezzavano.
Ti chiameranno “Città del Signore”, “Sion del Santo d’Israele”. Dopo essere stata derelitta, odiata, senza che alcuno passasse da te, io farò di te l’orgoglio dei secoli, la gioia di tutte le generazioni. Tu succhierai il latte delle genti, succhierai le ricchezze dei re. Saprai che io sono il Signore, il tuo salvatore e il tuo redentore, il Potente di Giacobbe. Farò venire oro anziché bronzo, farò venire argento anziché ferro, bronzo anziché legno, ferro anziché pietre. Costituirò tuo sovrano la pace, tuo governatore la giustizia. Non si sentirà più parlare di prepotenza nella tua terra, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini.
Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte. Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto. Il tuo popolo sarà tutto di giusti, per sempre avranno in eredità la terra, germogli delle piantagioni del Signore, lavoro delle sue mani per mostrare la sua gloria». 

SALMO Sal 117 (118)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R

Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R

Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina. R

EPISTOLA Eb 13, 15-17.20-21
Lettera agli Ebrei

Fratelli, per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi. Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. 

VANGELO Lc 6, 43-48
✠ Lettura dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».