Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Il giorno del Signore nel R​​​​​​ito Ambrosiano

Gesù è nato
per perdonarti

e non semplicemente
per invitarti a pentirti.

BATTESIMO DEL SIGNORE

13 gennaio 2019

Perché
le celebrazioni del Natale
si chiudono
con la celebrazione del Battesimo del Giordano?

Quale nesso logico
congiunge tra di loro
due episodi
che, fisicamente, il tempo
ha separato di ben trenta anni
uno dall'altro?

Oggi, il Vangelo di Luca
lo spiega così.

Le sue prime parole
significativamente
dicono che il popolo
stava avvertendo in se stesso
un forte senso di attesa.

Il fatto di andare al Giordano
a farsi battezzare
manifesta molto concretamente
l'oggetto della sua attesa:
essere perdonato
dalla misericordia del Signore.

Dolore, abbattimento
e anche, senz'altro,
confusione interiore
rendono forte questa attesa.

Ecco allora perché
la gente si chiede
quale compito
Dio ha attribuito al Battista.

Lo stesso Battista risponde
con un evidente entusiasmo
e profetizza una buona notizia:

"viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".

E il Vangelo
afferma che Dio
ha confermato questa profezia
con un segno tangibile.

Chiediti:
oggi, per me,
questa notizia è davvero buona?
Io, sento in me
il fuoco dello Spirito?

Ho un senso concreto,
soprattutto intenso ed appassionato,
della misericordia di Dio?

Forse, a questo punto,
risulta utile chiarire
come si muove
la misericordia di Dio.

E, qui, è di aiuto Isaia.

Anzitutto, il profeta
rassicura i credenti.
Dice loro
che ha senso pentirsi,
anche se nessuno
può guarire se stesso
e liberarsi dal suo male.

Certo,
pentirsi significa però
ammettere la colpa,
fino in fondo,
senza equivocare
e senza tergiversare.

Ma ha senso il farlo
perché Dio si fa vicino
e, Lui, ha questo potere
e vuole senz'altro esercitarlo
generosamente.

Come si vede,
il profeta parla di due azioni
tra di loro distinte e separate.

Una riguarda l'uomo,
ed è il pentimento.

L'altra riguarda Dio,
ed è il perdono.

L'uomo può solo pentirsi.
Non può perdonarsi.
Vale a dire,
l'uomo può sempre
presentarsi a Dio
sinceramente pentito.
Può dirgli:
ti sei fatto vicino
e io sono qui.
Tu, non cacciarmi.
In particolare,
guariscimi.

Questa preghiera
è fatta da un malato.
Inguaribile, è vero.
Però, perennemente,
umile e fiducioso.

Un malato
che si presenta al suo medico
senza mai dirgli che lui è sano
e non ha, perciò, bisogno di cura.

Un malato che va dal medico
anche ogni giorno
a farsi curare,
purché il medico si faccio vivo
e si renda raggiungibile.

Questo malato
è certo della bontà
delle cure praticate dal suo medico.
Per questo non si scoraggia, mai.
Persiste.

Ma è quanto mai interessante
non perdere di vista
l'insegnamento
della seconda Lettura.

Paolo, in un modo molto diretto,
delinea il quadro fantastico
della vita che Gesù
fa nascere sulla terra
con la realizzazione efficace
del suo perdono.

Vede splendidamente "incarnarsi"
il perdono di Dio
nella vita nuova
partita con la risurrezione di Gesù.

Ora c'è finalmente luce
per il popolo che cammina nelle tenebre.
Sono una massa
fatta di credenti e di non credenti
che non riescono mai
a vivere in pace tra di loro
perché si ritrovano sempre in lotta.

Gente che il male riempie di paure.
Poi, incattivisce
al punto da rendere insensibili
a qualsiasi genere di sofferenza
provata da chi è un disgraziato.

E, alla fine, rende sconsiderati
dal momento che
le soluzioni adottate
risultano non solo inefficaci
ma creano di fatto problemi
assai più grandi e disastrosi
di quelli iniziali.

Si può concludere
affermando che è importante
che Gesù sia nato,
perché il suo perdono
è l'essenziale inizio sulla terra
di una vita senza più male.

Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Ecco, l'ho costituito testimone fra i Popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d'Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona».

Salmo

Date al Signore, figli di Dio, date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
La voce del Signore è sopra le acque, il Signore sulle grandi acque. La voce del Signore è forza, la voce del Signore è potenza.
Tuona il Dio della gloria. Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!». Il Signore è seduto sull'oceano del cielo, il Signore siede re per sempre.

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

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