Una domanda

Una domanda

Di tanto in tanto
serve

chiedersi

cosa voglio che la vita mi dia?

Normalmente,
la gente se lo chiede.
Magari anche in modo
insistente e congestionato.

Ma se lo chiede
come se fosse un quindicenne
che ha davanti a sé
una vita che si suppone sia lunga.

Ciò distorce in profondità
il senso primario della domanda.
Infatti, "normalmente"
quello che si cerca
interessa soltanto
un aspetto della vita
oppure un momento di essa
o, al massimo, una sua fase.

È bene chiederselo,
immaginando di essere
un ultracentenario.

Allora diventa quasi naturale
considerare la vita
proprio come "vita".

Cioè, valutarla nel suo insieme.

Ed è qui
che a se stessi e alla vita
non ci limita più
a chiedere qualcosa
di limitato.
Quindi, di transeunte.

Sembra incredibile,
ma questo esercizio spirituale
fa acquisire saggezza
come non mai.
Fa gustare il sapore
della grandezza d'animo.
Mette una strana pace.

Rallegra
e, insieme, fa sentire davvero bene.
Tanto che, poi,
anziché parlare di pace,
ci si mette a generarla
proprio là dove non c'è.
O, almeno,
ci si prova a farlo.