T06 - Sinodo minore, ecco lo strumento di lavoro

«Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive»

è il titolo del testo elaborato
dalla Commissione di coordinamento
al termine della fase di ascolto,

che guiderà il discernimento dei Consigli diocesani

«Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive» è il titolo dello strumento di lavoro per i Consigli diocesani elaborato dalla Commissione di coordinamento del Sinodo minore al termine della fase di ascolto delle realtà sul territorio.

«Dopo esserci ascoltati e aver ascoltato – si legge nel testo -, inizia con questo documento il momento del discernimento condiviso: i due Consigli diocesani (presbiterale e pastorale) sono chiamati a fare tesoro delle indicazioni emerse (constatazioni, suggerimenti, fatiche, intuizioni, prese d’atto); e a trasformare i tanti moti suscitati dallo Spirito in indicazioni che porteranno alla costruzione e alla deliberazione delle proposte da consegnare al nostro Arcivescovo, nell’evento conclusivo di tutto il cammino sinodale, il prossimo 3 novembre».

«Il documento che la commissione ha predisposto intende essere di aiuto rispetto a questo compito. È frutto del lavoro di lettura, riflessione e sintesi del materiale pervenuto alla segreteria del Sinodo sino alla fine del mese di aprile. Di tutto il processo capillare di ascolto e confronto, il testo che vi mettiamo ora tra le mani dà testimonianza riorganizzando quanto raccolto in tre parti. Anzitutto raccontando come nella Diocesi si è percepito e condiviso il cammino sinodale, vissuto come vero e proprio momento di rigenerazione e rinnovamento del nostro essere Chiesa. In un secondo momento sono individuati e approfonditi i nodi, i punti di addensamento della riflessione sinodale, le acquisizioni e le questioni accese dalla riscoperta del nostro essere Chiesa dalle genti. La terza parte raccoglie e rilancia le proposte e le intuizioni emerse nella fase di ascolto, per rendere la nostra pastorale sempre più adeguata alla visione che guida il nostro cammino sinodale. A questo terzo momento spetterà il compito di aiutare i due Consigli nella costruzione di proposte che incamminino l’assemblea sinodale verso il momento deliberativo».

La lettura del documento ovviamente è offerta a tutta la Chiesa ambrosiana come tappa di un cammino ecclesiale che coinvolge tutti.

Il testo è disponibili cliccando qui.

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Con la pubblicazione dello strumento di lavoro per i Consigli diocesani,
l’assemblea sinodale comincia il suo lavoro di discernimento.

Ma in questa fase ogni realtà ecclesiale
è invitata a farne oggetto di studio e riflessione

di monsignor Luca BRESSAN

Il giorno di Pentecoste, Festa diocesana delle Genti, la Commissione per il coordinamento del Sinodo “Chiesa dalle genti” ha pubblicato lo strumento di lavoro per i Consigli diocesani (presbiterale e pastorale). Il Sinodo diocesano entra così nella sua seconda fase: dopo aver raccolto le osservazioni dei fedeli – e proprio a partire da esse – l’assemblea sinodale comincia il suo lavoro di riflessione e discernimento, per giungere a consegnare all’Arcivescovo, nella prossima festa di San Carlo, i frutti di tutto il cammino, ovvero le Costituzioni sinodali che riscriveranno il capitolo 14 del Sinodo 47°.

Il mese di giugno sarà determinante per il cammino sinodale: il 4 e il 5 si è dato appuntamento il Consiglio presbiterale, mentre il 23 e 24 si ritroverà il Consiglio pastorale diocesano. Entrambi questi organismi non intendono lavorare in modo autonomo e distaccato. Per questo motivo lo strumento di lavoro predisposto appositamente viene pubblicato sul sito diocesano: perché ogni realtà ecclesiale ne possa fare oggetto di studio e riflessione, e possa poi fare avere il frutto di questo discernimento a qualcuno dei membri dei due Consigli (ogni Decanato vede la presenza di ameno un membro di questi Consigli diocesani). In questo modo il percorso sinodale continuerà a essere un cammino di tutta la Chiesa ambrosiana, che sta imparando a riconoscersi “Chiesa dalle genti”.

Lasciando allo strumento di lavoro l’informazione dettagliata sugli esiti della consultazione diocesana, è utile dare rilievo a tre constatazioni che – come pilastri solidi e ben visibili – permettono al cammino sinodale di procedere sicuro dei frutti che stanno maturando.
1) anche se in modo non uniforme, tutto il tessuto ecclesiale diocesano, grazie al cammino sinodale, sta scoprendo il volto colorato e pluriforme di una cattolicità vissuta nel quotidiano, ma poco osservata e valorizzata.
2) occorre imparare a vivere la conversione dal “fare per” al “fare con”, perché la Chiesa dalle genti possa diventare realtà concreta e quotidiana.
3) il Sinodo diocesano non è che il punto di avvio di un percorso di maturazione che ci impegnerà in modo serio e denso di frutti nei prossimi anni.