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Ireneo di Lione

Gesù Cristo, vera immagine del Padre

 

22 maggio 2018

 

Dio ha plasmato l'uomo con le proprie mani prendendo dalla terra ciò che essa aveva di più puro, di più fine e delicato, mescolando, in giuste proporzioni, la sua potenza con la terra. Da una parte, infatti, modellò la creatura da lui plasmata secondo i propri tratti affinché anche ciò che risultava visibile avesse la forma divina; l'uomo, infatti, fu plasmato e posto da Dio sulla terra come propria immagine (cf. Gen 1,26) e affinché divenisse vivente, Dio soffiò sul suo volto il soffio di vita (cf. Gen 2,7), in modo che sia nello spirito che nel corpo l'uomo fosse simile a Dio ... Da dove proviene dunque la sostanza del primo uomo? Dalla volontà e dalla sapienza di Dio e dalla terra vergine. Infatti Dio non aveva ancora mandato la pioggia, dice la Scrittura, prima che l'uomo fosse creato e non c'era nessuno a lavorare la terra (Gen 2,5). Da quella terra, che dunque era ancora vergine, Dio prese del fango e plasmò l'uomo, principio del genere umano. Il Signore, ricapitolando in se stesso quest'uomo, ricevette una carne formata secondo il medesimo disegno di quella di Adamo; nacque da una donna vergine per volontà e sapienza di Dio per mostrare una carne simile a quella di Adamo e diventare quell'uomo a immagine e somiglianza di Dio, come sta scritto all'inizio ... Il Signore venne a cercare la pecora perduta (cf. Lc 15,4-7) e questa pecora perduta era l'uomo. E per questo non si formò un corpo diverso ma nascendo da colei che discendeva da Adamo, conservò la somiglianza con quel corpo. Era necessario che Adamo fosse ricapitolato in Cristo, affinché ciò che era mortale fosse attirato nell'immortalità (cf. 2Cor 5,4) e occorreva che Eva fosse ricapitolata in Maria, affinché una vergine, divenuta obbediente, sciogliesse e dissolvesse con la sua obbedienza di vergine la disobbedienza di una vergine. La disobbedienza compiuta a causa dell'albero fu annullata dall'obbedienza compiuta sull'albero [della croce], obbedienza a Dio per la quale il Figlio dell'uomo fu inchiodato all'albero rendendo vana la conoscenza del male e introducendo la conoscenza del bene: il male è disobbedire a Dio, il bene invece obbedire.