T24 - Festa della famiglia

“Il sapore dei gesti, la luce della testimonianza”

 

PRESENTAZIONE DEL TEMA

Il nostro Arcivescovo nella lettera che ha consegnato alla Diocesi, come mandato per l’anno pastorale corrente, sollecita la comunità dei discepoli del Signore a vivere là dove è presente come il sale della terra e la luce del mondo... Ed indicando i luoghi nei quali far risuonare questo invito dice “gli ambiti di questa declinazione sono quelli della generazione (famiglia, figli, nonni) della solidarietà, dell’ecologia…”. Sappiamo di aver ricevuto tale invito anche da Papa Francesco attraverso le sue parole “la famiglia aperta all’amore di Dio è sale della terra, luce del mondo. E’ nella famiglia unita che i figli portano a maturazione la loro esistenza vivendo l’esperienza significativa ed efficace dell’amore gratuito, della tenerezza, del rispetto reciproco della mutua comprensione, del perdono e della gioia… la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, questa famiglia è sale della terra e luce del mondo” (Angelus 27 dicembre 2015)

Il nostro impegno per la festa che andiamo a celebrare è quello di offrire uno spazio di riflessione sul tema che l’Arcivescovo indica, e allo stesso tempo proporre qualche suggerimento pratico da poter far vivere dalle famiglie nella loro realtà quotidiana.

Essere sale che dà sapore, luce che illumina non è una richiesta troppo ambiziosa per la famiglia oggi? Come parlare di sale e luce senza correre il rischio di una facile retorica e di una possibile autoesclusione da parte di molti credenti che nella propria esperienza vivono sofferenze e fatiche tali da renderle incapaci di credere nella propria forza testimoniale?
Essere famiglie “sale” o famiglie “luce” implica una capacità di ascolto e coinvolgimento, un essere immersi, sciolti come il sale, diffusi come luce. Sale e luce hanno peculiarità e caratteristiche diverse. Il sale dà il meglio di sé trasformando la sua natura, perdendola, spendendo la sua energia a favore di un qualcosa che grazie alla sua presenza esalta il gusto, trasforma il sapore. Non è così lo stile di quei genitori dediti a tempo pieno alla cura dei propri figli, al punto talvolta di rinunciare alle proprie naturali esigenze per offrire la propria disponibilità ed il proprio tempo ai propri cari? Non è così nei gesti della cura quotidiana di mogli e mariti, di madri e padri, di figli che si curano di genitori anziani, di nonni che si occupano dei nipoti… nei gesti e nelle parole del buon vicinato, nel sostegno ad altre famiglie che vivono qualche difficoltà? E’ talmente semplice da sembrare banale, ma è anche così profondamente evangelico.

La luce mette la sua forza a disposizione di un ambiente, di un oggetto perché questo possa apparire in tutti i suoi aspetti, forma, particolari. Le rivela per come sono, offre la possibilità di farli scoprire a chi si mette in osservazione. Quale capacità di illuminare il buio di esistenze opache, ha la testimonianza di una famiglia che porta la luce del vangelo?
Saper stare con le persone, mettere a disposizione la propria disponibilità all’ascolto, raccogliere preoccupazioni offrire consolazioni è essere sale.

Poter offrire la testimonianza di una vita di coppia che sa affrontare la sfida bella, ma impegnativa di scegliersi ogni giorno, di rinnovarsi la promessa di stare insieme nella buona e cattiva sorte, di impegnarsi a far sì che la luce talvolta traballante di quella candela accesa insieme sull’altare continui a brillare, anche nonostante la fatica, i dolori, le incomprensioni e che anzi sa cercare granelli di sale per ridare un rinnovato gusto e sapore alla relazione. Questo è essere luce da far brillare come testimonianza.
La famiglia sa essere sale e luce nella comunità cristiana portando le sue richieste, offrendo le sue sensibilità, richiamando la comunità ad un realismo concreto, per essere incarnata nei vissuti delle persone.

Come gesti da proporre alle famiglie quale sottolineatura del tema proposto, suggeriremmo di dare qualche indicazione come quelle che riportiamo, ma che potranno essere ampliate o articolate diversamente a seconda anche della composizione delle famiglie della comunità.
- Aiutiamoci a scoprire in ogni componente della famiglia, quell’aspetto che “illumina” gli altri e impegniamoci a valorizzarlo (es. la cordialità del papà nei confronti dei vicini di casa, la pazienza della mamma verso la nonna...).
- E noi come famiglia cosa possiamo far brillare del nostro vivere quotidiano? Quale gesto di solidarietà può “illuminare” la nostra giornata? Quale gesto di vicinanza (suggerire che anche pregare per... è una buona pratica che “illumina”).
- Per la giornata di oggi proviamo a dare un gusto più saporito alla nostra preghiera, proponendo una maggior attenzione alle parole che diciamo quando preghiamo, o magari scegliendo una nuova preghiera per il momento del pasto o la preghiera della sera.

Alcune attenzioni pratiche per la celebrazione

Il celebrare l’eucaristia in questa giornata avrà i toni gioiosi della festa, i gesti della cordialità e della condivisione. Ci pare importante sottolineare che dentro il clima festoso, ci sia una attenzione a quelle persone che per i più svariati motivi portano nel cuore il peso del dolore di lutti, solitudini, abbandoni, siano essi adulti o ragazzi. E’ in tale ottica di “attenzione” che suggeriamo di evitare di far coincidere con questa ricorrenza la celebrazione degli anniversari di matrimonio che potranno trovare una adeguata collocazione in altre occasioni.
Questa indicazione trova supporto in quanto indicato nel 47° Sinodo della Chiesa di Milano al n. 398 §3 che così recita: ”Occasione privilegiata per fare memoria di questa vocazione e per sottolineare alcuni ambiti particolari di esercizio della missione della famiglia nel contesto della pastorale della diocesi, sia la celebrazione dell’annuale festa della Santa Famiglia: in essa si ricordi quanto il mistero divino dell’incarnazione del verbo sia in stretto rapporto con la famiglia umana. Si valorizzi pure, preferibilmente in altra data, la celebrazione degli anniversari di matrimonio...”
Se lo si ritiene opportuno può essere un segno di attenzione proporre la partecipazione alla Comunione nella forma della “comunione di desiderio” a tutti coloro che per varie ragioni vivono l’impossibilità di accostarsi al Sacramento. Riportiamo di seguito la formula da recitare prima o dopo la comunione sacramentale.

COMUNIONE DI DESIDERIO

Ti desidero Signore,
con tutto il cuore.
So che ti è cara questa mia povera vita,
mi vuoi bene Signore
e la mia anima anela a te ogni giorno.
Sento i miei affetti più cari,
sono preziosi e talvolta difficili,
ti chiedo di custodirli e purificarli.
Contemplo, Signore, il tuo corpo e il tuo sangue
presenti nei segni sacramentali del pane e del vino
e che ora non posso accostare;
so che l’unione con te è anche per me
e ne sento il desiderio
dalla profondità del mio essere.
Vieni o Signore
prendi posto nel mio cuore,
rinvigorisci la mia anima,
risveglia in me la gioia,
purifica la mia fede.

Infine, vogliamo ricordare anche che in occasione della Festa della Famiglia, la FOM proporrà alcune attività e animazioni per gli oratori sul tema della giornata. Per conoscere la proposta potrete consultare il sito www.chiesadimilano.it/pgfom nella sezione Oratorio e ragazzi.

Inviamo a tutti il nostro più cordiale saluto, con stima e gratitudine per la cura che avremo nel preparare questa giornata.

Don Luciano Andriolo, Michela e Luigi Magni
Responsabili del Servizio per la famiglia
della Diocesi di Milano