Cappelle 11-16

Cappella XI 
PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO
Già Natività di Gesù   

La cappella fa parte del nucleo più antico – infatti era già costruita nel 1598 – e in origine era dedicata alla Natività di Gesù. Danneggiata negli anni della soppressione napoleonica, nel corso della ristrutturazione ottocentesca, decisa dal vescovo Nazari di Calabiana, venne dedicata al IV mistero gaudioso del rosario: la presentazione di Gesù al tempio. 
L'edificio si presenta con una facciata semplice e lineare, è a pianta ottagonale con abside semicircolare e loggia antistante. L'interno è coperto da cupola. 
Quarto Mistero gaudioso. 

   
      Simeone, profetessa Anna e  Maria                              Simeone

C'era in Gerusalemme un uomo chiamato Simeone: uomo giusto e pio… Andò dunque al tempio, mosso dallo Spirito; e mentre Giuseppe e Maria portavano il bambino Gesù per fare a suo riguardo quanto ordinava la legge, egli lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora, o Signore, lascia che il tuo servo se ne vada in pace secondo la tua parola perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza…». Vi era anche una profetessa, Anna… che non lasciava mai il tempio e serviva Dio giorno e notte, con digiuni e preghiere. Arrivò essa pure in quella stessa ora e rendeva grazie a Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la liberazione di Gerusalemme. Luca 2,25ss 
Il gruppo statuario ottocentesco è in gesso dipinto ed è opera del Giuseppe Latini e di Antonio Brilla, che si è ritratto nelle fattezze di Simeone. 

 
           Affresco volta Padre eterno attorniato da angeli                  Affresco parete destra

Sotto lo sguardo del Padre Eterno attorniato da angeli, Giuseppe, Maria e Gesù si trovano al tempio per soddisfare le prescrizioni della legge ebraica relative alla purificazione di Maria dopo il parto e alla presentazione di Gesù al Signore, quaranta giorni dopo la nascita. La presentazione di Gesù è accompagnata dall'offerta delle due colombe che stanno in mano a Giuseppe. Al tempio, la famigliola incontra due personaggi "giusti e pii" che vivevano nell'attesa del Salvatore: Simeone e Anna, che esultano vedendo il bimbo nel quale vedono realizzate le loro attese. Le pareti sono state dipinte dal Paolo Maggi, mentre la prospettiva e l'ornato, dal Caironi e da Francesco Nicora. 

Cappella XII 
DISPUTA DI GESÙ NEL TEMPIO
Già Natività di Gesù 

La cappella, che conclude i misteri gaudiosi del rosario, sorge su un'area pianeggiante, sul luogo in cui anticamente sorgeva l'abitato di Cardalona, il borgo citato in numerosi documenti e scritti storici.
È stata edificata ex novo a partire dal 1881, a seguito di un voto del vescovo Nazari di Calabiana, ed è un edificio a pianta quadrata con angoli smussati all'interno, affiancato da un pronao sostenuto da pilastri e colonne, coperto da volte a vela ribassata.
All'interno, il gruppo plastico di Antonio Brilla, in origine di tredici statue, raffigura il ritrovamento di Gesù al tempio. 
                                                               

Quinto Mistero gaudioso 

 
                      Disputa di Gesù al tempio                   San Giuseppe e Maria

Quando Gesù ebbe dodici anni, i suoi salirono a Gerusalemme, secondo il rito della festa. Trascorsi quei giorni, mentre essi se ne tornavano, il fanciullo rimase in Gerusalemme, senza che i suoi genitori se ne accorgessero. Credendo che egli si trovasse nella comitiva, fecero una giornata di cammino, poi lo cercarono fra i parenti e conoscenti.  Ma, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme per farne ricerca, e lo trovarono tre giorni dopo, nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, intento ad ascoltarli e a interrogarli. Tutti quelli che lo udivano restavano meravigliati della sua intelligenza e delle sue risposte. Nel vederlo, i genitori furono stupiti….

Luca 2,42ss 

Gesù, rimasto a Gerusalemme all'insaputa di Maria e Giuseppe ripartiti per Nazaret, viene ritrovato nel tempio mentre discute con i dottori della Legge. Impressiona la tranquillità del giovinetto Gesù seduto a suo agio, in mezzo agli studiosi della legge e della tradizione che, con i loro testi in mano, ascoltano o interrogano: alcuni con volti arcigni e perplessi, altri invece con l'aria convinta dall'argomentare del ragazzo. Sulla destra, vicino alla porta, i genitori, con una Maria pronta a slanciarsi verso il figlio. 
Le pareti, affrescate da Agostino Caironi, ritraggono il tempio sorretto da un colonnato, altri dottori della legge coinvolti nella discussione e scorci della città con i suoi portici e giardini.                                                                  

Cappella XIII 
ORAZIONE DI GESÙ NELL'ORTO
Già Cappella delle Sibille 

La cappella è una costruzione radicalmente rimaneggiata nel corso dell'800. Interamente perduta la decorazione originaria, presumibilmente eseguita nei primi anni del 1600, la cappella venne ricostruita nel 1860 per volere della Commissione dei restauri, mentre nel 1883 il vescovo Nazari di Calabiana la fece decorare a sue spese, con statue del Brilla e dipinti del Caironi. 
L'ingresso originario si trovava in posizione opposta all'attuale, che è preceduto da un pronao sostenuto da pilastri. L'interno, a pianta rettangolare è molto semplice e caratterizzato da un'atmosfera notturna favorita anche da un vetro  colorato alla finestra, che lascia penetrare una luce azzurro intenso.

Primo Mistero doloroso

Gesù se ne andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; lo seguirono anche i discepoli. Quando giunse sul luogo, disse loro: «Pregate per non cadere in tentazione». Allontanatosi da loro alcuni passi pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Però non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. E, entrato in agonia, pregava più intensamente. E il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, alzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò addormentati… Intanto giunse una folla di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici. Si avvicinò a Gesù per baciarlo… Dopo aver catturato Gesù, lo condussero via. 

 
                     Gesù all'orto degli Ulivi                Angelo che irrompe dal cielo

La scena raffigurata dalle statue e dagli affreschi, è la preghiera di Gesù all'orto degli Ulivi, caratterizzata dalla solitudine e dall'angoscia. Un Gesù provato, appoggiato alla roccia, supplica il Padre di evitargli la prova e la morte che sente avvicinarsi. Ma dal cielo irrompe un angelo che, inesorabile, gli porge il calice e la croce della passione alla quale non può sottrarsi. Sullo sfondo, l'orto degli Ulivi: a destra, in una campagna rischiarata dalla luna, i discepoli addormentati e incapaci di vegliare con Gesù. Luca 22,39ss 

Al centro, invece, dalle tenebre rischiarate dalle fiaccole, emerge guardingo Giuda, il traditore, che guida le truppe venute ad arrestare Gesù. 

Cappella XIV 
F
LAGELLAZIONE DI GESÙ  

La cappella, situata sul percorso degradante verso ovest, esisteva già con un titolo diverso, non identificato. Interamente ristrutturata nel 1886, il canonico Giuseppe Bussi incaricò Antonio Brilla della realizzazione delle statue, Francesco Nicora per le prospettive architettoniche e Ponziano Loverini per le figure. Nel 1935 Guido Capra ha eseguito restauri delle sculture e la sostituzione di una statua, mentre tra 1992 e 1999 si sono avuti nuovi interventi di restauro delle statue e dell'apparato decorativo.
Il piccolo edificio a pianta quadrata, presenta una facciata molto lineare con lesene in rilievo agli angoli. 

Secondo Mistero doloroso

Dopo l'arresto di Gesù, i capi dei sacerdoti con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio tennero consiglio e, fatto legare Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato… Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rilasciò Barabba e consegnò Gesù perché, dopo averlo flagellato, fosse crocifisso.

Marco 15,1ss 

La scena della flagellazione, di rappresentazione tradizionale, è costituita da sei statue (cinque originali ed una, quella del flagellatore a torso nudo, sostituita dal Capra) e da affreschi sulle pareti, che rappresentano l'interno del pretorio di Pilato.

 
                       Scena della flagellazione        Soldato romano e flagellatore di sinistra

Gesù, legato alla tradizionale colonna, è attorniato da tre sbirri che lo trattengono e lo flagellano, mentre un soldato romano e un personaggio ignoto (forse un sacerdote?) osservano la scena.

 
            Gesù, legato alla colonna                              Flagellatore

Non c'è alcuna insistenza sul macabro: i flagelli sono piuttosto "caserecci", fatti di rametti di sanguinella; anche un cane assiste senza particolare turbamento; lo sbirro, di schiena, ha taglia e aria da solido contadino più che da manigoldo, il soldato romano baffuto e seduto ha l'aspetto piuttosto tranquillo, mentre il sacerdote (?), quasi nascosto, sembra comandare con durezza il supplizio.

Cappella XV 
INCORONAZIONE DI SPINE

Già Ritorno della sacra famiglia dall'Egitto  

La cappella è stata costruita tra il 1605 ed il 1609 per volere di Alfonso de Corte di Pavia, salvatosi miracolosamente da un annegamento. Originariamente raffigurava il Ritorno della sacra famiglia dall'Egitto: Maria con Gesù e l'asinello, l'angelo e Giuseppe.
L'edificio è stato ricostruito nel 1886 e dedicato al "mistero" dell'Incoronazione di spine, con l'esecuzione di nuove statue ad opera del Brilla e di decorazione pittorica ad opera del Nicora. La cappella è a pianta ellittica con piccola abside e pronao antistante coperto da volta a vela.Terzo

Mistero doloroso

 
                Incoronazione di spine                    Sgherro di sinistra

Allora i soldati condussero Gesù dentro il cortile, cioè nel pretorio e, convocata l'intera coorte, lo rivestirono di porpora e gli cinsero il capo intrecciandogli una corona di spine. Quindi incominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!», mentre con una canna gli battevano il capo, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, gli facevano riverenza. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono delle sue vesti.

Marco 15,16ss 

 
               Incoronazione di spine                       Affreschi del Nicora 

Il gruppo scultoreo del Brilla è fra i più espressivi dell'autore e raffigura Gesù che viene incoronato di spine. Il tormento è inflitto da due gaglioffi: quello di destra, con tanto di "guanti del mestiere" e aria professionale, conficca la corona sul capo di Gesù. Quello di sinistra, con aria aggressiva e denti sporgenti per lo sforzo, blocca con decisione il capo di Gesù, mentre, tutto sulla sinistra, un terzo gaglioffo "osserva" con aria coinvolta. Sulla destra, un soldato romano accucciato assiste volgendosi ad un sesto personaggio, che se ne sta con aria impassibile, quasi a dire "Cose loro", estranea.
Gli affreschi del Nicora riproducono l'interno di una sala del pretorio di Pilato. 

Cappella XVI 
SALITA DI GESU' AL CALVARIO 

La cappella è stata edificata ex-novo nel 1889 su progetto di Crescentino Caselli, allievo dell'Antonelli, a spese della contessa Eleonora Roggeri di Villanova, mentre tra 1892 e 1895 lo scultore Leonardo Bistolfi ne ha eseguito il gruppo plastico.

L'edificio è interessante per l'impianto compositivo, l'originalità e la cura dei particolari. La pianta è a geometria composta, formata da un'ellisse interrotta su cui si imposta il pronao, coperto da volte a vela piatte, realizzate in mattoni a vista e sostenuto da colonne con capitelli cubiformi in pietra. 

Quarto Mistero doloroso

Mentre conducevano via Gesù dal pretorio di Pilato al luogo detto Calvario o Golgota, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran moltitudine di popolo e di donne che si battevano il petto e piangevano per lui… Insieme a lui venivano condotti a morte anche due delinquenti.

 

 
                 Salita di gesù al Calvario panoramica                                       Salita al calvario

Luca 25,26ss       

 
                  Gruppo statuario salita al Calvario                            Gesù

All'interno il tema della salita al Calvario è svolto con grande effetto. Il gruppo statuario costituito da un complesso in rilievo di figure in gesso delicate e tormentate e realizzato dal Bistolfi, progressivamente si appiattisce fino a diventare affresco, opera di Giovanni Giani, autore anche della  volta.
Un'interminabile salita si snoda verso la cima del Calvario, affollata da personaggi dolorosamente partecipi allevento, da soldati che mantengono l'ordine, da popolani coinvolti o anche solo incuriositi. Partendo da sinistra, si distinguono Maria di Cleofa e Maria di Magdala, composte nel loro dolore, mentre Maria, la madre di Gesù, con il braccio alzato rivolto al figlio, è sorretta da Giuseppe d'Arimatea. Davanti a loro un personaggio anonimo, piccolo e tarchiato, togato e con una tabella in mano (forse il cartello con la motivazione della condanna), sembra asciugarsi il sudore.
Al centro della scena domina la figura di Gesù, ben eretto pur sotto il peso della croce, nell'atto di rivolgersi alla madre.

 
              Cleofe moglie di Bistolfi                   Angeli parete destra

 

     
                      Affresco volta                  Affresco volta - angelo

 

 
Il figlio di Bistolfi Giovanni:giovinetto seduto sul bordo del sentiero.                             Angelo orante

Bistolfi ha raffigurato se stesso in Giuseppe d'Arimatea, la moglie nella figura in piedi dietro Maria è appoggiata alla roccia e il figlio Giovanni nel giovinetto seduto sul bordo del sentiero. La decorazione liberty della volta è forse un po' estranea alle vicende sottostanti.