Libri - Consigli per la lettura

Aurelio Porfiri

OCEANO DI FUOCO: Commentari su don Divo Barsotti

Ed. Chorabooks, 2018

«Non c’è peggior retorica della retorica della pietà. Cosa intendi quando parli di amore?».

Sapete di chi sono queste parole? Sono di don Divo Barsotti (1914 – 2006), il fondatore della Comunità dei Figli di Dio, monaco e scrittore, mistico e maestro spirituale, figura grandissima eppure ancora poco nota. Un cristiano autentico, animato da fede profonda, un credente capace, anche grazie al suo carattere di toscanaccio verace, di dire pane al pane e vino al vino, senza mai nascondersi e senza mai indulgere all’«ecclesialmente corretto».

Benvenuto è quindi il libro Oceano di fuoco. Commentari su Divo Barsotti (Chorabooks), con il quale Aurelio Porfiri continua nella sua meritoria opera di diffusione del pensiero di questo maestro della e nella fede, morto novantaduenne nel suo eremo di San Sergio a Settignano dopo una vita da cattolico spesso solo e incompreso, perché sempre in controtendenza rispetto alle mode del momento. Basti dire che nel 1971, quando Paolo VI lo chiamò in Vaticano per predicare gli esercizi spirituali di inizio Quaresima, mentre nella Chiesa cattolica dilagavano la contestazione e l’anarchia, non ebbe timore di dire che «la Chiesa ha un potere coercitivo perché Dio glielo ha affidato, e allora deve usarlo». Parole che anche oggi fanno certamente balzare dalla sedia tanti vuoti profeti della sinodalità e della collegialità.

Per leggere di più clicca qui

* + *

Don Marco Pozza

IL CONTRARIO DI MIO. Sfumature randagie sul Padre nostro

Ed. San Paolo, 2018

Pubblichiamo un'anticipazione del nuovo libro di don Marco Pozza Il contrario di mio. Sfumature randagie sul Padre nostro (San Paolo). Sul Padre Nostro don Pozza ha relizzato un programma per Tv2000 in dialogo con papa Francesco sui versetti della preghiera.

In materia di fede, sopravvivo per informazioni-seconde. Faccia a faccia, Dio non l’ho mai visto: quel poco che conosco di Lui, mi è giunto per parte di madre, di padre. La mia fede è somma di risposte senza chiamata: io non Lo chiamo, Lui mi procura indigestione di risposte. È poca roba: briciole, stracci, scampoli di futuro. È quel poco che mi basta per credergli. Appartenergli.

Credo, dunque: non per averlo veduto. Credo perché percepisco la forza d’urto d’essere stato visto: manco ricordo dove, però è certo che è accaduto. L’ha fatto accadere Lui. Assieme a Natanaele, spartisco il destino d’essermi accorto tardi che Lui già si era accorto di me: «Come mi conosci? [...] Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico» (Gv 1,48).

Occhio di padre, sguardo-custodia. Il Padre nostro ha il volto di mia nonna. Dev’essere stato in cucina, tutt’al più mentre sciacquava i panni nelle acque del torrente Astico. Terza ipotesi: seduti, entrambi, sui banchi della nostra chiesa di Calvene, sotto il Crocifisso, appena usciti dall’asilo.

Per leggere di più clicca qui

* + *

Salvatore Natoli

L'ANIMO DEGLI OFFESI E IL CONTAGIO DEL MALE

Mondadori, 2018

Uno dei più importanti e lucidi filosofi italiani, Salvatore Natoli, ha dedicato un saggio ai “Promessi Sposi”, rileggendoli in un'ottica particolare, non tanto e non solo letteraria, ma soprattutto da un punto di vista etico e sociologico. “L'animo degli offesi e il contagio del male” esplora dunque i temi eterni e contrapposti di bene e male, innocenza e colpa, perdono e vendetta, giustizia e sopruso, indagando la psicologia e il comportamento dei principali personaggi manzoniani, e confrontandoli con le modalità di reazione delle vittime e dei carnefici contemporanei.

Partendo dalla definizione di classicità dei “Promessi Sposi”, “un modello di lingua e scrittura” che oltre ad aver costituito un codice linguistico è stato un “grande romanzo popolare”, Salvatore Natoli si sofferma su un episodio particolare, raccontato nel secondo capitolo, quando Renzo, dopo aver affrontato in un violento alterco Don Abbondio, torna a casa infuriato, “con una smania addosso di far qualcosa di strano e terribile”.

L'atteggiamento reattivo di Renzo, condivisibile da parte di chiunque subisca una violenza, suscita il commento fuori campo dell'autore, che così si esprime: “I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi”.

Il male quindi produce un effetto duplice: non solo nella sopraffazione materiale compiuta, ma anche nel trasformare i buoni in cattivi, inducendoli ad emozioni, e spesso ad azioni, vendicatrici e a loro volta colpevoli.

Per leggere di più clicca qui

* + *

Luca Sciortino

OLTRE E UN CIELO IN PIU’

Sperling&Kupfer, 2018

Quarantasette anni, un bel lavoro, tanti interessi, eppure qualcosa non va. Di fronte a una quotidianità svuotata, si fa strada il desiderio di lasciare tutto e andare, senza tappe predefinite, per il puro gusto di viaggiare. Partire è un attimo per il giornalista Luca Sciortino, con solo un bagaglio leggero e la sua macchina fotografica, in un lungo itinerario da Occidente a Oriente. Quattro mesi e oltre diecimila chilometri, seguendo un'unica regola: niente aerei, per vedere come cambiano i paesaggi, le culture e i popoli dalla Scozia al Giappone. I tetti dorati di Budapest lasciano posto a un'Ucraina ferita dalla guerra; la sconfinata pianura russa si apre sulle montagne del Tien Shan, dove i cacciatori si affidano ancora alle aquile;

Per leggere di più clicca qui