La fontana della Vergine

La fontana della Vergine (chiamata in arabo Ain Sitti Maryam) è la sola sorgente di Nazareth.
Essa sorge sulla via principale di Nazareth, che conduce a Tiberiade.

Ad essa nell'antichità, le donne del villaggio, tra le quali Maria, munite di giare, andavano ad attingere l'acqua.

Secondo la tradizione orientale, che trae origine dal Protovangelo di Giacomo, in questo luogo, Maria ricevette una prima annunciazione da parte dell'Arcangelo Gabriele:

«[Maria] uscì con la brocca ad attingere acqua. Ed ecco udì una voce: "Salve, o piena di grazia: il Signore è con te, o benedetta tra le donne!". Ella si volgeva a destra e a sinistra per vedere donde mai venisse la voce. Presa da timore, tornava a casa, dove, deposta la brocca, riprendeva la porpora e, seduta sul suo sgabello, continuava a filare. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola"».
Protovangelo di Giacomo, cap. XI 1-2

 

 

La fonte attuale, di recente costruzione consiste in un arco scavato in un muro con tre cannelle, ora chiuse e sostituisce un sarcofago di marmo con testa di leone, andato perduto.

 

 

 

 

 

Fino a qualche tempo fa la fontana era alimentata dall’acqua proveniente da una sorgente che scaturisce dalla collina di Gebel es-Silk, accanto all’attuale chiesa di San Gabriele.

Oggi la sorgente è racchiusa, in una cappella sotterranea ornata da una zoccolatura in marmo colorato, da quattro arcate trilobate, all’interno della chiesa greco-ortodossa di "San Gabriele", costruita a nord-ovest della fontana.

 

 

 

Chiesa greco-ortodossa di San Gabriele

 

 

La chiesa greco-ortodossa di "San Gabriele" fu costruita nel 1767 sulle rovine di una precedente di età crociata, distrutta dai musulmani.
 

 

 

 

 

Al suo interno si trova l’iconostasi lignea, opera settecentesca di Andrea di Haistu, della scuola di Gerusalemme.

Essa rappresenta diverse figure: Cristo Re (il Basileus), la decapitazione di san Giovanni Battista, l’arcangelo Michele, san Dimitri, la Theotòkos (Madre di Dio), l’Annunciazione e l’imperatore Costantino con sua madre, Elena.