Basilica di san Lorenzo

NEL CUORE DI MILANO

Veduta della facciata (rifacimento del XVI sec.).

Risalente al IV secolo, la Basilica di san Lorenzo Maggiore aMilano è una delle più antiche chiese  presenti in Italia.

Per le forme e le soluzioni architettoniche è anche uno dei più importanti capolavori dell'Alto Medioevo e dell'arte Paleocristiana, ma rappresenta anche un fondamentale modello di riferimento per altri celebri templi el Cristianesimo, come ad esempio la Basilica di San Vitale a Ravenna.

Le colonne di San Lorenzo e la Porta Ticinese Medioevale

Cupola 1574 ca

Esterno

Veduta esterna del arco delle basiliche

La Basilica di San Lorenzo Maggiore presenta una pianta molto complessa.

Il corpo principale segue un sistema centrale, ed è costituito da un quadrato con i lati arrotondati in quattro grandi absidi. Negli angoli invece sorgono quattro torri scalarie, ora mozze e in parte rovinate. Al centro svetta il tiburio ottagonale, che nasconde la cupola interna. Questa parte della costruzione è più recente, risale al 1573 e si distingue stilisticamente dal resto degli elementi architettonici, costruiti in epoche precedenti.

Al corpo centrale sono collegate numerose cappelle, alcune delle quali aggiunte in seguito alla primitiva costruzione della basilica. Le cappelle principali sono la Cappella di Sant'Aquilino, la Cappella  di Sant'Ippolito e  la Cappella di San Sisto. Completano l'imponente struttura le quattro torri campanarie, di pianta quadrata e di altezza contenuta.

La Basilica è preceduta da un nartece dello stesso stile del tiburio, con quattro colonne collegate da archi e sovrastate dalla scritta: "SANCTO LAURENTIO MARTYRI", a ricordarci che la Basilica è dedicata al Santo.

Si ipotizza che un tempo fosse presente anche un quadriportico, del quale tuttora restano soltanto le sedici colonne di San Lorenzo. Queste risalgono al periodo romano e furono trasportate nella loro attuale posizione come materiale di rimpiego. Sono altre circa 7,60 m, scanalate, con capitelli corinzi, e collegate fra loro da un'architrave in laterizio aggiunta nel corso del Medioevo.

Durante i secoli furono costruiti numerosi edifici intorno alla Basilica, abbattuti negli anni Trenta del Novecento per creare l'attuale piazza.

 

Interno

   

Sul perimetro interno della Basilica corre un deambulatorio, separato dalla parte centrale da esedre che si trovano all'interno di arconi di ordine gigante. Le esedre sono su due livelli, di cui quello superiore forma il matroneo. Queste esedre non sono tutte uguali: quelle sull'asse est-ovest hanno un portico architravato al piano inferiore, e archi con colonne ioniche al superiore; quelle nord-sud hanno pilastri portanti ottagonali sotto, e quadrangolari con lesene nel matroneo. Le esedre sono coperte da un catino absidale a spicchi.

L'area centrale della chiesa è sovrastata da una grande cupola ovoidale anch'essa a spicchi, con un diametro di 26,40 m. È traforata da finestre e al centro presenta un oculo, coperto da una lanterna, dalla quale penetra un fascio di luce.

La cupola è stata ricostruita più volte, poiché fu devastata da un incendio, poi colpita da un fulmine che la fece crollare; quella attuale è stata costruita fra il 1574 e il 1591.

Nell'edificio predomina l'ampio ambiente centrale coperto dalla cupola e collegato alle cappelle, disposte intorno in senso radiale. Questo ambiente risulta ancora più vasto per via delle esedre che dilatano lo spazio e danno un'impressione di imponenza e solennità.

La maestosità di S. Lorenzo sembra esprimere la gioia dei cristiani, che vedono finalmente riconosciuto il loro diritto di libertà religiosa.

 

Curiosità

Veduta dal retro

Sul retro della basilica oggi vi è un parco, da cui si può godere di un'ottima vista sul complesso ecclesiastico. Tempo fa' vi era un canale (o forse un laghetto) e successivamente fu usato come luogo (tra l'altro molto famoso) per le esecuzioni, tra cui quella raccontata da Alessandro Manzoni in Storia della Colonna Infame, una delle sue più famose opere.

 

LA CAPPELLA DI SANT'AQUILINO

La cappella di Sant’Aquilino è la parte del complesso monumentale di San Lorenzo che ha conservato per intero la struttura originale.

Attraverso un atrio a forcipe (una sala quadrata con due pareti absidate) si entra nell’edificio ottagonale all’esterno e articolato all’interno da nicchie semicircolari e rettangolari.

La cupola originale, che ha circa 1600 anni, è perfettamente emisferica e ha forma ad ombrello: le nervature sono costituite da tubi fittili, cioè di terracotta, che si inseriscono uno dentro l’altro. Tale tecnica costruttiva, usata a partire dal II secolo, permetteva strutture sempre più leggere e raggiunse il suo apice a Ravenna nel VI secolo.

 

Particolare esterno della Cappella di Sant'Aquilino

La pianta ottagonale (l’8 simbolo della resurrezione di Cristo) e l’iconografia (l’acqua simbolo della morte terrena e della rinascita in spirito) divennero tipici dei battisteri per volontà di Sant’Ambrogio che, come San Paolo, afferma il battesimo essere sia morte che resurrezione a immagine di Cristo.

Ma il tema della morte terrena e della vita soprannaturale era svolto anche nella decorazione dei mausolei, e la sacralità del numero 8, sia pure con le spiegazioni più varie, già conosciuta dall’antichità classica.

La stretta somiglianza poi con il mausoleo di Valentiniano II (che si trovava dove è oggi la chiesa di San Vittore al Corpo e noto da un disegno del 1570) rende più credibile l’ipotesi di un mausoleo imperiale.

 

1500 anni fa: entrando in Sant’Aquilino

Pastore. Dettaglio dall'Apoteosi di Elia,
mosaico paleocristiano del tardo secolo IV

 

Nell’atrio, al di sopra di una ricca decorazione in lastre marmoree, i mosaici rappresentavano forse la Gerusalemme Celeste: in basso, i Patriarchi delle tribù di Israele sullo sfondo di architetture, sopra, nelle pareti nord e sud, gli Apostoli sullo sfondo dorato e, nelle pareti est e ovest, i Martiri sullo sfondo del giardino del Paradiso. Di questi mosaici restano solo piccole parti.

Un bellissimo portale di marmo, smontato da un edificio del I sec. e adattato al vano, scorciando le estremità inferiori (si può vedere attraverso la grata nel pavimento) introduceva allora come oggi al sacello.

Anche qui l’opus sectile (lastre di pietre colorate) decorava la parte inferiore delle pareti, mentre i mosaici della cupola esaltavano Cristo, vincitore sulla morte, circondato da Apostoli e Profeti. Quanto rimaneva di queste decorazioni fu demolita nel ‘600, probabilmente sia perché in cattivo stato sia perché i temi sacri rappresentati non erano più vicini alla sensibilità religiosa della Controriforma, ma ci sono pervenuti attraverso gli schizzi di un viaggiatore inglese.

Restano i mosaici di due lunette. In quella di destra, un Cristo giovane e imberbe (secondo l’iconografia del IV secolo), seduto su una roccia, attende i giusti alla fine dei tempi, circondato dagli Apostoli. Ai loro piedi scorrono due corsi d’acqua, simboli del Paradiso, così come lo è lo sfondo dorato (primo esempio noto nell’arte occidentale).

Nella lunetta di sinistra, la quadriga di Cristo, il “vero Sole”, vittorioso sulla morte, rischiara la terra, un paesaggio che è in realtà l’Arcadia, tema tipico dell’arte funeraria romana e fatto proprio dai cristiani.

In alto, i matronei erano affrescati con motivi geometrici e inserti di animali.

Gli affreschi manieristi di Carlo Urbino sul soffitto della cappella dell'altare.

Sarcofago paleocristiano del sec. III d.C.

 

                                                                                       

Le fondamenta paleocristiane visitabili al disotto della Cappella, costruite usando blocchi di pietra ottenuti demolendo, già in epoca tardoromana, il vicino Anfiteatro.

 

 

 

Cappella di Sant'Ippolito

La Cappella di S. Ippolito ha una pianta a croce greca all'interno e ottagonale all'esterno, ed è coperta da una cupola emisferica. I quattro bracci sono sovrastati da volte a botte, e delle colonne in stile corinzio, poste agli angoli, sorreggono gli arconi. La cappella è del tutto priva di decorazioni. Vi sono tuttavia contenute delle tele del XVI secolo, e un altare di semplice fattura con incise figure di santi.

 

Cappella di San Sisto

La Cappella di S. Sisto è un corpo aggiunto in età posteriore, e si trova sul lato nord della basilica, in posizione simmetrica alla Cappella di Sant'Aquilino. Ne ripete le forme: pianta ottagonale e nicchie alternate, ma è di dimensioni minori. Sulle volte è decorata con affreschi databili circa al XVII secolo.

 

Altre Cappelle

Intorno alla Basilica si trovano molte altre cappelle di rilevanza minore. Queste  sono: la Cappella della Sacra Famiglia, a sud-est; la Cappella Cittadini, a est, di fianco a S. Ippolito; la Cappella di San Giovanni Battista, a sud-ovest.