Spunti per la lettura

Spunti per la lettura

Vangelo di Marco

2 Spunti per la lettura - Marco.png

Sezione 2.1

Insegnamento sul Messia sofferente            Mc 8,31-10,52

 

8 - agosto -2018

Lettura 63            Mc 9,30- 32          Seconda predizione della Passione

 

Mc 9,30 «Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31 Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato / paradidotai  (Is 53.6.12) nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». 32 Ma essi però non comprendevano la Parola e avevano timore di chiedergli spiegazioni».

 

Siamo sempre nella seconda parte del Vangelo di Marco che abbiamo intitolato: "Gesù il Messia Figlio di Dio Crocifisso", nella prima sezione: "Insegnamento sul Messia sofferente". Marco ce lo ricorda dicendo che Gesù sta percorrendo la Galilea diretto a Gerusalemme, cercando di stare lontano dalle folle, quasi di nascosto.

Adesso il suo compito è quello di istruire i discepoli perché all'indomani della crocifissione e della risurrezione possano diventare "testimoni", perché incontrando il Risorto possano dire: "È proprio Lui".

Essi saranno testimoni anche perché dovranno portare avanti i suoi  insegnamenti e permettere ad altri, compresi noi, di incontrarLo. In questo modo sta già dando forma ad un primo barlume di Chiesa.

                Troviamo qui il verbo paradidotai che è la forma passiva di paradidomi: consegnare, arrestare, tradire, che è il verbo tipico che attraversa tutto il racconto della passione. Ci può sorprendere quel "consegnare", ma possiamo ricordare che quando un militare era in punizione non poteva andare in libera uscita perché era "consegnato" in caserma.

In  questo caso la forma passiva impersonale intende affermare il passivo divino, un modo per dire che si tratta di opera di Dio, da Lui voluta. E infatti è quasi una citazione della "consegna" del Servo di JHWH che troviamo nel secondo Isaia; redatto probabilmente nel IV secolo a. C.

 

Is 53,6 «Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, / ognuno di noi seguiva la sua strada;

il Signore fece ricadere su di lui / l'iniquità di noi tutti».

 

Is 53,12 «Perciò io gli darò in premio le moltitudini, / dei potenti egli farà bottino,

perché ha consegnato se stesso alla morte / ed è stato annoverato fra gli empi,

mentre egli portava il peccato di molti / e intercedeva per i peccatori».

 

Ci può sorprendere che il disegno di Dio preveda la morte del suo inviato, ma era l'unico strumento che gli era rimasto a disposizione per convincere gli uomini che Egli non vuole sacrifici, che Egli vuole essere figura della dedizione incondizionata all'uomo. E se l'uomo questo non lo capisce proprio, e a tutti i costi vuole crocifissi, allora che questo crocifisso sia Lui.

Così che gli uomini dovrebbero finalmente comprendere quanto a Dio costi il suo amore per loro.

Gesù, che è animato dalla stessa volontà del Padre ed opera in "simbiosi" con Lui sin dall'inizio persegue il disegno che lo porterà agli eventi pasquali: crocifissione e risurrezione. Quegli eventi che il Vangelo di Giovanni chiama "la mia ora" cui Gesù accenna sin dal primo segno (miracolo): "Le nozze di Cana" quando, sollecitato da Maria a risolvere il problema della mancanza di vino risponde: Gv 2,4 «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».

                È sorprendente  il mutismo dei discepoli che non comprendono la Parola... e non chiedono spiegazioni. Forse l'accostamento della liberazione da Satana che rendeva muto il ragazzo del precedente racconto, ci vuole suggerire che anche i discepoli sono finiti sotto l'influenza del Satana.

Ricordiamo che anche dopo la prima predizione della Parola della croce aveva fatto guadagnare a Pietro l'appellativo di Satana.

                Non possiamo fare a meno di rilevare che da quando Gesù inizia a chiarire cosa gli accadrà a Gerusalemme i discepoli non lo comprendono più. E forse Lui cercava un po' di sostegno dai suoi amici.

Così Gesù rimane sempre più solo e incompreso.

Solitudine e incomprensione che troverà il suo punto massimo nell'orto del Getzemani.

 

PER LEGGERE LE PAGINE PRECEDENTI..................CLICCA QUI.

VUOI TORNARE ALLA TEMATICA GENERALE?