Cappelle 6-10

Cappelle 6-10

Cappella VI
PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO

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Situata sul versante nord del monte, la cappella segna l'inizio di un percorso che sale a spirale fino al Paradiso. Denominata nel Settecento cappella di Sant'Anna, presenta un apparato scultoreo piuttosto modesto con sostituzioni e rifacimenti ottocenteschi. 

La cappella fu edificata a cura del priore Costantino Massino e risulta già terminata nel 1590, cinque anni dopo l'istituzione ufficiale della festa della Presentazione di Maria da parte di papa Sisto V.
Il piccolo edificio è a pianta ottagonale, che diventa circolare nel delimitare lo spazio interno, coperto da una cupola.

Episodio tratto dai Vangeli Apocrifi

Gioacchino disse a Anna: «Per mantenere la promessa fatta, conduciamo Maria al tempio del Signore»… Quando la bambina compì i tre anni, Gioacchino disse: «Chiamate le figlie senza macchia degli ebrei: ognuna prenda una fiaccola accesa e la tenga accesa affinché la bambina non si volti indietro e il suo cuore non sia attratto fuori del tempio del Signore». Quelle fecero così fino a che furono salite nel tempio del Signore. Il sacerdote l'accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: «Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell'ultimo giorno, il Signore manifesterà in te ai figli di Israele la sua redenzione»… Il Signore Iddio la rivestì di grazia… Maria era allevata nel tempio del Signore come una colomba, e riceveva il vitto per mano di un angelo.

Protovangelo di Giacomo 7,1 – 8,1 

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Maria. altare. sacerdote

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Sant'Anna e Gioacchino

Le statue originali, opera dei fratelli Tabacchetti, rovinate durante le incursioni napoleoniche, nel 1814 furono sostituite da quelle attuali, di modesta fattura, opera dello scultore Varallo di Moncalvo.
Gli affreschi alle pareti, attribuiti a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, raffigurano elementi architettonici che ricordano l'interno del tempio, con due angeli che reggono l'arca dell'alleanza (che, però, al tempo di Maria non si trovava più nel tempio) e ai lati personaggi in signorili abiti seicenteschi. Sulla volta, anche qui il Padre Eterno, fra angeli e nubi, assiste alla presentazione di Maria, che rimarrà a servizio del tempio fino al momento in cui sarà data in sposa a Giuseppe.
Il sommo sacerdote in abiti pontificali accoglie la bambina a braccia aperte; Gioacchino, il padre, la offre apparentemente senza riserve, mentre la madre, Anna, sembra divisa tra la ragione della promessa fatta e la ragione del cuore che fatica a staccarsi dalla figlia tanto attesa.
Tra il 1859 e il 1860 furono eseguiti lavori di manutenzione strutturali, e le statue furono ridipinte dal Giuseppe Latini. Nel 1983 le statue e gli affreschi sono stati sottoposti ad un ulteriore restauro a cura di Gian Luigi Nicola per la Regione Piemonte.  

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Affreschi della volta

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Affreschi della volta

 

Cappella VII
SPOSALIZIO DI MARIA

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La cappella, situata su un'area pianeggiante, lungo il viale che conduce alla cima del monte, fu costruita prima del 1612, con il contributo della comunità di Candia Lomellina. La facciata è semplice, mentre l'interno presenta un disegno articolato, costituito da un ottagono arricchito da due nicchie laterali, poste lungo l'asse orizzontale e quattro più piccole sulle diagonali. Una cupola sovrasta l'ambiente interno.

Episodio tratto dai Vangeli Apocrifi

Quando Maria compì dodici anni, si tenne un consiglio di sacerdoti: «Ecco che Maria è giunta all'età di dodici anni nel tempio del Signore. Adesso che faremo di lei…?». Disse il sommo sacerdote: «… Faremo quello che il Signore ti manifesterà»… Ed ecco che gli apparve un angelo del Signore, dicendogli: «Zaccaria, Zaccaria! Esci e raduna tutti i vedovi del popolo. Ognuno porti un bastone: Maria sarà la moglie di colui che il Signore designerà per mezzo di un segno»… Tutti accorsero, anche Giuseppe, e andarono dal sommo sacerdote, portando i bastoni. Presi i bastoni di tutti, entrò nel tempio a pregare, poi uscì e li restituì loro; ma in essi non v'era alcun segno. Giuseppe prese l'ultimo bastone: ed ecco che una colomba uscì dal suo bastone… Il sacerdote disse allora a Giuseppe: «Tu sei stato eletto a ricevere in custodia la vergine del Signore»… Giuseppe, intimorito, la ricevette in custodia. 

Protovangelo di Giacomo 8, 2 – 9,3

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Incontro tra Eliezer, servo di Abramo, e Rebecca

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Sacerdote

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Affreschi della parete sinistra

La cappella raffigura il matrimonio di Maria e Giuseppe e la vicenda che lo ha preceduto. Maria era al servizio del tempio e quando raggiunse l'età del matrimonio i sacerdoti convocarono i potenziali aspiranti, tra cui anche Giuseppe, vedovo, ciascuno con un bastone. La scelta cadde su Giuseppe il cui bastone fiorì (o dal quale uscì una colomba), mentre quelli degli altri pretendenti rimasero inerti. 
Il matrimonio è celebrato dallo stesso sommo sacerdote, che prende per mano gli sposi avvicinandoli e forse aiutandoli a superare una certa timidezza, mentre un titubante Giuseppe porge l'anello nuziale a Maria. Sulla sinistra sta il gruppo degli altri pretendenti, ormai esclusi e forse anche indispettiti per il risultato (uno sta spezzando l'ormai inutile bastone), tutti, più eleganti di Giuseppe e forse convinti di aver avuto prospettive migliori da offrire a Maria. Sulla destra il gruppo di giovani donne, le compagne di Maria, venute ad accompagnare la cerimonia con i canti nuziali. 
Il gruppo scultoreo originario – tradizionalmente riferito a Giovanni Tabacchetti e formato da undici statue raccolte attorno alla figura del sacerdote –, è stato molto alterato nel suo impianto per i numerosi ritocchi stratificatisi nel corso dei secoli. Le tre figure centrali sono in parte in gesso dipinto, rifatte durante i restauri eseguiti dal Giuseppe Latini nel 1858.

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Maria

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Damigella

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Terzo Astante

La pala d'altare, in terracotta policroma, raffigura l'incontro tra Eliezer, servo di Abramo, e Rebecca. Inviato a cercare moglie per Isacco, figlio del padrone, Eliezer la individua in Rebecca che incontra ad un pozzo dove disseta lui e i suoi cammelli (Genesi 24,15-27). 
Alle pareti sono raffigurati gruppi di personaggi incorniciati da elementi architettonici; sulla volta, invece, è raffigurato il Padre Eterno circondato da angeli che partecipa all'evento dall'alto, attribuibile a Giorgio Alberini e databile 1605-1610.
Nel 1935 sono documentati lavori conservativi sull'apparato scultoreo a cura di Guido Capra. Negli anni 1979-81 seguono nuovi restauri a dipinti e sculture, voluti dal padre Antonio Brunetti ed eseguiti da Pietro Vignoli.  

 

Cappella VIII
ANNUNCIAZIONE DELL'ANGELO A MARIA

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La cappella è situata in fondo al viale alberato, e da essa si dipartono il viale che gira attorno al monte e il percorso ascendente verso la cima. Fu eretta a spese della città di Alessandria nel 1599 e all'interno presenta una pianta quadrata con piccole nicchie che tagliano gli angoli in diagonale.
La scena centrale è quella dell'annunciazione, con Maria, l'angelo e lo Spirito Santo. Una Maria, con tanto di inginocchiatoio e leggio, intenta alla lettura dei testi sacri e intimidita riceve l'annuncio della sua maternità divina dall'angelo. Questi si interpone tra lei e lo Spirito Santo, raffigurato sotto forma di colomba addossata alla parete di sinistra, e che sarà all'origine di questa maternità.

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Annunciazione, con Maria, l'angelo e lo Spirito Santo

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Angelo annunciante

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Maria

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Maria particolare

Episodio tratto dai Vangeli Apocrifi

Primo Mistero gaudioso

Dio mandò l'angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine sposa di un uomo della casa di Davide di nome Giuseppe: il nome della vergine era Maria. Entrò da lei e le disse: «Salve, piena di grazia, il Signore è con te». Per tali parole ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto. Ma l'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato figlio dell'Altissimo…». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?». L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò quello che nascerà sarà chiamato santo, Figlio di Dio…». Disse allora Maria: «Ecco la serva del Signore; si faccia di me come hai detto».
Luca 1,26-38

Con l'annunciazione si entra nelle vicende del Nuovo Testamento narrate dai Vangeli canonici i cui autori, quasi testimoni dell'evento, sono raffigurati nelle nicchie con i rispettivi simboli (Matteo con l'angelo, Marco con il leone, Luca con il bue e Giovanni con l'aquila), mentre sulla parete di fondo campeggia un Padre Eterno circondato da angeli.
Oltre ai testimoni del Nuovo Testamento sono presenti all'evento anche personaggi dell'Antico Testamento in cui la tradizione cattolica ha visto una prefigurazione di Maria: Ester e Giuditta, due forti donne ebree che, come Maria, sono state artefici della salvezza del loro popolo. Sulla parete di destra è dipinta la coraggiosa regina Ester che implora il re Assuero, suo sposo, per ottenere la salvezza degli ebrei, suo popolo (Ester 2,1ss). La pala d'altare, invece, raffigura Giuditta dopo che ha decapitato Oloferne, il comandante dell'esercito nemico (Giuditta 13,1ss). 
Nel mirabile e realistico gruppo plastico ammiriamo una Giuditta affascinante, determinata e senza turbamento, mentre il volto della serva che tiene il sacco per raccogliere la testa troncata esprime stravolgimento e paura.
Le attribuzioni sono piuttosto controverse e qui emerge un'eterogeneità nei tratti pittorici, mentre l'apparato scultoreo è stato attribuito a più interventi. Il gruppo degli angeli musicanti che circondano il Padre Eterno, rappresenta uno degli esempi plastici più elevati del Sacro Monte.
Dal 1853 si sono susseguite diverse campagne di restauro fino agli anni 1981-1983, con sistemazioni esterne e integrazioni di dipinti e sculture.

 

Cappella IX
VISITAZIONE DI MARIA AD ELISABETTA

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La cappella, situata all'inizio della salita che si distacca sulla sinistra dal viale principale, fu edificata intorno al 1598, dal marchese Fabio Gonzaga, governatore del Monferrato e rientra nel primo progetto del priore Costantino Massino.
L'edificio dalle linee semplici ed essenziali, è di pianta quadrangolare. L'aspetto originario era completato da un portico, demolito nella fase di rifacimento ottocentesca.
Il "mistero" di cui si fa memoria è la visita di Maria alla parente Elisabetta. Le statue raffigurano l'incontro tra le due donne, trepidanti, entrambe incinte ed entrambe coinvolte in una gravidanza straordinaria: Maria senza intervento di uomo, Elisabetta sterile e ormai fuori età. Dalla bocca di Maria sgorga il cantico del Magnificat.

Secondo Mistero gaudioso

Maria, messasi in viaggio, si recò in fretta verso la regione montagnosa, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino. Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno… E benedetta colei che ha creduto al compimento di ciò che le è stato detto dal Signore». E Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata…».
Luca 1,39ss

Testimoni muti dell'incontro tra le due donne sono Zaccaria, il sacerdote, sposo di Elisabetta, e Giuseppe, sposo di Maria, con tanto di bastone da viaggio e sacco con provviste e doni.  

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Visitazione di Maria

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Particolare di Maria

Anche in questa cappella sono presenti rimandi all'Antico Testamento, in particolare a due "visitazioni-incontri" di personaggi famosi della storia biblica. Sulla parete di sinistra è raffigurata la visita della regina di Saba  al re Salomone (1 Re 10,1ss); sulla parete di destra l'incontro della saggia Abigail con il re Davide (in armi e con tanto di elmo con pennacchio) al quale porta rifornimenti per riparare il torto causatogli dallo stolto marito (1 Samuele 25,2ss).

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Zaccaria

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Incontro Elisabetta e Maria

Sulla parete centrale è raffigurato il Padre Eterno con angeli musicanti, forse alle prese con un Magnificat celestiale.
Distrutta dalle incursioni dell'esercito napoleonico agli inizi del secolo XIX la cappella fu abbandonata per molti anni e solo nel 1863 fu ripristinata nelle decorazioni interne e nella struttura esterna. In quella occasione l'apparato scultoreo, attribuito al Tabacchetti, fu sostituito dalle sculture di Giuseppe Latini.
Altri interventi sono documentati nel 1934, nel 1979 e nel 1989-1990 con restauro delle statue e rifacimento del pavimento. 

 

Cappella X
NATIVITÀ DI GESÙ
Già Sogno di san Giuseppe

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La cappella, situata sul percorso che ascende verso il monte ed eretta nel 1606, in origine era dedicata al Sogno di San Giuseppe ed era composta di tre statue: la Vergine seduta intenta ai lavori domestici e l'angelo nell'atto di parlare con Giuseppe sprofondato in un sonno inquieto. Alle pareti era raffigurata la scala di Giacobbe.

A partire dal 1862 – e rispondendo alla nuova strutturazione dell'insieme della "Via Sacra" voluta dal vescovo Nazari di Calabiana –, la cappella venne dedicata al "mistero" della Natività di Gesù con una nuova sistemazione e statue eseguite dal Giuseppe Latini. Nel 1888 la scena venne ulteriormente modificata dal Canonico Giuseppe Bussi, con l'eliminazione della capanna e l'apertura di una grotta nella roccia, e con l'aggiunta di statue dei Antonio Brilla e, successivamente del De Dei e di Guido Capra. 

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Pastora con cesto di provviste sulla testa

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Bambino e pecore

L'edificio, a pianta rettangolare, presenta un'abside semicircolare nella quale è inserita la scena della nascita di Gesù, secondo uno schema che ritroviamo nei presepi più tradizionali. Nella grotta trovano posto Giuseppe, Maria e Gesù in braccio alla madre, l'asino e il bue (assenti, però, nel testo biblico).

Avvertiti dagli angeli, i pastori (tra cui in primo piano una solida pastora con cesto di provviste sulla testa), arrivano con bambini e pecore, porgono il loro saluto e offrono al neonato bambino doni di vario genere, tra cui l'immancabile cesto di uova. Sopra di loro gli angeli, con trombe e festoni, annunciano il lieto evento. Sullo sfondo è raffigurata la città di Betlemme.

Terzo Mistero gaudioso

Mentre [Maria e Giuseppe] si trovavano [a Betlemme], per Maria giunse il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia… In quella stessa regione si trovavano dei pastori che vegliavano all'aperto e di notte facevano la guardia al gregge. L'angelo del Signore si presentò… e disse loro: «…Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un salvatore, che è il Messia Signore…». Subito si unì all'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio così: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama»… I pastori andarono dunque in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia.
Luca 2,6ss

La cappella, situata sul percorso che ascende verso il monte ed eretta nel 1606, in origine era dedicata al Sogno di San Giuseppe ed era composta di tre statue: la Vergine seduta intenta ai lavori domestici e l'angelo nell'atto di parlare con Giuseppe sprofondato in un sonno inquieto. Alle pareti era raffigurata la scala di Giacobbe. 

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Presepe di Crea

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Bambina di sinistra

A partire dal 1862 – e rispondendo alla nuova strutturazione dell'insieme della "Via Sacra" voluta dal vescovo Nazari di Calabiana –, la cappella venne dedicata al "mistero" della Natività di Gesù con una nuova sistemazione e statue eseguite dal Giuseppe Latini. Nel 1888 la scena venne ulteriormente modificata dal Canonico Giuseppe Bussi, con l'eliminazione della capanna e l'apertura di una grotta nella roccia, e con l'aggiunta di statue dei Antonio Brilla e, successivamente del De Dei e di Guido Capra.

 

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