Vita di sant'Ambrogio -2

Vita di sant'Ambrogio -2

AMBROGIO VESCOVO

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6. In quel tempo era morto Aussenzio, vescovo della setta eretica degli ariani. Egli aveva oppresso la chiesa dopo che era stato mandato in esilio il grande vescovo Dionigi. Nel richiedere il nuovo vescovo, il popolo suscitava tumulti.
Ambrogio cercava in ogni modo di evitare che la situazione precipitasse nel caos, facendo saltare l’ordine pubblico.
Si recò personalmente in chiesa. Mentre parlava al popolo, si dice che all'improvviso la voce di un bambino acclamò Ambrogio vescovo. Tutto il popolo si unì a questa voce nel richiedere vescovo Ambrogio. Così coloro che poco prima litigavano fra di loro con grande furia, perché sia gli ariani sia i cattolici desideravano che fosse ordinato vescovo uno della loro parte, improvvisamente ritrovarono l'accordo. In tal modo, Ambrogio riportò tutti a una meravigliosa e incredibile concordia.

7. Ambrogio reagì immediatamente in modo davvero molto strano.
Uscì dalla chiesa e raggiunse il tribunale. Di proposito, fece torturare alcune persone, cosa che prima non aveva mai ordinato.
Il popolo si mise allora a gridare: "Il tuo peccato ricada sopra di noi" (Mt. 27, 25).
Certo, in quel momento la gente ripeteva solo materialmente le parole con le quali i Giudei condannarono a morte Gesù. In realtà, sapendolo catecumeno, essi volevano ricordare ad Ambrogio che il Battesimo gli avrebbe perdonato tutti i peccati.
Tornato a casa fortemente turbato, Ambrogio si mise a fare difficili discorsi filosofici. Con questo suo modo di parlare voleva presentare se stesso come un uomo molto lontano dalla semplicità degli Apostoli e dalla loro fede.
Successivamente, sempre per distogliere il popolo dal volerlo vescovo, Ambrogio fece entrare in casa sua alcune prostitute. Ma il popolo insisteva e gridava: "Il tuo peccato ricada sopra di noi."

8.Vedendo che non riusciva in alcun modo a fare cambiare opinione al popolo, Ambrogio decise di fuggire, uscendo di notte dalla città.
Credeva di aver raggiunto il Ticino. In realtà, la mattina, fu trovato presso la porta di Milano detta Romana. Era Dio che, preoccupato di difendere la sua chiesa dagli eretici, impedì la sua fuga.
Quando il popolo lo trovò, lo tenne sotto controllo. Nel frattempo fu mandata una richiesta ufficiale all’imperatore Valentiniano I. Accettò con gran gioia che un giudice da lui inviato fosse richiesto per l'episcopato. Se ne rallegrava anche il prefetto Probo, perché il suo augurio si era realizzato, Aveva, infatti, detto ad Ambrogio: "Va e agisci non come un giudice ma come un vescovo."

9. Per la verità, Ambrogio cercò di fuggire una seconda volta e per qualche tempo restò nascosto in una proprietà di Leonzio, un uomo dell'alta società. Ma quando giunse l’approvazione dell’imperatore, fu proprio Leonzio a consegnarlo. Il vicario, infatti, ricevuto l'ordine di concludere quell'affare, aveva subito emesso un editto che rendeva obbligatoria la consegna di Ambrogio e comminava gravi pene a chi l’avesse ostacolata.
Portato a Milano, comprendendo di non potere più a lungo resistere alla volontà di Dio verso di lui, Ambrogio chiese di essere battezzato da un vescovo cattolico. Ricevuto il battesimo, adempì a tutti i doveri ecclesiastici e otto giorni dopo fu ordinato vescovo tra la gioia di tutti.
Alcuni anni dopo la sua ordinazione andò a Roma, sua patria. Lì trovò quella santa giovane di cui sopra abbiamo parlato, alla quale era solito presentare la mano. Mentre quella gli baciava la destra, egli sorridendo le disse: "Ecco, come ti dicevo, tu baci la mano di un vescovo."

10. In quel soggiorno gli capitò un giorno di essere invitato da una matrona di alta condizione al di là del Tevere. Mentre offriva in quella casa il santo sacrificio, una serva che giaceva paralitica, seppe che lì c'era un sacerdote. Si fece portare da Ambrogio e lo raggiunse mentre imponeva le mani. Toccò le sue vesti. Improvvisamente, cominciò a camminare. Si realizzarono così le parole dette dal Signore agli apostoli: Se crederete nel mio nome, farete prodigi anche più grandi di questi (Gv. 14, 12). Questa guarigione fu tanto meravigliosa che non rimase nascosta. Infatti io stesso ne sentii parlare molti anni dopo da santi uomini.

 

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