La Domenica dà vita agli altri giorni

La Domenica dà vita agli altri giorni

Due poteri dominano
la vita umana sulla terra.

Più forte
è la misericordia di Dio.

TREDICESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

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19 agosto 2018

Nella vita
sopraggiungono momenti
nei quali la gioia di vivere
è attaccata più o meno duramente.

Talvolta,
essa è addirittura distrutta.

È il caso proposto dalla prima Lettura.
Qui, il Secondo libro delle Cronache
giunge addirittura
ad affermare che è Dio stesso
a colpire la vita del suo popolo
con una disastrosa deportazione a Babilonia.

E a sventure, disperazione e morte,
Dio aggiunge
la durata di settanta anni.

Una lettura attenta del testo
mette, tuttavia, in evidenza
due comportamenti
assolutamente antitetici tra di loro.

Da parte sua, l'uomo decide
di abbandonare l'Alleanza con Dio
per vivere a modo suo.
Questa scelta, tuttavia,
contro le sue aspettative,
porta la vita al collasso.

Dio, da parte sua,
accetta e subisce.

Ma la sua reazione è, in ogni caso,
fantastica.

Dio, infatti,
fa ripartire la vita dalla misericordia.

E lo fa in modi
che hanno davvero dell'imprevedibile.

Ne viene che qui,
come del resto sempre nella Bibbia,
Dio sprigiona la sua misericordia
costantemente
contro un male che di sua natura
si presenta ogni volta
implacabile e fatale.

Questo male
sa nascondere molto bene la sua distruttività.
Attrae l'uomo, ma poi lo soggioga
fino a portare la sua vita
alla stessa morte.

Implacabilmente
e sempre fino all'irrimediabile.

Il Vangelo ribadisce
quanto è affermato nella prima Lettura.

Allarga, però, all'infinito
lo spazio di intervento della misericordia di Dio.

Fa, addirittura, pensare
che Dio sprigiona la sua misericordia
anche su chi non lo conosce ancora.

Già,
ma chi "conosce" Dio?

Ecco, allora, apparire una notizia davvero buona.

Dio veglia incessantemente sulla vita degli uomini.
Perciò, la vita umana
è soggetta a due poteri:
quello della misericordia
e quello del male e della morte.

Fermati. Interrogati.

Che visione hai della vita?
Che visione ti sei fatto del male?
Come guardi alle disgrazie?
Cosa è per te la morte?

Al riguardo, cosa insegni ai tuoi figli?
E come ne parli con gli altri?

Queste domande
sono riproposte da Paolo.
E, Paolo, spiega ai cristiani di Roma
che tutto dipende
dal passare ad "ascoltare" Dio.

Lettura del secondo libro delle Cronache

In quei giorni. Il Signore consegnò ogni cosa nelle mani del re dei Caldei. Quegli portò a Babilonia tutti gli oggetti del tempio di Dio, grandi e piccoli, i tesori del tempio del Signore e i tesori del re e dei suoi ufficiali. Quindi incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremia: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni». Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: "Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!"».

Salmo

Molte volte li aveva liberati, eppure si ostinarono nei loro progetti e furono abbattuti per le loro colpe; ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro e si mosse a compassione, per il suo grande amore. Li affidò alla misericordia di quelli che li avevano deportati.
Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti, perché ringraziamo il tuo nome santo: lodarti sarà la nostra gloria.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: «Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?». Dunque, la fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo. Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt'altro: «Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini del mondo le loro parole». E dico ancora: forse Israele non ha compreso? Per primo Mosè dice: «Io vi renderò gelosi di una nazione che nazione non è; susciterò il vostro sdegno contro una nazione senza intelligenza». Isaia poi arriva fino a dire: «Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me».

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede - dicevano -, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma dì una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». All'udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «lo vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

 

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