La Domenica dà vita agli altri giorni

La Domenica dà vita agli altri giorni

Gesù ha detto:

la vita dell'uomo non dipende
da quanto possiede,
anche se ha molte ricchezze.

DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO,
CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

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21 ottobre 2018

Ancora una volta
Dio si avvicina a noi.
Sa che ne abbiamo bisogno.
Viviamo infatti in un mondo
che si immerge sempre più
nelle anse del materialismo.

Siamo di continuo circondati
da gente che si agita
cercando nervosamente
"cose".
Non vive
scelte genuinamente libere.
Si dibatte, invece,
dentro condizionamenti o imposizioni
pregiudizi o paure
che snaturano la sua libertà
e, quindi, pregiudicano
il valore e la bellezza della sua vita.

Queste persone
non fanno vivere la loro anima
che ormai non sentono più.
e neppure seguono la coscienza
che, purtroppo, non parla loro più.

Così tendono a diventare
una cosa tra le cose.

Un simile modo di vivere
allontana maledettamente da Dio.

E, senza Dio,
la vita somiglia sempre più
a un fiume privo di sorgente,
destinato a vedere il suo corso
prosciugarsi e scomparire.

Ma, da parte sua,

Dio ama proprio questo uomo.
Lo avvicina e lo giudica,
perché Dio è giusto e santo.

Ma non lo abbandona a se stesso,
ignorandolo.
Neppure lo sopporta,
giustificandolo e lasciandolo quello che è.

Lo attira invece a sé,
nel suo Tempio,,
per inglobarlo nella sua vita.
Così, lo converte e gli restituisce
integra e felice la libertà.

Adesso prova a chiederti:
tu,
ti senti chiamato da Dio
a entrare nella sua casa
per vivere nella fortuna e nella gioia
cantate da Isaia
nella prima Lettura?
Ti entusiasma
il sentire che Dio
ti scruta e ti conosce
- dice il Salmo -
e perciò ti ravviva col suo Spirito?
Percepisci, allora,
la differenza che ti divide
da qualsiasi "cosa"
e fa di te un essere "umano"?

Soprattutto,
capisci sempre meglio
che Dio più che darti cose
ti dona forze di vita?
Le individui e le vivi?

In particolare,
avverti che Gesù "ti parla"
per consentirti di sviluppare
una vita "giusta",
vale a dire
corrispondente alle sue attese
e, perciò, fruttuosa e gioiosa?

In tal modo,
Gesù conferma una volta per tutte
la fede del credente
ribadendo
quanto già il profeta Isaia aveva assicurato:
Dio ha deciso
di garantire sicurezza assoluta
a chi lo segue
per dare stabilità suprema
alla vita del suo popolo.

Da tutto ciò consegue
che Dio ha fissato
il baricentro della vita umana
proprio
in un pieno rapporto con Lui.

Certo, il mondo materialista
non capirà mai queste parole
perché per lui
Dio non esiste
e, anche se esistesse,
non ha nulla da dare all'uomo
e, perciò, non ha minimamente senso
fare dipendere la vita umana
da Lui.

E, allora, è proprio corretto
fare dipendere la vita umana sulla terra
dall'economia?

Paolo da parte sua
mette in guardia i cristiani
dal non cadere
in questo fatale errore di valutazione.

Forse, al riguardo,
sarà bene nel corso della settimana
riprendere
proprio mentre si vive
l'ammonimento che Paolo
esprime con forza estrema
nella seconda Lettura.

Lettura del profeta Isaia

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Il sentiero del giusto è diritto, il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Farò di rubini la tua merlatura, le tue porte saranno di berilli, tutta la tua cinta sarà di pietre preziose. Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli; sarai fondata sulla giustizia».

Salmo

Appare il tuo corteo, Dio, il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario. Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra, insieme a fanciulle che suonano tamburelli. «Benedite Dio nelle vostre assemblee, benedite il Signore, voi della comunità d'Israele».
Mostra, o Dio, la tua forza, conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi! Per il tuo tempio, in Gerusalemme, i re ti porteranno doni. Regni della terra, cantate a Dio, cantate inni al Signore.
Riconoscete a Dio la sua potenza, la sua maestà sopra Israele, la sua potenza sopra le nubi. Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario. È lui, il Dio d'Israele, che dà forza e vigore al suo popolo. Sia benedetto Dio!

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l'opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Lettura del vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

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