Il tempo non va fermato:
va rigenerato

La Domenica è il giorno che genera la vita degli altri giorni

"Voi mi vedrete,

perché io vivo e voi vivrete".

DOMENICA DI PENTECOSTE


20 maggio 2018

La festa della Pentecoste
chiude il ciclo delle celebrazioni
della risurrezione di Gesù.

Questa solennità è centrata
su un fatto:
Gesù risorto
dona ai suoi lo Spirito Santo.

E, ai suoi discepoli,
Gesù spiega che lo Spirito
è del tutto unito a Lui.

In particolare,
Gesù afferma che, senza lo Spirito,
il cristiano non può né capire la verità
né, tanto meno,
viverla nel quotidiano.

Ne viene che
mentre Gesù è l'artefice della risurrezione,
possiamo affermare che lo Spirito
è il suo propulsore.

Ma, come mettere a fuoco
l'azione dello Spirito?

Un esempio va subito richiamato.

Quando il sole è coperto dalla nebbia
non cessa di esistere.
Lui, resta.

Alla pari, l'aridità umana
non polverizza Dio.
Lui, resta.

Meglio, agisce.

Gesù, infatti, manda lo Spirito.
E lo Spirito desta dal sonno.

Apre gli occhi alla luce di Dio
e, allora, Dio appare.

La prima Lettura
ripropone in modo plastico
questo pensiero.

Soprattutto, rivela
che l'azione dello Spirito ha effetti infiniti,
prima mai visti sulla terra.

La seconda Lettura
lo approfondisce
in un modo quanto mai dinamico.

Le sue parole vanno attentamente capite.
Soprattutto, vissute.

In sintesi,
si può affermare che si tratta
di ubbidire senza indugio allo Spirito
vivendo il quotidiano
sempre preoccupati di unire la preghiera al lavoro
e la meditazione all'azione.

Proprio come raccomanda
san Benedetto ai monaci.

I duri sentieri
non devono paralizzare il credente.
Lui deve sempre ricordare
che tutto ciò che è grande e prezioso
richiede sacrificio.

Del resto,
Gesù dice che alla vita beata
si giunge passando per una porta stretta.

Solo scelte radicali e coraggiose
consentono di raggiungerla,
vivendo comunque sempre illuminati e rafforzati
dai doni dello Spirito.

Appare allora evidente
che non sono mai gli altri
a ostacolare la ricerca di Dio.

E' il singolo che si ferma
e decide di vivere a prescindere da Dio.

Il segreto della vita beata, allora,
sta proprio nel non indurire il cuore.

E chi ascolta lo Spirito,
vivendo delle forze che Lui comunica,
si ritrova di continuo nella promessa fatta da Gesù
e ricordata dal Vangelo:

il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Tu provi questa gioia di vivere?

Lettura degli atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, i discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatté impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Salmo

Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Quante sono le tue opere, Signore! La terra è piena delle tue creature.
Togli loro il respiro: muoiono, e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.
Sia per sempre la gloria del Signore; gioisca il Signore delle sue opere. A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell'ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anatema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l'azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».