La Domenica dà vita agli altri giorni

La Domenica dà vita agli altri giorni

Dio è uno.

Nulla e nessuno
devono mettersi prima di Lui,
trasformandosi in un idolo.

OTTAVA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

15 luglio 2018

In queste Domeniche,
Dio ci parla della gioia di vivere.

Di volta in volta,
ci conduce a scoprire
componenti importanti di essa
e, insieme, ci indica
come giungere di fatto
alla loro concreta realizzazione.

Oggi,
Dio prosegue
nel parlarci della gioia di vivere.

Lo fa, tuttavia,
imprimendo al suo discorso
una direzione nuova e imprevista.

Ci ammonisce, infatti,
che la gioia di vivere
oltre che essere un valore
da ricevere e da vivere
è anche un bene da difendere
con cura e con forza.

Il libro dei Giudici
concentra questa azione di difesa
dentro il rifiuto netto e categorico
degli idoli.

Prova anzitutto a chiederti:

cosa è per me un idolo?
io sto vivendo sottomesso a idoli?

Capita,
molto più sovente
di quanto di solito si pensa,
che idoli imperversino
sulla scena della vita quotidiana
e si viva loro sottomessi,
quasi senza accorgersene.

Certo,
oggi gli idoli hanno cambiato
nome e anche forme di influenza.

Non sono, però, affatto scomparsi.

Oggi gli idoli
si chiamano
lavoro, mode, passioni,
e anche col nome di infiniti altri valori
oggettivamente importanti.

Certo,
vivendo in un contesto generale di vita
totalmente contrassegnato dal materialismo,
anche gli idoli
non coincidono con spiriti soprannaturali,
ma si incarnano in realtà materiali.

Il libro dei Giudici
oggi  sta invitando anche te
ad allontanarti da essi.

Ti ammonisce:
gli idoli affascinano ma, purtroppo,
insieme rovinano
"fino a condurre all'estremo".

Pensa al lavoro.

È decisamente
un valore di primaria importanza.

Tu lo stai mettendo
"al di sopra" di Dio?

Quando il lavoro è messo "sopra" Dio,
la persona perde la sua libertà.
Diventa ricattabile.

Per questo,
pur di non perderlo,
si sottomette
a ogni imposizione o ricatto immorale.

Ed è così che la vita
decade ed entra in vortici di crisi
che col tempo fagocitano le persone
nelle loro spire.

Alla fine,
irrimediabilmente.

Sempre così,
ed è un esempio oggi tremendamente diffuso,
la corruzione
sta imponendo i suoi voleri
e dilaga ovunque,
inarrestabile.

A questo punto,
il libro dei Giudici
pone una affermazione categorica,
sconvolgente.

Gli idoli hanno un potere superiore.

Nessuno può liberarsi da esso.
Al contrario,
ne resta schiacciato e distrutto.

Solo la misericordia di Dio
può produrre liberazione.

E Dio sa essere sempre più grande
di qualsiasi tradimento dell'uomo.

L'uomo è infedele a Dio.
Ma Dio rimane sempre fedele all'uomo.

Fermati e chiediti:

come si sta realizzando tutto ciò nella mia vita?
ci penso o non ci penso proprio mai?
ho imparato a rimettermi alla misericordia di Dio?
io, la vivo attivamente, cioè con autentico coraggio?

E, ora, osserva come il Vangelo
ripropone il valore della misericordia di Dio.

Gesù afferma
di essere stato mandato da Dio
a realizzarla sulla terra
una volta per tutte.

E, ai discepoli, ricorda
che egli intende legarli a sé
in questa azione decisiva.

Cosa ti dice la questione sollevata
da Giacomo e da Giovanni?

Vedi,
anche loro erano sottomessi al loro idolo.

Sei pronto a seguire Gesù
nel portare nel mondo la misericordia di Dio
che libera dagli idoli?

Infine,
Gesù come ti parla attraverso la seconda Lettura?

Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Quando Giosuè ebbe congedato il popolo, gli Israeliti se ne andarono, ciascuno nella sua eredità, a prendere in possesso la terra. Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatto in favore d'Israele. Poi Giosuè, figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci anni e fu sepolto nel territorio della sua eredità, a Timnat-Cheres, sulle montagne di Efraim, a settentrione del monte Gaas. Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; dopo di essa ne sorse un'altra, che non aveva conosciuto il Signore, né l'opera che aveva compiuto in favore d'Israele. Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal; abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti. Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a predatori che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, ed essi non potevano più tener testa ai nemici. In tutte le loro spedizioni la mano del Signore era per il male, contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all'estremo. Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li salvavano dalle mani di quelli che li depredavano. Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.

Salmo

I figli d'Israele si mescolarono con le genti e impararono ad agire come loro. Servirono i loro idoli e questi furono per loro un tranello.
Si contaminarono con le loro opere, si prostituirono con le loro azioni. L'ira del Signore si accese contro il suo popolo ed egli ebbe in orrore la sua eredità.
Molte volte li aveva liberati, eppure si ostinarono nei loro progetti e furono abbattuti per le loro colpe; ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

Voi stessi, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata inutile. Ma, dopo avere sofferto e subito oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. Come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate infatti, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio. Voi siete testimoni, e lo è anche Dio, che il nostro comportamento verso di voi, che credete, è stato santo, giusto e irreprensibile. Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.

Lettura del vangelo secondo Marco

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».