La Domenica dà vita agli altri giorni

La Domenica dà vita agli altri giorni

 

DODICESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

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12 agosto 2018

Il Signore vive con noi
perché ci ama e ci guida.
Ci protegge, ci ammonisce.
Ci perdona e ci fa rinascere.

Lo sappiamo. Lo crediamo.
Purtroppo,
non sempre ne teniamo conto
per viverlo fruttuosamente.

Nella prima Lettura odierna
il profeta Geremia lo ricorda con forza.

In questo modo,
attraverso Geremia
Dio continua a parlarci della gioia di vivere
e, in particolare,
continua a istruirci
sul come metterla al riparo
da fattori
carichi di male e di forza distruttiva.

In particolare,
oggi Dio ci parla
di una delle principali preoccupazioni
che ogni uomo avverte con durezza.

Si chiede, infatti:
come posso colmare di sicurezza la mia vita?
Quali difese massicce e invincibili
devo costruire
per  mettere al riparo da tutti e da tutto
la mia gioia di vivere?

Qui, Dio interviene con estrema decisione.
Sostiene che ne ha già parlato
tante volte e in modi svariati.

Purtroppo, inutilmente.
Come tutti tendono a fare,
anche il suo popolo
ha svolto il compito
di difendere la gioia di vivere
lasciandosi attrarre
dal potere delle "cose".

Ha subito il fascino irresistibile
esercitato dai "grandi re"
potenti e ricchi oltre misura.

Si è lasciato andare
al vezzo di calcoli eccentrici e smisurati
di opportunità fatte di illusioni
che prima attraggono
e, subito dopo, tradiscono duramente.

Proprio come all'origine
è avvenuto con i frutti dell'albero
della conoscenza del bene e del male.

Dio ricorda di essere stato messo da parte.
A furia di pensare ai "re" e alle "cose"
il suo popolo si è riempito
di idoli portatori di distruzione e di morte.
Ha finito per pensare a tutto,
magari ossessivamente,
senza più pensare a Dio.

E, qui,
compaiono domande:

come stai difendendo la tua vita?
come stai incrementando la tua gioia di vivere?
come la metti al riparo dagli infiniti imprevisti?

Ma, forse, altre sono le vere domande.

Come educhi te stesso
a difendere la vita e la sua gioia?
Come educhi i tuoi figli?

Tieni presente quanto ti dice il Salmo.

A Babilonia i credenti
sono crudelmente derisi e provocati.
In quel "cantateci" i vostri canti religiosi
è messo disprezzo misto a derisione.

È come se venisse loro beffardamente chiesto:
cosa riesce a fare il vostro Dio?
A che serve la fede in Lui?

Il Vangelo
riprende con forza
quanto Geremia e il Salmo
hanno inizialmente proposto.

Gesù concentra l'attenzione dei discepoli
unicamente sul potere fantastico
incluso nella "forza che Dio ha in se stesso".

Questa forza non è più lontana.
Si è fatta vicina
per sprigionare sulla terra
una splendida gioia di vivere.

I discepoli devono spostarsi
"senza avere nulla con sé"
perché tutti capiscano
quanto Dio li ama
e come Lui li protegge.

Ora chiediti:
io sto capendo Gesù, davvero?
Mi sto facendo da Lui ammaestrare
per giungere a dare alle cosiddette cose della vita
il loro corretto peso?
Cosa sto insegnando
ai miei figli?

Tutto questo
crea in me un forte e travolgente
entusiasmo per Gesù?

Certo,
va precisato
che Gesù
non fa equivalere la gioia di viver
al lasciare tutto.
Essa è quanto la forza di Dio produce
a vantaggio di quanti lo accolgono
quando si fa vicino e parla loro.

Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Questa parola fu rivolta a Geremia per tutto il popolo di Giuda nel quarto anno del regno di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda, cioè nel primo anno del regno di Nabucodònosor, re di Babilonia. Il profeta Geremia l'annunciò a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme dicendo: «Dall'anno tredicesimo del regno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, fino ad oggi sono ventitré anni che mi è stata rivolta la parola del Signore e io ho parlato a voi con premura e insistenza, ma voi non avete ascoltato. Il Signore vi ha inviato con assidua premura tutti i suoi servi, i profeti, ma voi non avete ascoltato e non avete prestato orecchio per ascoltare quando vi diceva: "Ognuno abbandoni la sua condotta perversa e le sue opere malvagie; allora potrete abitare nella terra che il Signore ha dato a voi e ai vostri padri dai tempi antichi e per sempre. Non seguite altri dèi per servirli e adorarli e non provocatemi con le opere delle vostre mani e io non vi farò del male. Ma voi non mi avete ascoltato - oracolo del Signore - e mi avete provocato con l'opera delle vostre mani per vostra disgrazia". Per questo dice il Signore degli eserciti: Poiché non avete ascoltato le mie parole, ecco, manderò a prendere tutte le tribù del settentrione - oracolo del Signore - e Nabucodònosor re di Babilonia, mio servo, e li farò venire contro questo paese, contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni confinanti, voterò costoro allo sterminio e li ridurrò a oggetto di orrore, a scherno e a obbrobrio perenne. Farò cessare in mezzo a loro i canti di gioia e di allegria, il canto dello sposo e della sposa, il rumore della mola e il lume della lampada. Tutta questa regione sarà distrutta e desolata e queste genti serviranno il re di Babilonia per settanta anni. Quando saranno compiuti i settanta anni, punirò per i loro delitti il re di Babilonia e quel popolo - oracolo del Signore -, punirò il paese dei Caldei e lo ridurrò a una desolazione perenne. Manderò dunque a effetto su questo paese tutte le parole che ho pronunciato a suo riguardo, tutto quanto è scritto in questo libro, ciò che Geremia aveva profetizzato contro tutte le nazioni».

Salmo

Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, allegre canzoni, i nostri oppressori: «Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se mi dimentico di te, Gerusalemme, si dimentichi di me la mia destra.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'ostinazione di una parte d'Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: «Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l'empietà da Giacobbe. Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati». Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

 

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