Il tempo non va fermato:
va rigenerato

La Domenica è il giorno che genera la vita degli altri giorni

È vero che siamo in attesa.

Tuttavia,
nel frattempo, diamoci da fare.

E non poco.

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO
I figli del Regno


19 novembre 2017

Nel tempo di Avvento
Dio ci parla
del santo viaggio
da Lui fatto sulla terra.

In questo fatto grande,
Dio ha inserito
la presenza formidabile
del Figlio.

La prima Domenica di Avvento
ci ha proposto
una visione di insieme
davvero fantastica
dell’azione del Figlio
sulla terra.

Questa azione
nella sua parte essenziale
è stata compiuta.

Ora resta
l’applicazione dei suoi frutti
alla vita di tutta l’umanità.

Gesù la compie
chiedendo ai suoi seguaci
di collaborare con Lui
nella realizzazione concreta
di questo progetto divino.

Ecco, allora,
cosa è l’Avvento
per noi cristiani.

Noi non aspettiamo
la realizzazione delle promesse divine
con le mani in mano,
simili a statuine.

Assieme a Gesù,
in questo tempo di mezzo,
noi continuiamo
a pellegrinare sulla terra,
dove Lui ci manda,
operosi e generosi.

Ce n’è un bisogno
davvero estremo.

La sollecitudine di Gesù
è massima.

Su questo
Gesù parla in modo chiaro
e anche duro:

Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.

Queste parole di Gesù
riprendono
molto efficacemente
le parole del profeta Isaia.

Insieme, però,
scatenano
negli animi dei suoi seguaci
un irrefrenabile entusiasmo,
perché Gesù
ha già iniziato a realizzarle
e loro sono certi
di avere in Lui
una difesa inattaccabile.

Sanno di avere
sinceramente accolto
e di vivere
la parola del profeta.

Così dice il Signore Dio: «Ascoltatemi, esperti della giustizia, popolo che porti nel cuore la mia legge».

Avvincente
la loro preghiera
davvero carica di ardore:

Svégliati, svégliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi.

Il tutto rivive
nell’esperienza apostolica
di Paolo,
in modo quanto mai parlante.

La seconda Lettura
lo rivela.

Un consiglio finale:

chiediti sovente ogni giorno
rispetto a Gesù,
sto vivendo con le mani in mano,
magari freddo e insensibile,
oppure mi sto davvero dando da fare
con entusiasmo e gioia?

Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Ascoltatemi, esperti della giustizia, popolo che porti nel cuore la mia legge. Non temete l'insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni; poiché le tarme li roderanno come una veste e la tignola li roderà come lana, ma la mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione. Svégliati, svégliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago? Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti? Ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con esultanza; felicità perenne sarà sul loro capo, giubilo e felicità li seguiranno, svaniranno afflizioni e sospiri. Io, io sono il vostro consolatore».

Salmo

Grande è il Signore e degno di lode nella città del nostro Dio. La tua santa montagna, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina, è la capitale del grande re. Dio nei suoi palazzi un baluardo si è dimostrato.
Come avevamo udito, così abbiamo visto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio; Dio l'ha fondata per sempre.
O Dio, meditiamo il tuo amore dentro il tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende sino all'estremità della terra; di giustizia è piena la tua destra.
Circondate Sion, giratele intorno. Osservate le sue mura, passate in rassegna le sue fortezze, per narrare alla generazione futura: questo è Dio, il nostro Dio in eterno e per sempre.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, su alcuni punti, vi ho scritto con un po' di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un'offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all'obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito.
Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».

Lettura del vangelo secondo Matteo

In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.
Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».