Sacro Monte di Crea

SACRO MONTE DI CREA

 

 LA RICOSTRUZIONE OTTOCENTESCA DEL SACRO MONTE DI CREA

Nell’anno 1860, dopo lunghe vicissitudini occorse al Sacro Monte di Crea (dovute all’invasione Napoleonica ad episodi di brigantaggio e all’incuria del tempo) su proposta di Don Gregorio Crova, proprietario di una parte del Sacro Monte e di varie cappelle, venne promossa dal Vescovo Monsignor Luigi Nazari di Calabiana la “Società di ristauro del Santuario di Crea, trasformatasi poi in Commissione Promotrice” di cui egli stesso era Presidente.
Da quell’anno fino al 1890 sul Sacro Monte fu tutto un fervore di lavori, dagli ultimi acquisti di fabbricati e terreni per ricompattare completamente i beni del Santuario, fino al cambio di dedicazione del Sacro Monte che passò dalla “Vita di Maria” ai “Sacri Misteri del Rosario”, ai restauri delle cappelle che, per molti casi consistettero nel rinnovo completo delle rappresentazioni interne ad opera di artisti quali Francesco Brocchi il Morra di Grazzano, Padre Giuseppe Latini, Francesco Nicora, Paolo Maggi, Caironi, Ponziano Loverini, Luigi Morgari, Antonio Brilla con i suoi due figli Stefano e Michele.
Di questi artisti il più prolifico fu Antonio, che rifece ex-novo le statue di ben dieci cappelle del Sacro Monte, oltre ad alcuni interventi più limitati.

 

Sacro Monte di Crea

Il Sacro Monte di Crea è situato su una delle alture più elevate del Monferrato (455 m s.l.m.), in provincia di Alessandria.
La particolare collocazione lo arricchisce di un'eccezionale veduta panoramica sulle colline circostanti e sulla catena alpina.

I lavori di edificazione del Sacro Monte iniziano nel 1589 su iniziativa del priore di Crea Costantino Massino, che progetta l'ampliamento del preesistente santuario mariano disponendo la costruzione di una serie di cappelle dedicate ai misteri della vita e al trionfo della Madonna. Fra le prime cappelle edificate vi sono quelle della Natività di Maria e della Presentazione di Maria al Tempio.

Il Sacro Monte di Crea è composto da ventitré cappelle, realizzate in due differenti fasi costruttive, una cinque-seicentesca e l'altra ottocentesca. Alla più antica, che si distingue per gruppi scultorei complessi in terracotta policroma inseriti in ambienti affrescati, partecipano artisti quali il Moncalvo, i Prestinari, i Wespin. L'intervento ottocentesco, sostitutivo di cappelle andate perdute, rivela invece una statuaria più semplice a eccezione della cappella della Salita al Calvario, dove interviene Leonardo Bistolfi con una composizione di grande intensità emotiva.

Le cappelle - fatta eccezione per le prime due dedicate a Sant'Eusebio - sono incentrate su alcune tappe della vita della Vergine (inizialmente sui misteri del Rosario), secondo un percorso che culmina nella cappella dell'Incoronazione di Maria, più nota come Il Paradiso. La cappella del Paradiso, con oltre trecento statue, è la più complessa del Sacro Monte. Il tema è trattato con grande ricchezza: vi è raffigurata l'Incoronazione di Maria, da parte della Trinità, sostenuta da uno stuolo di angeli. Le fanno da corona tre giri di statue raffiguranti apostoli, santi e martiri.

La Storia


L'origine della sacralizzazione del Monte è fatta risalire a S. Eusebio, Vescovo di Vercelli. Si narra che nel IV sec. il Santo per sfuggire alla persecuzione degli Ariani si fosse qui ritirato, trasportandovi la statua della Vergine. 

Dopo il Mille (e sino al Quattrocento) è documentata la presenza dell'antico abitato fortificato di Cardalona che sorgeva sulla sommità del colle, posto sotto la giurisdizione dei Marchesi di Monferrato. Scomparso il borgo, il luogo si caratterizzò, a partire dal Cinquecento, quale maggior polo devozionale del territorio.

Il Santuario 

 

Di origine romanica, venne retto dai Canonici di Vezzolano sino al 1468, quindi dai Lateranensi fino al 1798, dai Serviti sino al 1801, dal 1820 sino al 1992 dai Minori Francescani. Attualmente, è condotto direttamente dalla Curia di Casale, proprietaria del Sacro Monte. La Chiesa, dedicata a Maria Assunta, venne ampliata nel 1483 dal Marchese di Monferrato Guglielmo Paleologo, nel 1608 – 1612 dai Lateranensi.

La facciata subì rimaneggiamenti nel 1735, fra il 1890 e il 1913 e nel 1953. Il mosaico è anch'esso del 1953 (Dalle Ceste). L'interno, a tre nava-te, conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d'Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d'Antiochia del XV sec. Attruibuito a Francesco, fratello del più noto Martino Spanzotti; l'effige della Vergine, statua lignea del XIII sec.; la vasta raccolta di ex voto; la Via Crucis e gli amboni di Luigi Bagna.           

 Il Sacro Monte


Il Sacro Monte venne progettato da Costantino Massino nel 1589. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di 15 Cappele, I Misteri del Rosario. Trasformato nel tempo esso consta attualmente di 23 cappelle e 5 Romitori. Alla realizzazione dei gruppi statuari (in terracotta policroma) e dei dipinti che ornano le cappelle lavorarono, fra la fine del '500 e l'inizio del '600, Guglielmo Caccia (il Moncalvo), Giovanni e Nicola Wespin (i Tabachetti), G.B. della Rovere (il Fiamminghino), Giorgio Alberini, Veglia d'Asti e i Prestinari. Dopo un periodo di abbandono, dovuto alle soppressioni napoleoniche, si procedette, nel corso dell'Ottocento, ad un'intensa opera di restauro e di rifacimento delle cappelle.

A questi lavori, che durarono sino ai primi anni del Novecento, presero parte Bistolfi, Brilla, Maggi, Latini, Morgari, Capra, Caironi e Loverini. I Romitori, posti sulla Via del Ritorno, rappresentavano momenti di ascesi mistica rivolta alle figure dei Santi. I nomi dei paesi riportati nei riquadri collocati sulle facciate delle Cappelle corrispondono alle Comunità (Vicarìe) che contribuirono, nel corso dell'Ottocento, al restauro delle stesse.