Noi adoriamo la tua Croce, Signore Gesù

Uno sguardo intenso al Crocifisso

SIGNORE, TU SOFFRI PER ME

Pensi mai alla sofferenza di Gesù?
Questo uomo è turbato, piange e muore crocifisso
.

Gesù, tu prendi su di te la mia tristezza.
Per me patisci e soffri.

Tu
potevi vivere libero da ogni sofferenza.
Ma non lo hai fatto.

Ecco, di cosa parlo
quando predico la tua croce. [s. Ambrogio].

Invocazioni

Tu, che hai parole di vita eterna: Signore, pietà.
Signore, pietà.

Tu, che sei mite e umile di cuore: Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

Tu, che fosti obbediente fino alla morte: Signore, pietà.
Signore, pietà.

Tu che ti sei offerto per noi: Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

Tu che ci riscatti dai nostri peccati: Signore, pietà.
Signore, pietà.

Nella tua misericordia: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Da ogni male: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Da ogni peccato: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Dall'odio e dalla violenza: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Dalla malvagità e dall'ingiustizia: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Dalla morte eterna: salvaci, Signore.
Salvaci, Signore.

Ricerca di purificazione e di perdono

O dono preziosissimo della croce! Quale splendore appare alla vista! Tutta bellezza e tutta magnificenza. Albero meraviglioso all'occhio e al gusto e non immagine parziale di bene e di male come quello dell'Eden.
E' un albero che dona la vita, non la morte, illumina e non ottenebra, apre l'udito al paradiso, non espelle da esso.
Su quel legno sale Cristo, come un re sul carro trionfale. Sconfigge il diavolo padrone della morte e libera il genere umano dalla schiavitù del tiranno. Su quel legno sale il Signore, come un valoroso combattente. Viene ferito in battaglia alle mani, ai piedi e al divino costato. Ma con quel sangue guarisce le nostre lividure, cioè la nostra natura ferita dal serpente velenoso.
Prima venimmo uccisi dal legno, ora invece per il legno recuperiamo la vita. Prima fummo ingannati dal legno, ora invece con il legno scacciamo l'astuto serpente. Nuovi e straordinari mutamenti! Al posto della morte ci viene data la vita, invece della corruzione l'immortalità, invece del disonore la gloria. Perciò non senza ragione esclama il santo Apostolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6, 14). Quella somma sapienza che fiorì dalla croce rese vana la superba sapienza del mondo e la sua arrogante stoltezza. I beni di ogni genere, che ci vennero dalla croce, hanno eliminato i germi della cattiveria e della malizia. All'inizio del mondo solo figure e segni premonitori di questo legno notificavano ed indicavano i grandi eventi del mondo. Stai attento, infatti tu, chiunque tu sia, che hai grande brama di conoscere. Noè non ha forse evitato per sé, per tutti i suoi familiari ed anche per il bestiame, la catastrofe del diluvio, decretata da Dio, in virtù di un piccolo legno? Pensa alla verga di Mosè. Non fu forse un simbolo della croce? Cambiò l'acqua in sangue, divorò i serpenti fittizi dei maghi, percosse il mare e lo divise in due parti, ricondusse poi le acque del mare al loro normale corso e sommerse i nemici, salvò invece coloro che erano il popolo legittimo. Tale fu anche la verga di Aronne, simbolo della croce, che fiorì in un solo giorno e rivelò il sacerdote legittimo. Anche Abramo prefigurò la croce quando legò il figlio sulla catasta di legna. La morte fu uccisa dalla croce e Adamo fu restituito alla vita. Della croce tutti gli apostoli si sono  gloriati, ogni martire ne venne coronato, e ogni santo santificato. Con la croce abbiamo rivestito Cristo e ci siamo spogliati dell'uomo vecchio. Per mezzo della croce noi, pecorelle di Cristo, siamo stati radunati in un unico ovile e siamo destinati alle eterne dimore. [S. Teodoro Studita, Discorso sull'adorazione della croce]

Lode della misericordia divina.

Il tuo Figlio unigenito
facendosi uomo
ci raccoglie in unità,
umiliandosi ci innalza,
consegnandosi alla morte ci libera,
soffrendo ci riscatta.

La sua croce ci salva,
il suo sangue ci lava,
la sua carne ci nutre.
[Prefazio della Liturgia del Lunedì Santo].

Nuova presa di coscienza

TU SOFFRI, SIGNORE, PER LE MIE FERITE

Contro gli ariani
che nell’agonia di Gesù vedono la ragione per negare la sua divinità,
sant’Ambrogio sottolinea la crudezza di quel dolore
che lega molto misteriosamente Gesù a noi.

Il Salvatore per me si è rattristato e sperimenta il tedio della mia infermità.
Egli ha preso su di sé la mia amarezza, per donarmi la sua gioia;
è disceso sui nostri passi sino all’affanno della morte,
per farci risalire sui suoi passi sino alla vita.
Come ti potremmo imitare, Signore Gesù,
se non ti seguissimo come uomo, se non ti sapessimo morto, se non avessimo veduto le tue piaghe?
Egli « porta i nostri peccati e soffre per noi »:
tu, dunque, Signore, soffri, non per le tue, ma per le mie ferite,
non per la tua morte, ma per la nostra debolezza.
Tu soffrivi non per te, ma per me:
sì, hai conosciuto la debolezza, ma fu a motivo delle nostre colpe. [s. Ambrogio]

Il canto del redento

Salmo 118
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.

Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette certo ingiustizie
e cammina nelle sue vie.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.

Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.

Non dovrò allora vergognarmi,
se avrò considerato tutti i tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.

Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.

Forestiero sono qui sulla terra:
non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi giudizi in ogni momento.

Tu minacci gli orgogliosi, i maledetti,
che deviano dai tuoi comandi.

Allontana da me vergogna e disprezzo,
perché ho custodito i tuoi insegnamenti.

Anche se i potenti
siedono e mi calunniano,

il tuo servo
medita i tuoi decreti.

I tuoi insegnamenti sono la mia delizia:
sono essi i miei consiglieri.